Un mondo piccolo piccolo
La vita è strana.
Soprattutto quando ti fa ritrovare, per puro caso, galeotto un vecchissimo amico rincontrato per strada dopo dieci anni e galeotto Facebook, la prima cotta, il primo ragazzo per il quale avresti fatto follie.
A sette anni mi sono precocemente infiammata per un bambino di nove, bello come il principe Aladino delle Mille e una notte e, non per niente, per metà indiano.
Ci rincorrevamo, ci corteggiavamo, ci sbirciavamo nell'immenso cortile delle elementari.
Lui con il suo corteo di amici dietro, io a raccogliere pigne con la mia amica del cuore di allora.
Fingendo indifferenza per quel marajà, con tanto di corte, che correva avanti e dietro la sottoscritta per farsi notare.
Un amore assoluto, totalizzante.
E lui il primo pensiero al mattino e l'ultimo prima di addormentarmi.
Una vecchia foto ormai perduta in scatoloni dimenticati.
Location: la parrocchia nella quale ho preso, mio malgrado, la comunione.
Soggetti: io con taglio di capelli alla garçonne, con inseparabile impermeabile blu da investigatore privato, un'ingombrante ex compagna di classe in mezzo e dulcis in fundo, sulla destra, la nuca color miele di un misterioso, esotico, bambino.
Lui.
Matteo.
Del quale ricordo ancora oggi l'indirizzo completo di casa e il numero del fisso, nonchè segno zodiacale e data di nascita.
Una magnifica ossessione con il viso delicato e i capelli neri.

