lunedì 6 aprile 2009

Un diavolo per capezzolo

Non c'è che dire: la censura ha proprio un diavolo per capezzolo.
Una ragazza nuda guarda lo spettatore, girata per metà.
Segui con lo sguardo la piccola curva chiara e impertinente fino a che, in modo del tutto inaspettato, sfuma nella luce, o nel vapore, di una vasca da bagno illuminata dal sole.
La curva che sfuma nell'infinito ha un che di poetico, ma di certo non soddisfa lo spettatore famelico, guardone per sua stessa natura.
Soddisfa decisamente di più la censura cinematografica. Che ha ritenuto opportuno far scomparire il casto capezzolo di Laura Chiatti dall'altrettanto casta locandina del film di Roberto Faenza "Il caso dell'Infedele Klara".
Motivazione? È troppo sexy.
E dire che il capezzolo rappresenta l'ultimo baluardo della maternità femminile.
Punto focale della funzione materna, e al contempo del desiderio erotico di natura mammaria.
Che appartenga a nostra madre oppure ad una bella&giovane attrice italiana, che differenza fa?

Anche se non è pertinente, mi torna in mente il caso, non di censura ma di fotoritocco, dell'ombelico 'scomparso' dalla foto di una playmate di Playboy: un altro baricentro di maternità e sessualità che scompare, seppure per un maldestro lavoro di post-produzione, suscitando le ire dei lettori.
Sempre più di frequente, il corpo 'pubblico' della donna, quello sovraesposto mediaticamente, è manipolato e menomato, e quasi sempre da uomini.
In nome del decoro, in nome della bellezza.
E anche quello che incarna il valore più alto incarnato dalla donna - secondo la Chiesa - scompare.


Siamo sinceri: anche negli Usa, dannatamente bigotti, al capezzolo sarebbe toccata la medesima sorte.
Ma c'è una sottile differenza fra loro e noi: loro sono bigotti, noi baciapile.

lunedì 9 marzo 2009

Assente giustificata

Questo blog ha saltato un mese.
Un mese carico di significati, idee, emozioni, nuovi sviluppi.
Può, nello stesso mese, finire la carriera universitaria, prendere una svolta la carriera lavorativa, consolidarsi un amore, cambiare radicalmente una vita?
Può.

sabato 24 gennaio 2009

Carmela

Carmela ha l'allegria contagiosa di una ragazzina, e il volto rugoso come un campo pronto per la semina.
Gli occhi brillanti, acuti, di un indefinito grigio-verde.
In bocca, tante parolacce e pochi denti superstiti di uno stillicidio senile, oltre ad un sorriso che scalda il cuore.
Carmela è analfabeta: non ha avuto la possibilità di studiare perchè doveva aiutare il padre nei campi.
Ha ottant'anni, e non si è incartapecorita nel rimpianto e nel rimorso.
Solo molti ricordi, belli, e una certa arteriosclerosi nel raccontarli cento volte sempre con le stesse parole.
Da giovane, doveva essere graziosa: piccola, minuta, grande seno, bei capelli, una bella fila di denti forti, risata contagiosa.

Una donna libera.
Una di quelle che se ne fregano di quello che dicono i compaesani di lei che mai si è rassegnata alla vedovanza, all'abito scuro, a rimanere sola.
Una che ha sempre saputo tenere testa agli altri, complice l'ironia, la lingua tagliente e la sincerità.
L'adolescente che andava al cinema e optava per il palchetto per poter pomiciare col giovanotto di turno.
La ragazza che, benchè non fosse più illibata da tempo, fece la 'fuitina' col marito.
La giovane che non si perdeva una festa di paese, un'occasione per ballare a suon di fisarmonica e violino.
La vecchia che si è fatta il fidanzato, as usual, di molti anni più giovane di lei.
Il quale, per paura del giudizio dei quattro figli maschi, avuti con quella buon'anima della moglie, le telefona solo di sera e, quando lei è al paese, la viene a trovare solo di notte.

