E mò mi toccherà imparare a fare la falcata
Non avrei mai immaginato che la mia vita potesse prendere anche pieghe simili.
Da ragazzina mi auspicavano un futuro da babymodella, come se gli arti lunghi e il viso delicato fossero segni premonitori di una futura carriera.
In seguito, una volta chiarito agli altri - avendolo ben presente io stessa - che non nutrivo aspirazioni né nel mondo del cinema né in quello della moda, le persone che prima parlavano a briglia sciolta si sono azzittite.
Quello che non è mai stato un sogno né una passione si è trasformato in un piccolo diversivo lavorativo, quell'ingaggio una tantum che ti fa fare un po' di soldi senza nulla togliere allo studio e alla vita privata.
Ho sempre disapprovato questo mondo, le sue richieste pressanti, i suoi diktat, la sua vanità esasperata, la sua precarietà.
Mi dicevo che mai e poi mai ci sarei entrata nemmeno per sbaglio, ma eccomi qui a giocare allegramente a fare la topmodel con tanto di taglio di capelli, trucco, tacchi vertiginosi e abiti d'alta moda.
Con un sorriso sulle labbra, la consapevolezza di essere estranea a questo mondo e un pizzico di autoironia che non guasta mai.
L'inevitabile sensazione di ridicolo nell'emulare una falcata degna della Bundchen, mentre il tuo unoesettantadistatura, tanto confortevole e invidiato nella vita reale, diventa di colpo il minimo sindacale per poter sculettare e sfoderare pose da stronza su una passerella.
Di un colpo ti rendi conto che, in fondo, è solo recitazione.
Come ho fatto in quattro anni di teatro.
Si tratta di impersonare una giovane e aitante stronza con gamba chilometrica, ego ipertrofico e sguardo fisso in avanti verso il pubblico.
E naturalmente tetteinfuoripanciaindentroculoinfuori.
Insomma, basta crederci.
Fosse facile.
1 commento:
Insomma, fai soltanto l'attrice nel film "Take the Money and Run". Non c'è niente di grave. Sii contenta perché tu almeno sei consapevole di "girare", c'è chi ci crede davvero :-D
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