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mercoledì 5 novembre 2008

Sono stanca

di rimanere in equilibrio fra la precarietà e la felicità.
di rimanere appesa come un'impiccata ai silenzi e alle titubanze di padroni di casa menefreghisti.
di consegnare le mie speranze in mano a persone da poco che le sciupano senza riguardi.
di costringere la mia gatta a rimanere chiusa in una stanza per colpa di altre persone.
di sostare su quella sottilissima linea di confine che c'è fra povertà e piccolissima borghesia.
di dover scambiare quattro parole anche quando non ne ho voglia.
di dover rimanere in silenzio, per non far rumore, per non farmi sentire.
di dover convivere.
di non avere casa mia, spazi miei, privati e impenetrabili.

Eppur son felice, viva, sveglia e attiva.
E tutto questo cambierà in meglio.

martedì 20 maggio 2008

Fre-ne-sìa.

Corri di qua, corri di là.
In questo periodo frenetico, fra continui lavori come hostess, ultime lezioni universitarie e trasloco, non so più a chi dare i resti.

E dire che mi mancano solo sei esami per la laurea, la tesi è già ben strutturata, il lavoro va a gonfie vele - ho ricevuto proposte di lavoro da Milano - e la libido amorosa freme come non mi capitava da mesi.
Mettere piede in quella che fino a tre mesi fa era casa mia - e lo è stata per tre anni - e ritrovarmi in un reliquiario polveroso e puzzolente della nostra assenza non è stato uno choc.
Sembra che qualcuno vi abbia vissuto molti anni fa, sembra che quella casa non sia mai stata la mia.

Smontare pezzo dopo pezzo i ritagli pubblicitari sulle pareti, le silhouette ritagliate, le foto incorniciate: è come se qualcun altro lo avesse fatto al posto mio.

E ora si ricomincia.
In una nuova casa - anzi, camera - con nuove presenze - due coinquiline - in nuovi spazi e con nuove prospettive.
Soprattutto con nuovi progetti.

martedì 9 ottobre 2007

Conosci l'imbarazzo

Conosci l'imbarazzo che provi nel mettere mano al portafogli e al saperlo vuoto
conosci l'imbarazzo nel sentirti proporre trasferte da amici che non vedi da tempo e di dover rifiutare
conosci l'imbarazzo di andare da un tuo parente e sentirti una sansisuga perchè chiedi ciò che è giusto
conosci l'imbarazzo di sentirti gravida di aspettative altrui
conosci l'imbarazzo, anzi, il dolore, di trovarti in un'impasse vergognosa
frutto dei passati errori altrui
e ti senti travolta
inerte
paralizzata.

Tutto questo per dire che non so cosa succederà domani, dove sarò, come sarò.
Ma continuerò a tenere duro.
E menomale che c'è l'amore, il dolce torpore.

sabato 9 giugno 2007

Quando ti ama

Sì, lo so.
E' un periodo che sono poco logorroica e molto sdolcinata.
Non so, sarà l'amore. O quest'estate-primavera da fragoleconpannaefilmstrappalacrime.
Avere un uomo che ti dà della donna disegnata da Manara non capita tutti i giorni.
Così come vivere con rilassatezza una dura sessione di esami universitari.

Musiche jazz e saudade brasileira in sottofondo.
Una visione di Nuovo Cinema Paradiso irrorata di lacrime.
Quella sensazione di ritmo andante che solo le canzoni di Capossela riescono a restituire nella sua pienezza.

Che sudati è meglio
e il morso è più maturo
e la fame è più fame
e la morte è più morte
sale e perle sulla fronte
languida sete avara
bellezza che succhi la volontà
dal cielo della bocca
bocca bacio di pesca che mangi il silenzio
del mio cuore...