Un Romeo&Giulietta in salsa arianoirpinese, ai tempi delle colf e delle dentiere.

mercoledì 21 gennaio 2009

lunedì 12 gennaio 2009

La grande abbuffata

Non sempre si fa per puro edonismo e ferrea volontà di oltrepassare i propri limiti di capienza intestinale e di decenza, come nel caso dei protagonisti del film di Ferreri.
A volte la causa è profondamente radicata, serpeggiante, visibile solo agli occhi di chi vuole guardare.
Flavia è bulimica.
Malata di quella bulimia di chi si abbuffa ma non vomita, accumula e non espelle.
Tra raid notturni alla dispensa e svuotamenti programmatici del frigorifero, cosicchè solo toccando il fondo qualcuno si accorga della nostra infelicità, del nostro desolato bisogno di affetto.
Flavia è affettuosa, "leggera" malgrado tutti questi pesi, spensierata e fiduciosa malgrado le privazioni continue alle quali è esposta da una madre bambina e da una nonna matrigna.
E per il non intervento di un padre simpatico ma inconsistente.

Ora è a Firenze, in un centro per bulimici.
Lontana dalla famiglia, e quindi con qualche speranza.

E' sostenuta, capita, scossa, alimentata, coccolata senza essere viziata.
E' circondata di persone che sanno, capiscono, non giudicano.
Flavia è salva.

venerdì 2 gennaio 2009

Frank Capra e il bisogno di leggerezza

Ai suoi tempi - siamo, all'incirca, a cavallo fra anni quaranta e anni cinquanta - lo consideravano il regista dei "cinepanettoni" made in USA: nessuna signorina scosciata, ma spirito leggero e lieto fine.
Nel periodo in cui ha vissuto e lavorato, compreso fra anni venti e anni sessanta, è stato fondamentale: gli anni successivi alla crisi del '29 c'era proprio bisogno di qualcuno che raccontasse storie strappasorrisi, vissute dagli attori più brillanti dell'epoca - James Stewart, Cary Grant risvolti tragicomici e personaggi che sarebbero poi rimasti nell'immaginario collettivo (Clarence l'angelo, che è stato persino d'ispirazione internettara).

In tempi nei quali i vocaboli più ricorrenti sono "crisi economica" e "recessione", la leggerezza è un valore. Inestimabile.
E basta guardare ai suoi due capolavori, La vita è meravigliosa e Arsenico e vecchi merletti, uno dei film più divertenti della storia del cinema, per sentirsi lievi, sorridenti, ottimisti.

E per ricordarsi di conservarla, la leggerezza, anche in tempi di benessere generale.

mercoledì 31 dicembre 2008

Duemilaennnove

Facendo un rapido elenco, nell'ormai scorso anno mi sono accadute le seguenti cose:
-sono stata in Polonia;
-sono stata sfrattata di casa mentre ero in Polonia;
-mi sono presa un'influenza virulenta, in conseguenza alla trasferta polacca;
-mi sono stirata il legamento della gamba destra, in seguito a caduta sul marciapiede di fronte all'Ospedale S. Spirito di Roma (quando si dice la fortuna);
-ho perso in totale un mese di lezioni universitarie, in seguito a tutte queste rosee contingenze;
-ho dovuto rinviare la laurea, per cause di forza maggiore;

MA

-ho scoperto il potere di Facebook e dei social network;
E
-ho trovato lavoro. Anzi: due lavori.

Partendo da questi presupposti, e ripensando all'energia che ho messo in campo nell'ultimo anno, posso solo prevedere che il duemilaennnove sarà un anno magico.


