venerdì 29 febbraio 2008

Italia - Polonia

Dopo gli splendori - e le miserie - della grande Pietroburgo degli zar, dopo la malinconia a ritmo di samba del Brasile, la malinconia decadente e struggente del Portogallo, le luciombre di Parigi, eccomi pronta a salpare gli ormeggi per una nuova destinazione: Roma -> Katowice, e poi in pullman fino a Zakopane, la cittadina più alta della Polonia, sui monti Carpazi, accanto al confine con la Cecoslovacchia (Repubblica Ceca o Repubblica Slovacca?).
Un puntino insulso sulla cartina che conta circa 22.000 abitanti, caratterizzato da natura selvaggia, montagne innevate e baite di montagna: un paradiso mitteleuropeo.



Una settimana di interazioni con altri ragazzi, polacchi ma anche ungheresi, cecoslovacchi, italiani e francesi.
Il merito è di un grandioso progetto dell'Unione Europea che sostiene, soprattutto economicamente, la mobilità studentesca e giovanile sul territorio europeo.
Perchè l'Europa è sempre più una grande scacchiera, e bisogna essere pronti a muovere i propri pezzi.

Altrimenti l'Italia, altro che re o regina, ti mangia.

martedì 26 febbraio 2008

E naufragar m'è dolce in questo mare

Nulla ti ripaga più dei suoi occhi.
Il celeste infantile delle sue iridi nelle quali ti rispecchi fiera, e serena.
Quel sorriso che, quando non trattenuto, è il più bello del mondo.
E quando da quelle labbra di frutta escono fuori le parole "Sbrigati a laurearti, così cerchi lavoro e ci cerchiamo un monolocale per i fatti nostri", quello è il momento in cui sì, ti senti fortunata come nessun'altra al mondo.
Corpo e carattere da uomo e sentimenti da donna: cosa chiedere di più alla vita?

Lo confesso: ho troppo pur non avendo nulla.

giovedì 21 febbraio 2008

Lavorare per il futuro

Sentiamo un po': qual è la prima cosa essenziale per un giornalista, oltre alla capacità di presentare in modo efficace la notizia e alla rapidità con la quale fiuta l'aria?
Le conoscenze.
Perchè il giornalismo, si sa, è un'intensa e proficua attività di public relations oltre che un lavoro di scrittura e sintesi al desk.

E questo è per me e per le mie aspirazioni professionali un periodo piuttosto ghiotto.
Nel giro di 24 ore, ho scoperto che alcune colleghe del mio uomo hanno conoscenze di spicco cel gruppo IlSole24Ore e nel gruppo Metro News (Metro, la free press gratuita con tanto di agenzia stampa interna).
Contatti che mi sono utili se non altro per capire a chi, a QUALE PERSONA, è più opportuno mandare il CV (altra variabile determinante è sapere a chi rivolgersi esattamente per il settore e le informazioni che ci servono).

E non è raccomandazione, questa: è solo un modo furbo per bypassare quelle stronzissime - ed espertissime - segretarie che si frappongono fra te e la redazione a mò di Cerberi per evitarti l'accesso all'Ade del giornalismo.
Beh, io non ho problemi a scendere nell'Ade.
Tanto so che poi risalirò.

giovedì 14 febbraio 2008

Ricordiamoli così



Sardegna 2007.
Nient'altro da aggiungere. :)

Amarsi ogni giorno

Non è uno sforzo, se veramente c'è l'amore.
E allora, perchè concentrare in un unico giorno l'esibizione del proprio reciproco affetto quando questo è stato deciso allo scopo di far pagare 70 euro a persona una cenetta romantica o 5 euro una rosa.
Stasera? Una cenetta orientale t
ête-a-tête e tante coccole. :)

E una proposta per chi crede che 'love is in the air': regalate un bacio o un abbraccio in più ad una persona cara.
A prescindere che vogliate o meno portarvela a letto. :D

mercoledì 6 febbraio 2008

Traumi utili

Porta Portese, patria della roba a poco prezzo, rubata o meno.
Luogo prediletto delle mie domeniche da oltre sette anni.
Luogo che abbonda di occasioni come di autentiche fregature.
Come di chi tenta di fregarti.

La borsa aperta a metà sul tuo fianco destro, e l'improvvisa certezza che, mentre eri indaffarata a frugare in mezzo a guepiere di raso e pizzo e sottovesti da milleeunanotte, qualcuno ha violato la tua intimità.
Rubandoti non tanto quei miseri sette euro ma i tuoi documenti, la tua identità burocratizzata e stampata su carta.

