venerdì 30 maggio 2008

Scuoiato vivo

Da piccola amavo tanto le formiche da baciarle e costruire loro delle piccole città con pietre e sassolini nel cortile della nostra casa delle vacanze in Sardegna.
Ancora oggi, quando cammino, faccio attenzione a non calpestarle, per quanto posso.
Ho sempre avuto massimo rispetto per tutte le creature viventi, animali e piante.
Ho sperato in cuor mio che il cinghiale che da un decennio vive in un recinto vicino alla casa in Sardegna riuscisse a fuggire e a vivere una vita felice libero e selvatico come la maggior parte dei suoi simili.
Ho approcciato il mondo delle violenze sugli animali da piccolissima, scoprendo che si potevano fare cose orribili anche a semplice scopo ludico.

Non ho mai sezionato insetti, nè fatto esperimenti strampalati su altri tipi di animali.
E da piccola, quando mettevo piede in una macelleria, mi mettevo a piangere.
Ancora oggi, andando al mercato e vedendo ai banchi ittici pesci e molluschi ancora vivi a boccheggiare in bacinelle puzzolenti, vengo presa da un'indicibile stretta allo stomaco.

Eppure sono carnivora e pescivora convinta, ma con dignità.
Trovo giusto che si uccidano alcuni - pochi - animali che sono importanti per la salute e il sostentamento degli umani, e specialmente dei bambini in fase di crescita.
Dopotutto siamo tutti animali.
Consumatori di prim'ordine, carnivori/onnivori che, secondo la legge della giungla, devono cibarsi dei più deboli.

Ma avendo l'uomo in quanto animale 'superiore' un codice 'morale' che forse molti altri animali non hanno, dovrebbe metterlo in pratica quando davvero è necessario.
Se non altro, lasciando morire dignitosamente le proprie prede.
Anche quando le si uccidono per vanità o gola.

Ieri mi è arrivata via e-mail una catena di Sant'Antonio diversa da tutte le altre.
Per una raccolta di firme volta a denunciare le pratiche aberranti con le quali in Cina si ricava la pelliccia da animali.
Certo, non serve arrivare fino in Cina per sentire di simili violenze - si pensi all'estrazione della bile dagli orsi ancora vivi, o alle pratiche che permettono la produzione di fois-gras, o ancora alla mattanza delle foche - ma è sempre fondamentale far conoscere il più possibile queste violenze a chi ne ignora l'esistenza.

Immaginate anche soltanto di essere un procione.
Sì, uno di quei simpatici animaletti con folta pelliccia grigia, coda a piumino e musetto dolce conosciuti anche anche come 'orsetti lavatori' e diffusi soprattutto in America del Nord.
Immaginate di essere allevati in fattorie costruite apposta per farvi la pelle nel senso vero e proprio del termine.
L'uomo che fino ad un giorno prima vi aveva nutrito perchè la pelliccia fosse più bella ad un tratto vi prende a bastonate e vi sbatte a terra per tramortirvi.
Dopo avervi messo K.O - ovviamente senza uccidervi, perchè la pelliccia poi si stacca con più difficoltà e perde in bellezza - il suddetto vi prende per le zampe e vi incide il popò.
Mentre ancora vi dibattete totalmente coscienti, vi tira il lembo di pelliccia verso il basso.
Scuoiandovi come si spella il salame, come fosse la cosa più naturale del mondo.
Vi scuoia il muso.
Vi lascia a terra, carne viva insanguinata e coscienza sempre vigile, ad agonizzare lentamente, mentre ancora respirate e il cuore vi batte.

Cosa fareste a chi vi ha ridotto così?
Personalmente, opterei per il classico 'occhio per occhio, dente per dente': operazione chirurgica senza anestesia, minimo cinque ore, a privare il malcapitato prima dello strato epidermico, poi di quello epiteliale.
E poi, il tempo restante, a lasciar prendere aria a tutti i suoi organi interni.

