La ragazza che chiese l'autografo ad Ezio Mauro
Altra giornata da lavoratrice in tailleur.
O, come direbbe Loredana, da 'ancella' dei potenti.
O meglio, in questo caso, dei creativi.
Centro Congressi Roma Eventi, Via Alibert.
In fondo a Via della Vittoria, quella dove hanno trasferito la sede dell'Accademia di Santa Cecilia.
Lì Repubblica ha organizzato un evento fighissimo, Teenager, dedicato al mondo degli adolescenti e ai loro consumi, ai loro gusti e al loro essere tribù (partecipazione di Tim, obviously).
Moderatore d'eccezione il giornalista di Repubblica Giorgio Lonardi, persona squisita e sorridente come pochi - che mi ha fatto anche dono di una scatolina di cioccolatini fondenti - apripista Ezio Mauro, direttore di Repubblica.
Oggetto, ovviamente, di una mia colossale gaffe.
Arriva questo ometto tutto elegante, sono incaricata di microfonarlo: inesperta del ruolo, gli metto il microfono a clip in tutte le posizioni possibili prima di indovinare quella giusta.
Per di più, per alcuni minuti ho continuato a chiedermi e a chiedere ai tecnici coi quali lavoravo chi fosse l'ometto con l'accento alla Berlusconi e il piglio burbero, fino a scoprire, di punto in bianco, che era proprio Lui.
L'autore del più grande miracolo giornalistico italiano: far diventare il quotidiano più venduto in Italia un giornale nato un secolo dopo - nel 1975 - dei suoi principali rivali.
E in primis del Corriere, nato a fine '800.
'Il giornale è nel flusso, non è il flusso', Mauro dixit.
A fine intervento, con la sfacciataggine che mi è propria, non mi ha negato una micro dedica con firma.
'L'autografo lo dovrebbe chiedere ai cantanti' ha commentato, con un sorrisetto fra il lusingato e il faceto.
La copia omaggio di Repubblica da lui autografata la conserverò finchè non diventerò una grande giornalista, come memento scribi.
Per il resto, as usual, molte conoscenze interessanti, molti contatti di lavoro - no, non come ancella, ma come giornalista - un'esperienza meno stressante del solito.
Metà del tempo seduta al computer a far scorrere slide di relatori imbranati con il telecomando.
E una conversazione d'eccezione con Luca Valtorta, condirettore del magazine di Repubblica XL.
Insomma: tripudio di gadget e bigliettini da visita.
Questa sì che è vita.