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martedì 22 settembre 2009

Number 23

Ebbene sì: compio 23 anni il 23 settembre. Non del 2023, altrimenti sì che ci sarebbe da preoccuparsi.
Ancora per oggi ho 22 anni, mi sono laureata il 22 luglio 2009, oggi è il 22, giorno in cui sono nate mia zia e Ornella Vanoni, un po' di anni fa.
Domani faremo gli anni io e Gino Paoli (che, curiosa coincidenza, in passato è stato compagno di Ornella Vanoni).

Come mi sento? Realizzata. Il 28 luglio, a sei giorni dalla laurea, ho trovato un impiego, e nel settore che mi interessa, che conosco di più e per il quale mi sento portata.
Sono partita per le vacanze senza l'incombenza futura di dover trovare un lavoro e il primo settembre alle 9:00 ero in redazione. Ho iniziato, felicemente e senza rimpianti, e così sto continuando. Lavorare mi piace, e farlo a tempo pieno è quello di cui ho bisogno.

Avanti, che i 23 si facciano sotto.

venerdì 26 settembre 2008

Animal Crossing e la vita di coppia

oGiulia e Denis.
Io ragazzina con caschetto rosa confetto, vestitino viola e lenza da pesca sempre alla mano.
Lui ragazzino con berretto in testa, occhiali da mosca e innaffatoio per innaffiare rape virtuali.
Da vendere poi a prezzi esorbitanti al bottegaio del paese, Tom Nook.
Se poi c'è il tempo, ci scappa anche una capatina dalle Sorelle Ago e Filo, atelier di moda con sartina sempre al lavoro.

La nostra casa è grande, grandissima.
Tre piani, dei quali due da arredare a nostro piacimento, possibilmente in modo stilisticamente coerente, perchè c'è un'Accademia delle belle case che ci giudica e ci assegna punti in base al gusto nell'arredamento e al rispetto dei principi del Feng Shui.
Abbiamo mobili, cassettiere, panche e armadi dove teniamo di tutto: dagli abiti ai fossili, dagli utensili da lavoro alle torte di compleanno ricevute in regalo che, se non stiamo attenti, marciscono e attirano in casa scarafaggi.

Abbiamo prato, fiori e un terreno da coltivare come meglio crediamo.
Nel paese dove viviamo ci sono tantissimi alberi da frutto, soprattutto ciliegi, che se li scuotiamo ci riservano sorprese inaspettate: soldi, mobili per la casa, insetti, e se ci va male un alveare pieno di api inferocite (si salvi chi puòòòòòòòòòò!).
Quando vediamo una crepa in terra, scaviamo per vedere cos'è sotterrato, e se siamo fortunati è un fossile - reperibile un po' ovunque - se ci va male è una trappola, che possiamo seppellire in un altro luogo per fare un brutto scherzo a qualcuno.
Sempre che non ci finiamo noi sopra per errore.

Abbiamo un'intensa vita sociale, che in confronto Facebook è roba da dilettanti.
Tutti i nostri compaesani ci vogliono bene e ci offrono doni, ci sfidano a chi è più bravo nella pesca o nella cattura di insetti, ci invitano alle feste.
Insomma, ce la godiamo appieno.
Se poi assecondiamo i loro desideri, ci offrono doni insperati.

Nel nostro paese regna la diversità: qualcuno è un papero, qualcun altro è un lupo, qualcun altro ancora un elefante.
Non mancano trichechi, tartarughe - il sindaco - gufi - il custode del museo - procioni - il negoziante Tom Nook - orsi, porcospini.
Il mondo è bello perchè è vario.
Ogni giovedì, poi, arriva in paese una giraffa che se la tira 'na cifra perchè lavora nel campo della moda e ti guarda dall'alto in basso come se fossi l'idiota del villaggio.

Non mancano neanche simpatici imbroglioni come il venditore di cianfrusaglie Volpolo, che allestisce ogni lunedì un tendone ad ingresso limitato 'vip' solo a coloro che conoscono una parola d'ordine speciale (puntualmente spifferata a noi da uno dei compaesani).
Ma, in fondo, fra ufo e pacchi regalo che volano in cielo, conchiglie in riva al mare, coleotteri e pesci di tutti i tipi, è bellissimo vivere lì.

Anche se siamo costretti a dormire in letti gemelli.
Perchè dormire insieme, magari in un lettone king size, non sta bene, un po' come nei film americani degli anni '50.
Ma qui il mutuo si può anche non pagare, e la vita continua tranquillamente, senza ulteriori pretese e turbamenti.


