martedì 22 aprile 2008

The Final Day

I piedi meditano vendetta, così come la colonna vertebrale.
Stanca ma felice di essermi guadagnata i miei piùomeno duecentoquarantadue euro netti col sudore della fronte.
Soldi che riceverò sul c/c solo a luglio, dannata clausola dei 90 giorni.

Nella vita, come nel lavoro, bisogna avere savoir-faire.
Anche quando ti fottono.
Anche quando ti declassano perchè non ti sopportano, per motivi inesistenti.
Oggi sono, anzi, siamo, state declassate.
Io e la mia collega del tavolo presidenziale siamo state mandate dall'organizzazione in fondo alla sala.
Paura che io lanciassi un tacco in fronte alla Moratti aprendole un terzo ocio o che lanciassi baci a 'er baffetto' D'Alema?
Naaaaah, semplice stronzaggine.
Camuffata da 'sono stanche, facciamole rilassare un po'.
Già, perchè mi compatite, guardandomi accanto al palco.

Immobile, portamento da ballerina classica che dissimula il colpo della strega, piedi traballanti senza sembrarlo.
Una maschera lucida di fondotinta nascondilividi e dissimulaocchiaie, occhi lucidi e intorpiditi da influenza.
Dietro, ricetrasmittenti, operatori tecnici e un dietro le quinte turbolentissimo.
Ma tu rimani in piedi, lì, come uno stoccafisso, convinta che quando qualcuno ti guarderà apprezzerà la tua stoica resistenza al dolore.
E qualcuno lo fa, gli altri se ne sbattono. E tu lo sai.

Arrivata al capolinea, un relitto umano.
Le bolle stanno prendendo possesso della faccia, l'utero si ribella alla legittima proprietaria con crampi acuti, le ovaie rombano come il motore di una Ferrari.
Qualcuno mi castri.

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