Quante grane, quanti ripensamenti!
Quell'unica volta che non hai provveduto a spostarti la borsa davanti per poterla meglio sorvegliare te la ricorderai per tutta la vita.
Terrai a freno la necessità di tenere tutti insieme soldi, foto, carte e documenti. come fossero un unicum.
Ripenserai mille volte ad uno sconosciuto, non importa di quale nazionalità, che ti si accosta e comincia a spostare faticosamente quel cursore, a disvelare patrimoni inesistenti.
E ti roderà, oh se ti roderà.

Inizierà la lunga trafila di recupero della tua identità, aggrappata solo all'unico superstite del furto, il passaporto (lo sapevi che viaggiare ti avrebbe salvato la vita).
Perchè per la società non sei nulla senza una carta d'identità.

Pensieri molto pirandelliani.

giovedì 31 gennaio 2008

L'umanità che non smette di sorprendere

Mi incontri e ti scusi.
Ti scusi di qualcosa che è successo fra noi tanti anni fa ma che nessuna delle due ha mai dimenticato.
Qualcosa che ha rischiato di incrinare la nostra controversa, talvolta sbilanciata, amicizia.

Mi chiedi scusa di quando hai preferito metterti a piangere piuttosto che rimanere compatta al mio fianco, a fronteggiare e ad assumerti le responsabilità delle tue, delle nostre azioni.

Io ero quella forte, quella che a muso duro riusciva a resistere a tutto, non facendo più di tanto trasparire lo sforzo, il dolore.
Tu eri quella fragile, con la scrittura da bambina e il corpo da donna fatta che si rifugiava dietro la propria incapacità di reagire.

Oggi siamo donne, nel bene e nel male.
Tu ancora pressata e prigioniera, ma consapevole;
io libera, felice e incerta.
Prendiamoci per mano: è questa la vera amicizia.

lunedì 21 gennaio 2008

Giorni e giorni

Ci sono giorni in cui ti monta una tristezza inesprimibile.
Sarà forse la consapevolezza, anche in sogno, di non riuscire a stare dietro a tutto ciò che si vorrebbe, di non poter essere allo stesso tempo la perfetta amatrice, la gattina sexy e la studentessa modello, oppure la brava ragazza che aiuta le vecchine con la spesa.
Anche se di fatto si è tutte queste cose insieme.


Forse è lo sconforto che deriva dalla consapevolezza che tu e quelli che ami siete mosche bianche, che la maggior parte degli altri si comporta in modo differente, che sì, non siete i soli a dire tiamononvedounfuturosenzatevogliochecostruiamotantoinsieme ma siete fra i pochi che mettono in atto davvero quello che dicono e pensano.

Avere un ragazzo superlativo e una madre amorevole al proprio fianco aiuta, altrochè.
Ma che magone a scoprire cosa c'è fuori.

martedì 1 gennaio 2008

(Speciale: Film per il nuovo anno)

Parola d'ordine:


Genuine e nostalgiche risate:

'Grande grosso e verdone'

La mobilità intellettuale nell'immobilità fisica (braccio rotto docet):

'Lo scafandro e la farfalla'

La mobilità fisica nell'immobilità intellettuale:

'Away from her'

Storie d'ordinaria follia:

'Redacted'

L'amore che non passa mai di moda:

'Un bacio romantico' (My Blueberry Nights)

Il punto di vista femminile:

'Persepolis'

Il terrore senza il quale non c'è vita:

'Diary of the Dead'

Il lato oscuro:

'Sweeney Todd'

La consapevolezza di ciò che mi circonda:

'Gomorra'

La complessità del reale:

'Vantage point'

La precarietà del nostro paese (e del mondo tout-court):

'Tutta la vita davanti'

Qualche speranza in più per la vecchiaia che verrà:

'Non è mai troppo tardi'

(da non perdere anche: No country for old men, Sogni e delitti, What just happened?, Una ragazza tutta sua, Aspettando il sole, Gone baby gone, Il treno per Darjeeling, Onora il padre e la madre, Juno, The other Boleyn girl, Talk to me, Nessuna qualità agli eroi, Next, Il Divo, Cous Cous, 10 items or less, Evening, Non pensarci)

Avanti!

Apro la porta al nuovo anno.
Senza dimenticarmi dei grandi cambiamenti, gioie, svolte e surplus amoroso che mi ha portato il precedente.

Tutte cose delle quali devo ringraziare:

me stessa
Denis
mia madre
la mia caparbietà
il mio disperato bisogno di soldi
i miei sentimenti

... e nessun altro.

Anzichè imbucarmi tutta sexy ad una festicciola di quelle 'giuste' con la 'bella gente', ho sfruttato un gelido inverno e una caldissima casa per trascorrere il Capodanno in pigiama fra buon cibo, Monopoli all'ultimo sangue e calore umano. Vero.