Sì, l'avete intuito: alludo alla vita virtuale.

martedì 23 settembre 2008

Ventidue, numero perfetto.

Due volte due.
La coppia, gli opposti, le due facce, Doc. Jekyll e Mr. Hyde.
La perfezione di un numero, la perfezione - si spera - di un'età.
Inauguro con un deludente ventotto in un esame che mi porto dietro da luglio.
Liberazione, leggerezza, appena un po' di più.

E dai che ce l'abbiamo quasi fatta.

giovedì 11 settembre 2008

In breve

Sì, lo ammetto: sono desaparecida.
Ma non crediate che non abbia fatto nulla.
Tutt'altro:

-mi sono presa un'abbronzatura da fare invidia ad una vahine (leggi: tradizionale fanciulla polinesiana con corone di fiori d'ibisco e olio di monoi all over);
-ho goduto degli ultimi sprazzi di spensieratezza prima della faticaccia finale (leggi: una sfilza interminabile di cinqueesamicinque che mi aspettavano al varco a settembre);
-ho festeggiato il 28esimo genetliaco del mio adorato, e mi appresto a festeggiare il mio 22esimo il 23 settembre;
-ho lavorato un giorno alla Fiera di Roma come hostess;
-ho fatto il primo esame e quintultimo esame prima della laurea triennale, e brillantemente;
-mi sono procurata un bel tirocinio di quelli seri che potrebbe sfociare in un eventuale bellissimo impiego post-laurea;
-mi accingo a dare il quartultimo e il terzultimo esame il 13 e il 15 settembre (poi, mi aspettano i rimanenti il 26 e il 1° ottobre).

Bazzecole.

mercoledì 7 maggio 2008

Tradita dai nei

E' ufficiale: non potrò mai girare film porno.

Perlomeno, senza essere riconosciuta e riconoscibile.
Colpa dei nei, maledetti.

In principio fu lui.
Il neo appena sopra il monte di venere.
Spuntato in tenerissima età: non ne sono sicura, ma potrei esserci nata.
In alcune vecchie foto in déshabillé sulla spiaggia, risalenti ai miei tre anni, già ce n'era traccia, sopra la patatina cicciotta.
Il neo non perdona, così come la voglia di caffellatte, oggi quasi invisibile, nell'interno coscia destro, proprio accanto all'inguine.

Col tempo, molti altri suoi cuginetti hanno pensato bene di comparire permanentemente su altri punti strategici del corpo: sulla parte inferiore della natica sinistra, sul seno destro, sotto l'occhio destro, al di sopra della bocca (vedi foto).




Insomma, la Cicciolinainpectore rinuncerà al suo promettente futuro come pornoattrice e rimarrà giornalista.
E chissenefrega.

giovedì 3 aprile 2008

Cercasi eteronimi

AAA cercasi eteronimi della sottoscritta all'altezza degli incarichi che andranno a ricoprire.
Posizioni lavorative disponibili: oltre 40.

E, nello specifico:



n.ro 1 essere vivente appassionato alla vita, nella sua necessaria dualità dolore/piacere;

n.ro 1 ragazzainpartebambina con passione per cartoni animati e film strappalacrime;

n.ro 1 ragazzaquasidonna smaliziatamanontroppo, ancora in modalità mimostrononmimostro?;

n.ro 1 donnaancoraragazza con testa in spalla e cuore in sussulto continuo;

n.ro 1 bambinaragazzadonna passionale e piena di vita;

n.ro 1 ragazza con troppi peli, qualche bollicina, seno piccolo, cosce tornite e arti lunghi;

n.ro 1 stakanovista, responsabile, chedàilmegliodisè e s'impegnaafondo anche nei piccoli lavoretti;

n.ro 1 elettrice informata sulla politica, e quindi non dannosa per la democrazia;

n.ro 1 anarchica per vocazione, che fin da piccola abbia preteso di fare le cose come voleva lei;

n.ro 1 animista/buddhista laica;

n.ro 1 vocefuoridalcoro;

n.ro 1 figlia amabile, comprensiva, sensibile, fortecomeunaroccia, gayfriendly, buffa, piùmaturadellasuaetà, bella, intelligente, intellettualmente stimolante, daportareadesempio;

n.ro 1 figlia rompiballe, egocentrica, collerica, lunatica e sotuttoio per fare da contraltare alla Figlia Perfetta;