E, chissà, quasi sicuramente riuscirò a coronare il sogno di andare a vivere da sola.

giovedì 25 dicembre 2008

Pipi Natale

Babbo Natale può essere anche un'inquietante presenza.
Un po' come i clown, o come tutti quei personaggi che devono evocare allegria e festa a tutti i costi.
Ma per me non era inquietante. Non come i clown, almeno.
Ma incuteva paura ed eccitazione insieme.
Quel campanello che trillava a mezzanotte dietro la porta chiusa della mia camera, fasci di luce magici abilmente maneggiati da mio padre, la sensazione che qualcosa di fatato e misterioso si stesse per dischiudere sotto i miei occhi.
E poi il buio.
Il silenzio.
Io in braccio a mia madre, tremante per la consapevolezza che dietro quella porta un signore barbuto - meno canuto, meno panciuto, meno vecchio - stava apparecchiando per me un autentico paradiso per bambini.
Finito il trambusto, era il momento di essere iniziata alla parte più sfiziosa del mio Natale.
Aprivo timidamente la porta.
Buio fitto mi risucchiava nell'attesa.
(pian pianino, mio padre si avvicinava alla porta approfittando della mia distrazione)
Sono di fronte al letto, che mi appare ingombro già solo toccandolo.
Uno dei due complici (i miei genitori, ndr) accende di colpo la luce.
Sotto il mio sguardo, si materializza una pila infinita di pacchi confezionati con cura, di cui non riesco nemmeno a vedere la fine tanto sono piccina.
Il momento viene immortalato da un padre che sorride sotto i baffi.

Sono stati sufficienti un campanellino, una torcia e un vocione per rendere magici i miei primi Natali.
E l'incanto si ripeteva ogni Befana, ogni caduta di denti da latte - che richiamava la Fatina dei Dentini, alla quale affidavo molari incisivi e canini perfettamente bianchi - e ogni compleanno.
Una sera, a Piazza Navona, vidi una slitta in cielo.
Ma, chissà, forse era solo la mia fervida immaginazione.

Ora sono svaniti Babbo Natale e le torri di regali, ma sono rimasti l'amore per il Natale e l'immaginazione.
Quella sì, in grado di ricreare la magia di una volta.

domenica 30 novembre 2008

O bloguér è un fingidor

O bloguér è um fingidor.

Finge tão completamente
Que chega a fingir que é dor
A dor que deveras sente.

E os que lêem o que escreve,
Na dor lida sentem bem,
Não as duas que ele teve,
Mas só a que eles não têm.

E assim nas calhas de roda
Gira, a entreter a razão,
Esse comboio de corda
Que se chama coração.

("Liberamente" tratto da Fernando Pessoa, Autopsicografía)

mercoledì 5 novembre 2008

Sono stanca

di rimanere in equilibrio fra la precarietà e la felicità.
di rimanere appesa come un'impiccata ai silenzi e alle titubanze di padroni di casa menefreghisti.
di consegnare le mie speranze in mano a persone da poco che le sciupano senza riguardi.
di costringere la mia gatta a rimanere chiusa in una stanza per colpa di altre persone.
di sostare su quella sottilissima linea di confine che c'è fra povertà e piccolissima borghesia.
di dover scambiare quattro parole anche quando non ne ho voglia.
di dover rimanere in silenzio, per non far rumore, per non farmi sentire.
di dover convivere.
di non avere casa mia, spazi miei, privati e impenetrabili.

Eppur son felice, viva, sveglia e attiva.
E tutto questo cambierà in meglio.

lunedì 6 ottobre 2008

Un mondo piccolo piccolo

La vita è strana.
Soprattutto quando ti fa ritrovare, per puro caso, galeotto un vecchissimo amico rincontrato per strada dopo dieci anni e galeotto Facebook, la prima cotta, il primo ragazzo per il quale avresti fatto follie.

A sette anni mi sono precocemente infiammata per un bambino di nove, bello come il principe Aladino delle Mille e una notte e, non per niente, per metà indiano.
Ci rincorrevamo, ci corteggiavamo, ci sbirciavamo nell'immenso cortile delle elementari.