Quando le feste saranno passate, e il nuovo si porterà dietro i ricordi e i relitti del passato, a molti rimarrà l'amaro in bocca di una festa comandata a 100 euro cadauno.
A me rimarrà il calore di una famiglia che non ho mai avuto.

martedì 25 dicembre 2007

Letterina a (Na)babbo Natale

Caro Nababbo Natale,
quest'anno sono stata buona, audace, intraprendente.
Non pretendo molto, per questo Natale,
ma mi piacerebbe poter passare le prossime festività
in compagnia di chi amo davvero,
e non di chi devo amare per convenzione.
Un Natale di verità
e di non ipocrisia
un Natale di genuinità
spontaneità
dove non si tacciono questioni scottanti
dove non si sa cosa dire
per riempire di parole insulse
il vuoto imbarazzante della sala da pranzo
a sfoderare sorrisi
e nascondere rancori
rifugiandosi nel Circo di Montecarlo
in diretta sulla Rai
un Natale nel letto
io Denis e Celina
fuori il gelo.


A dispetto del mio iniziale pessimismo - passare un noiosissimo Natale in compagnia di una nonna ormai anzianissima con la quale si devono salvare le apparenze, un padre che recita la parte del figlio affettuoso e una zia psicotica non è esattamente una prospettiva allettante - mi sono dovuta ricredere.
Per colpa, o dovrei dire per merito, del solo elemento sorridente e positivo di questa tradizionalissima cena: Doina, la colf rumena di mia nonna.

A voi che siete anziani e in età da colf, o semplicemente parenti o amici ci qualcuno che abbia in casa una di queste signore, rivolgo un pensiero natalizio e non solo: non smettete mai di ringraziare questi angeli, che rimangono anni lontane dalla loro famiglia e dal loro paese per prendersi cura - e, molto spesso, sorbirsi capricci e lamentele quasi infantili - delle e dalle vostre nonne, zie, amiche e parenti.
Regalate loro un sorriso, una serata di puro relax, qualche dono.
Perchè ciò che conta, come sempre, è il pensiero.

Pensateci.

giovedì 20 dicembre 2007

... e luce fu.

Stamattina, ore 14:00, dopo venticinque LUNGHISSSSSSSSSSSSIMI dì, ho tolto l'armatura di gesso che mi teneva prigioniero il braccio sinistro contuso e inavvertitamente fratturato il 25 novembre che fu.
Oltre quell'odioso involucro, un braccino ormai ridotto a stuzzicadenti, ultrasensibile, ultracontuso e ultraindolenzito, c'est la vie, dopotutto venticinque giorni di immobilità non sono mica pochi.
Ora, mi attendono tre giorni di lavoro nei panni di una Babba Natalina opportunamente sexy e l'odiosa vigilia in compagnia della parte paterna della famiggghia.

E Denis è a Paris per lavoro.
Au revoir cheri, ci vediamo il 26 a Vicenza. :*

mercoledì 12 dicembre 2007

Canzone random

beep beep beep beep beep beep beep
go the horns in the cars in the street
we walked away from the lovers leap
opposite directions
synchronised feet

wait wait wait wait wait wait wait
for the time it takes a heart to mend a break
how many moons are reflected in the lake?
can you wait forever
if time is all it takes?
despite all the warnings
i landed like a fallen star
in your arms

beat beat beat beat beat beat beat
goes my heart on the side of my sleeve
whispering something i can hardly believe
let me take the lead
cause love is all we need

(Simone White, Beep Beep Song, dallo spot commerciale Audi R8)

Italia, nuovamente popolo di lettori?

50.873 visitatori, dei quali oltre 50.000 acquirenti di qualche libro, vale a dire circa il 99% dei visitatori totali.
Un successo inaudito, e soprattutto inaspettato. Soprattutto per me.
Mi sembrava fossero tempi ormai andati quelli in cui l'Italia vantava molti lettori e appassionati di libri, ma sono costretta a ricredermi.

Quando avevo otto anni, mi sentivo diversa, soprattutto quando in terza elementare passavo la ricreazione a leggere La mia famiglia e altri animali con la schiena appoggiata contro una finestra nella mia classe.
Gli altri bambini mi isolavano, e io mi rifugiavo nell'avvolgente universo-guscio dei libri.
Per bambini e non.

I miei idoli da venerare erano Gerald Durrell, Bianca Pitzorno, Roald Dahl, Pinin Carpi, Margaret Mahy: nomi che ai bambini di oggi dicono poco o niente, ma che agli adulti di oggi suonano nostalgici.
Nomi che evocano atmosfere fantastiche e mai replicate, episodi della propria vita, grandi autori e grandi immaginazioni.