n.ro 1 amica fedele, leale, comprensiva, perfetta spallasucuipiangere che poco o nulla chiede in cambio;

n.ro 1 fidanzata dolce, fedele, leale, perennemente turbata da mille pensieri, perennemente innamorata, perennemente esigente, perennemente infiammabile;

n.ro 1 amante appassionata ma esclusivista;

n.ro 1 BilanciaascendenteScorpione, con Sole in Bilancia, Venere in Scorpione, Plutone in Bilancia congiunto all'ascendente echipiùnehapiùnemetta;

n.ro 1 ex crisalide nel bozzolo;

n.ro 1 spugna umana, che tutto assorbe e molto tira fuori, ma non tutto;

n.ro 1 viaggiatrice ricettiva, che ripudi il semplice ruolo di turista;

n.ro 1 amante dello studio, pur senza raggiungere, a volte, eccellenti risultati;

n.ro 1 studentessa modello, con media alta, perfettamente in regola con gli esami e senza sforzi, con approfondimenti culturali personali di varia natura;

n.ro 1 ex-studentessa poco modello, con altissimi picchi e bassissimi sprofondi, eccellente in italiano, storia, filosofia e storia dell'arte ma pessima in matematica e fisica;

n.ro 1 lavoratrice in erba, con tutti i sogni e le speranze tipiche della sua età, con la voglia di mettersi alla prova e di farcela;

n.ro 1 hostess e promoter con esperienza di oltre un anno, ottimereferenze, bellapresenza, facilitàconlelingue, dimistichezzaconilpubblico, estroversione, allinclusive;

n.ro 1 fotomodella istintivamente timida davanti all'obiettivo e più a suo agio dietro;

n.ro 1 fotografa amatoriale con passione ormai quinquennale, curiosa e più attratta da ciò che non salta subito all'occhio;

n.ro 1 appassionata di letteratura, tout-court;

n.ro 1 appassionata di cucina, con particolare feeling con la cucina orientale, specializzata in gustosi couscous, elaborati polli con porri e zenzero, fantomatiche frittate;

n.ro 1 appassionata di cinema, tout-court;

n.ro 1 appassionata di danze latino-americane, con fianchi esagitati, petto irrequieto e gambe schizofreniche;

n.ro 1 appassionata di pittura, con un occhio di riguardo a Caravaggio, Van Gogh, Antonello da Messina, Goya, Turner e Monet;

n.ro 1 appassionata di scultura, con un occhio di riguardo a Bernini, Rodin e Michelangelo;

n.ro 1 appassionata di architettura, con un occhio di riguardo a Lloyd Wright e Fuksas;

n.ro 1 appassionata di mitologia, fin dalla più tenera età;

n.ro 1 appassionata di religioni estranee alla corrente cattolica del Cristianesimo;

n.ro 1 appassionata di antropologia e forme rituali, che ama studiare il comportamento umano come quello animale;

n.ro 1 appassionata di marketing e pubblicità, e in particolare di comunicazione d'impresa, pubblicità occulta e linguaggio persuasivo;

n.ro 1 appassionata di filosofia, 'amiga da alma' di Platone e di Eraclito, di Schopenhauer e di Bergson, di Locke e di Cartesio. Una che creda fermamente nel 'panta rei';

n.ro 1 appassionata di scienza, tecnologia e nuove frontiere;

n.ro 1 studiosa e appassionata di linguistica e lingue, straniere e nostrane;

n.ro 1 aspirante giornalista, con buona penna, buon bagaglio culturale e - si spera - buoni maestri;

n.ro 1 aspirante tuttologa, consapevole della propria ignoranza di fronte al tutto;

(continua...)


Le aspiranti candidate sono pregate di farsi avanti all'indirizzo
sweetdevil86@gmail.com.
Grazie per la collaborazione, e buona eteronimia a tutti.

lunedì 31 marzo 2008

Come una cosacca

Faceva freddo. Tirava vento di tramontana.
Cracovia era ancora lontana.

domenica 23 marzo 2008

I miei sedici anni



Luglio 2002: in questa foto ero prossima ai sedici anni.
Ero all'inizio del mio sviluppo fisico, e all'inizio di un faticoso percorso di apertura verso l'esterno: gli altri iniziavano a non essere più un'incognita, per me.
Qui mi trovavo sul traghetto per la Maddalena, in Sardegna.
Avevo il viso tondo, la tintarella appena accennata, l'espressione felice, il corpo pieno: tutto il contrario di oggi, che mi sento come un recipiente traboccato, ormai vuoto.

