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venerdì 2 aprile 2010

Maiali

Stanotte, un sogno di quelli che non si possono dimenticare.
Sono una maialina: non in senso lato, nel vero senso della parola. Portata al macello, in un ambiente diviso in tre stanze: la prima abbastanza grande, la seconda gigantesca con tanto di armadi guardaroba, la terza piccola e angusta, e senza una parete sul retro: alla mercé del mondo. Mentre mi trovo lì, ricevo telefonate: da mia nonna, da mio padre, da mia zia e da un'amica che non vedo dal secondo anno di università. Transito nelle tre stanze, e quando entro volontariamente nella terza, quella definitiva e senza ritorno, sento che la mia fine è vicina. Guardo dietro di me e vedo una strada: oltre la curva, sicuramente, qualche predatore che si ciberà delle mie carni.

Strano nutrire ora timori che avrei dovuto avere sette mesi fa.

lunedì 21 gennaio 2008

Giorni e giorni

Ci sono giorni in cui ti monta una tristezza inesprimibile.
Sarà forse la consapevolezza, anche in sogno, di non riuscire a stare dietro a tutto ciò che si vorrebbe, di non poter essere allo stesso tempo la perfetta amatrice, la gattina sexy e la studentessa modello, oppure la brava ragazza che aiuta le vecchine con la spesa.
Anche se di fatto si è tutte queste cose insieme.


Forse è lo sconforto che deriva dalla consapevolezza che tu e quelli che ami siete mosche bianche, che la maggior parte degli altri si comporta in modo differente, che sì, non siete i soli a dire tiamononvedounfuturosenzatevogliochecostruiamotantoinsieme ma siete fra i pochi che mettono in atto davvero quello che dicono e pensano.

Avere un ragazzo superlativo e una madre amorevole al proprio fianco aiuta, altrochè.
Ma che magone a scoprire cosa c'è fuori.

venerdì 23 novembre 2007

Massime di saggezza

Stanotte ho fatto un sogno che mi ha angosciato in modo particolare.
Ero sull'autobus, un tipicissimo autobus Atac gremito di gente.
Vicino a me ho la mia borsa, sulle ginocchia una grande busta.
Ad un certo punto, l'autobus si ferma e fa scendere diverse persone, e un uomo vicino a me mi avvisa 'Guardi che le hanno rubato la borsa'.
Io, lì per lì, non ci faccio caso e faccio lo gnorri, ma poco dopo mi accorgo che ha ragione: la borsa è sparita, e con lei, ogni informazione e dato esistente sul mio conto (carta d'identità, tessera sanitaria, carte di credito, Postepay, carte fedeltà, scontrini, codici per internet banking etc.), incluse chiavi di casa, pochi spiccioli e cinque miseri euro.

L'angoscia mi investe, e la ricerca è estenuante.
Ad un certo punto, la madre di un mio amico di infanzia mi fa sapere che in un cassonetto vicino casa sua forse ha ritrovato la mia borsa.
Controllo e non c'è la borsa che ho perso, ma tre splendide borse di valore nettamente superiore a quella che ho perso.

Morale del sogno: sacrifica qualcosa che in realtà è di poco conto per raggiungere qualcosa che vale molto di più.
Una massima utile per il futuro e, soprattutto, per il presente.

lunedì 20 agosto 2007

Come nel sogno

Uno dei miei sogni ricorrenti nell'adolescenza: una gara fra cavalieri che si svolge sulle colline. Cavalieri e fanti. Un fante con le gambe più agili dei cavalli altrui, che riesce a salire sulla vetta più alta. Apre le braccia davanti al sole e il suo corpo prende fuoco.
Così.

domenica 29 aprile 2007

Certe notti...

sono agitate.
Specie se, nell'arco della stessa nottata, capita che

-rompi con la tua ex migliore amica perchè il suo ragazzo ci ha provato con te;
-vai ad un mercatino dell'usato circondato da alte dune di sabbia oltre le quali c'è solo alto mare e pesci a fior d'acqua;
-vieni posseduta dal demonio.

Insomma, si può dire che di notte non mi annoi mai, specie se c'è Denis accanto a me.

mercoledì 21 marzo 2007

Legami che perdono consistenza

E' un periodo che non faccio altro che sognare la mia (ex?) migliore amica.
In tutti i miei sogni ha tre caratteristiche ricorrenti: l'immaturità, l'inaffidabilità e l'incapacità di reagire con puro altruismo, tre caratteristiche che sono portata a riconoscerle anche nella vita.
Ieri notte l'ho sognata ubriaca, allo sbando, sotto la mia tutela.
Nel sogno mi sono dovuta distrarre un attimo, il tempo di venire a sapere che lei era morta: ubriaca, barcollando aveva attraversato la strada ed era stata investita da una macchina.
Rimorso, sì, e gli altri a farmi pesare una colpa inesistente.

Provo dolore nell'ammettere che mi trascino dietro questa untempograndeamicizia come un peso morto, un ramo secco saldamente attaccato ad una pianta floridissima.
Le rarissime volte che lafugrandeamica mi contatta, guarda caso, è perchè sta attraversando periodi di intensa depressione.
La gioia, per lei, è troppo personale per condividerla con me, sua confidente da 14 anni.
Beh, sarebbe d'uopo ricordarle che sogno di fare la giornalista, non la crocerossina.
E non sempre, immancabilmente, a senso unico.