mercoledì 23 aprile 2008

Non solo ipocriti

in tv vince la cosiddetta 'genuinità'.
Il riferimento è all'ultima edizione del Grande Fratello, che ha visto come vincitore del premio di 500.000 euro il muratore Mario Ferretti.

Bonaccione con calata umbra doc, operaio, discretamente maschilista, e ragazzo-padre di un bambino che adora.
Uno che si fa i fatti suoi, qualità che il pubblico apprezza.

Insomma, il perfetto candidato alla vittoria presso i cuori dei telespettatori.
Perchè in lui ci si identifica, non ci si sente inferiori, si prova tenerezza.
Per la lacrimuccia nel leggere una lettera inviatagli dal figlio mentre era nella Casa, per le litigate con la 'coinquilina' Teresa Stinziani, seconda classificata e anch'essa 'genuina'.
Perfetto mix di tenerezza e ruvidezza, la cui storia personale potrebbe ispirare una sceneggiatura o una fiction di successo.

Perchè il pubblico adora le storie dei plebei che diventano principi.
Ama sentirsi raccontare dai media le scalate sociali dei suoi piccoli eroi, gli eroi del popolo.
Cosa ci sia di eroico nel Grande Fratello, poi, non è dato saperlo.
Esporsi in modo impietoso al vojerismo intrinseco del grande pubblico televisivo, in fondo, è una scelta autonoma.
Dettata dal premio finale e da una buona dose di esibizionismo.

Non è dato di sapere nemmeno cosa si intenda, oggi, per genuinità.
Basti pensare alle passate edizioni del GF.
La terza edizione la vinse Floriana Secondi, la settima Milo Coretti.
Entrambi romanacci docg e coatti, modi irruenti e cuore d'oro, come da copione.
Il pubblico nazionalpopolare, e gli italiani in generale, ragionano per stereotipi.
Così il dialettalismo, la parlata sgrammaticata e i modi buffi finiscono per diventare conditiones sine quae non dell'essere genuini, spontanei, simpatici.


E si finisce per sacrificare 'semplicità' meno plateali a favore dei nuovi eroi del popolo.
Gli idoli che sono intrinsecamente tali perchè dal popolo provengono, o dovrebbero provenire.


martedì 22 aprile 2008

The Final Day

I piedi meditano vendetta, così come la colonna vertebrale.
Stanca ma felice di essermi guadagnata i miei piùomeno duecentoquarantadue euro netti col sudore della fronte.
Soldi che riceverò sul c/c solo a luglio, dannata clausola dei 90 giorni.

Nella vita, come nel lavoro, bisogna avere savoir-faire.
Anche quando ti fottono.
Anche quando ti declassano perchè non ti sopportano, per motivi inesistenti.
Oggi sono, anzi, siamo, state declassate.
Io e la mia collega del tavolo presidenziale siamo state mandate dall'organizzazione in fondo alla sala.
Paura che io lanciassi un tacco in fronte alla Moratti aprendole un terzo ocio o che lanciassi baci a 'er baffetto' D'Alema?
Naaaaah, semplice stronzaggine.
Camuffata da 'sono stanche, facciamole rilassare un po'.
Già, perchè mi compatite, guardandomi accanto al palco.

Immobile, portamento da ballerina classica che dissimula il colpo della strega, piedi traballanti senza sembrarlo.
Una maschera lucida di fondotinta nascondilividi e dissimulaocchiaie, occhi lucidi e intorpiditi da influenza.
Dietro, ricetrasmittenti, operatori tecnici e un dietro le quinte turbolentissimo.
Ma tu rimani in piedi, lì, come uno stoccafisso, convinta che quando qualcuno ti guarderà apprezzerà la tua stoica resistenza al dolore.
E qualcuno lo fa, gli altri se ne sbattono. E tu lo sai.

Arrivata al capolinea, un relitto umano.
Le bolle stanno prendendo possesso della faccia, l'utero si ribella alla legittima proprietaria con crampi acuti, le ovaie rombano come il motore di una Ferrari.
Qualcuno mi castri.

Gatti obesi

Scusatemi, ma... ne vale la pena :D

lunedì 21 aprile 2008

The Day Two

Good morning sir, you're welcome.
Un'altra giornata in piedi sulle decolletes.

Dopo aver appreso in mattinata che dopo la prima giornata del convegno si è resa ufficiale la notizia dell'
accordo petrolifero Eni-Qatar - stipulato da Paolo Scaroni e da Abdullah Bin Hamed Al-Attiah, entrambi speaker del convegno - mi sono trascinata con i piedi martoriati su per Via delle Medaglie d'Oro, zona Trionfale/Montemario.

Riconfermo quanto detto ieri: anche oggi, presente come speaker al tavolo della presidenza, il ministro degli Affari Economici del governo olandese, Maria van der Hoeven.
Donna, piacente malgrado i sessant'anni aocchioecroce, capelli corti.
Forse i capelli corti sono il segnale di una forza e di un'intraprendenza considerata caratteristica naturale dell'uomo?
Oltretutto, maledettamente gentile (vedeste che sorriso radioso quando le ho portato il biglietto di un collaboratore).
Certo, l'Olanda non sarà scandinava nel vero senso della parola, ma è un paese del Nord.

Gettone di presenza per Prodi, molto più basso e smunto di come me lo immaginavo dalla tv.
Immancabile presenza di Bersani, le cui occhiate furtive mi sono state rivolte più volte.
Tanti biglietti e bigliettini da condurre ai legittimi destinatari, in una sede nella quale si può cambiare il futuro energetico del mondo.