Ero bella, anche se ancora non conoscevo le gioie della pinzetta per le sopracciglia e del fondotinta.
Ero naturale, come chi nel fiore della sua crescita mostra al mondo i suoi primi boccioli.
Ero fresca, inesperta, tutto sommato piuttosto smaliziata, come chi si porge agli altri senza secondi fini.
Non avevo mai avuto una vera storia d'amore, nemmeno uno di quei flirt che d'estate vanno per la maggiore.

Mi avevano baciata per la prima volta qualche anno prima. Era inverno.
Un ragazzo per strada, la sera, l'alito che sapeva di sigaretta.
Mi aveva profanata senza che avessi avuto il tempo di dire no, l'avevo lasciato fare sebbene non l'avessi mai visto prima in vita mia.
Di quell'episodio, me ne sono pentita e me ne pentirò per tutta la vita.

Dopo una pre-adolescenza passata in esilio volontario, fra letture e pochi amici, eccomi arrivare ai sedici. Di colpo, senza preavviso.
Gli anni del mio stato di grazia, del mio dischiudermi.
Del bozzolo, come dimostra questo blog, mi sono liberata realmente solo da poco tempo, ma già allora mostravo di volerne e di poterne uscire.

Quella fatidica estate del 2002, sarei andata in vacanza anche a Leonessa, in provincia di Rieti: e pensare che non volevo nemmeno partire.
Eppure, quelle due settimane hanno dato il là al mio cambiamento.
Ero in villeggiatura in un bell'albergo in montagna con mia zia e mia nonna, non esattamente le compagnie migliori per costruirsi una propria giovinezza, sulla carta: ahi, quanto può essere sbagliato rifiutare a priori un'esperienza.

Ho passato quelle due settimane ad interagire senza sosta con tutti gli ospiti dell'albergo, incluso il personale: ero la mascotte d'onore dei camerieri e degli animatori turistici, che in modo particolare devo ringraziare in larga parte per la mia metamorfosi (all'epoca, loro avevano i vent'anni che ho io oggi).
Passavo i giorni fra balli di gruppo sfrenati - da quest'esperienza è nato il mio amore viscerale per i balli latino-americani, inimmaginabile quando ero ancora prigioniera del mio guscio - brevi allenamenti in palestra, qualche escursione in paese e in montagna, pochissima piscina.

Ero un vulcano, e tutte le sere le passavo a ballare, aiutando il team di animatori.
Mi ero fatta bellissima: snella, atletica e scattante come non mai.
Mi contendevano per le feste a Ferragosto: ricevevo proposte allettanti sia dal team degli indiani sia da quello dei tahitiani, e alla fine optai per quest'ultimo.
Alla sfilata finale delle Ferragostiadi, così si chiamavano le feste in onore di Ferragosto, avevo le gambe tornite, fiori di carta fra i capelli sciolti, abbronzatura dorata e parei avvitati in vita e sul seno.
Ed ero felice.

Ora, solo per un attimo, vorrei rivivere quei momenti.
Quel caldo opprimente, quei piedi nudi, quei capelli ondulati, quella magica sicurezza in me stessa che rapiva tutti, quelle risate, quell'alone di grazia che mi circondava da capo a piedi.

Datemi un po' di calore, e sboccerò di nuovo.

giovedì 20 marzo 2008

Silenzio stampa

Vorrei dire tante, troppe cose.
Raccontarvi di come, mentre ero in Polonia, ho perso la mia stabilità materiale.
Di come ho annegato i pensieri negativi in shot di vodka, balli sfrenati e lividi violacei sulle gambe.
Di come sono crollata al mio ritorno in Italia. Psicologicamente e fisicamente.
Di come il silenzio caduto su questo blog sia più eloquente di mille parole.

Perchè ho deciso di trasformare la mia rabbia, il mio dolore, la mia delusione in energia creativa, come faccio sempre.
Perchè ho deciso di scrivere un libro su queste ultime due settimane di tormenti, assenza di prospettive, cul-de-sac fisici e mentali.

A questo seguiranno molti vomiti di parole.
Incomprensibili, forse, ma veri.

Tollerate con pazienza e, se possibile, compatitemi in senso latino.

Grazie.

giovedì 20 dicembre 2007

... e luce fu.

