lunedì 30 luglio 2007

Il bell'anatroccolo

Rifacendomi ad un post di Laura sul suo blog, ecco a voi la mia 'faccina da blogger'.
Una volta ero bella. Una volta avevo i capelli corti e ricci.
Una volta ero la bambina più fotogenica del mondo. :D

Quasi duenne (agosto '88)

A 10 mesi (luglio '87)

A 5 mesi (marzo '87)


Scopri le differenze fra ieri e oggi.

Bye bye Ingmar

La prima volta che ho visto un film di Bergman ero bambina: i miei genitori avevano registrato dalla televisione Il flauto magico, versione cinematografica-musicale della celeberrima opera mozartiana.


Il film si svolgeva come uno spettacolo teatrale, e all'inizio la cinepresa inquadrava visi di spettatori in attesa. Tutti diversi, tutti ansiosi di assistere allo spettacolo.
Bergman amava il teatro. Più del cinema. Di quel primo film mi rimase impressa l'inizio del secondo atto: Pamina che dorme, Monostato che canta vorrebbe toccarla, possederla, ma viene cacciato da Astrifiammante, Regina della Notte e madre della giovane.
Le m
ani scorrono sul corpo di Pamina addormentata senza mai toccarla, ma è tangibile il desiderio, mentre Monostato canta Alles fühlt der Liebe Freuden.
Mi sento Pamina, per la prima volta in vita mia.

All'epoca non sapevo che si trattasse di un film di Bergman. Non sapevo chi fosse Bergman, in effetti.
Poi sono arrivati i miei diciotto anni, e Il posto delle fragole ha fatto capolino nella mia vita.
Quel vecchio bisbetico ed egoista, quella trama a cavallo fra sogno e realtà, quelle fragole in giardino con la cugina da lui amata.


Fu colpo di fulmine.
Uno di quegli innamoramenti istantanei che mi prendono solo in presenza di film dolceamari, malinconicamente nostalgici e meravigliosamente diretti.

In seguito, sono arrivati Sussurri e grida, Il settimo sigillo, Persona.
E tanti altri suoi capolavori seguiranno.

Proprio pochi giorni fa, riflettendo sui miei registi del cuore, pensai che Bergman era ancora in vita e che quindi avrebbe regalato al mondo ancora tanti prodotti del suo talento.
Stamattina, pensando al fatto che i lavori creativi mantengono giovani, ho appreso la notizia della sua morte, così, come nel 2004 seppi della morte di Ingrid Thulin, novantaduenne musa del regista.

Pian piano, l'universo cinematografico di Ingmar si sta dissolvendo.
I suoi attori e lui con loro.
Ma lascia un'eredità straordinaria, di visionarietà, poesia in immagini, fermo immagini indimenticabili.
Chi potrà dimenticare l'interminabile partita a scacchi fra il Cavaliere e la Morte e la danza macabra sulle colline del Settimo sigillo, o l'allattamento simbolico di Sussurri e Grida?






Bergman è entrato nel nostro immaginario.
Nell'immaginario dei cinefili più accaniti e affezionati, certo, ma le sue immagini sono abbastanza potenti per raggiungere, e turbare, tutti noi.

Per quanto mi riguarda, amo ricordarlo con una battuta citata dal Settimo Sigillo, che più di qualsiasi altra mi dà la dimensione di ciò che significa ricordare, sapere di aver vissuto:

Lo ricorderò, questo momento: il silenzio del crepuscolo, il profumo delle fragole, la ciotola del latte, i vostri visi su cui discende la sera, Michael che dorme sul carro, Jof e la sua lira… cercherò di ricordarmi quello che abbiamo detto e porterò con me questo ricordo delicatamente, come se fosse una coppa di latte appena munto che non si può versare. E sarà per me un conforto, qualcosa in cui credere.