Ma oggi non ci sono solo il Nintendo DS e la Playstation, come cercano di farci credere i sondaggisti e i giornalisti: ne sono testimone io stessa.
Ero lì, a dare informazioni in tailleur con il braccio ingessato a bambini infervorati all'idea di poter scovare da soli qualche tesoro, fosse un libro fantasy o di fumetti, un audiolibro o un romanzo.
Stupore.
Bambini garbati, e lettori avidi, come credevo non ce ne fossero più.
E io che mi ero arresa all'idea che la lettura infantile fosse definitivamente mortaesepolta, in luogo di meno rassicuranti abbandoni in compagnia di Madame Tv, la tata meno impegnativa e costosa che ci sia.

Devo ricredermi.
Come i bambini, così gli adulti, molti alla ricerca di piccoli gioielli editoriali per i loro figli.

Ora, so che non è corretto fare pubblicità, ma mi sento in dovere di citare alcuni di questi editori per le loro pubblicazioni splendide, curatissime nella grafica e nei contenuti.
Ad uso di grandi e di piccini.


Babalibri
Città del Sole edizioni
Corraini edizioni
Edibimbi
Editions du Dromadaire
Edizioni Artebambini
Edizioni E/O - Settore letteratura per l'infanzia
Edizioni Erickson
Fatatrac
Gallucci
Giannino Stoppani
Il Castoro - Settore bambini
Motta Junior
Orecchio Acerbo
Sonda edizioni
Topipittori


Tanto per la cronaca, queste case editrici piccole e medie pubblicano bellissimi libri per bambini.
Che anche per i genitori sarà un piacere sfogliare.

martedì 4 dicembre 2007

Idee originali per dimagrire

Avevate paura di accumulare ciccia a causa della vostra insana passione per i dolci?
Non fatevene una colpa, e, invece di schivare tavole imbandite di pandori, panettoni e torroni, cercate di disintossicarvi.

Come? Quando siete in overdose, basta una sniffata in un barattolo di Nutella.
Vuoto.

La geniale pensata l'ha avuta un venditore Ebay, che ha messo in vendita un barattolo vuoto da 5 kg della famosa crema alla nocciola per liberarvi dagli effetti negativi della Nutelladipendenza.
Asta a partire da soli 0,01 euro! :D

lunedì 3 dicembre 2007

Come sputtanare della buona musica

Ditemi un po' se è mai possibile sfruttare quel gioiellino, made in Morricone, del tema principale di Nuovo Cinema Paradiso per spingere la gente a fare donazioni ai sacerdoti.

Perchè, la CEI non potrebbe chiedere al Vaticano la 'libera donazione' del corrispettivo in denaro di 4-5 di quei bei attichetti che possiede a Roma in pieno centro?

Certo, se avessi la certezza - o, perlomeno, un vaghissimo dubbio - che i sacerdoti ai quali pervengono, o dovrebbero pervenire, i soldi raccolti siano vagamente somiglianti a Don Lorenzo Milani, darei volentieri anch'io il mio piccolo contributo.
Ma per un Don Milani ci sono mille magnaccioni. Sacerdoti e non.

lunedì 26 novembre 2007

Galeotti furono Celina, Ebay e una scelta poco felice

Venerdì 23 novembre, mezzanotte.
Dopo aver passato una serata a base di cinese take away - a dispetto del dente del giudizio dolorante - in compagnia del mon amour, afflitta da tanti pensieri non troppo carini, anzichè trattenermi nella di lui casa per la notte, scelta che in questo caso si sarebbe rivelata assai felice e preferibile, sono tornata a casa con la mia stanchezza e i miei pensieri.
Una volta a casa, come spesso accade, mi sono messa in libertà ma, anzichè fiondarmi subito a letto a fare la nanna, mi sono messa ad armeggiare con i bagagli per il viaggio a Catania e con altre piccole faccende da sistemare.
E come spesso accade, ho preso in braccio Celina per portarla in camera mia a dormire (dormire da sola è ormai, da tempo, un tabù indicibile).
Terza, disgraziata, coincidenza ha voluto che io avessi impilato nel corridoio due-tre scatole con oggetti Ebay da spedire ai reciproci acquirenti i giorni successivi.

Destino ha voluto che, con la malcapitata micia in braccio, e quelle malefiche tre scatole nel corridoio, andando in camera mia nella penombra del corridoio inciampassi su di esse cadendo in avanti sul fianco sinistro sul durissimo - ahhhhhi - pavimento di piastrelle della mia camera, sbattendo fortissimo il braccio sinistro poco più in alto del gomito, all'altezza del radio - dannatissimo radio - e rimanendo per buoni dieci minuti a singhiozzare per terra e a trascinarmi senza la forza di risollevarmi.