E, dio, quanto mi eccita tutto questo.
Entrare vestite da signorine impettite nel mondo degli adulti, anche maledettamente importanti e influenti a livello mondiale, non è da tutte.

domenica 20 aprile 2008

Viva la donna scandinava!

Perchè è la più emancipata, almeno in Europa.
Attenzione: non si tratta di un stereotipo creato negli anni '60 dalle femministe per rifarsi ad un qualche reale modello di emancipazione femminile.
No, questa è realtà.
E ne ho avuto prova tangibile proprio oggi, e in un ambito che più istituzionale di così non si può.

20 aprile, IEF, Internation Energy Forum.
Nella sala gremita di personalità, ministri e presidenti di importanti associazioni internazionali, pochissime donne, perlopiù uomini imbolsiti dalla mezza età.
Poi, ad un tratto, un intervento dal fondo dell'immensa sala plenaria, ecco intervenire una donna.
O meglio, una signora.
Maglioncino turchese e capelli biondi corti, da donna che sa quello che vuole (vedi mio scalpo).
Interviene apportando domande intelligenti e riflessioni acute.

Alla fine della prima giornata del convegno, in occasione della quarta 'seduta' con le varie commissioni, ecco sedersi sulla poltrona riservata al chair un'altra signora.
Scandinava, made in The Nederlands.
Bella donna, inglese limpido, capelli corti (ma è un vizio?).
Parla spedita senza per questo risultare incomprensibile, guardando in faccia anche gli interlocutori a ottanta metri di distanza.

Her Excellence Åslaug Haga.
Non solo chair della conferenza, ma anche a capo del Ministero del Petrolio e dell'Energia del governo norvegese.
E di tanti altri ministeri in passato.
Sposata, madre di due figli.

Insomma, quasi una creatura da un altro pianeta, per un paese come l'Italia.
Italia al settantasettesimo posto tra i paesi nei quali la condizione femminile è peggiore.
Stima basata su quattro criteri fondamentali:
-partecipazione e opportunità economica delle donne;
-accesso all'educazione, di base e avanzata;
influenza politica;
-differenze tra uomo e donna in termini di salute e di aspettative di vita;
La Scandinavia, nemmeno a dirlo, si trova al primo posto.
Al primo posto assoluto, la Svezia.

Già, la Svezia.
Quel paese che hai il 45,3% di parlamentari donne (Spagna 36%, Germania 32,8%, Italia 11,5%).
E le svedesi.
Le femmine concupite dai nostri italiani più beceri perchè considerate da sempre le più 'facili' d'Europa, in un eterno ritorno allo stereotipo della donna libera uguale puttana.

Ma non tutto il mondo è paese.

venerdì 18 aprile 2008

Saggezza cinematografica

"Non puoi aspettarti che gli eventi che desideri ti piovano dal cielo. Devi provocarli"
(Sigourney Weaver/Katharine Parker a Melanie Griffith/Tess McGill
in 'Una donna in carriera')


Un mantra da ripetere religiosamente ogni mattina, al risveglio.
Mai rilassarsi troppo, stare sempre in campana.
Grazie a questo principio, e grazie a cocciutaggine e ad una certa dote naturale di ricercatrice, mi sono procacciata un lavoro di prima grandezza: hostess d'accoglienza dal 20 al 22 aprile per l'undicesima edizione dell'IEF, l'International Energy Forum, evento mondiale che si terrà per il secondo e ultimo anno consecutivo qui a Roma, all'Hilton Cavalieri.
Mi è stata affidata la mansione di maggiore responsabilità: l'accoglienza e assistenza in lingua inglese delle giunte estere che prenderanno parte al convegno, ministri e figure istituzionali inclusi.
Compito non da poco, per la verità.
Ma cercherò, come sempre, di dare il mio meglio, resistere nelle decolletes per dieci ore quasi consecutive, sorridere e sfoggiare una dizione perfettamente british.
Stakanov mi fa un baffo.

giovedì 17 aprile 2008

Vittime e vincitori

Il vittimismo è da vincenti, realtà lapalissiana dei nostri tempi.
Fare le vittime fa vincere i programmi televisivi - vedi Marco Carta vincitore dell'ultima edizione di Amici - come fa vincere le elezioni, come dimostra Silvio Berlusconi e la sua tanto sbandierata 'minaccia rossa'.
Colui o colei che si professa vittima permette allo spettatore/elettore di identificarsi con le sue paranoie, le sue paure, il suo senso di minaccia.

In poche parole, lavora sul senso di commiserazione e di compassione dello spettatore medio, che ragiona più con il ventre che con il cervello.
Specialmente se le vittime, al momento di interagire con il proprio pubblico di riferimento - una folla di ragazzine in adorazione per Marco, una folla di casalinghe vocianti per Silvio - sanno fare del proprio sorriso a trentadue denti, commisto ad un ben celato disprezzo nei confronti delle suddette folle e ad uno smisurato ego, un'arma di seduzione.

Sorridi e sembra vulnerabile: la preziosa formula per il successo.

martedì 15 aprile 2008

Pioggia d'aprile

Todo acabou. Tutto è finito.
Stamattina qualche squarcio d'azzurro, giusto il tempo di illudere.
Poi, pioggia.
Grigio.
Vento.
Sono uscita pensando che le condizioni atmosferiche riflettessero in pieno le condizioni del nostro paese.
Ho preso l'autobus verso Ostiense inguainata in una gonna con spacchi profondi e gambe nude, attaccando bottone con un colombiano seminarista, in Italia per studiare.
'Nel tuo paese siete messi meglio, con la politica', gli ho detto.
Anche a Cuba si respira maggiore libertà che da noi, soprattutto ora che è salito al potere Raul Castro, anche se di fatto la dittatura si è tramandata da lìder maximo a fratello.

