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lunedì 4 maggio 2009

Miscellanea

Colgo l'occasione di questo primo post di maggio per augurare idealmente buoni ottant'anni ipotetici all'icona che ha rubato il mio cuoricino di giovane donna cortocrinita: la divina Audrey Hepburn.
Se fosse possibile, ti augurerei (come minimo) altri cento di questi giorni.

Inoltre, poichè come è risaputo sono quasi sempre dalla parte delle donne, e mai come in questa occasione, colgo la palla al balzo per rivolgere un energico clap-clap alla donna italiana del momento: Veronica Berlusconi.


Divorzia e riducilo in mutande, l'unico augurio che mi sento di farti.
Una buonuscita da record è il giusto prezzo per 19 anni di matrimonio con un buffone lestofante e donnaiolo.
Torna ad essere Lario, se ti va.
Di certo, torna ad essere la Miriam Bartolini di una volta.

sabato 27 settembre 2008

Divino

Paul Newman è morto a ottantatre anni di cancro ai polmoni.
La morte ci attende tutti.
Muore Paul come morì Marlon.

Ricambio generazionale.


Google spegne la decima candelina: il futuro è già passato?

(Giulia criptica)

martedì 23 settembre 2008

Ventidue, numero perfetto.

Due volte due.
La coppia, gli opposti, le due facce, Doc. Jekyll e Mr. Hyde.
La perfezione di un numero, la perfezione - si spera - di un'età.
Inauguro con un deludente ventotto in un esame che mi porto dietro da luglio.
Liberazione, leggerezza, appena un po' di più.

E dai che ce l'abbiamo quasi fatta.

giovedì 24 luglio 2008

Galeotto fu il Sangre di Toro, e una candela.

Tutto accade in una notte, magari in compagnia.
Conoscete qualcuno da poco, pochissimo tempo, ma vi piace.
Vi ispira fiducia, simpatia, tenerezza.
Una sera siete andati a farvi un giro per una città che di notte è più bella che di giorno.
La sera, vi ritrovate sulla terrazza per un drink e quattro chiacchere in compagnia.
Galeotto fu il Sangre di Toro e chi lo creò.
Il vino è rosso come il sangue e piuttosto dionisiaco.
La testa è leggera, la mente sgombra di pensieri.
In vino veritas.

Fuori è buio, ma voi bevete a lume di candela.
E allora, ecco la provocazione.
Cera calda sulle dita di lei
che, si sa, è una sensazione goduriosa.
Due gambe si allungano sotto il tavolo per posarsi su ginocchia turbate
le parole perdono di senso
e di colpo uno dei due è in piedi
chi sia non si sa più
il vino ha annebbiato il ricordo del prima
e liberato dalle inibizioni del poi.

Un BACIO.
Umidocarnalecaldo
e poi giù per terra
come perdendo i sensi
l'una sull'altro
ubriachi di vino e di desiderio.
Nulla tornerà come prima.


Poteva sembrare una distrazione estiva a breve termine, giusto il tempo di tornare in Italia.
E invece sono passati due anni da quella sbronza.
E ce ne aspettano molte altre.

venerdì 13 giugno 2008

Tenho em mim todos os sonhos do mundo

Buon compleanno, Pessoa/Reis/Campos/Caeiro/Soares etc.
A tua 'amiga da alma'.


Ele nasceu no 1888, e faleceu no dia 30 de Novembro 1935.

Foi o maior escritor em lingua portuguesa, e tinha muitos outras personalidades, que ele chamava seus 'heteronimos': Alberto Caeiro, Ricardo Reis, Alvaro De Campos, e mesmo Bernando Soares, aquele do 'Livro do Desassossego'.

Adoro todo o que escreveu este maravilhoso escritor, sobretudo as obras escritas como Alvaro De Campos: Tabacaria e as outras. Poemas para a umanidade.

lunedì 26 maggio 2008

Ricorrenze saltate

Il 22 maggio era il giorno di Santa Giulia di Corsica.
Una poveretta morta vergine e martire.

