lunedì 5 maggio 2008

Roma, identità perenne

Gianni Alemanno vuole boicottare la partecipazione di star e film straniere alla Festa del Cinema, ospitare nel 2020 le Olimpiadi.
E tutto per 'recuperare' l'identità di Roma.

Perchè, vi risulta che Roma abbia mai perso la propria identità?
La sua è un'identità aleggiante e pervasiva ad ogni livello, grazie alla storia, all'archeologia, ai reperti.
Un'identità cittadina che con ogni probabilità non potrà mai essere minimamente scalfita.
Non certo dalle star hollywoodiane - bandite per 'colpa' di George Clooney, che ha pubblicamente appoggiato la politica del PD e il suo amico Walter Veltroni - nè tanto meno dall'assenza di rilevanti eventi sportivi internazionali nel suo perimetro.

Roma è Roma, profondamente Roma, indissolubilmente Roma.
Puoi arricchirla di nuovi modelli culturali e iconici di riferimento - ci è riuscito il fascismo con le immagini dell'aquila e del fascio littorio, puntualmente associabili alla Capitale - ma non stravolgerne o metterne a tacere l'identità.
I Fori, il Colosseo, i resti delle mura fuori Roma, il Muro Torto, i musei, ma anche soltanto le sponde del Tevere.
Roma, col tempo, è diventata talmente iconica da non potersi più liberare della propria immagine e dei propri valori costitutivi, al contrario di altre città italiane e straniere (vedi Milano).

Sì ad un'Olimpiade che potrebbe dare impulso alle opere infrastrutturali e al potenziamento dei mezzi pubblici - con il rischio di congestione da traffico e da turismo che ci fu anche con il Giubileo del 2000 - no all'eliminazione ad oltranza di tutto ciò che è straniero.

Si tratti delle celebrities hollywoodiane o degli immigrati.

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