Stamattina, ore 14:00, dopo venticinque LUNGHISSSSSSSSSSSSIMI dì, ho tolto l'armatura di gesso che mi teneva prigioniero il braccio sinistro contuso e inavvertitamente fratturato il 25 novembre che fu.
Oltre quell'odioso involucro, un braccino ormai ridotto a stuzzicadenti, ultrasensibile, ultracontuso e ultraindolenzito, c'est la vie, dopotutto venticinque giorni di immobilità non sono mica pochi.
Ora, mi attendono tre giorni di lavoro nei panni di una Babba Natalina opportunamente sexy e l'odiosa vigilia in compagnia della parte paterna della famiggghia.

E Denis è a Paris per lavoro.
Au revoir cheri, ci vediamo il 26 a Vicenza. :*

domenica 23 settembre 2007

Ventun'anni (ben portati).

Almeno spero.
Certo è che sono figlia di una generazione che sta rapidamente scomparendo.
Quella che da piccola giocava con le Barbie e i Lego e si vestiva deliziosamente fuori moda.

Ho raggiunto la maggiore età statunitense, oltre che quella italiana, e ne vado fiera.
I vent'anni, per me, sono stati una vera e propria rivelazione e fonte inesauribile di vitalità: ho scoperto in toto le mie aspirazioni, ho gettato molte basi future, fatto molte conoscenze, sudato sette camicie.
Ma sono stata, e sarò, ricompensata per molto tempo a venire.

I diciannove, poi, sono stati anni magici: ho iniziato l'università, ho conosciuto Denis, ho preso la mia strada.
Finora ho avuto accanto un ragazzo che mi ripaga di ogni fatica, sacrificio, tristezza e solitudine: un autentico angelo, magari ce ne fossero più come lui.
A lui voto e dedico la mia felicità presente: grazie per questo splendido anno e due mesi trascorso insieme. :)

Insomma: di questi ultimi due anni posso solo che essere lietissima.
Augurandomi che tutti i prossimi anni siano come quelli appena trascorsi.

Di certo i miei ventuno sono e saranno anni in tailleur, tra un impegno e l'altro, e di audacia nel campo lavorativo e di studio.
Mi butterò a pesce in tutto quello che intraprenderò, come ho sempre fatto.

Grazie mummy*, grazie Denis, grazie vita.

(*= nomignolo affettuoso affibbiato molti anni or sono a mia madre, ndr)

lunedì 20 agosto 2007

Come nel sogno

Uno dei miei sogni ricorrenti nell'adolescenza: una gara fra cavalieri che si svolge sulle colline. Cavalieri e fanti. Un fante con le gambe più agili dei cavalli altrui, che riesce a salire sulla vetta più alta. Apre le braccia davanti al sole e il suo corpo prende fuoco.
Così.

lunedì 30 luglio 2007

Il bell'anatroccolo

Rifacendomi ad un post di Laura sul suo blog, ecco a voi la mia 'faccina da blogger'.
Una volta ero bella. Una volta avevo i capelli corti e ricci.
Una volta ero la bambina più fotogenica del mondo. :D

Quasi duenne (agosto '88)

A 10 mesi (luglio '87)

A 5 mesi (marzo '87)


Scopri le differenze fra ieri e oggi.

sabato 28 aprile 2007

La fiera delle vanità

Qualche foto dove, per una volta, ho i capelli tirati a lucido.

Come una sposina (oooooopssss!)

Il terribile 'toupet'.
Ottimo se ti chiami Quasimoda e hai familiarità con le architetture gotiche.

La mia preferita.
Romanticosa e primaverile, a metà fra Botticelli e Ofelia shakespeariana
(sperando di non buttarmi in un fiume anch'io)



Dulcis in fundo, la più portabile di tutte non ho avuto il piacere di averla fotografata sulla mia digitale, ma la mia acconciatrice, buon'anima, ha detto che me la farà pervenire quanto prima.

Ed ecco un piccolo gruppetto di balde giovini in pausa lavoro:

(clicca sulla foto per vederla più grande)

martedì 20 marzo 2007

Le svolte che contano

I vent'anni li ricorderò per sempre come la mia età rivoluzionaria: i mitici, lisi, burrascosi vent'anni di cui tutti sentono la mancanza.
Inizio della carriera lavorativa, un'università ogni giorno più stimolante e promettente, una enorme capacità di creare, che si tratti di testi come di occasioni lavorative, di amore come di relazioni di amicizia.
Il giardino dei miei sedici anni è in fiore.
Lui. Fra meno di due settimane il nostro amore in stile 'scrivimi fermo posta' cambierà, e il mutamento sarà decisivo.
Lui, la prima persona che sento di amare veramente e completamente, e dalla quale mi sento rispettata e protetta. In toto.
Merce rara, in un mondo dove uomini intimoriti e pseudoqualcosa sembrano essere all'ordine del giorno.
Il 2 aprile lui farà definitivamente capolino dalle transenne degli arrivi internazionali, mi bacerà e il mondo non sarà mai stato bello come in quel momento.