Di Santa Giulia si hanno scarne notizie storicamente attendibili. Ciò che di lei conosciamo ci proviene da una Passio, alquanto tarda, risalente probabilmente al VII secolo d.C., nella quale è narrato il suo martirio e dove il racconto s’intreccia con leggende edificanti e pie tradizioni. Si narra che la nostra Santa fosse una nobile ragazza cartaginese del V sec. d. C. che, caduta in schiavitù, fu acquistata da un commerciante, un certo Eusebio, e condotta in Siria. Eusebio, sebbene pagano, teneva però in gran considerazione le doti umane e spirituali di Giulia, essendo lei una schiava dolce, sottomessa e devota, tanto da portarla con sé nei suoi viaggi. In uno di questi, a causa di un naufragio, la nostra Santa giunse in Corsica. Qui tutti i naufraghi, compreso Eusebio, sacrificarono agli dei, per essere scampati alla morte. Tutti, tranne ovviamente Giulia, perché cristiana. Il governatore del posto, Felice, uomo violento e crudele, vorrebbe acquistare la bella schiava, ma Eusebio rifiutò la pur allettante proposta, tenendo molto alla donna. Una sera, allora, Felice, approfittando dell’ubriachezza di Eusebio, si fece condurre dinanzi Giulia, offrendole la libertà qualora avesse sacrificato agli dei. La Santa rifiutò con una secca risposta, essendo, del resto, lei già libera servendo Gesù Cristo come non poteva mai esserlo servendo gli idoli pagani. Felice, indignato, tentò in vari modi di far abiurare la giovane dalla propria fede. Tutti i suoi sforzi, ciononostante, si rivelarono inutili. Per questo, non esitò a ricorrere a violenze, facendola percuotere e flagellare. Da ultimo, ordinò che le fossero strappati i capelli e che, come il Maestro che lei seguiva, fosse crocifissa a due legni in forma di croce, e gettata in mare. Avvertiti misteriosamente in sogno alcuni monaci della vicina isola di Gorgona di quanto accaduto, questi avvistarono al largo la croce con il corpo della martire ancora inchiodate mani e piedi. Non solo. Attaccato alla croce vi era un cartiglio, scritto da mani angeliche, con il nome e la storia del martirio. Recuperato il corpo e trasportatolo nella loro isola, dopo averlo ripulito ed unto con aromi, lo deposero in un sepolcro. Sin qui la Passio. Alcuni studiosi ritengono, però, che in verità, Giulia, di origine cartaginese, fosse morta martire in una delle persecuzioni sotto Decio (250 circa d.C.) o Diocleziano (304 d.C.) e che, a seguito dell’invasione dell’Africa da parte dei Vandali di Genserico, di fede ariana, alcuni cristiani fuggirono, portando con loro le reliquie della martire, riparando in Corsica. Lì la Passio originaria fu arricchita di taluni particolari che fecero assomigliare sempre più il racconto del supplizio della giovane a quello della Passione del Signore (di qui il riferimento alla flagellazione, alla crocifissione, all’unzione del corpo, ecc.). Sebbene la martire fosse morta in Corsica e fosse poi approdata presso altri lidi, lei non è stata dimenticata nell’isola francese prossima all’Italia, di cui è ancora patrona. Nel 762 d.C. circa, la regina Ansa, moglie del re longobardo Desiderio, fece traslare le reliquie di S. Giulia a Brescia approdandole, dapprima, nei pressi dell’antico nucleo urbano dell’odierna città di Livorno dove, sin dall’VIII – IX secolo, il culto della martire si è diffuso anche in questa parte della Toscana. A Bre-scia, probabilmente nel 763, papa Paolo I le consacrò una Chiesa. Nel Palazzo dei Dogi a Venezia si conserva un famoso trittico, Il martirio di Santa Giulia di Corsica, di Hieronymus Bosch. La devozione alla Santa, umile e laboriosa, fedele imitatrice del suo Padrone Celeste fin nei particolari del supplizio, è legata alle piaghe che l’hanno contraddistinta. Per questo, è invocata nelle patologie delle mani e dei piedi.

Spero di non fare la stessa fine.

mercoledì 7 maggio 2008

Rosa di maggio

ci vuole tanto, troppo coraggio.
Ma tu lo hai, più ora che in passato.

Scusa la citazione di Andrè, che non c'entra nulla, ma mi piaceva la rima.