(
Antonius Block/Max Von Sidow prima di incontrare la Morte per giocare l'ultima partita. Quella fatale.)

giovedì 26 luglio 2007

Bei sensitivi, i gatti

Pubblicità vivente

Ieri 25 luglio, grande trionfale incasinata apertura del nuovo Centro Commerciale di Porta di Roma, nella zona nella quale abito io.
Fin da mesi prima, numerose agenzie di recruiting hostess e promoter erano al lavoro per conto dei numerosissimi punti vendita del nuovo colosso, il più grande d'Europa, secondo i giornali.

E, indovinate un po', sono stata catturata nella rete anch'io.
Datore di lavoro: profumeria Gardenia, piano terra del centro commerciale.
La mansione è stata la più divertente del mondo: limitarsi a girare per negozi in mezzo ad avventori assetati di stirelle a 19 euro con addosso la maglietta e il cappellino del punto vendita, perdendomi fra saldi stellari e casalinghe fameliche, assediata da palloncini dalla forma fallica e bambini e vecchiette alla disperata ricerca di gadget gratuiti.

Lavoro anche il 28: chi volesse venire a trovarmi e si trovasse in zona, sarebbe il benvenuto. :)

martedì 17 luglio 2007

Potter Mania

Dopo una luuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuunga maratona cinematografica in quel dell'attichetto del mio ragazzo, finalmente, ho raggiunto l'acme di pottermania andando a vedere anche il quinto film del piccolograndemago più famoso della letteratura novecentesca.
Sintetizzato in quattro parole, la perdita dell'innocenza.
Un plot che, di pari passo con la crescita del protagonista e dei suoi comprimari, si fa sempre più dark, più disincantato, più thriller psicologico.

Non me lo ricordavo più.
Lo avevo letto nel lontano 2004, poco prima di leggere il sesto e penultimo capitolo della saga, quindi sono andata a vederlo con l'incanto nel cuore di chi sa a malapena ciò che sta per vedere.

Jeanne Rowling è una fattucchiera, altro che HarryPotter.
Ha compiuto l'incanto più grande di qualsiasi altro: avvicinare molti ragazzi, e non solo, alla lettura, realizzando un record di vendite e un successo planetario.
Dicasi questa intelligenza, nonchè talento letterario.
Se non si trattasse di una donna, molti critici e lettori scettici si rassegnerebbero a riconoscere quel magico talento che prende anche loro per incantamento e quella vendibilità che sono entrambe qualità necessarie di un libro.

Quelli che snobbano la Rowling e la sua creatura letteraria si rassegnino.

domenica 8 luglio 2007

Una frase per la vita


"Non puoi aspettarti che gli eventi che desideri ti piovano dal cielo.

Devi provocarli"
(Katharine Parker/Sigourney Weaver a Tess McGill/Melanie Griffith in Una donna in carriera)

domenica 1 luglio 2007

All by myself - Cronaca di un padre inesistente

C'era una volta un padre.
Un padre intermittente ma indimenticabile, quando c'era.
Che mi faceva ballare ancora neonata al ritmo di musiche arabe, che mi portava bimbetta curiosa allo zoo di Villa Borghese - oggi Bioparco - e mi comprava arachidi da offrire a scimmie consenzienti in delirio.
Un padre che mi portava in giro come un trofeo, e forse come un simbolo della sua non convenzionale - mascolinità.
Quello che mi ha regalato il Brasile, e l'opportunità di un viaggio che ha cambiato la mia vita.
Che fine ha fatto?

Che ne abbia definitivamente preso il posto questo panciuto signore oltreicinquanta che mi ritrovo di fronte?
Quello che lo ha rimpiazzato non fa che farsi schermo di tutte le cose - tante e materiali, dalle porcellane ai libri - e di tutte le persone - poche e deboli - che gli capitano a tiro.
Che siano esse un fragile e accondiscente compagno di vita, o una sorella/mamma un po' morbosa.
Di una figlia fantoccio no, non potrà mai farsi schermo.

La figlia, che lo ama, lo giudica.
Lo giudica come si giudica un estraneo.
E vede tanto menefreghismo non voluto, tanta pigrizia, tanta routine, tanto lasciarcorrere, tanto nonvolersapere, tanto averegliocchifoderatidiprosciutto.