Risultato dell'accaduto: la mia prima frattura ossea.
Più precisamente, la mia primissima frattura composta al capitello radiale.

Quant'è vero Iddio, la cui verità peraltro non è dimostrabile nè ciecamente ipotizzabile, quanto avrei fatto meglio a rimanere nella nuova casetta del mio fianceé a godermi una piacevole seratina romantica.

Mannaggia alla mia ipercinesi e alla mia fissa di mettere impicci nel corridoio.
Grazie a questo simpatico 'imprevisto', mi sono giocata due lavori importanti e molto ben pagati come hostess, nonchè un viaggio a sbafo a Catania e un'occasione per prendere contatti diretti con il mondo editoriale.

Celina? Nemmeno un graffio. E menomale che ha sempre dimostrato una strana devozione nei miei riguardi: in una situazione come questa, anzichè morire per atttutirmi la rovinosa caduta, ha pensato bene di schizzare via seguendo il proprio istinto di conservazione.

'Pfui, gatti.

venerdì 23 novembre 2007

Massime di saggezza

Stanotte ho fatto un sogno che mi ha angosciato in modo particolare.
Ero sull'autobus, un tipicissimo autobus Atac gremito di gente.
Vicino a me ho la mia borsa, sulle ginocchia una grande busta.
Ad un certo punto, l'autobus si ferma e fa scendere diverse persone, e un uomo vicino a me mi avvisa 'Guardi che le hanno rubato la borsa'.
Io, lì per lì, non ci faccio caso e faccio lo gnorri, ma poco dopo mi accorgo che ha ragione: la borsa è sparita, e con lei, ogni informazione e dato esistente sul mio conto (carta d'identità, tessera sanitaria, carte di credito, Postepay, carte fedeltà, scontrini, codici per internet banking etc.), incluse chiavi di casa, pochi spiccioli e cinque miseri euro.

L'angoscia mi investe, e la ricerca è estenuante.
Ad un certo punto, la madre di un mio amico di infanzia mi fa sapere che in un cassonetto vicino casa sua forse ha ritrovato la mia borsa.
Controllo e non c'è la borsa che ho perso, ma tre splendide borse di valore nettamente superiore a quella che ho perso.

Morale del sogno: sacrifica qualcosa che in realtà è di poco conto per raggiungere qualcosa che vale molto di più.
Una massima utile per il futuro e, soprattutto, per il presente.

mercoledì 21 novembre 2007

SSSSSSSSisssssscillia.

La proposta è stata fulminea, inaspettata.
Oltre che economicamente interessante.

Dal martedì mattina al giovedì sera della prossima settimana sarò a Catania per lavoro.
E dire che in Sicilia non ci sono mai stata.

Visto che il martedì sarò in libertà vigilata - più o meno - potreste consigliarmi qualcosa di meraviglioso e non troppo scontato da vedere in tre-quattro ore di respiro?
Il mio albergo sarà proprio al centro, vicino al Duomo e al corso principale.

sabato 17 novembre 2007

Anima da capelli corti

Ho sempre sostenuto di avere un'anima da capelli corti.
Aggressiva, volitiva, impaziente, attiva e creativa, senza tempo da perdere per lustrare, trattare e stirare chiome infinite.
Col risultato che finalmente, oggi, dopo quasi 7 anni di noiose lunghezze oscillanti fra il medio e il lungo, ho di nuovo un taglio di capelli che corrisponda alla mia anima: un taglio alla garçonne.
E le migliaia di ragazzine con la banda di capelli ultrastirati sulla fronte e le punte sfibrate vadano allegramente a farsi benedire. :D

venerdì 9 novembre 2007

Mission Possible

Girare un film in soli interni con due soli attori che interagiscono è da sempre considerata una mission impossible.
Perchè ciò sia possibile, è indispensabile che ci siano un eccellente regista, due eccellenti attori e un'eccellente sceneggiatura.
E, naturalmente, grande sintonia e feeling sul set.

Ebbene, questa magia cinematografica può compiersi anche al giorno d'oggi.
Perchè Kenneth Branagh, Michael Caine e Jude Law sono superlativi, così come i dialoghi botta e risposta fra i due, molto inglesi e molto azzeccati.

Tutto l'ingranaggio cinematografico di Sleuth è oliato alla perfezione: impossibile annoiarsi.
Il merito, naturalmente, va molto al testo teatrale, così dannatamente teatrale da non lasciare nulla al caso e nulla allo sbadiglio dello spettatore medio.