Abbiamo parlato del Sudamerica, dei vari governi Chavez-Castro-Kirchner-Lula &co, e sono giunta alla conclusione che presto espatrierò.
In uno stato del Sudamerica a caso, eccezion fatta per Cuba.
Perchè qualsiasi regime politico, qualsiasi condizione sociale, qualsiasi paese è migliore dell'Italia in mano a Berlusconi.

I miei migliori auguri ai miei compatrioti.
Ne avranno bisogno.

lunedì 14 aprile 2008

Donna, cioè domina (= padrona)

Che la donna fosse 'padrona' di nome (dal latino 'dominam') e di fatto, non doveva certo venircelo a dire Silvio Berlusconi, il quale pensava così di stuzzicare le vanità delle signore presenti al suo comizio.

La donna è da sempre padrona.
Dell'uomo, in primis, anche se lui tende a non accorgersene.
Una donna, se consapevole di essere tale, tiene le redini del gioco.
Il che non vuol dire manipolare il partner, ma saperlo pilotare verso il proprio desiderio.
Materiale, sentimentale o sessuale che sia.

Basti vedere quei poveri mariti, o anche solo fedeli fidanzati, al seguito della moglie/fidanzata shopaholic (= malata di shopping) che indugia sbavante fra i trench in serie e le camicie da educanda di Zara, o fra cappottini anni '70 e occhialoni che scimmiottano la Audrey Hepburn dei tempi d'oro.
Ci vogliono fegato e assoluto assoggettamento al genere femminile per sopportare in silenzio simili torture.

Quando il braccio del solerte accompagnatore diventerà un appendiabiti e la spalla un appiglio per la borsetta, la metamorfosi da amorevole compagno di vita a cagnolino scodinzolante con guinzaglio incorporato sarà compiuta.
Solo per quelle due ore che la sua bella passerà a provarsi vestiti senza poi comprarne nessuno.
E, una volta a casa, l'uomo potrà credere nuovamente di essere il padrone.


PS: Denis, so che a volte sono insopportabile.
Ma quando vedo un trench doppiopetto non capisco più nulla.
Chiedo venia. :*

To Silvio or not to Silvio?

Stando agli exit poll pubblicati su Repubblica.it, a vincere con un netto distacco sarà il Cavaliere.


PD - Italia Dei Valori Walter Veltroni
38/42%


PDL - Lega Nord - Mpa di Silvio Berlusconi
40/44%


Sinistra L'Arcobaleno di Fausto Bertinotti
4/6%


Unione di centro di Pier Ferdinando Casini
4/6%


Partito Socialista di Enrico Boselli
0,5/1,5%


La Destra di Daniela Santanchè
2/4%


Io spero ancora nel colpo di scena finale.
E nell'intelligenza umana, malgrado Einstein avesse proprio ragione a dire :'Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana. E non sono tanto sicuro della prima'.

Una meraviglia made in Italy

Mi piacerebbe somigliarti.
Avere il tuo sorriso largo,
quel seno prepotente senza essere enorme,
quell'appeal mediterraneo e sfacciato,
quella freschezza da fiore selvatico.
Auguri ad una delle attrici italiane più degne di nota - per bellezza e per talento - di sempre.


domenica 13 aprile 2008

E, alla fine, mi sono tolta il dente

E' stato rapido, strano, indolore.
A parte le quattro - dico, quattro - schede-lenzuolo che avrebbero messo in confusione anche il votante più esperto, alla fine ne sono uscita viva.
E alla fine, combattuta fra ragione e sentimento, freddo calcolo strategico e ideologie di pancia, ho fatto quello che molti italiani ed italiane come me hanno fatto o faranno: ho votato per il Pd.

Un solo voto per la Camera - avendo ventun'anni, solo fra quattro potrò votare anche per il Senato - Rutelli sindaco, Zingaretti assessore alla provincia, ilcandidatodelPd al municipio.
Che dire, il naso me lo sono un po' turata, giusto un po'.
Ma al pensiero che il mio Antonino - sì, proprio lui: l''ignorante non laureato' della politica - diventerebbe comunque ministro in un ipotetico governo PD, ho votato con animo più leggero.

E meno sensi di colpa per l'Italia che, con il mio voto, sto consegnando a noi tutti.

sabato 12 aprile 2008

Come votare

Gentilmente offerto dal Corriere.

Vietato toccare Totti

Ci sono tre vanti locali inattaccabili, a Roma: la cucina, er Colosseo, Totti.
Quest'ultimo, Cesco, rappresenta per i romani - e i romanisti in particolare - molto più che un campione di calcio: è il simbolo stesso della fedeltà incorruttibile ad un gruppo, ad un ideale, ad un profondo senso di appartenenza.
Non sa usare i congiuntivi, ma è leale nei confronti della squadra che l'ha fatto nascere, crescere, diventare una star del pallone.

Io stessa, disinteressata al calcio quanto interessata alla coratella, dovendo simpatizzare per qualcuno, scelgo Er Pupone.
Fidanzato da anni con la stessa squadra, fidanzato e poi marito da anni della stessa donna, caciarona come lui.
Cesco è un uomo che ci piace.
Spiritoso, autoironico e naif quanto basta per essere irresistibile.