Sono tempi duri, per noi e per lui.
Ma quelli che lui definisce 'tempi duri' sono tempi che sanno di frutta tropicale, dispense ricolme di cibo, frigoriferi sul punto di esplodere inno al consumismo più sfrenato.
Sì, ho un padre che piange povertà anche quando si ciba di carni argentine DOP e compra aceti balsamici invecchiati minimo trent'anni.
Non sa cosa voglia dire la povertà, ne' tanto meno la necessità, e le uniche necessità che si preoccupa di soddisfare sono le proprie.

Era da tre settimane che non lo vedevo, complici gli esami e la prospettiva ben più seducente di passare del tempo con Denis.
Oggi ho pensato di venire, per vedere come sta, fargli un saluto, salutare anche Paolo - vedere mio padre senza il suo compagno sarebbe impensabile: già me lo immagino, come quelle poche volte che è capitato, attaccato come un pupo al cordone ombelicale del cellulare e/o intento a contemplare ad una distanza di massimo 5 cm dagli occhiali un giornale.
Non importa quale, bastatenersioccupati.
Arrivo trafelata - no, non è contemplabile nemmeno lontanamente l'idea che possiamo vederci fuori dalla sua torre d'avorio: il suo culo è ormai affezionato alla durezza del divano del soggiorno - lo saluto, un rapido bacetto quasi impercettibile, e già sono invisibile.

Perchè avverto sempre più mio padre come un estraneo anaffettivo e rompicoglioni?
Perchè non posso riavere il padre che mi raccontava le straordinarie avventure di Papà Fragolone e Mamma Fragolona prima di rimboccarmi le coperte la sera?
Almeno, una volta a settimana, potrei riappropriarmi di un pezzetto felice di infanzia, anche se non mi è possibile appropriarmi di momenti attuali degni di essere ricordati in futuro.

Mi accorgo solo ora di essere completamente indipendente da lui.
Economicamente, affettivamente, intellettualmente.
Quasi tutto quello che sono, e che comprendo, lo devo a mia madre e a me stessa.
Lui, nella maggior parte dei casi, di suo ci ha messo il portafogli e la presenza nei momenti più felici, quando essere presente non costava nulla.
E quello che sono diventata, e che sarò ancora, sarà qualcosa di cui lui non potrà mai gloriarsi, in futuro.
Chissà se ne sentirà la mancanza, di quella piccola Giulia che è cresciuta.

venerdì 29 giugno 2007

Il mondo di una bambina bibliomane oltre misura

Basta un luogo per immergersi nuovamente nell'universo cartaceo e fantastico dove la prima infanzia ha attinto un po' di felicità.
Una biblioteca.
Piccola, poco frequentata, gremita di libri che fanno volare l'immaginazione, il tempo e il dolore.
Complici Sontag e Barthes - gli autori di due libri che mi occorrono per motivi universitari - mi sono imbattuta nel mio passato.
Non quello di autopunizioni, isolamenti da parte delle compagne di classe, invidie brucianti e solitudine.
No.
Quello felice delle letture in cucina di Bianca Pitzorno e di quell'Ascolta il mio cuore che somigliava tanto alla mia vita.
Le giornate intere passate in balia di questo o di quel capolavoro di Roald Dahl, la delizia di fronte alle illustrazioni di Quentin Blake, la meraviglia trasognante che solo le storie di Margaret Mahy e Pinin Carpi hanno saputo darmi, così come il desiderio di avere una famiglia - e tanti animali - come Gerard Durrell.
E poi naturalmente lei: Bianca Pitzorno.
Autori per bambini di ogni tempo.

Riscoprirsi la bambina che, nella ricreazione scolastica, si sedeva in un cantuccio accanto alla finestra a leggere e a sognare è stato bello.

Ora si torna ai testi universitari.

mercoledì 27 giugno 2007

Veltroni leader del Partito Democratico

Nel suo discorso come leader del neonato Partito Democratico, il sindaco di Roma propone come possibili molte cose: riforme, pari opportunità, ricostruzione della pace dove c'è guerra, innovazione, collaborazione, pluralismo, crescita economica, competitività, MODERNITA'.
Vuole una società non più cinica, non più egoista.
E, soprattutto, una società dove non vi sia più precarietà, soprattutto per i giovani.
La precarietà come vero obiettivo del Partito Democratico, battuta attraverso la scrittura di un 'patto generazionale' con gli italiani.