Lui con il suo corteo di amici dietro, io a raccogliere pigne con la mia amica del cuore di allora.
Fingendo indifferenza per quel marajà, con tanto di corte, che correva avanti e dietro la sottoscritta per farsi notare.
Un amore assoluto, totalizzante.
E lui il primo pensiero al mattino e l'ultimo prima di addormentarmi.

Una vecchia foto ormai perduta in scatoloni dimenticati.
Location: la parrocchia nella quale ho preso, mio malgrado, la comunione.
Soggetti: io con taglio di capelli alla garçonne, con inseparabile impermeabile blu da investigatore privato, un'ingombrante ex compagna di classe in mezzo e dulcis in fundo, sulla destra, la nuca color miele di un misterioso, esotico, bambino.
Lui.
Matteo.

Del quale ricordo ancora oggi l'indirizzo completo di casa e il numero del fisso, nonchè segno zodiacale e data di nascita.
Una magnifica ossessione con il viso delicato e i capelli neri.

sabato 4 ottobre 2008

HELP! Cercasi buon samaritano

che mi registri su qualsiasi supporto video, VHS o DVD, il film 'Made in Italy' diretto da Nanni Loy, in onda sabato 4 ottobre alle 21:10 su La7. :'(

Vi prego!

mercoledì 1 ottobre 2008

Svetlana

Una vita intera può cambiare dalla sera alla mattina, figuriamoci in un anno e mezzo.
E così succede che, dopo che non aver visto una tua cara amica per oltre un anno, scopri di punto in bianco che lei, russabellabionda e ventiquattrenne,
in questo lasso di tempo
ha, nell'ordine,
sposato un trentunenne con il quale si 'diverte tantissimo'
partorito una bimba che oggi ha undici mesi ed è bellabiondasorridente come la mamma.

Uno shock.
Soprattutto per una come me che, in caso decidesse di sposarsi, lo farebbe come minimo a trent'anni.
Svet è straordinaria, soprattutto per l'affetto e la gioia con cui parla di sua figlia e di suo marito.
La figlia, dopo quasi un anno, ancora la allatta al seno.
E tu ti immagini questa ragazza, esile come prima della gravidanza, che a ventitrè anni ha fatto una figlia ed è diventata donna tutta insieme.

Tenerezza e un po' di paura.

lunedì 29 settembre 2008

Miss Piggy sull'Isola dei Famosi

Lei, pseudo-pinup de noantri, rediviva Marilyn Monroe made in Sardinia, finta platinata e finta occhiblu, sbarca sull'Isola più criticata d'Italia, complice la dipartita dal gioco di un bruno e fisicato tronista (al secolo, Lago Giuseppe, ndr). E' un evento storico, dopo che Simona peldicarota ha passato le scorse sette edizioni ad implorarne la partecipazione. Ed ora, eccola lì.
Tacco dieci, abito da sirena che abilmente ridisegna una silhouette appesantita facendola vagamente somigliare a quella photoscioppata nel buon nome della Lambretta (vedi foto sotto).


Occhi bovini e vocali aaaaaapertissime.
Un po' svampita e divertente come da copione.

Il tocco di carne - e di ironia - che mancava a quest'edizione.

Che fra oche, tigri e colombi - la coppia Mallman-Tumiotto - non si fa mancare proprio nulla.
Incluso il clone gay di Enzo Paolo Turci, non famoso molto benvoluto dai vipppsss, e la versione appena più stagionata di Lori del Santo, l'intelligente e riflessiva Michi Gioia.

A vederla sorridente e impacciata tentare di accendere un fuoco senza nemmeno sfregare due legnetti, tentando di preparare un porceddu arrosto per gli altri 'naufraghi', mi sovviene un dubbio raccapricciante: che sia stata mandata lì all'unico scopo di sfamare i suoi compagni?

Certo che con quei prosciutti...

sabato 27 settembre 2008

Divino

Paul Newman è morto a ottantatre anni di cancro ai polmoni.
La morte ci attende tutti.
Muore Paul come morì Marlon.

