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giovedì 27 maggio 2010

Primi amori

Di lui sapevo tutto, dal nome del padre a quello della sorella, dal nome della via nella quale abitava completa di numero civico, al telefono di casa. Sapevo addirittura in che ospedale era nato, e di quale città.
Avevo solo sette anni, ma già allora sapevo come impegnarmi per ottenere ciò che volevo. Ciò non toglie che il mio sia stato un vero, grande, primo amore soprattutto perché rimasto totalmente platonico, non consumato nemmeno in una passeggiata mano nella mano.
Il ricordo di quella prima, focosa cotta mi ha accompagnata negli anni, così come l'immagine di quello che, col tempo, è diventato un gran bel ragazzo: lineamenti meno delicati di quando era bambino e sembrava un principe indiano, già allora harem-dotato (non ero l'unica ad avergli messo gli occhi addosso, nel cortile della scuola).
Si circondava altezzoso di un corteo di amici bruttini e meno inclini a fare i leader, e correva avanti e indietro per farsi notare: irresistibile.

Stanotte l'ho sognato, come a testimonianza che non l'ho mai dimenticato. Ha affiancato la mia esistenza suo malgrado, nel ricordo e nella realtà di quando lo incrociavo per caso e la pancia mi si rimescolava al ricordo dei miei sette anni. E' capitato più e più volte, a distanza di anni: ad una sola occhiata ci si riconosceva, ci si emozionava e si continuava ciascuno per la propria strada. Tanto cambiati, tanto diversi l'uno dall'altra. L'ho visto fidanzarsi con ragazzette insignificanti e lasciarsi subito dopo, iscriversi alle superiori, andare al lavoro.

Volente o nolente, è entrato nella mia vita. E senza sfiorarmi.

lunedì 6 ottobre 2008

Un mondo piccolo piccolo

La vita è strana.
Soprattutto quando ti fa ritrovare, per puro caso, galeotto un vecchissimo amico rincontrato per strada dopo dieci anni e galeotto Facebook, la prima cotta, il primo ragazzo per il quale avresti fatto follie.

A sette anni mi sono precocemente infiammata per un bambino di nove, bello come il principe Aladino delle Mille e una notte e, non per niente, per metà indiano.
Ci rincorrevamo, ci corteggiavamo, ci sbirciavamo nell'immenso cortile delle elementari.

Lui con il suo corteo di amici dietro, io a raccogliere pigne con la mia amica del cuore di allora.
Fingendo indifferenza per quel marajà, con tanto di corte, che correva avanti e dietro la sottoscritta per farsi notare.
Un amore assoluto, totalizzante.
E lui il primo pensiero al mattino e l'ultimo prima di addormentarmi.

Una vecchia foto ormai perduta in scatoloni dimenticati.
Location: la parrocchia nella quale ho preso, mio malgrado, la comunione.
Soggetti: io con taglio di capelli alla garçonne, con inseparabile impermeabile blu da investigatore privato, un'ingombrante ex compagna di classe in mezzo e dulcis in fundo, sulla destra, la nuca color miele di un misterioso, esotico, bambino.
Lui.
Matteo.

Del quale ricordo ancora oggi l'indirizzo completo di casa e il numero del fisso, nonchè segno zodiacale e data di nascita.
Una magnifica ossessione con il viso delicato e i capelli neri.

martedì 8 aprile 2008

Chiquita, passione mai finita

Eccalallà.
E' successo un'altra volta.
Per puro caso, facendo inutili ricerche su Ebay, ho ripescato questa strana inserzione.

Niente di strano, direte voi.
E' solo un'enorme banana gadget gonfiabile di Chiquita.
Una delle stramberie che si possono trovare in ogni angolo di Ebay.

E invece no.
Avevo più o meno sette anni.
Fiera di Santa Susanna, Roma.
Una fiera che non esiste più, organizzata dalle scuole americane di Roma.
Una fiera bellissima, che rapiva le fantasie di grandi e piccini.

Ricordo che, un giorno, all'interno della fiera, avevano allestito un corner Chiquita.
Gadget-banana di tutte le dimensioni, dal portachiavi alla bananona gonfiabile.
Li avevo tutti.
Con il bananone era stato amore a prima vista, soprattutto quando scoprii quanto era divertente saltarci sopra.

Con la mia amica del cuore, Flavia, da bambine ci saltavamo come delle dannate.
Fino all'infausto giorno in cui Flavia, con la proverbiale grazia elefantiaca che la contraddistingueva, ne ruppe la gomma.

Da allora, niente più salti, niente più banane da domare.
O Chiquita, passione mai finita.

lunedì 30 luglio 2007

Il bell'anatroccolo

Rifacendomi ad un post di Laura sul suo blog, ecco a voi la mia 'faccina da blogger'.
Una volta ero bella. Una volta avevo i capelli corti e ricci.
Una volta ero la bambina più fotogenica del mondo. :D

Quasi duenne (agosto '88)

A 10 mesi (luglio '87)

A 5 mesi (marzo '87)


Scopri le differenze fra ieri e oggi.

venerdì 29 giugno 2007

Il mondo di una bambina bibliomane oltre misura

Basta un luogo per immergersi nuovamente nell'universo cartaceo e fantastico dove la prima infanzia ha attinto un po' di felicità.
Una biblioteca.
Piccola, poco frequentata, gremita di libri che fanno volare l'immaginazione, il tempo e il dolore.
Complici Sontag e Barthes - gli autori di due libri che mi occorrono per motivi universitari - mi sono imbattuta nel mio passato.
Non quello di autopunizioni, isolamenti da parte delle compagne di classe, invidie brucianti e solitudine.
No.
Quello felice delle letture in cucina di Bianca Pitzorno e di quell'Ascolta il mio cuore che somigliava tanto alla mia vita.
Le giornate intere passate in balia di questo o di quel capolavoro di Roald Dahl, la delizia di fronte alle illustrazioni di Quentin Blake, la meraviglia trasognante che solo le storie di Margaret Mahy e Pinin Carpi hanno saputo darmi, così come il desiderio di avere una famiglia - e tanti animali - come Gerard Durrell.
E poi naturalmente lei: Bianca Pitzorno.
Autori per bambini di ogni tempo.

Riscoprirsi la bambina che, nella ricreazione scolastica, si sedeva in un cantuccio accanto alla finestra a leggere e a sognare è stato bello.

Ora si torna ai testi universitari.