Insomma, Walter tocca tutti i punti di un repertorio scottante per gli italiani: la criminalità, l'immigrazione, i DICO, lo svecchiamento della classe dirigente italiana, le tasse, le pensioni, i contributi statali, la presenza maggiore di donne in politica.
E non solo.
Ricorda che la crescita dell'effetto serra contro la quale è stato sancito il protocollo di Kyoto riguarda anche l'Italia, e la Sicilia in particolar modo.
Promuove l'uso della tecnologia al servizio della biosostenibilità, del risparmio energetico, delle bioenergie, rimanendo coerente alla sua attività come sindaco di Roma: è il primo sindaco italiano, infatti, a fare uso del biodiesel - benzina ottenuta dalla lavorazione di olio di colza/girasole/soia, ottenuti a loro volta dalla coltivazione di 10.000 ettari di terreno nel sud del Lazio - per i mezzi pubblici, allo scopo di ridurre il tasso di inquinamento cittadino (entro il 2008, tutti i mezzi pubblici romani saranno alimentati con miscele carburanti composte per il 20% di biodiesel, ndr), oltre a promuovere le ormai consuete 'domeniche a piedi'.
Sostiene la TAV, lo smaltimento ecocompatibile dei rifiuti e 'l'ambientalismo dei sì', che si basa sulla conservazione come innovazione.

Lancia strali contro i politici da 'talk show', le 'leggi ad personam', il proliferare di partiti e partitini, il sovraffollamento parlamentare, la politica come aggressione reciproca fra parti avverse e, quindi, mancanza di rispetto, volgarità.
E, soprattutto, in un paese nel quale da sempre la Chiesa si arroga il diritto di dire la sua sulla politica, rivendica la laicità dello stato repubblicano italiano sancita dalla Costituzione, come aveva già fatto Giorgio Napolitano in occasione del suo insediamento.

E tutto questo senza un canovaccio al quale riferirsi, con gestualità incisive e parole semplici, che tutti possano comprendere.
Porgendosi, come sempre, in modo garbato e alla mano ai suoi interlocutori.

Sì. Veltroni è un leader.
L'unico vero leader sul quale possa fare affidamento la sinistra in questo momento.
(e non intende violare il proprio 'patto' con Roma)

Ci rivediamo il 14 ottobre per le primarie del neopartito.

Il discorso integrale online
LA7 commenta la scesa in campo

martedì 26 giugno 2007

Segnalazioni cinefile

Stanotte su Rete4, alle 02:00, La Dolce Vita felliniana.
(mai i capolavori in prima serata, eh?)


No, non mi sposerò mai.

Più ci penso e più mi fa rabbia.
No, non posso accettarlo.
Non posso accettare neanche lontanamente l'idea che, un giorno, il mio uomo possa non desiderarmi più.
E, soprattutto, che io possa rischiare di lasciar correre la cosa, come se fosse normale e fisiologico che avvenga.
E come lo è, in effetti.

Parliamoci chiaro: prima o poi mi cadranno tette e culo, e la sodezza dei tempi presenti sarà un lontano ricordo, anche se dovessi essere la vecchietta meglio conservata del pianeta.
E la fine del desiderio si potrebbe verificare ben prima che tutto ciò che ora è su cada a causa della dannatissima legge di gravità.

Non so, saranno i miei vent'anni.
Ma non è questione solo di sesso.
E' questione di desiderio nel senso più assoluto del termine.

Dicono che il matrimonio sia questione di compromesso.
Anche la coppia lo è, perchè qualsiasi rapporto umano è frutto di una negoziazione fra persone.
Ma volete mettere la differenza fra il libero accordo fra due persone che possono in qualsiasi momento metterlo in discussione senza particolare paura delle conseguenze, e il fantasioso e quasi-impossibile accordo, sancito da una fede nuziale, e poi violato fisiologicamente a costo della sofferenza reciproca?