Ricambio generazionale.


Google spegne la decima candelina: il futuro è già passato?

(Giulia criptica)

venerdì 26 settembre 2008

Animal Crossing e la vita di coppia

oGiulia e Denis.
Io ragazzina con caschetto rosa confetto, vestitino viola e lenza da pesca sempre alla mano.
Lui ragazzino con berretto in testa, occhiali da mosca e innaffatoio per innaffiare rape virtuali.
Da vendere poi a prezzi esorbitanti al bottegaio del paese, Tom Nook.
Se poi c'è il tempo, ci scappa anche una capatina dalle Sorelle Ago e Filo, atelier di moda con sartina sempre al lavoro.

La nostra casa è grande, grandissima.
Tre piani, dei quali due da arredare a nostro piacimento, possibilmente in modo stilisticamente coerente, perchè c'è un'Accademia delle belle case che ci giudica e ci assegna punti in base al gusto nell'arredamento e al rispetto dei principi del Feng Shui.
Abbiamo mobili, cassettiere, panche e armadi dove teniamo di tutto: dagli abiti ai fossili, dagli utensili da lavoro alle torte di compleanno ricevute in regalo che, se non stiamo attenti, marciscono e attirano in casa scarafaggi.

Abbiamo prato, fiori e un terreno da coltivare come meglio crediamo.
Nel paese dove viviamo ci sono tantissimi alberi da frutto, soprattutto ciliegi, che se li scuotiamo ci riservano sorprese inaspettate: soldi, mobili per la casa, insetti, e se ci va male un alveare pieno di api inferocite (si salvi chi puòòòòòòòòòò!).
Quando vediamo una crepa in terra, scaviamo per vedere cos'è sotterrato, e se siamo fortunati è un fossile - reperibile un po' ovunque - se ci va male è una trappola, che possiamo seppellire in un altro luogo per fare un brutto scherzo a qualcuno.
Sempre che non ci finiamo noi sopra per errore.

Abbiamo un'intensa vita sociale, che in confronto Facebook è roba da dilettanti.
Tutti i nostri compaesani ci vogliono bene e ci offrono doni, ci sfidano a chi è più bravo nella pesca o nella cattura di insetti, ci invitano alle feste.
Insomma, ce la godiamo appieno.
Se poi assecondiamo i loro desideri, ci offrono doni insperati.

Nel nostro paese regna la diversità: qualcuno è un papero, qualcun altro è un lupo, qualcun altro ancora un elefante.
Non mancano trichechi, tartarughe - il sindaco - gufi - il custode del museo - procioni - il negoziante Tom Nook - orsi, porcospini.
Il mondo è bello perchè è vario.
Ogni giovedì, poi, arriva in paese una giraffa che se la tira 'na cifra perchè lavora nel campo della moda e ti guarda dall'alto in basso come se fossi l'idiota del villaggio.

Non mancano neanche simpatici imbroglioni come il venditore di cianfrusaglie Volpolo, che allestisce ogni lunedì un tendone ad ingresso limitato 'vip' solo a coloro che conoscono una parola d'ordine speciale (puntualmente spifferata a noi da uno dei compaesani).
Ma, in fondo, fra ufo e pacchi regalo che volano in cielo, conchiglie in riva al mare, coleotteri e pesci di tutti i tipi, è bellissimo vivere lì.

Anche se siamo costretti a dormire in letti gemelli.
Perchè dormire insieme, magari in un lettone king size, non sta bene, un po' come nei film americani degli anni '50.
Ma qui il mutuo si può anche non pagare, e la vita continua tranquillamente, senza ulteriori pretese e turbamenti.


Sì, l'avete intuito: alludo alla vita virtuale.

mercoledì 24 settembre 2008

Eppure, non sono pia

Toh, che buffo gioco di numeri.

