lunedì 12 gennaio 2009

La grande abbuffata

Non sempre si fa per puro edonismo e ferrea volontà di oltrepassare i propri limiti di capienza intestinale e di decenza, come nel caso dei protagonisti del film di Ferreri.
A volte la causa è profondamente radicata, serpeggiante, visibile solo agli occhi di chi vuole guardare.
Flavia è bulimica.
Malata di quella bulimia di chi si abbuffa ma non vomita, accumula e non espelle.
Tra raid notturni alla dispensa e svuotamenti programmatici del frigorifero, cosicchè solo toccando il fondo qualcuno si accorga della nostra infelicità, del nostro desolato bisogno di affetto.
Flavia è affettuosa, "leggera" malgrado tutti questi pesi, spensierata e fiduciosa malgrado le privazioni continue alle quali è esposta da una madre bambina e da una nonna matrigna.
E per il non intervento di un padre simpatico ma inconsistente.

Ora è a Firenze, in un centro per bulimici.
Lontana dalla famiglia, e quindi con qualche speranza.

E' sostenuta, capita, scossa, alimentata, coccolata senza essere viziata.
E' circondata di persone che sanno, capiscono, non giudicano.
Flavia è salva.

2 commenti:

manu ha detto...

lontana dalla famiglia, e quindi con qualche speranza. purtroppo. :-*

Enrico ha detto...

Giulia questo post mi ha emozionato con una certa tristezza insieme.
Poison (Enrico)