mercoledì 5 novembre 2008

Sono stanca

di rimanere in equilibrio fra la precarietà e la felicità.
di rimanere appesa come un'impiccata ai silenzi e alle titubanze di padroni di casa menefreghisti.
di consegnare le mie speranze in mano a persone da poco che le sciupano senza riguardi.
di costringere la mia gatta a rimanere chiusa in una stanza per colpa di altre persone.
di sostare su quella sottilissima linea di confine che c'è fra povertà e piccolissima borghesia.
di dover scambiare quattro parole anche quando non ne ho voglia.
di dover rimanere in silenzio, per non far rumore, per non farmi sentire.
di dover convivere.
di non avere casa mia, spazi miei, privati e impenetrabili.

Eppur son felice, viva, sveglia e attiva.
E tutto questo cambierà in meglio.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Giulia,
tieni duro e punta tutte le tue energie su questo tuo obiettivo,sono madre di una ragazza che ha 35 anni e ha inseguito come te, questo sogno molto terreno, ma indispensabile per la nostra vita,e finalmente lo ha raggiunto, piccola tappa per andare oltre.
un caro saluto
DONNACHENINA

Andrea ha detto...

se alle volte ti sei chiesta chi fossi, ed altre no... che importa?

http://it.youtube.com/watch?v=qCbLpOPqv5s

UIFPW08 ha detto...

molto bella...i miei complimenti