lunedì 23 giugno 2008

Udite, udite

Ho trovato casa.
E non una casa qualsiasi, di quelle un po' anguste, abitate solo da studenti più o meno fuoricorso e affittate da usurai legalizzati, no.
Una VERA casa.
Con porte, pareti, spazi vitali ariosi, luce.
E non con studenti sbarbatelli e casinisti.

A darci asilo sono due piccole famiglie straniere: una di un egiziano sposato con polacca e l'altra di una cortese coppia di rumeni.

Si inizia una nuova fase, eccitante, ricca e multiculturale.

lunedì 16 giugno 2008

Tormentoni chenonpassanodimente

If I was a flower growing wild and free
All I'd want is you to be my sweet honey bee.
And if I was a tree growing tall and greeen
All I'd want is you to shade me and be my leaves

If I was a flower growing wild and free
All I'd want is you to be my sweet honey bee.
And if I was a tree growing tall and greeen
All I'd want is you to shade me and be my leaves

All I want is you, will you be my bride
Take me by the hand and stand by my side
All I want is you, will you stay with me?
Hold me in your arms and sway me like the sea.

If you were a river in the mountains tall,
The rumble of your water would be my call.
If you were the winter, I know I'd be the snow

Just as long as you were with me, when the cold winds blow.

All I want is you, will you be my bride
Take me by the hand and stand by my side
All I want is you, will you stay with me?
Hold me in your arms and sway me like the sea.

If you were a wink, I'd be a nod
If you were a seed, well I'd be a pod.
If you were the floor, I'd wanna be the rug
And if you were a kiss, I know I'd be a hug

All I want is you, will you be my bride
Take me by the hand and stand by my side
All I want is you, will you stay with me?
Hold me in your arms and sway me like the sea.

If you were the wood, I'd be the fire.
If you were the love, I'd be the desire.
If you were a castle, I'd be your moat,
And if you were an ocean, I'd learn to float.

All I want is you, will you be my bride
Take me by the hand and stand by my side
All I want is you, will you stay with me?
Hold me in your arms and sway me like the sea.



Traduzione mia:

Se fossi un fiore che cresce selvaggio e libero
Tutto ciò che vorrei sarebbe che tu fossi la mia dolcissima ape.
E se fossi un albero che cresce alto e verde
Tutto ciò che vorrei saresti tu ad ombreggiarmi e ad essere il mio fogliame.
(X 2)

Tutto ciò che voglio sei tu, sarai la mia sposa (traducibile anche come: vuoi essere la mia sposa?, traduzione forse più appropriata)
prendimi per mano e stai al mio fianco
tutto ciò che voglio sei tu, starai con me?
Afferrami fra le braccia e ondeggiami come il mare.

Se tu fossi un fiume nelle alte montagne,
il fragore delle tue acque sarebbe il mio richiamo.
Se tu fossi l'inverno, so che sarei la neve
Quanto saresti con me, quando il gelo

Tutto ciò che voglio sei tu, sarai la mia sposa
prendimi per mano e stai al mio fianco
tutto ciò che voglio sei tu, starai con me?
Afferrami fra le braccia e ondeggiami come il mare.

Se tu fossi un ammicco, sarei un cenno
Se tu fossi un seme, sarei il baccello.
Se tu fossi il pavimento, sarei il tappeto
E se tu fossi un bacio, so che sarei un abbraccio

Tutto ciò che voglio sei tu, sarai la mia sposa
prendimi per mano e stai al mio fianco
tutto ciò che voglio sei tu, starai con me?
Afferrami fra le braccia e ondeggiami come il mare.

Se tu fossi la legna, sarei il fuoco.
Se tu fossi l'amore, sarei il desiderio.
Se tu fossi un castello, sarei il tuo fossato.
E se tu fossi un oceano, imparerei a galleggiare.

Tutto ciò che voglio sei tu, sarai la mia sposa
prendimi per mano e stai al mio fianco
tutto ciò che voglio sei tu, starai con me?
Afferrami fra le braccia e ondeggiami come il mare.