E ora, mi domando e dico: Berlusconi è uscito di testa?
Poteva forse sperare di uscire illeso da un comizio romano dove ha dichiarato che il Capitano è fuori di testa per aver 'appoggiato' Rutelli?
Totti è giustamente indignato.
E, insieme a lui, i romani tutti.

Ultimo atto di una campagna elettorale svogliata e fallimentare da parte del Cavaliere.
E la conferma palese che non ha alcuna brama di salire al governo.

venerdì 11 aprile 2008

Facce da chiulo

E io che non disdegnerei di votare per Grillini...

giovedì 10 aprile 2008

28 sfratti al dì

Cifre che non bastano a non farti sentire meno solo, quando ti ritrovi a vivere tuo malgrado una situazione del genere.
Ebbene sì, gente: sono 28 gli sfratti esecutivi a Roma ogni giorno.
Corrispondenti ad altrettante famiglie che si ritrovano in mezzo ad una strada.
Scoraggiate da una burocrazia che rende impossibile l'accesso alle case popolari.
Strangolate da affitti proibitivi persino per professionisti da 2000 euro al mese.

E non si tratta di questa o di quella città.
Questa è l'Italia.

A Rutelli, futuro probabile sindaco di Roma, rivolgo una preghiera:
Francè, fai che la tua elezione non sia l'ennesimo tentativo di un politico di 'metterci - anzi, rimetterci - le mani sopra'.
Fai in modo che tutti, ma proprio tutti, prendano coscienza della tragedia ahimè consueta che 28 famiglie vivono nella nostra città ogni giorno.
E, soprattutto, come minimo raddoppia il numero di alloggi popolari.

In parole povere: movi er culo.

martedì 8 aprile 2008

Chiquita, passione mai finita

Eccalallà.
E' successo un'altra volta.
Per puro caso, facendo inutili ricerche su Ebay, ho ripescato questa strana inserzione.

Niente di strano, direte voi.
E' solo un'enorme banana gadget gonfiabile di Chiquita.
Una delle stramberie che si possono trovare in ogni angolo di Ebay.

E invece no.
Avevo più o meno sette anni.
Fiera di Santa Susanna, Roma.
Una fiera che non esiste più, organizzata dalle scuole americane di Roma.
Una fiera bellissima, che rapiva le fantasie di grandi e piccini.

Ricordo che, un giorno, all'interno della fiera, avevano allestito un corner Chiquita.
Gadget-banana di tutte le dimensioni, dal portachiavi alla bananona gonfiabile.
Li avevo tutti.
Con il bananone era stato amore a prima vista, soprattutto quando scoprii quanto era divertente saltarci sopra.

Con la mia amica del cuore, Flavia, da bambine ci saltavamo come delle dannate.
Fino all'infausto giorno in cui Flavia, con la proverbiale grazia elefantiaca che la contraddistingueva, ne ruppe la gomma.

Da allora, niente più salti, niente più banane da domare.
O Chiquita, passione mai finita.

Essere hostess. In Cina e in Italia

Impresa dura, soprattutto per le ragazze locali.
Soprattutto per quelle che aspiravano ad essere le premiatrici alle prossime Olimpiadi di Pechino.
Ruolo istituzionale per il quale sono state selezionate in base a rigidissimi e, secondo molti commentatori, razzisti criteri matematici.
Età compresa fra 18 e 24 anni, altezza compresa fra 1:68 e 1:78, pelle 'lucida' - che cosa significa? - rapporto lunghezza occhi-dimensioni viso 3 : 10.
Insomma, un tipo più occidentale che asiatico, tanto che io rientro perfettamente nei requisiti richiesti (pelle lucida=pelle tendente ad ingrassarsi? :D).



E' stata subito polemica.
Qualcuno ha gridato al recupero dei criteri di razza di matrice nazista, qualcun altro al razzismo nei confronti del Tibet, le cui ragazze sono scartate perchè considerate troppo brutte per lavorare come hostess.
Nemmeno fossero stati i cinesi ad inventare l'uomo vitruviano, rigorosamente Made in Italy.

E' da riconoscere che quel mondo sia piuttosto selettivo, almeno a livelli alti.
A livelli bassi, ti imbatti in decine di agenzie in cerca di 'hostess' che poi relegano in qualche negozio a promuovere merci impossibile da piazzare.
Insomma, camuffano da hostess quelle che nel gergo del settore sono definite 'promoter'.
Venditrici, con belle facce e parlantina sciolta.
Il che significa: criteri fisici più democratici, più ore di lavoro, paga più bassa.

Insomma, una gran bella fregatura.
Soprattutto quando si è costrette ad indossare ugualmente tailleur e tacchi scimmiottando colleghe meglio pagate - e meno masochiste - e a rivolgersi alla cliente come farebbe un'operatrice di call center, solo alle prese con un prodotto più vendibile (non sempre), e con clienti più disponibili all'acquisto (non è detto).

Quando poi, con un po' di fortuna, contatti, audacia e persone disposte a metterti alla prova, entri nel dorato mondo delle hostess congressuali e fieristiche, è tutta un'altra storia.
Tutta una sfilata di tailleur neri, decolletes, camicie bianche e minimo 60 euro al giorno di retribuzione (per una media di 8 ore lavorative comprensive di pausa).
E' il lavoro più sfizioso del mondo, salvo tornare a casa con le estremità massacrate dalle ore passate in piedi.
Si chiude un occhio su una taglia nonmoltostriminzita o su piccoli difetti fisici, ma si deve essere comunque di bella presenza, eleganti, gentili coi visitatori.