Non è un caso che il cast sia 100% english: evidentemente, fra connazionali, soprattutto se inglesi, si lavora molto meglio.
Specialmente se i comprimari, e unici attori, si chiamano Michael Caine e Jude Law.

Entrambi, per usare una frase presa in prestito da Tarantino, "all'apice del loro sadismo".
Sì, così cattivi non li avevamo mai visti.
Michael era stato un assassino 'vestito per uccidere' in abiti femminili, ed era inquietante ma, in un certo senso, perdonabile perchè turbato mentalmente.
Jude - il nome è tutto un programma - era stato un mascalzone british ma sotto sotto molto latino, uno sciupafemmine, ma mai lo avevamo visto così folle e perverso.
In questo film, Caine e Jude diventano per davvero Caino e Giuda.

In un incalzare di frasi e azioni veramente perverse, di giochi crudeli, di godimento nell'assaporare il terrore dell'altro, alla fine l'avrà vinta l'esperienza.
In tutti i sensi.

L'oggetto del contendere o, per meglio dire, il pretesto del film è una donna.
La moglie di Michael/Andrew Wyke e l'amante di Jude/Milo (Tindolini) Tindle.
Ma lei non si vedrà mai, perchè il film è unicamente un duello fra grandi, enormi attori.
Le donne sono fuori dal gioco, gli uomini e le loro paure sono dentro.
Echi di Che fine ha fatto Baby Jane?, in un continuo gioco di ruoli fra vittima e carnefice, fino al finale, fatale, capovolgimento.

L'alchimia fra i due è impressionante, e non fa che confermare l'ipotesi che il bel Jude possa essere l'erede putativo di Michael.
Grande fascino di entrambi, grande talento di entrambi, e tutte le aspirazioni di Law nel seguire le orme del suo mito (Jude è stato protagonista di due remake di film del '66 e del '72 nel ruolo che fu di Michael: Alfie e Gli Insospettabili, dal quale è stato tratto Sleuth).

Splendida la fotografia e le inquadrature ad arte, le riprese dall'alto vertiginose, quasi da grande fratello - onnipresenti le telecamere di sorveglianza a fare da testimoni alle crudeltà reciproche - e i primi piani decentrati.
Cornice delle performances, gli splendidi interni della casa ipertecnologica, ansiogena e claustrofobica del personaggio di Michael, lo scrittore di best-seller Andrew Wyke.
Cornice che contribuisce a rendere incalzante, e decisamente inquietante, lo scambio di umori fisici e caratteriali dei due.

Un Caine profondamente ferito nell'orgoglio, e allo stesso tempo diabolico.
Un Law quasi dionisiaco, a dispetto della bellezza apollinea, ironico, caustico e tremendamente sexy.

Qualsiasi altro attore, sulla scena, sarebbe stato di troppo.

mercoledì 7 novembre 2007

Umiltà e servizio della verità

Occhiali da vista grandi e squadrati, profilo inconfondibile.
Un cameo che è diventato il marchio di fabbrica, garanzia al contempo di qualità e serietà, del Fatto.

Lui è Enzo Biagi, grande giornalista e grande autore di libri su ogni tipo di argomento.
Un eclettico del giornalismo, un libero pensatore, un servo della libertà di parola e della rigorosità dell'informazione.
Uno dei primi in Italia ad intuire la fortuna, e l'efficacia, della reciproca contaminazione cultura pop-cultura alta (con quel capolavoro che è la sua Storia d'Italia a fumetti).
Un uomo che ha prestato l'orecchio all'Italia insoddisfatta di ogni tempo.
Con le sue rubriche giornalistiche e con i suoi libri.

Tanto degno da meritare grandi omaggi postumi da altri due mostri sacri del giornalismo italiano come Ferruccio De Bortoli (Mr. IlSole24Ore) e Paolo Mieli (Mr. Corriere della Sera).
Tanto grande da far apparire parodistico, e decisamente fuori luogo, l'omaggio postumo di uno che in quanto giornalista non sarebbe stato degno nemmeno di leccare le suole delle scarpe di Biagi, Emilio Fede.

Un modello per me e per ogni persona che voglia fare serio giornalismo, e la riprova che l'ottimo giornalismo fa vivere a lungo (Enzo Biagi 87 anni, Indro Montanelli 92 anni).
Oltre che la conferma che, mai come ora, occorrono nuove leve.
Che riescano almeno lontanamente in quello in cui sono riusciti i grandi.

sabato 3 novembre 2007

Incontri

Tempo fa, lavorai come promoter per il tor Nokia NSeries, quello dei cellulari N76 ed N95, i più stratosferici sul mercato.
Lavoravo nel corner dedicato al più ganzo dei due, il mitico N95, con altri due ragazzi, e quella sera detti ampiamente prova delle mie capacità come venditrice.
Non fu difficile, in un locale di jazz con musica brasiliana di sottofondo e un simile portento tecnologico fra le mani.

