giovedì 17 aprile 2008

Vittime e vincitori

Il vittimismo è da vincenti, realtà lapalissiana dei nostri tempi.
Fare le vittime fa vincere i programmi televisivi - vedi Marco Carta vincitore dell'ultima edizione di Amici - come fa vincere le elezioni, come dimostra Silvio Berlusconi e la sua tanto sbandierata 'minaccia rossa'.
Colui o colei che si professa vittima permette allo spettatore/elettore di identificarsi con le sue paranoie, le sue paure, il suo senso di minaccia.

In poche parole, lavora sul senso di commiserazione e di compassione dello spettatore medio, che ragiona più con il ventre che con il cervello.
Specialmente se le vittime, al momento di interagire con il proprio pubblico di riferimento - una folla di ragazzine in adorazione per Marco, una folla di casalinghe vocianti per Silvio - sanno fare del proprio sorriso a trentadue denti, commisto ad un ben celato disprezzo nei confronti delle suddette folle e ad uno smisurato ego, un'arma di seduzione.

Sorridi e sembra vulnerabile: la preziosa formula per il successo.

4 commenti:

2geez ha detto...

Ciao! Il mio modesto commento: per me hai la stoffa. Ma per sapere davvero se puoi sopravvivere nella giungla del giornalismo italiano ti devi buttare subito in qualche redazione e scrivere, scrivere, scrivere. Ciao!

Enrico ha detto...

Ciao Giulia,
purtroppo in Italia c'è molta gente da "Grande Fratello" & Company, e Silviuccio bello lo sa.
Enrico Poison

gauguin ha detto...

Giulia sa davvero hai 21 anni e ti approcci così col mondo, ha davvero molta stoffa.
Sono daccordo con te su tutto il vittimismo che ci circonda

Giulia ha detto...

Sì, i 21 anni sono reali, almeno di anagrafe.
Mi piace il tuo nick :)