lunedì 19 marzo 2007

Vita appena abbozzata

Elementari 'Giuseppe Parini', mattina.
L'adorata maestra d'italiano consegna i temi corretti: a me è destinato, come di consueto, un 10 e lode, che a volte si esprime come 'Eccellente', a volte come 'Bravissima!', a volte con 'Molto bello'.
Alternative negative non mi vengono poste: sei la cocca della maestra, dicono.
Dietro le mie spalle il solito brusio di compagne ansiose di conoscere il mio voto, che dal canto mio cerco di tenere il più riservato possibile.
Avverto invidia maligna e ostilità da parte di quella gang di bullette antelitteram.
Mi vedo rifugiarmi dietro la lavagna con il mio quaderno d'italiano, piena di un'amarezza incomunicabile per una bambina di otto anni, e trasformare quelli che un tempo furono gloriosi '10' in zero spaccati senza faccine.
E la maestra continuare ad elogiarmi in pubblico, come se niente fosse.

1998. Sono a Bolca, e il Veneto sarà il mio destino, anche se ancora non lo so.
Un numero di Donna Moderna, spiegazzato per l'uso, unico passatempo in uno spartano campo avventure WWF.
Si scavano fossili, e si trovano piccoli denti di squalo scavando appena più a fondo col piccone nel terriccio.
Ho dodici anni, sono pocopiùcheunabambina, ma non ne sono consapevole.
Ho la mia vanità e la mia riservatezza, ma proprio ora comincio, lo sento, ad aprirmi per la prima volta al mondo.
Nella grande camerata delle ragazze, chiacchericcio, fanciulle precocemente sviluppate in reggiseno e la mia sensazione/speranza di avere le prime mestruazioni.
Ma per quell'onòre/onere dovrò aspettare ancora tre anni, anche se le altre non lo sanno.

Agosto 2002, Leonessa, festa di Ferragosto: ci si traveste.
Io sono contesa fra due squadre per fare l''indiana o la polinesiana.
Scelgo quest'ultima.
Il mio corpo, allora abbronzato e perfetto, da sedicenne in boccio è agghindato di fiori come un giardino esotico.
Fiori, rigorosamente di carta, fra i capelli.
Fiori sul sarong che mi ricopre un seno che si avverte appena.
Muscoli tesi e allungati come solo a sedici anni si possono avere.
Passo e mi guardano sorridendo, come se partecipassero con la loro gioia alla mia grazia.

Maggio 2004, San Pietroburgo: scambio culturale.
Il rigonfio piumino rosso bordeaux mi fa sembrare l'omino Michelin, e i miei capelli non conoscono piastre ne' artifici.
Così diversa dalle mie compagne acchittate sempre come popstar in libera uscita, specialmente di sera.
La russa Milena dice: non sederti sugli scalini di notte, visto che sei donna puoi diventare sterile.
Pur scettica, obbedisco pensando ai bambini che non potrò partorire.

Gennaio 2005, Salvador Bahia.
Amo questa città, con le case tutte di colori diversi, la fontana il cui getto va a ritmo di musica, il trans che intreccia chiome europee e non, il presepe nero nella piazza di Pelourinho.
Sono ormai una ragazza.
Treccinomunita, morbida e ancheggiante.
Nel paese del culo, metto in mostra il culo.
E il Brasile sembra apprezzare.

Ottobre-Novembre 2005, Parigi.
Sgambetto per la Ville Lumiere con parigine a righe rosa, stivaletti sadomaso e zia psicoterapeuta al seguito.
Ci cibiamo di croissant salati, zuppe di fortuna e pastasciutte minimaliste, ma siamo felici.
Nel Musee Rodin trovo ufficialmente il nirvana.
La mano mi va continuamente alla digitale, come la mano di un reduce di guerra andrebbe al fucile: tra me e la Sesta Arte è ammmore al primo scatto.

Lunedì, 19 marzo 2007.
Sono qui, a ricomporre i pezzi di memorie lontane nella vita e così vicine nel tempo da lasciarmi attonita a vederle passare, a random, senza una consequenzialità logica, mentre la pioggia offusca ciò che è fuori e risveglia ciò che c'è dentro.