Inutile essere ipocriti: in tutti i paesi del mondo, in questo settore, ad avere la meglio sono sempre le minimo1:70taglia40. (un'ingiustizia stupida, ma chi ha detto che il mondo basato sull'immagine sia giusto?)


O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O-O


Piccolo glossario per i non addetti al settore:


Promoter: ragazza dotata di presenza gradevole, gentilezza, capacità di vendita, spiccate capacità comunicative e persuasive.
Non richiesta particolare altezza o taglia, salvo lavori particolari (promoter per marchi come Peroni o RedBull).

Hostess: tipologie varie, che spaziano fra:

-hostess standard: presenza gradevole, esperienza nel settore, taglia 38-46, capacità comunicative e organizzative.
Paghe abbastanza adeguate, impegno responsabile.
Esempio: hostess per congressi e convegni medici, eventi per i quali è richiesta preparazione teorica in alcuni casi e, sempre, esperienze lavorative analoghe avute in precedenza.

-hostess interprete: presenza normale-gradevole, esperienza nel settore, taglia indifferente, conoscenza approfondita di due o più lingue straniere, doti di mediatrice culturale.
Paghe molto buone e impegno di grande responsabilità.
Esempio: a livelli alti, hostess interprete al Congresso dell'Unione Europea e ad eventi di simile entità.

-hostess immagine: presenza più bella della media, altezza dall'1:70 in su, taglia 38-44 max, nessuna mansione specifica salvo quella di conferire una (bella) immagine all'azienda cliente. Ricordiamo, comunque, che molto spesso 'fare la hostess' significa 'fare la hostess immagine', avendo in molti casi un ruolo attivo nella gestione dell'evento.
Paghe piuttosto alte e zero impegno, se si eccettua quello di restare in equilibrio sui trampoli.
Esempio: hostess immagine ad eventi di moda e bellezza, come ad esempio il Micam (Fiera della calzatura), evento per il quale è requisito tassativo anche avere il 37 di piede.

-hostess modella: presenza 'molto bella' con altezza dall'1:75 in su, taglia 38-42, anche qui nessuna mansione salvo quella di mostrarsi al proprio meglio.
Paghe alte e zero impegno.
Esempio: hostess modella al Motorshow, per capirsi una di quelle sgambatissime signorine in abiti succinti, in sella alle moto e sedute nelle auto a farsi fotografare e apostrofare dai maschietti presenti.

-hostess accompagnatrice: categoria ulteriormente divisibile in due
  1. accompagnatrice ai tavoli: bella presenza, look modaiolo, aspetto curato nei minimi dettagli, più o meno magra, più o meno alta, con semplice mansione di accompagnamento dei clienti ai tavoli.

  2. accompagnatrice per cene e viaggi di lavoro: bellissima presenza (spesso modella), look vistoso, aspetto curatissimo, mansione principale far fare bella figura all'uomo da lei accompagnato. Con clienti, amici, uomini potenti. Hostess spesso al confine con l'escort, in base ad un accordo più o meno tacito fra ragazza e cliente.

etc...

lunedì 7 aprile 2008

Amarcord - He-he-he-he-heeeelga.

Giugno 2006, ancora non conoscevo Denis.

La conobbi il 14 febbraio dello stesso anno, a San Valentino.
Vivevo una storia sbagliata con la persona sbagliata, e la incrociai sul mio cammino, aspettando di dare un esame.
Fu molto gentile sin da subito, allegra e spontanea.
Mi chiese come passavo San Valentino, e io le risposi che sarei uscita la sera col mio ragazzo di allora.
Ragazzo con il quale mi lasciai pochi giorni dopo.
Ci scambiammo i numeri, un paio di sorrisi e tanti saluti.
Due mesi dopo, mi ricontattò.
Era incredibile che si ricordasse di me, che conservasse ancora il mio numero di cellulare: è un segno, pensai.
Mi propose di uscire con i suoi amici, e accettai. Mai scelta fu più giusta.

Helga fu una splendida scoperta, sotto ogni punto di vista.
Una di quelle rare persone che ti percepiscono al primo sguardo.
Diventò la mia più cara amica in due mesi, a fronte dei quasi quindici anni di rapporto con la mia amica storica.
Una creatura gentile, dolce, istintiva e leale, imperiosa e tenace.
Una ragazza sincera e limpida, con la testa sulle spalle e il cuore generoso.
Ancora oggi, insostituibile presenza.

Con lei iniziò un breve ma intenso periodo di bagordi e divertimenti, parte di quella giovinezza che non mi sono goduta mai appieno da adolescente.
Le serate in discoteca, il ballo che mi scuoteva da capo a piedi, le acrobazie sulla pista con ballerini più o meno virtuosi, le occhiate, le palpate, le pomiciate, i cocktail, la musica che assorda, le urla per sovrastare il fracasso.
Marachelle da quindicenni rinviate ai diciannove anni.
Niente di particolarmente libertino, niente di concreto: pura eccitazione.
Dei sensi, delle orecchie, del corpo.
Furono i due mesi più catartici della mia vita.
Dopo, arrivò l'amore, Barcellona, la vita.
E iniziò per me una nuova fase, fatta di concretezza e progetti, desideri continui e uomini lontani.
Anche allora Helga fu un pilastro, un punto di riferimento costante.