Ecco.
Io non mi sposerò mai (speriamo che non siano le ultime parole famose).

lunedì 25 giugno 2007

La chicca di Miss Italia nel mondo

Alla domanda del presentatore Giletti 'Chi è un attore comico?', tre su cinque concorrenti al titolo di Miss Italia nel mondo optano per Emilio Fede (avendo Alberto Sordi come alternativa, ndr).

Io sono libera e voi no, gnè gnè gnè

Parliamoci chiaro: sono una fottutissima sadica.

Ehi, parlo a voi.
Voi, bambinetti chini sui banchi a tentare di farvi venire in mente qualche idea ragionevole.
Voi, coloro che stanno per sbarcare nell'oceano della vita - quando non anche del lavoro o dell'università - ignari come falene che sbattono contro le pareti inseguendo la luce.
Voi ora state soffrendo.
E io, alla facciazza vostra, dopo un 30 sudato - per il caldo - mi godo due settimane di pausa prima del prossimo round.

Sì, siete autorizzati a mandarmi a quel paese.
Vi prego, che sia il Portogallo.

giovedì 21 giugno 2007

Televisione spazzatura

Su E-Polis ho appreso stamattina che - incredibbbile ma vero - alla prossima edizione dell'Isola dei famosi, condotto dalla semprepiùcheap Simona Ventura, prenderà parte anche Azouz Markouz.
Il nome vi dice nulla? Massì, il tunisino unico sopravvissuto alla strage di Erba.
Che ora sfrutta la propria fama disgraziata per entrare nell'Olimpo televisivo.




Che l'anno prossimo l'Isola ci riservi, come concorrente d'eccezione, la redidiva Anna Maria Franzoni, la donna con le lacrime più telegeniche della tv, già consumata ospite di Porta a Porta?

Non ci sarebbe da stupirsi. Dalla vittima al carnefice.

sabato 16 giugno 2007

Queer as folk

Oggi, 16 giugno 2007, gay pride in quel di Roma.
Le autorità ecclesiastiche e politiche di maggioranza - oppppssss - e opposizione tuonano as usual.
A São Paulo erano tre milioni di persone, il 10 giugno.
Tanti, certo, ma nulla in confronto agli oltre 30 milioni di abitanti nella capitale dello stato più popoloso del Brasile.
Qui a Roma superiamo di poco i 3 milioni di abitanti: quali saranno le nostre cifre?

Io ci sarò, forse.
A documentare con una mini compatta le evoluzioni di un corteo che promette di essere imponente ma teme di essere come nei fumetti di Asterix e Obelix, quel piccolo villaggio gallico che resiste sempre e comunque all'invasore.
Perchè la comunità gay è di piccole dimensioni? No, per carità.
Perchè il corteo dei partecipanti all'annuale gay pride è sempre la punta di un iceberg.

Quando vedremo partecipare baldanzosi rispettabilissimi padri di famiglia che coltivano in segreto il 'vizietto', preti e uomini in giacca e cravatta che si fanno schermo del proprio celodurismo ripudiando la loro stessa natura, forse la missione di questa manifestazione potrà dirsi compiuta.
Chissà se questo accadrà mai.

venerdì 15 giugno 2007

Musical mood

Noite e luar
eu queria cantar
Vamos embora que ainda crece
vamos tentar
Deixa a dor que voce
Leva dentro que tem
Lembra de nos, meu bem,
vamos juntos a cantar

Dentro de mim eu queria saber
Onde estava a vida sem
Voce ao lado meu
Tudo era tao frio
E voce aconteceu
Perto de mim, meu bem
Vamos juntos a cantar

Deixa la a dor

Tudo va acontecer
Eu preciso perdao
Deixa as duvidas vem

Deixa la amor
Tenho beijos na mao
Eu preciso perdao
eu te quero pra mim

Noite e luar
eu queria cantar
Vamos embora que ainda crece
vamos tentar

Deixa a dor que voce
Leva dentro que tem
Lembra de nos, meu bem,
vamos juntos a cantar

'Noite e Luar' di Patrizia Laquidara (da 'Manuale d'Amore')





sabato 9 giugno 2007

Quando ti ama

Sì, lo so.
E' un periodo che sono poco logorroica e molto sdolcinata.
Non so, sarà l'amore. O quest'estate-primavera da fragoleconpannaefilmstrappalacrime.
Avere un uomo che ti dà della donna disegnata da Manara non capita tutti i giorni.
Così come vivere con rilassatezza una dura sessione di esami universitari.