(Barry Louis Polisar, All I Want Is You, dalla colonna sonora di 'Juno')

PS: non suona certo allo stesso modo in italiano, eh? :D

venerdì 13 giugno 2008

Tenho em mim todos os sonhos do mundo

Buon compleanno, Pessoa/Reis/Campos/Caeiro/Soares etc.
A tua 'amiga da alma'.


Ele nasceu no 1888, e faleceu no dia 30 de Novembro 1935.

Foi o maior escritor em lingua portuguesa, e tinha muitos outras personalidades, que ele chamava seus 'heteronimos': Alberto Caeiro, Ricardo Reis, Alvaro De Campos, e mesmo Bernando Soares, aquele do 'Livro do Desassossego'.

Adoro todo o que escreveu este maravilhoso escritor, sobretudo as obras escritas como Alvaro De Campos: Tabacaria e as outras. Poemas para a umanidade.

giovedì 12 giugno 2008

Sensualità made in China

No, questa non è una copia riuscita male della nostra.
Non credo di sbagliarmi quando dico che Gong Li è una delle attrici più belle del pianeta.
La delicatezza del viso, la piccola rotondità ideale delle labbra, il seno florido, così poco cinese, il nero liscio della chioma.

Una donna spettacolare, oltre che un'ottima attrice.

Per scoprirla, vi basti ammirarla in Addio, mia concubina e in Lanterne rosse, nei panni della perfida geisha Matsumoto in Memorie di una geisha, stretta nei sontuosi corsetti di La città proibita dell'ex compagno Zhang Yimou, oppure nell'episodio firmato da Wong Kar-Wai in Eros, misconosciuto e delicato affresco sull'amore a sei mani (Antonioni, Soderbergh, Kar Wai), a malapena passato per i cinema italiani.
Nell'episodio di Kar Wai, intitolato 'La mano', lei è una sontuosa entreneuse la cui mano segna il destino di un giovane che sogna di diventare sarto.


Sensuale più che mai.



lunedì 9 giugno 2008

Rabbia giovane

Mi rivolgo a voi,
giovani e meno giovani che vi sentite poveri perchè avete l'utilitaria e non il suv,
a voi, ragazzine che spendete 200 euro per degli occhiali di Dior,
a voi, che con 3000 euro di stipendio mensile riuscite ad indebitarvi fino al collo,
a voi, che fate spese da 300 euro a settimana
snobbando il mercato rionale per la Pam
a voi, diciassettenni che aspettate solo che papino vi regali la Speedy di Louis Vuitton
o la minicar ad alte emissioni di CO2 e assicurazione astronomica.
A voi, che date per scontati beni di prima necessità e soprattutto di seconda
e non vi rendete conto di quanto sia dura la vita.
A voi, a cui anziani e generosi genitori hanno regalato un appartamento tutto vostro.
A voi, che disprezzate chi mendica
chi è povero
chi implora aiuto
ma non potreste mai immaginarvi al loro posto.
A voi, spendaccione che sbandierate i vostri costosissimi acquisti
come se spendere molto vi facesse sembrare più belle o più desiderabili.
A voi, che vi dovete solo preoccupare di scegliere quale tinta deve avere l'auto o quale cromatura il motorino
che paparino vi regalerà per il diciottesimo compleanno.

Badate bene
la mia non è invidia
ma rabbia pura
giovane spontanea innocente
verso chi lamenta miseria
senza aver conosciuto l'inferno.
Ventun anni e un curriculum invidiabile (dai masochisti)
due sfratti,
due case,
due genitori separati,
due soldi in tasca.
Eppure lotto.
Lotto per la nuova energia creativa di mia madre,
per l'entusiasmo e il benessere del mio ragazzo,
per un giaciglio tiepido e accogliente per la mia gatta,
per un po' di stabilità per me, che non l'ho mai avuta.