23 settembre 1986: nascevo io.
23 settembre 1968: moriva Padre Pio.

Cervello - e fede - in tilt.

martedì 23 settembre 2008

Ventidue, numero perfetto.

Due volte due.
La coppia, gli opposti, le due facce, Doc. Jekyll e Mr. Hyde.
La perfezione di un numero, la perfezione - si spera - di un'età.
Inauguro con un deludente ventotto in un esame che mi porto dietro da luglio.
Liberazione, leggerezza, appena un po' di più.

E dai che ce l'abbiamo quasi fatta.

mercoledì 17 settembre 2008

Umiliazione in cambio di fama

La sete di fama non conosce limiti.
Ne' morali - per quanto sia odioso questo aggettivo - ne' fisici.
Così una ex Gieffina, già rappresentante dell'Italia per Miss Universo, una volta uscita dal programma di Canale5 e dopo il canonico calendario sexy, è finita nel dimenticatoio.
E ha pensato bene di offrire la sua verginità - a quanto pare, in realtà precedentemente persa - al migliore offerente.
Bello o brutto che sia, tanto se non le piace "manderà giù un bicchiere di vino".

In tempi come questi, la massima trasgressione è la purezza, l'innocenza, la virtù, vera o presunta che sia.
Tanto da portare allo scoppio della moda, prima orientale oggi anche occidentale, dell'imenoplastica.
Come se poi, una membrana insignificante avesse tanto valore, in sè per sè.
Hai vent'anni, una bellezza esplosiva e poco altro.
Un attaccamento tanto tenace ad una fama perduta, forse mai avuta, al punto di offrirti ad un livello tanto intimo.
Al solo scopo di provocare i 'rumors' e di riacquistare quarantotto ore di nuova, effimera, fama.

Spero per la fanciulla, di certo sicura di non ricevere proposte ad una simile cifra, che non abbocchino pesci all'amo.
Perchè la bellezza, soprattutto se sovraesposta mediaticamente, ingolosisce.

Chissà che non si faccia avanti il Berlusca.

domenica 14 settembre 2008

Ommioddio, ommioddio.

Ora guardate. E ditemi se è mai possibile che a questo mondo possa esistere una creatura più PUZZOLOSA di questa (Celina a parte)?


Il panda minore alias panda rosso.

Made in China.

sabato 13 settembre 2008

L'inno nazionale più bello del mondo

Parole e musica :
Claude Rouget de Lisle - 1792

Allons enfants de la Patrie
Le jour de gloire est arrivé
Contre nous de la tyrannie
L'étendard sanglant est levé {2x}
Entendez vous dans les campagnes
Mugir ces féroces soldats
Ils viennent jusque dans vos bras,
Egorger vos fils, vos compagnes

{Refrain:}
Aux armes citoyens ! Formez vos bataillons !
Marchons, marchons,
Qu'un sang impur abreuve nos sillons

Que veut cette horde d'esclaves
De traîtres, de Rois conjurés ?
Pour qui ces ignobles entraves,
Ces fers dès longtemps préparés ? {2x}
Français ! pour nous, ah ! quel outrage !
Quels transports il doit exciter !
C'est nous qu'on ose méditer
De rendre à l'antique esclavage !

{au Refrain}

Quoi ! des cohortes étrangères
Feraient la loi dans nos foyers ?
Quoi ! ces phalanges mercenaires
Terrasseraient nos fiers guerriers {2x}
Grand Dieu ! par des mains enchaînées
Nos fronts sous le joug se ploieraient,
De vils despotes deviendraient
Les maîtres de nos destinées ?