Musiche jazz e saudade brasileira in sottofondo.
Una visione di Nuovo Cinema Paradiso irrorata di lacrime.
Quella sensazione di ritmo andante che solo le canzoni di Capossela riescono a restituire nella sua pienezza.

Che sudati è meglio
e il morso è più maturo
e la fame è più fame
e la morte è più morte
sale e perle sulla fronte
languida sete avara
bellezza che succhi la volontà
dal cielo della bocca
bocca bacio di pesca che mangi il silenzio
del mio cuore...

mercoledì 6 giugno 2007

Nuovo mondo

Ieri l'ho aiutato a portare i bagagli nella sua nuova casa.
Era smarrito, agitato, preoccupato.
La casa è bella, accogliente, luminosa, un po' gli somiglia.

Il coinquilino è un attore di teatro, disponibile e sorridente.

Incrocio le dita per lui, perchè trovi lavoro.
Nel frattempo, un ghiotto raid ad Ikea non ce lo nega nessuno.

giovedì 24 maggio 2007

Contatti con l'esterno

Ci sono incontri che vorrei riunire, tutti insieme, in un piccolo libro, per non dimenticare mai di come la vita mi abbia riservato, e mi riservi sempre più, strani incontri.
A volte esilaranti, a volte stimolanti, a volte non graditi.

Come quella volta che mi misi a parlare sull'autobus, luogo di incontri per antonomasia, con una signora eritrea che, pochi giorni prima, era stata derubata di tutti i suoi averi e picchiata in quel della Stazione Termini da conterranee.
Come quell'altra volta che un arzillo pensionato mi raccontò della sua esperienza di reduce della Seconda Guerra e mi mostrò il suo libro di memorie, scritto appositamente per i parenti.
Come oggi, che ho intavolato una conversazione sul lavoro e sulla giovinezza con una settantasettenne invalida, la signora di lei figlia e un trentenne operaio addetto al montaggio di palchi per concerti.

Su un autobus si imparano tante, troppe cose.
Della gente, della situazione generale italiana, dei bisogni reali delle persone.

Spesso penso che ad un qualsiasi politico di casa nostra basterebbe rinunciare per un giorno alla comodità del taxi o, peggio, dell'auto blindata per salire su un autobus e tastare il polso della nostra Italia malata di depressione e di povertà.
Salvo, poi, venire linciato dai passeggeri.

martedì 15 maggio 2007

...post taglio

Sono quella a destra. :D


Sembro uscita dalle mani del figlio schizofrenico di Paco Rabanne.
Catene, collane, giubbotti di raso con strass, vestito spaziale con finte gemme,
parigine di lurex e stivaloni in perfetto stile dark.
Madonna delle Frattocchie del terzo millennio.

Moleskine - Appuntamenti interessanti

Per chi fosse interessato, il 17 e il 18 maggio, al Centro Congressi in Via dei Frentani (vicino Piazzale Aldo Moro), si terranno due cicli di incontri dedicati al tema, attualissimo, della violenza perpetrata alle donne da parte degli uomini.
Il tema verrà trattato da un punto di vista politico - presente in sala anche la 'Ministra' delle Pari Opportunità Barbara Pollastrini - da un punto di vista sociale, da una più ampia prospettiva internazionale e anche dal punto di vista maschile.
Interessante per uomini e donne, in un'epoca nella quale per le pari opportunità c'è ancora molta, troppa strada da fare.

Per ulteriori informazioni, clicca qui
Per altre iniziative simili, clicca qui

domenica 13 maggio 2007

Pre taglio...