In quell'occasione conobbi un ragazzo in particolare, che mi parve molto simpatico e gentile.
Ma soprattutto, intuii la sua grande passione per il mondo dello spettacolo.
Si sa, in questi ambienti si incrociano ragazzi e ragazze che hanno reali aspirazioni in quella direzione, non soltanto universitari/ie squattrinati/e come la sottoscritta che cercano disperatamente di racimolare un gruzzoletto e, in alcuni casi, di dare un contributo alla famiglia in difficoltà.
Ecco, Claudio appartiene alla prima categoria.

Quella generazione di diciottenni o quasi diciottenni cresciuta a pane e Amici, che non ha paura di rendersi ridicola agli occhi del pubblico pur di sfondare, pur di avere un minuto di riflettori puntati;
quella generazione che non vive se non si mostra su YouTube, altare del narcisismo giovanile ora più che mai;
quella generazione che sento mia per metà, e a volte, lontana anni luce.

Già, perchè con questi lavori un po' appago il mio ego, un po' il mio conto in banca.
Ma, presto o tardi, mi ritroverò a ticchettare in silenzio ai tasti di un computer ad ogni ora del giorno e della notte*.
E non ci sarà nessuno a guardarmi.

(* la dura vita del giornalista)

venerdì 2 novembre 2007

Come non pagare mutui e vivere felici

I comuni mortali che piùcomuninonsipuò - tipo me - soprattutto ultimamente sono oberati di incombenze alle quali far fronte: affitti, mutui, se va malissimo sfratti.
Ebbene, negli Stati Uniti qualcuno ha pensato bene di risolvere la situazione.
A partire dal modico prezzo di 20.000 dollari.
L'idea geniale la ha avuta un architetto donna di origini cilene, Rocio Romero, che ha ideato varie tipologie di prefabbricati belli e funzionali a basso costo e alta abitabilità, dotati di ogni confort: con 20.000 dollari ti compri un prefabbricato curato in ogni dettaglio, 40 metri quadrati da posizionare dove vuoi, da ricevere per posta con kit di montaggio e istruzioni.

Se hai qualche soldo in più da spendere, a partire da 35-36.000 dollari puoi metterti su una bella casa di 100 metri quadrati con living, cucina, due bagni e due camere da letto.








Roba che a Roma pagheresti come minimo 350.000 euro, e in periferia.
Sto seriamente progettando di ritirarmi in campagna come facevano gli imperatori dell'Antica Roma, comprarmi un appezzamento di terra e montarci il mio fighissimo prefabbricato.


In tempi di crisi immobiliare, si vive di espedienti. Meglio se full optional.


sabato 20 ottobre 2007

Dittatura del culo

Allora.
Premetto di essere notoriamente una culofila e culomane purosangue d.o.c.g, e di aver spesso nominato in questa sede il suddetto particolare anatomico che tanto attira lo sguardo e accende le fantasie.
Sono come Tinto Brass: le prominenze del Sig C. mi piacciono, e non poco.
Che siano maschili o femminili.

Però, a quanto pare, non sono sola.
Anzi, i culomani incalliti sono un battaglione, molti più dei mastomani (fan del seno, ndr).
Ora, tutto questo interesse che traspare, a giudicare dalle chiavi di ricerca con le quali è trovato questo blog, per la Venere Ottentotta e le sue celeberrime fattezze steatopigie mi portano a ribadire, per l'ennesima volta, che aveva ragione Desmond Morris ad affermare che le tette piacciono solo in quanto imitazioni del culo, unico vero richiamo sessuale ancestrale.

Perchè non instaurare ufficialmente, anzichè coltivare le nostre passioni officiosamente, una vera e propria dittatura del culo?

Tanto, facce di c. da candidare per il governo ne abbiamo a iosa.

Le avversità, rivelatrici per eccellenza

Si dice che gli amici, e le persone care in senso stretto, le riconosci dal loro comportamento nelle avversità.
Ovviamente, sarà proporzionale alla loro disponibilità, ma ci sarà.
E cosa succede quando un parente stretto, come una nonna, pur sapendoti in estrema necessità e pur avendone ampia possibilità, si rifiuta di aiutarti?
Delusione, pessimismo e fastidio.