Una delle persone migliori che abbia mai conosciuto.
Un concentrato esplosivo di ingenuità e candore, malizia e rispetto, responsabilità e libertà.
E ora vive a Parigi, insegnando tedesco in un liceo francese e pagandocisi l'affitto di un monolocale dove vive da sola.
Ormai donna, ormai lanciata verso l'ester(n)o, sempre unica.
Più volte mi ha proposto di andare a trovarla nella Ville Lumiere.
Chissà che non sia arrivato il momento di farlo.



domenica 6 aprile 2008

Belli e invisibili - Fur

Un pugno nello stomaco. Questa la sensazione che spettatori di ieri e di oggi provano davanti alle foto della più sovversiva delle artiste nordamericane del ventesimo secolo, Diane Arbus.
Pugno nello stomaco dovuto alla naturalezza, alla verità e alla spontaneità dei soggetti ritratti. 'Freaks', individui borderline, emarginati, anticonformisti.
Dai nudisti agli ermafroditi, dai nani agli ipertricotici.

E, paradossalmente, la realtà socialmente tollerata negli Stati Uniti degli anni '50 appare più mostruosa dei 'mostri' stessi: due gemelle omozigote dallo sguardo vitreo possono suscitare in noi maggiore inquietudine di un nano a petto nudo sorridente in una camera d'albergo.

Sovversivo è tutto ciò che rivela quello che si nasconde dietro alla facciata.
Il fantasma di una vita basso-borghese con figlio ritardato mentale al seguito (foto), l'esibizione naturale di un modus vivendi solo apparentemente extra-ordinario (foto), tutto il dolore dell'esistenza condensato in un'immagine (foto), la normalità che turba senza un perchè (foto), la deviazione dalla norma che inquieta e atterrisce (foto).


Premessa necessaria per spiegare un film come Fur.
Non una fedele biografia dell'artista, ma una libera fantasticheria sull'inquietudine della donna.
Diane Nemerov sposata Arbus: moglie e madre di due splendide bambine, assistente del marito fotografo di moda, stretta in ruoli socialmente validi e intimamente insignificanti.
Che trova se stessa nella scoperta del deviante. Sfuggendo alla norma del quotidiano, (co)stretta nella sua perfetta famiglia americana, con appartamento nella New York chic, genitori ricchi, marito stakanovista e assente, figlie troppo piccole per comprenderla.
Lei, Diane (Nicole Kidman), scopre di voler, e saper, fotografare incrociando l'esistenza di un fenomeno da baraccone, l'ipertricotico Lionel (Robert Downey Jr).

Personaggio inventato, ma perfetta incarnazione del tormento interiore di Arbus, prigioniera di un mondo fatto di modelle, pose fasulle, allegre casalinghe segretamente disperate, ricchezza, fama, copertine sulle riviste di moda più importanti del mondo.
Lo spettatore è preso per mano e condotto nei meandri delle sue fantasie.
Fantasie popolate da visioni, ricordi infantili, dettagli del reale che nessuno si sofferma a notare.

E poi, Lionel.
Lo vede, ne desidera l'immagine, se ne innamora.
Il passo è breve.
Il desiderio cresce in proporzione alla diversità apparente fra i due.
Lei bella e freak dentro, lui freak fuori e puro dentro.
Una Bella e la Bestia dei giorni nostri, con tanto di metamorfosi della bestia in principe.
Nella scena più toccante del film: quella nella quale Diane rasa completamente Lionel svelandone le fattezze umane, ruvide, maschie.
Segue la scena d'amore più struggente che si sia vista al cinema negli ultimi anni.
Entrambi non hanno nulla da perdere, in fondo.
La società americana ipocrita e abbottonata anni '50 riammetterà una delle sue figlie ignorandone l'adulterio, abbandonando il freak al suo destino.

Robert Downey Jr seduce senza phisique du role, forte di una bravura da caratterista;
Nicole Kidman stupisce per la generosità con la quale lavora sul proprio personaggio, gestualità e sguardi inclusi.
Non c'è pietà nè perbenismo nella sua prova d'attrice, come non ce n'è nel film nè tanto meno nelle opere di Diane Arbus.
Non c'è una morale, se non una ridicolizzazione del mondo cosiddetto 'normale': i sorrisi delle modelle in posa da brave massaie, le sfilate di pellicce a casa Arbus, i genitori di Diane.
Tutto è così fasullo da essere ridicolo.

Un film che dimostra, ancora una volta, quanto il confine fra i due mondi sia, tutto sommato, molto labile (a questo proposito, consiglio anche la visione di Freaks di Tod Browning, del '31).

sabato 5 aprile 2008

Lo sai che i papaveri...

Berlusconi dichiara di essere alto unmetroesettantuno.
Quanto Prodi, più di Putin (smentito dalla foto qui sotto), unsolocentimetro in più di me.

Certo.
Zeppe incluse.



Rotte di vita

Me lo sento.
La mia vita sta prendendo una specifica rotta, che pian piano va delineandosi.
Focalizzando i propri interessi, esplorando a tutto tondo le possibilità offertami da questa vita (chissà nelle prossime!).