Credo sinceramente che la seconda parte della tua vita sarà più felice e gratificante della prima.
In questi ultimi tempi ti vedo radiosa, malgrado tutto.
Hai finalmente preso in mano la tua vita: che questo possa causare scompensi e senso di smarrimento iniziali, è più che comprensibile.
Ha ragione Gianni: sei bella.
Il tuo viso non porta le ferite dei recenti avvenimenti.

Un estraneo ti guarda e vede solo una signora di mezza età con poche rughe e il viso rubicondo, il sorriso tenero e la magica disinvoltura che solo tu hai.
Io vedo la donna, prima che la madre.

Sarà che si stanno piano piano invertendo i ruoli, sarà che mi sento in dovere di prendermi cura di te, sarà che ti conosco fin troppo.
Stai avendo il coraggio di rimetterti in discussione a 54 anni, e non è da tutti.
Hai idee, progetti, speranze.
Lotti per la vita, come milioni di altre persone al mondo.
Con dignità, allegria e un pizzico di fede nel fato, che non guasta mai.
Solo che ora il fato sei tu.


Ti ammiro.

PS: ah, auguri per i tuoi 54 anni.

54 anni e sei nata nel '54.
Quest'anno sarà magico.

lunedì 14 aprile 2008

Una meraviglia made in Italy

Mi piacerebbe somigliarti.
Avere il tuo sorriso largo,
quel seno prepotente senza essere enorme,
quell'appeal mediterraneo e sfacciato,
quella freschezza da fiore selvatico.
Auguri ad una delle attrici italiane più degne di nota - per bellezza e per talento - di sempre.


martedì 11 settembre 2007

La vendetta è un piatto che si serve freddo

Una sola cosa: basta con le commemorazioni dell'11 settembre.

In questi secoli l'Europa, l'Asia e l'America latina hanno sofferto, pianto i loro morti, maledetto i loro dittatori, combattuto una miriade di guerre ingiuste e sanguinarie, subito e inferto colpi mortali.

Poi arrivano gli Stati Uniti, una nazione ufficialmente esistente da appena 300 anni, che subisce il primo vero attacco della propria vita politica e statale e piange all'infinito quasi fosse la prima alla quale è imposto un lutto nazionale.

La violenza genera violenza.
E purtroppo, in questo caso come negli altri, artefici della violenza sono sempre i potenti.
Gli Stati Uniti ne hanno generata tanta, tantissima.
E continuano a perpetrarne un po' dovunque da un secolo.
E l'Italia, come al solito, nei panni di sorella sfigata e bistrattata ma al contempo idolatrata, lascia fare.

Un saluto affettuoso a tutte quelle persone che hanno visto la morte in faccia per colpa del loro presidente.
Ma sappiano di essere solo gli ultimi arrivati.

mercoledì 29 agosto 2007

Fine agosto a tinte fosche

La fine di agosto sembra essere uno dei periodi più sanguinari dell'anno.
Tra uomini ingiustamente condannati a morte nei 'civilissimi' USA e il decimo chiaccheratissimo anniversario della morte di Lady D.

Kenneth Foster verrà giustiziato domani.
Non è bastata una petizione internazionale, non è bastata la prova della sua incolpevolezza.
Hanno contribuito il suo essere afroamericano e il suo essere l'ipotetico assassino di un bianco dell'upper class, della ricca borghesia bianca statunitense.
La mia è la
12954esima firma per salvare Kenneth dalla forca, ma sarà stata assolutamente inutile.
Una tacca in più sulla coscienza del governo americano, un innocente in meno al mondo.

Lady D. è stata, in fondo, una povera disgraziata vestita in Chanel che ha avuto una vita infelice.
Due figli e un marito che la tradiva, come tante altre donne, e per suocera la temibile Elisabetta.
E' morta il 31 agosto del 1997.
Perchè e per mano di chi non si sa, e non c'è bisogno di sapere.
A pensarci bene, il chiacchericcio mediatico post-mortem è stata la sua peggiore condanna.

Viene da pensare se davvero non ci si debba dare una calmata.

Lasciare in pace i morti.
E fare giustizia tra i vivi.