Sono profondamente nauseata.
Al mondo esistono ben poche persone capaci di rinunciare anche ad un'infinitesimale parte del loro benessere, specialmente economico, anche per le persone che amano di più, così dicono.
Sarebbe possibile un mondo senza soldi?
Forse no. Altrimenti chi si arrogherebbe il diritto di sentirsi migliore degli altri?

Forse ogni tanto ci si dovrebbe ricordare che la parola 'valore' non ha significato solo in ambito economico.
E il valore di una persona lo si definisce anche in base a ciò che dà, non solo in base a ciò che prende.

lunedì 15 ottobre 2007

Fe-li-ci-tà

Un momento protratto una vita
due occhi
liquidi di gioia
grondanti d'amore
nei miei
l'azzurro limpido dei bambini
le pupille tonde dei gatti quando è buio
l'Amore
e le mie lacrime.

(Juliet, when we made love you used to cry...)

:)

mercoledì 10 ottobre 2007

La vera faccia della guerra

Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma son mille papaveri rossi
lungo le sponde del mio torrente
voglio che scendano i lucci argentati
non più i cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente
così dicevi ed era inverno
e come gli altri verso l'inferno
te ne vai triste come chi deve
il vento ti sputa in faccia la neve

fermati Piero , fermati adesso

lascia che il vento ti passi un po' addosso
dei morti in battaglia ti porti la voce
chi diede la vita ebbe in cambio una croce
ma tu no lo udisti e il tempo passava
con le stagioni a passo di giava
ed arrivasti a varcar la frontiera
in un bel giorno di primavera
e mentre marciavi con l'anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore

sparagli Piero , sparagli ora

e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue
e se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore
e mentre gli usi questa premura
quello si volta , ti vede e ha paura
ed imbracciata l'artiglieria
non ti ricambia la cortesia

cadesti in terra senza un lamento

e ti accorgesti in un solo momento
che il tempo non ti sarebbe bastato
a chiedere perdono per ogni peccato
cadesti interra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che la tua vita finiva quel giorno
e non ci sarebbe stato un ritorno
Ninetta mia crepare di maggio
ci vuole tanto troppo coraggio

Ninetta bella dritto all'inferno

avrei preferito andarci in inverno
e mentre il grano ti stava a sentire
dentro alle mani stringevi un fucile
dentro alla bocca stringevi parole
troppo gelate per sciogliersi al sole
dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi.

(De Andrè, La guerra di Piero)

Credo che l'aspetto più straziante della guerra, in assoluto, sia ritrovarsi davanti un uomo uguale a te in tutto per tutto, con solo 'quella divisa di un altro colore', avere paura mista a rabbia, come te.
E mancare di pietà al punto di giustiziarlo prima che lui giustizi te.
Impedimento ingombrante, l'umanità.

martedì 9 ottobre 2007

Conosci l'imbarazzo

Conosci l'imbarazzo che provi nel mettere mano al portafogli e al saperlo vuoto
conosci l'imbarazzo nel sentirti proporre trasferte da amici che non vedi da tempo e di dover rifiutare
conosci l'imbarazzo di andare da un tuo parente e sentirti una sansisuga perchè chiedi ciò che è giusto
conosci l'imbarazzo di sentirti gravida di aspettative altrui
conosci l'imbarazzo, anzi, il dolore, di trovarti in un'impasse vergognosa
frutto dei passati errori altrui
e ti senti travolta
inerte
paralizzata.

Tutto questo per dire che non so cosa succederà domani, dove sarò, come sarò.
Ma continuerò a tenere duro.
E menomale che c'è l'amore, il dolce torpore.

domenica 7 ottobre 2007

Rapporti che risorgono

Come l'araba fenice, anch'io mi sento rinata.
Perche'?
Beh, immaginate di avere un padre, che non se l'e' svignata dopo che vostra madre vi ha partoriti, e che malgrado tutto vi vuole un bene dell'anima. Ecco.
Immaginate che diventi strano, qualcosa che voi non volevate assolutamente che diventasse.
Immaginate che arrivi anche a mancarvi di rispetto e a prendersi troppe confidenze e liberta' in quei momenti in cui dovrebbe mantenere il consueto distacco genitoriale.
Siete disperati. Che fate?

Per riuscire ad esternare tutto il vostro disagio nella maniera migliore possibile, e senza dover fronteggiare una reazione immediata da parte sua, gli scrivete una lettera.
Ma, al posto della vecchia e cara lettera imbustata e inviata penosamente via Posta Prioritaria che oggi fa tanto vintage, gli mandate una comodissima, meditatissima, chiarissima e-mail.

Alla quale lui degnamente risponde.

Benedetta sia l'era delle nuove tecnologie, se aiuta a ricucire in modo il piu' possibile rapido e indolore il rapporto fra un padre e una figlia.