Voi sognate il Porsche
io sogno la casa di proprietà
spendete centinaia di euro in locali la sera
io ne spendo a malapena cinque
voi avete tre auto in famiglia
io ne ho una ferma da due anni
voi avete le cene fuori
io ho la rosticceria cinese all'angolo
voi avete il cellulare ultima generazione
io lo comprai su Ebay usato e ora è guasto
voi avete le vacanze assicurate
io me le creo dal nulla
voi passate ore incollati al fisso tantopagapapà
io, il fisso, ce l'ho staccato da tre anni.

Non siete più fortunati di me, siete solo meno realisti.

Falamos português muito bem

Domani mattina scritto di lingua portoghese/brasiliana.

Quero fazer uma boa impressão ao professor.

E jà espero para o proximo exame...

Sinto-me que tudo serà bom.
Tenhamos esperança.

Giornate in cui il karma è a pezzi

Lunedì 9 giugno 2008.
Oggi, accadevano le seguenti disgrazie:

-veniva rubato il cellulare a mia madre;
-moriva, per via di una pancreatite fulminante, un cugino di mia madre, in quel di Sardegna;
-l'affittuaria della stanza nella quale dovevamo andare a stare io e mia madre ci ha fatto sapere che la padrona di casa ha impegnato la camera per un'altra persona;

Quando si dice una giornata no.

domenica 8 giugno 2008

Pioggia, gatti e occhiali da sole.

Ormai, ho capito di avere un atteggiamento estremamente positivo e creativo nei confronti di qualsiasi lavoro svolga.
Sono in grado di trasformare giornate potenzialmente incolori e prive di stimoli in nuove occasioni di felicità, e questo è meraviglioso.
Così è accaduto con il lavoro per Bulgari che ho svolto negli scorsi due giorni.

Sveglia alle 5:30 del mattino, occhi cisposi e sbadiglio automatico, e alle 7:30 ero già sul pulmann in viaggio verso Viterbo.
Viterbo. Bellissima e decadente.
Ma non mi aspettavo di ritrovarmi in uno strano sogno con protagonisti occhiali griffati, gatti affettuosi e sconosciuti gentili.
Due giorni di piogge incessanti, con fuggifuggi generale della fiumana di gente che 'fa struscio' in Corso Italia, via dello shopping dove ho lavorato.
Una sfilata di bambini più o meno cresciuti, cani dai musi teneri e gatti dal miagolio facile.

7 giugno, ore 14:00.
Mi rifugio sotto un ombrellone dopo essermi slappata un gelato aromatizzato alla frutta - memorandum: mai prendersi un gelato artigianale a Viterbo - e mi siedo a gambe incrociate su un divanetto in midollino all'aperto.
E, quasi subito, eccola: chiarissima, pelo da pecora, occhi gialli come da copione, la splendida miciona che da due giorni va su e giù per il corso a fare struscio ed entra nel negozio dove lavoro.
'Non è mai entrata', dice la commessa.
Ho un particolare feeling con i gatti, devo averla attirata io.
La signorina ha dimenato le sue pelliccie qua e là strusciandosi contro scaffali, occhiali, vetrina, senza nessuna voglia di abbandonarci.
Poi è stata messa alla porta con gentilezza, rimpianto e mille carezze.

E ora me la ritrovo qui.
La chiamo 'Micia!' e lei con due balzi si acciambella accanto a me.
Tutti quelli che passano ci guardano e pensano che lei sia mia.
Ma lei non può essere mia, lei non appartiene a nessuno perchè è una gatta, e i gatti si appartengono anche quando hanno 'padroni'.
Lei è di un certo Antonino, c'è scritto sulla medaglietta che porta al collo.
E' piumosa e vaporosa come un persiano, ma di certo è bastardina.

Non resisto e comincio a farle foto.
Lei sta al gioco e, ogni volta che punto l'obiettivo, si mette in posa.
La gatta più fotogenica che abbia mai incontrato, con la mia Celina.
Ad un tratto, come preannunciato dal cielo grigiastro, tuonilampifulmini.
E pioggia, quella vera.