Scoprendo che sono teoricamente abilitata a fare:
-la scrittrice
-la giornalista
-l'addetta ufficio stampa
-l'addetta pubbliche relazioni/relazioni con i media di una qualsiasi azienda
-la correttrice di bozze
-l'agente letterario
-la traduttrice letteraria
-la sceneggiatrice
-la scrittrice di soggetti televisivi/teatrali/cinematografici
-la speaker radiofonica
-l'annunciatrice tv
-la bibliotecaria
-l'insegnante

E non solo.
Qualsiasi cosa mi passi per la mente, sono tanto pazza da provare a farla.

O saggia?

venerdì 4 aprile 2008

Bella dentro

Dite quello che vi pare.

Dite pure che sono immodesta e che, in realtà, come me ce ne sono tante altre (e altri).
Non m'importa, sopravvivrò.

Ma permettetemi di mostrarvi quanto sono bella dentro.



giovedì 3 aprile 2008

Cercasi eteronimi

AAA cercasi eteronimi della sottoscritta all'altezza degli incarichi che andranno a ricoprire.
Posizioni lavorative disponibili: oltre 40.

E, nello specifico:



n.ro 1 essere vivente appassionato alla vita, nella sua necessaria dualità dolore/piacere;

n.ro 1 ragazzainpartebambina con passione per cartoni animati e film strappalacrime;

n.ro 1 ragazzaquasidonna smaliziatamanontroppo, ancora in modalità mimostrononmimostro?;

n.ro 1 donnaancoraragazza con testa in spalla e cuore in sussulto continuo;

n.ro 1 bambinaragazzadonna passionale e piena di vita;

n.ro 1 ragazza con troppi peli, qualche bollicina, seno piccolo, cosce tornite e arti lunghi;

n.ro 1 stakanovista, responsabile, chedàilmegliodisè e s'impegnaafondo anche nei piccoli lavoretti;

n.ro 1 elettrice informata sulla politica, e quindi non dannosa per la democrazia;

n.ro 1 anarchica per vocazione, che fin da piccola abbia preteso di fare le cose come voleva lei;

n.ro 1 animista/buddhista laica;

n.ro 1 vocefuoridalcoro;

n.ro 1 figlia amabile, comprensiva, sensibile, fortecomeunaroccia, gayfriendly, buffa, piùmaturadellasuaetà, bella, intelligente, intellettualmente stimolante, daportareadesempio;

n.ro 1 figlia rompiballe, egocentrica, collerica, lunatica e sotuttoio per fare da contraltare alla Figlia Perfetta;

n.ro 1 amica fedele, leale, comprensiva, perfetta spallasucuipiangere che poco o nulla chiede in cambio;

n.ro 1 fidanzata dolce, fedele, leale, perennemente turbata da mille pensieri, perennemente innamorata, perennemente esigente, perennemente infiammabile;

n.ro 1 amante appassionata ma esclusivista;

n.ro 1 BilanciaascendenteScorpione, con Sole in Bilancia, Venere in Scorpione, Plutone in Bilancia congiunto all'ascendente echipiùnehapiùnemetta;

n.ro 1 ex crisalide nel bozzolo;

n.ro 1 spugna umana, che tutto assorbe e molto tira fuori, ma non tutto;

n.ro 1 viaggiatrice ricettiva, che ripudi il semplice ruolo di turista;

n.ro 1 amante dello studio, pur senza raggiungere, a volte, eccellenti risultati;

n.ro 1 studentessa modello, con media alta, perfettamente in regola con gli esami e senza sforzi, con approfondimenti culturali personali di varia natura;

n.ro 1 ex-studentessa poco modello, con altissimi picchi e bassissimi sprofondi, eccellente in italiano, storia, filosofia e storia dell'arte ma pessima in matematica e fisica;

n.ro 1 lavoratrice in erba, con tutti i sogni e le speranze tipiche della sua età, con la voglia di mettersi alla prova e di farcela;

n.ro 1 hostess e promoter con esperienza di oltre un anno, ottimereferenze, bellapresenza, facilitàconlelingue, dimistichezzaconilpubblico, estroversione, allinclusive;

n.ro 1 fotomodella istintivamente timida davanti all'obiettivo e più a suo agio dietro;

n.ro 1 fotografa amatoriale con passione ormai quinquennale, curiosa e più attratta da ciò che non salta subito all'occhio;

n.ro 1 appassionata di letteratura, tout-court;

n.ro 1 appassionata di cucina, con particolare feeling con la cucina orientale, specializzata in gustosi couscous, elaborati polli con porri e zenzero, fantomatiche frittate;

n.ro 1 appassionata di cinema, tout-court;

n.ro 1 appassionata di danze latino-americane, con fianchi esagitati, petto irrequieto e gambe schizofreniche;

n.ro 1 appassionata di pittura, con un occhio di riguardo a Caravaggio, Van Gogh, Antonello da Messina, Goya, Turner e Monet;

n.ro 1 appassionata di scultura, con un occhio di riguardo a Bernini, Rodin e Michelangelo;

n.ro 1 appassionata di architettura, con un occhio di riguardo a Lloyd Wright e Fuksas;

n.ro 1 appassionata di mitologia, fin dalla più tenera età;

n.ro 1 appassionata di religioni estranee alla corrente cattolica del Cristianesimo;

n.ro 1 appassionata di antropologia e forme rituali, che ama studiare il comportamento umano come quello animale;

n.ro 1 appassionata di marketing e pubblicità, e in particolare di comunicazione d'impresa, pubblicità occulta e linguaggio persuasivo;

n.ro 1 appassionata di filosofia, 'amiga da alma' di Platone e di Eraclito, di Schopenhauer e di Bergson, di Locke e di Cartesio. Una che creda fermamente nel 'panta rei';

n.ro 1 appassionata di scienza, tecnologia e nuove frontiere;

n.ro 1 studiosa e appassionata di linguistica e lingue, straniere e nostrane;

n.ro 1 aspirante giornalista, con buona penna, buon bagaglio culturale e - si spera - buoni maestri;

n.ro 1 aspirante tuttologa, consapevole della propria ignoranza di fronte al tutto;

(continua...)