{au Refrain}

Tremblez, tyrans ! et vous, perfides,
L'opprobe de tous les partis,
Tremblez ! vos projets parricides
Vont enfin recevoir leur prix {2x}.
Tout est soldat pour vous combattre,
S'ils tombent, nos jeunes héros,
La terre en produit de nouveaux
Contre vous tous prêts à se battre

{au Refrain}

Français ! en guerriers magnanimes
Portez ou retenez vos coups.
Epargnez ces tristes victimes
A regret s'armant contre nous {2x}.
Mais le despote sanguinaire,
Mais les complices de Bouillé,
Tous ces tigres qui sans pitié
Déchirent le sein de leur mère

{au Refrain}

Amour sacré de la Patrie
Conduis, soutiens nos bras vengeurs !
Liberté, Liberté chérie !
Combats avec tes défenseurs {2x}.
Sous nos drapeaux, que la victoire
Accoure à tes mâles accents,
Que tes ennemis expirant
Voient ton triomphe et notre gloire !

{au Refrain}

Nous entrerons dans la carrière,
Quand nos aînés n'y seront plus
Nous y trouverons leur poussière
Et les traces de leurs vertus. {2x}
Bien moins jaloux de leur survivre
Que de partager leur cercueil,
Nous aurons le sublime orgueil
De les venger ou de les suivre !

giovedì 11 settembre 2008

In breve

Sì, lo ammetto: sono desaparecida.
Ma non crediate che non abbia fatto nulla.
Tutt'altro:

-mi sono presa un'abbronzatura da fare invidia ad una vahine (leggi: tradizionale fanciulla polinesiana con corone di fiori d'ibisco e olio di monoi all over);
-ho goduto degli ultimi sprazzi di spensieratezza prima della faticaccia finale (leggi: una sfilza interminabile di cinqueesamicinque che mi aspettavano al varco a settembre);
-ho festeggiato il 28esimo genetliaco del mio adorato, e mi appresto a festeggiare il mio 22esimo il 23 settembre;
-ho lavorato un giorno alla Fiera di Roma come hostess;
-ho fatto il primo esame e quintultimo esame prima della laurea triennale, e brillantemente;
-mi sono procurata un bel tirocinio di quelli seri che potrebbe sfociare in un eventuale bellissimo impiego post-laurea;
-mi accingo a dare il quartultimo e il terzultimo esame il 13 e il 15 settembre (poi, mi aspettano i rimanenti il 26 e il 1° ottobre).

Bazzecole.

domenica 24 agosto 2008

Sono una frignona.

Lacrime come se piovessero.
Specialmente quando la sciovinista italica regia ha mandato in onda, più volte, il filmato montato con le vittorie azzurre di quest'ultima olimpiade: qualcosa di analogo accadde anche con Atene 2004, ma non a questi livelli.
Quando Cammarella ha stracciato 14 a 4 il gigantesco cinese, poi, sono scoppiata a piangere come una pupa.
E, come se non bastasse, ho raggiunto l'acme della commozione durante la cerimonia di chiusura.
Spettacolare, anche se con rari momenti kitsch (in fondo sono cinesi, dobbiamo concederglielo).

Quando hanno spento la fiaccola olimpica, in un tripudio scenografico di torri di babele animate da straordinari movimenti coordinati e finte fiaccole olimpiche fiammeggianti a simboleggiare 'la fiamma olimpica che mai si estinguerà', mi sono sentita una stupida.
Di quelle che per una vita hanno snobbato lo sport e, per colpa di due olimpiadi - Atene 2004 e Bejiing 2008 - piangono e si emozionano in simbiosi con gli sportivi.

Sognando di essere state spinte maggiormente verso lo sport da piccole.

venerdì 22 agosto 2008

Un uomo, un mito

La migliore espressione 'basita' del divo
Stanis La Rochelle/Pietro Sermonti in 'Occhi del Cuore'/'Boris 2'
(screenshot della terza puntata, 'Chi si salverà')

Perchè, in fondo, per un attore ci sono solo quattro espressioni fondamentali:
"basita, preoccupata, spensierata e intensa, che è la più difficile..." (by Renè Ferretti/Francesco Pannofini, nei panni del regista alla 'cazzo di cane', il vero fenomeno di questa serie)

Cercasi quiete mentale disperatamente.

