mercoledì 30 aprile 2008

Les jeux sont faits

Ambo.
Anzi, tombola.
Il Pdl stravince, anzi, esulta in nome del trionfo elettorale e politico.
Mandando al potere alla Camera e al Senato due personalità come Gianfranco Fini e Renato Schifani.
Uno aennino - il primo postfascista a ricoprire una così alta carica istituzionale - l'altro forzista.
Elezioni che non sono state nemmeno lontanamente controverse e lunghe come quelle del 2006, avvenute fra polemiche di nome - Franco o Francesco Marini? - e bagarres varie.

Risultati della votazione: per Schifani, 178 voti a favore, 117 schede bianche, 13 voti contro e 3 schede nulle, su un totale di 319 senatori votanti su 322.
Per Fini, 335 voti a favore, 259 schede bianche, 3 voti dispersi e 7 schede nulle, su un totale di 611 deputati votanti su 630.
Le schede bianche sono venute da Pd e proseliti, senza scalfire minimamente i risultati delle votazioni.

Un segnale positivo nel discorso d'insediamento del neopresidente della Camera Fini, eletto in mattinata, che ha sottolineato l'importanza di festività nazionali come il 25 aprile e il 1 maggio, prendendo da subito le distanze con un certo atteggiamento polemico di matrice neofascista perseguito, in passato, anche dallo stesso Berlusconi.
Che, capo del governo, ne disertava i cerimoniali.

Sperando che anche nei fatti prenda le distanze dal proprio passato politico, assistiamo al nuovo governo con tante, troppe aspettative.
Voi, io no.

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