Quello urlerebbe in una maniera inimmaginabile e insopportabile.
Gli altri animali, anche se urlano, non possono essere ascoltati.
E l'uomo autogiustifica le proprie mostruosità pensando che 'se non urla, non soffre'.
O meglio, non gliene fotte un cazzo se soffre o meno.


Qui sotto è riportato il video della campagna di boicottaggio promossa dal Peta (People for Ethical Treatment of Animals). Io sono riuscita a vederne meno della metà, e sono poco impressionabile.
Se siete impressionabili, vi consiglio di non vederlo, ma in ogni caso di visitare la pagina del Peta che è linkata sotto al video.
Meglio aprire gli occhi piuttosto che fingere di non vedere.


3 commenti:

Angelica ha detto...

A me questa mail è arrivata ben 2 volte. Io mi sono fermata a quando, come dici tu nel tuo post, il pezzo di m**** comincia a tirare giù la pelliccia.. praticamente subito.
Ti lascio il link di un blog, scorri fino a vedere il post "Le bestie e noi" e "goditi" l'ora e spiccioli del filmato... io non ci volevo credere.
Fammi sapere

http://melissapanarello.wordpress.com/page/2/

Anonimo ha detto...

Non rispondo alle catene, in quanto gioco perverso che maschera il segreto desiderio degli amici di mandarti un male senza però fartelo sapere direttamente, pertanto ti inoltrano queste trafile infinite con la clausola che se non la rispedisci entro sette ore ad altri sette sfigati finirai sotto il tram o peggio. Ma questo è altro insomma, la cosa veramente pazzesca è il meccanismo perverso che si viene a creare dietro ad una storia del genere: chi fa questo mestiere cruento molto spesso è povera gente (per usare certi mezzi non solo povera economicamente) che non trova altro modo per arrivare in fondo alla giornata, la bassezza dell'affare però non sta tanto in loro, quanto nelle persone che indossano un feticcio come cimelio o come uno status simbol. Ora, io mi dico, abbiamo progettato viaggi interstellari, abbiamo trovato il ghiaccio su Marte, sarà che non troviamo niente di meglio di un tasso scuoiato da indossare, e che addirittura venga considerata privilegiata la condizione di chi partecipi a questa aberrazione? Nutrirsi e vestirsi sono bisogni primari, ma c'è modo e modo di soddisfarli (non sono vegetariano o peggio fondamentalista vegetariano, che è una malattia mentale alla fine, dai, va detto). E poi alla fine queste solite persone mi vengono a criticare un film di Quentin Tarantino per la violenza, non ci sta direi;(metto il punto e virgola anche perchè ho letto su metro che lo volevano togliere dalla grammatica italiana in quanto inutilizzato, che pare sia diventato sinonimo di inservibile invece che di ignoranza dilagante, allora su sbizzariamoci; punti e virgola per tutti) sembra un po' fuori tema ma non lo è, perchè non si ha un'idea precisa di quello che sono fatti in questo momento, e soprattutto in Italia visto come stanno andando le cose, non si ha un senso della concatenazione delle cose, si fa una cosa ma non si sa che ne implica un'altra, non si ha una coscienza di consequenzialità, si pensa che sia tutto contenuto in compartimenti stagni, ed in ogni caso chi se ne frega se non succede nel nostro giardino, poi, tanto eleggendo criminali si ha il culo parato che son dei nostri. Purtroppo anche per questa gente è venuto il tempo di stringere le natiche, e se non è ancora arrivato arriverà presto il momento, perchè aimé se non è oggi si paga domani, ma nessuno si dimentica il conto, la speculazione edilizia, le discariche abisive, la lordura di ogni cosa verrà rigettata contro chi l'ha fatta e chi l'ha permessa.
Perdono per lo sfogo, se lo pubbicherai ti devo un gelato, se non lo pubblicherai fa lo stesso, mi sono sbizzarrito abbastanza a scriverlo che può anche bastare così.

Giulia ha detto...

Sono d'accordo.
Il tuo nome?