Mi fa effetto vedermi così.
Sarà forse perchè solitamente mi trucco molto leggera,
ed ombretto e fard li riservo alle occasioni speciali.
Giocherellare con la propria immagine è uno sfizio
comune a qualsiasi donna, me compresa.
Specie quando si hanno a disposizione tante persone
che come unico obiettivo hanno quello di valorizzarti.



Qui prima di affidarmi alle sapienti forbici di Chris,
celeberrimo hairstylist che lavora a New York City.

Colore applicato da Alicia, giovane americana virtuosa della colorazione per capelli.
Prodotti di styling e colorazione Redken, gruppo L'Oreal.

venerdì 11 maggio 2007

E mò mi toccherà imparare a fare la falcata

Non avrei mai immaginato che la mia vita potesse prendere anche pieghe simili.
Da ragazzina mi auspicavano un futuro da babymodella, come se gli arti lunghi e il viso delicato fossero segni premonitori di una futura carriera.
In seguito, una volta chiarito agli altri - avendolo ben presente io stessa - che non nutrivo aspirazioni né nel mondo del cinema né in quello della moda, le persone che prima parlavano a briglia sciolta si sono azzittite.
Quello che non è mai stato un sogno né una passione si è trasformato in un piccolo diversivo lavorativo, quell'ingaggio
una tantum che ti fa fare un po' di soldi senza nulla togliere allo studio e alla vita privata.

Ho sempre disapprovato questo mondo, le sue richieste pressanti, i suoi diktat, la sua vanità esasperata, la sua precarietà.
Mi dicevo che mai e poi mai ci sarei entrata nemmeno per sbaglio, ma eccomi qui a giocare allegramente a fare la topmodel con tanto di taglio di capelli, trucco, tacchi vertiginosi e abiti d'alta moda.
Con un sorriso sulle labbra, la consapevolezza di essere estranea a questo mondo e un pizzico di autoironia che non guasta mai.
L'inevitabile sensazione di ridicolo nell'emulare una falcata degna della Bundchen, mentre il tuo unoesettantadistatura, tanto confortevole e invidiato nella vita reale, diventa di colpo il minimo sindacale per poter sculettare e sfoderare pose da stronza su una passerella.

Di un colpo ti rendi conto che, in fondo, è solo recitazione.
Come ho fatto in quattro anni di teatro.
Si tratta di impersonare una giovane e aitante stronza con gamba chilometrica, ego ipertrofico e sguardo fisso in avanti verso il pubblico.
E naturalmente tetteinfuoripanciaindentroculoinfuori.
Insomma, basta crederci.
Fosse facile.

mercoledì 9 maggio 2007

L'inno del momento

Non ! Rien de rien
Non ! Je ne regrette rien
Ni le bien qu'on m'a fait
Ni le mal tout ça m'est bien égal !

Non ! Rien de rien
Non ! Je ne regrette rien
C'est payé, balayé, oublié
Je me fous du passé !

Avec mes souvenirs
J'ai allumé le feu
Mes chagrins, mes plaisirs
Je n'ai plus besoin d'eux !

Balayées les amours
Et tous leurs trémolos
Balayés pour toujours
Je repars à zéro

Non ! Rien de rien
Non ! Je ne regrette rien
Ni le bien, qu'on m'a fait
Ni le mal, tout ça m'est bien égal !

Non ! Rien de rien
Non ! Je ne regrette rien
Car ma vie, car mes joies
Aujourd'hui, ça commence avec toi !

Ascolta 'Non je ne regrette rien'

lunedì 7 maggio 2007

Madre

Ma come mai
Insieme a me
Adori fare la
Madre rompiballe e
Allo stesso tempo
Desideri farmi
Ridere?
E'
Senza dubbio una
Espressione di
Ironia tutta
Tua e
Unica.

Sì, perchè sei ironica.
E sotuttoio, e amorevole, e indiscutibilmente irresistibile.
Anche quando mi ripeti dieci volte le stesse cose,
quasi a fare sfoggio di un vago inizio di Alzheimer,
anche quando ti infervori nel parlare del tuo ex marito
nonchè mio padre,
anche quando affermi che io e Celina siamo sorelle
quando rivendico la mia maternità sulla Gatta Prociona.

