La grande abbuffata
Non sempre si fa per puro edonismo e ferrea volontà di oltrepassare i propri limiti di capienza intestinale e di decenza, come nel caso dei protagonisti del film di Ferreri.
A volte la causa è profondamente radicata, serpeggiante, visibile solo agli occhi di chi vuole guardare.
Flavia è bulimica.
Malata di quella bulimia di chi si abbuffa ma non vomita, accumula e non espelle.
Tra raid notturni alla dispensa e svuotamenti programmatici del frigorifero, cosicchè solo toccando il fondo qualcuno si accorga della nostra infelicità, del nostro desolato bisogno di affetto.
Flavia è affettuosa, "leggera" malgrado tutti questi pesi, spensierata e fiduciosa malgrado le privazioni continue alle quali è esposta da una madre bambina e da una nonna matrigna.
E per il non intervento di un padre simpatico ma inconsistente.
Ora è a Firenze, in un centro per bulimici.
Lontana dalla famiglia, e quindi con qualche speranza.
E' sostenuta, capita, scossa, alimentata, coccolata senza essere viziata.
E' circondata di persone che sanno, capiscono, non giudicano.
Flavia è salva.
2 commenti:
lontana dalla famiglia, e quindi con qualche speranza. purtroppo. :-*
Giulia questo post mi ha emozionato con una certa tristezza insieme.
Poison (Enrico)
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