Le Olimpiadi di Pechino, l'amore in Veneto, l'ansia di nuotate in piscina, il pensiero agli imminenti esami.
Fra splendidi e muscolosissimi culi di velocisti primatisti olimpici nonchè mondiali, sms interrogativi, pericoli scampati - chissà, vedermi col pancione a 22 anni avrebbe potuto essere figo - e conoscenze ritrovate, ho bisogno di fare blackout cerebrale.

E di concentrazione, e d'amore.

domenica 10 agosto 2008

Sono tornata

martedì 29 luglio 2008

C'era una volta Christian il Leone

Perchè mi commuovo sempre con storie come queste? :'(


venerdì 25 luglio 2008

1 agosto, ore 22:30

I viaggi più indimenticabili via mare sono quelli notturni.
Sia che si dorma su una poltrona da sola con un misero plaid tirato su fino al mento con coppiette assopite nei sacchi a pelo tutt'attorno, sia che ci si trovi in una stretta cabina per tre a salire la sala del letto a castello facendo meno rumore possibile.
La mattina presto, l'alba in mare è uno degli spettacoli più belli ai quali si possa assistere.
Ma anche la lettura mattutina del giornale seduto su uno di quei favolosi divanetti antistanti i bar delle navi.
Vedere il tramonto, di solito, ti dà invece la sensazione della perdita: quando lasciai Barcellona due anni fa dopo quasi due mesi di vita lì e un amore sbocciato in terre catalane, ero triste.
Di più: non sarei mai più voluta tornare.
E il tramonto era troppo infuocato, per i miei gusti.

Questa volta, la seconda volta in vita mia, mi troverò su una nave in compagnia di qualcuno che non sia un genitore.
Con qualcuno che, per inciso, è il mio amore.

E saremo, finalmente, come una di quelle odiose coppiette che passano la notte abbracciate per terra, la cui vista mi dava fitte al cuore durante il ritorno da Barcellona.
Un plaid, noi due, e una nave dondolante con tutto il mondo sotto.

giovedì 24 luglio 2008

Galeotto fu il Sangre di Toro, e una candela.

Tutto accade in una notte, magari in compagnia.
Conoscete qualcuno da poco, pochissimo tempo, ma vi piace.
Vi ispira fiducia, simpatia, tenerezza.
Una sera siete andati a farvi un giro per una città che di notte è più bella che di giorno.
La sera, vi ritrovate sulla terrazza per un drink e quattro chiacchere in compagnia.
Galeotto fu il Sangre di Toro e chi lo creò.
Il vino è rosso come il sangue e piuttosto dionisiaco.
La testa è leggera, la mente sgombra di pensieri.
In vino veritas.

Fuori è buio, ma voi bevete a lume di candela.
E allora, ecco la provocazione.
Cera calda sulle dita di lei
che, si sa, è una sensazione goduriosa.
Due gambe si allungano sotto il tavolo per posarsi su ginocchia turbate
le parole perdono di senso
e di colpo uno dei due è in piedi
chi sia non si sa più
il vino ha annebbiato il ricordo del prima
e liberato dalle inibizioni del poi.

Un BACIO.
Umidocarnalecaldo
e poi giù per terra
come perdendo i sensi
l'una sull'altro
ubriachi di vino e di desiderio.
Nulla tornerà come prima.


Poteva sembrare una distrazione estiva a breve termine, giusto il tempo di tornare in Italia.
E invece sono passati due anni da quella sbronza.
E ce ne aspettano molte altre.

venerdì 18 luglio 2008

Dai, che ce la possiamo fare.

Si intravvede qualche possibilità di rimonta, di concentrazione delle forze vitali, di rivalsa.
Il caldo dondolante dell'estate un po' mi stordisce un po' mi sprona.

Perchè mancano solo sei mesi al traguardo. Forza e coraggio.