Quella che s'infrange a terra con un rumore metallico e non accenna a voler finire.
Io e la Gatta, rifugiate a fatica sotto la grande falda dell'ombrellone, la pioggia obliqua a raffica.
Povera creatura, fradicia come un pulcino.
E io che l'asciugo con un fazzoletto, mentre mostra di avere paura.
La scena finale di Colazione da Tiffany, Holly&Gatto, ma senza Paul.

E poi il mastodontico gatto nero che ama stare nella copisteria di un vecchio e cortese signore, a farsi adulare e coccolare da clienti e titolari.

Scorpacciata di gatti con contorno di occhiali Bulgari.

giovedì 5 giugno 2008

Bikini's Epopea

Devo trovare un bikini.
Subito.
Purtroppo il mezzo quintale di filos interdentais (aka perizomi) made in Brasil dei quali feci incetta in passato è finito, assieme alla moltitudine dei tristi costumi da bagno europei, chiuso ermeticamente in una scatola dispersa fra oltre 300 altre scatole.
In un magazzino fuori città, ad attendere l'estate del prossimo anno, ahimè.

L'obiettivo della missione è scovare un bikini che sia:
-di prezzo inferiore ai 30 euro (condizione improbabile)
-con reggiseno imbottito e miniminimini slip (condizione quasi impossibile)
-davvero bello e non comprato tantoperfare (condizione impossibile)

Domani, tour de force a Calzedonia e Golden Point.

martedì 3 giugno 2008

I diamanti sono i migliori amici delle ragazze

Specialmente se cabochon.
Amici miei, per farla breve, il 6 e il 7 giugno lavorerò per Bulgari.
Una promozione di occhiali da sole e da vista in partnership con Luxottica.
Oggi, briefing hostess.
Arrivo, sconvolta con tailleur e spacco cosciale, sandali di raso nero e top di seta oro spiegazzato, al quartier generale Bulgari.
Quelli che ci tengono all'immagine aziendale, e hanno adibito un intero palazzo sul Lungotevere Marzio, a due passi dall'Ara Pacis, a loro sede principale.
Sgambetto fuori dal taxi - perchè è bene non far tardi a simili appuntamenti oltre a fare scena - sulle scale dell'atrio.
Due uomini in livrea grigia mi prendono la fotocopia del documento e mi consegnano un badge da visitatrice, nemmeno mi trovassi in una fiera o in un museo.
Raggiungo la saletta dedicata alle hostess e respiro da subito una fottuta aria di esclusività: quadro d'autore alla parete, salottino minimal con tavolini di vetro temprato.
Ho voglia di abbandonare l'edificio all'istante.

Detesto il fare manierato che ha quasi la totalità delle mie colleghe e/o delle titolari d'agenzia, che spesso sono state hostess nei bei tempi andati e si sono riciclate come manager d'immagine.
Unghie perfettamente curate e capello quasi sicuramente lungo, in questo nella classica hostess o 'professionista dell'immagine' non mi ci rivedo.
Io sono disperatamente onicofaga, per nervosismo o per tic, e fieramente cortocrinita.
In questo, mi distinguo, certo, ma vengo percepita come aliena.
Sono aliena un po' dappertutto, d'altronde.

Spesso le titolari d'agenzia sono del nord, e ancora più spesso milanesi.
Agitano le mani in maniera decorativa ma inespressiva e modulano la voce sempre e comunque come se stessero su un set cinematografico.
Ho imparato anch'io il copione: collo teso, gambe inarcate, schiena dritta, culo in fuori, tette alte, pancia in dentro e sorriso mai troppo aperto, voce mai troppo squillante.
Sono una bravissima attrice, e senza sforzi eccessivi.
Unmetroesettanta di carne ben posizionata che si inguaina in provocanti quanto charmant tailleur sempre rigorosamente neri.
E sa essere all'altezza di ogni aspettativa, anche di quella di capricciosi e altolocati clienti come Bulgari.
Che si definisce 'iperlussuoso', con un target che "ama vivere nel lusso".

Beh, quasi quasi inforco un bel bocchino, mi infilo in un tubino nero e gioco a fare la Holly Golightly de noantri.
Così, sicuramente, qualche occhialuccio lo piazzo.