Insopportabile ma indispensabile.
Pungente ma irresistibile.

Buon genetliaco, madre sorniona (e fieramente rompiballe se innescata a dovere).

sabato 5 maggio 2007

Una concezione di fotografia

La fotografia?
Per me è possesso carnale del soggetto rappresentato, sia esso uomo, donna o anche animale.
C'è chi sbatte letteralmente l'obiettivo in faccia al soggetto, c'è chi lo mette in bella posa come un manichino di carne, c'è chi lo ignora.
Io lo affondo pian pianino con il mio obiettivo macro, cerco di coglierlo in ogni sua posizione, cerco di contenerlo tutto in un unico scatto.
Quando sono riuscita a coglierlo come volevo, provo qualcosa di simile ad un orgasmo.

Attenzione: trattasi di possesso simbolico.
Anzi, più precisamente forse di simbiosi.
Se ne ho la possibilità, preferisco sempre conoscere un po' la storia di chi fotografo, così come di un luogo, o di un'opera d'arte, di un gatto.
Perchè in ogni particella del mio scatto vi siano quella storia e quella verità, trasfigurate.

Mi piacerebbe riuscire in quello nel quale Henri era gran maestro: mettere sulla stessa linea occhi, cuore e cervello.
Magari con l'aggiunta all'asse di un organo un po' più in basso.

venerdì 4 maggio 2007

Una riprova che Freud aveva ragione

Essì, vedeva il sesso in ogni dove.
(anche se in fondo bisogna perdonarlo, poveretto,
era figlio della sua epoca, vittoriana e puritana sulla carta)
Fatto sta che il buon vecchio Sigmund aveva una vera e propria ossessione,
e il suo gioco preferito era scovare il sesso in ogni oggetto circostante.
Fosse anche in un cappello o in un ombrello, entrambi simboli del pene.

Ma non aveva tanto torto quando poneva l'equivalenza fiore = vagina.

domenica 29 aprile 2007

Certe notti...

sono agitate.
Specie se, nell'arco della stessa nottata, capita che

-rompi con la tua ex migliore amica perchè il suo ragazzo ci ha provato con te;
-vai ad un mercatino dell'usato circondato da alte dune di sabbia oltre le quali c'è solo alto mare e pesci a fior d'acqua;
-vieni posseduta dal demonio.

Insomma, si può dire che di notte non mi annoi mai, specie se c'è Denis accanto a me.

sabato 28 aprile 2007

La fiera delle vanità

Qualche foto dove, per una volta, ho i capelli tirati a lucido.

Come una sposina (oooooopssss!)

Il terribile 'toupet'.
Ottimo se ti chiami Quasimoda e hai familiarità con le architetture gotiche.

La mia preferita.
Romanticosa e primaverile, a metà fra Botticelli e Ofelia shakespeariana
(sperando di non buttarmi in un fiume anch'io)



Dulcis in fundo, la più portabile di tutte non ho avuto il piacere di averla fotografata sulla mia digitale, ma la mia acconciatrice, buon'anima, ha detto che me la farà pervenire quanto prima.

Ed ecco un piccolo gruppetto di balde giovini in pausa lavoro:

(clicca sulla foto per vederla più grande)

venerdì 27 aprile 2007

Ogni riccio un capriccio

La vita procede, piena e soddisfacente.
Poichè sono stata assente (giustificata) dal blog in queste ultime tre settimane, è d'uopo riportare alcune novità: domenica e lunedì ho lavorato come hair model per il salone di Aldo Coppola vicino Via Del Corso.

Sapete, non capita tutti i giorni di portare in testa 400 euro di acconciatura realizzata dagli allievi del Maestro.
Allungavo il collo e stavo ritta in perfetto stile quellachesiatteggiaaballerina tutta orgoglioNa del mio chignon appuntato con strass o con rose fresche.
Peccato che il toupet di una della acconciature mi abbia costretta ad una poco chic posa da Gobba di Notre Dame.

Bella esperienza.