Le aspiranti candidate sono pregate di farsi avanti all'indirizzo
sweetdevil86@gmail.com.
Grazie per la collaborazione, e buona eteronimia a tutti.

Poesia per Berlusconi

Disclaimer: il seguente componimento poetico è redatto in romanesco, ma comprensibile (per qualsiasi passo non chiaro, chiedete traduzione).

Sirvio, me t'aricordo ancora
quanno scennesti'n campo
pe la prima vorta.
E mò ch'è già passato quarche anno,
che t'hanno messo fori de la porta,
te provi de tornà.
Ma ce lo sanno che voi solo arifatte n'artra sporta de quatrini?
Come prima.
E a danno de la gente che ancora nun s'è accorta che ce guadambi puro l'interessi,
che fai le leggi tutte fatte apposta pe fatte vince tutti li processi.
Quanno prometti de toje n'imposta,
pensanno che noi semo propio fessi,
ce l'arifili artrove: 'na supposta.

Fonte: rubrica DBlog, edizione del 2 aprile 2008, freepress DNews

mercoledì 2 aprile 2008

Politometro

Come se già non lo sapessi...


Dalle stelle alle stalle

Era il 2002 quando la vidi per la prima volta.

Sanremo, prima serata.
Alta, snella, vestita semplicemente, folte sopracciglia scure e bel visetto dolce.

Allora pensai che era una bella ragazza, fisicamente precoce quel tanto che bastava per risultare particolarmente telegenica.
Per qualche anno - non sono una fan sfegatata del Festival di Sanremo - la persi di vista.
Circa un anno fa, all'improvviso, mi si ripresentò davanti.
Completamente cambiata, e in peggio.

Delle folte sopracciglia era rimasto solo il ricordo, rimpiazzate da rachitiche arcate sopraccigliari che nemmeno un estetista psicopatico si sarebbe arrischiato a scolpire.
Gli occhi si erano caricati all'inverosimile di ombretto e matita nera, a rendere pressochè impossibile la fase struccamento.
Il seno era improvvisamente esploso in tutto il suo splendore, in seguito ad una 'crescita tardiva' seconda solo a quella di Britney Spears.
Ma il cambiamento più sconvolgente era avvenuto nell'abbigliamento: prima adolescente rock e fresca, oggi panterona con abiti da dominatrix sadomaso.
Ulteriore accessorio da dark lady in piena regola, fidanzato potente nel mondo della musica legato a doppio filo con la camorra.
Cosa chiedere di più alla vita?

Dulcis in fundo, mi ritrovo la signorina a posare per Max.
Tette rifatte di fresco, modalità 'bonona da calendario'.
Insomma, una gran brutta faccenda.
E dire che siamo quasi coetanee.
Lei è, per la precisione, tre mesi e diciassette giorni più piccola di me.
'86 versus '87.

E lei sembra una quarantenne.


martedì 1 aprile 2008

Strumenti alternativi

Buon compleanno, Mr Feedback

Sono lieta di annunciarvi che il mio punteggio feedback, oggi primo aprile 2008, ha raggiunto i fatidici 100.
Ricche feste, premi e cotillons.

Liberismo e liberalismo - Il mercato politico

In questi giorni, su media televisivi e giornalistici imperversano due parole chiave.
Delle quali pochi di noi comuni mortali conoscono il reale significato ma delle quali tutti pensano di saperlo.

Liberismo e liberalismo.
Termini spesso contrapposti, non si sa bene per quale oscuro motivo.

Liberismo: "dottrina economica favorevole al libero scambio e contraria a qualsiasi forma di protezionismo e di intervento dello Stato".
Liberalismo: "dottrina e movimento politico che sostiene i limiti del potere statale e il primato dei diritti individuali sul potere pubblico e statale".
Il che, inteso come liberalismo economico, coincide perfettamente con il liberismo.
De Mauro dixit.

Premessa di base quindi è che liberismo è uguale a liberalismo economico.
E, fin qui, nessun problema.
Poi, considerazioni di carattere politico: storicamente, il liberalismo farebbe capo ad un'ideologia destrorsa, il liberismo ad una sinistrorsa.

Come possiamo verificare nei vari programmi elettorali delle imminenti elezioni politiche, questa asserzione non è vera, almeno nelle intenzioni: lo dimostra con esempi pratici l'editorialista economico Luigi Zingales sull'Espresso del 27 marzo.
Smentendo la tesi degli economisti Alesina e Giavazzi, esposta in 'Il liberismo è di sinistra' (Edizioni Il Saggiatore) e su un articolo recentemente apparso sul Corriere.


Il liberismo è la condizione necessaria perchè esista il libero mercato, il liberalismo è la condizione necessaria perchè ci siano liberi individui.

Dov'è la differenza?
Il mercato è reso possibile dalla presenza di uomini che agiscono in libera concorrenza reciproca.
Gli individui possono essere ritenersi liberi, in primis, quando hanno la possibilità di scegliere liberamente.

Fra i politici che vogliono mandare al governo o le case produttrici dello stesso tipo di merce fa poca differenza.