martedì 29 aprile 2008

Essere figli, il mestiere più difficile

Specialmente se si è femmine.
Scopri che avresti potuta essere oggetto delle attenzioni sessuali di tuo padre dall'età di 11 anni ed essere segregata per 24 anni in una cantina diventando sette volte madre in seguito alle ripetute violenze carnali del tuo paparino, il tutto senza che sua moglie si accorga di nulla;
poi pensi che tuo padre potrebbe ucciderti se solo sapesse che hai una storia d'amore con un uomo che non gli garba.
E i giudici che dovrebbero giudicarlo lo assolvono perchè ha compiuto un 'delitto d'onore'.

Mi riferisco a due fatti di cronaca riportati dai media nelle ultime 48 ore.
Avvenuti entrambi all'estero: uno in Austria, l'altro in Iraq.
Ma sarebbero potuti avvenire tranquillamente anche in terra nostrana, dove il delitto d'onore è ancora una realtà locale. Mafiosa o meno.

Due figlie annientate in modi diversi, Elisabeth e Rand.
Una ripetutamente, per anni.
L'altra con una sola, fatale, coltellata, e con la complicità dei fratelli.
Maschi.
E della madre impotente di fronte alla violenza degli uomini di casa.

Ecco, la colpa è delle donne che chinano la testa.
Che fingono di non vedere.
Di tutte le donne che assistono impassibili o indifferenti alle follie dei loro uomini.


Il 73enne Josef Fritzl, padre incestuoso e stupratore

3 commenti:

Angelica ha detto...

Non credo che la colpa sia di queste due vittime. Come dici tu chinano la testa, non si ribellano, ma bisogna anche sottolienare che c'è anche una sudditanza psicologica (per quanto riguarda la donna sequestrata dal padre) che non le ha permesso in tutti questi anni di ribellarsi, di liberarsi da una crudeltà subita dal padre (sindrome di stoccolma)

Per quando riguarda la vicenda mediorientale, la madre della vittima ha taciuto non perchè si sia piegata alla volontà di suo marito e dei figli, ma perchè pultroppo è, come dici tu, un diritto assassinare la figlia se non segue diligentemente i doveri e gli ordini del capofamiglia.

Ora, non sto giustificando i carnefici, anzi.
Semplicemente però non condivido la tua idea sul fatto che "la colpa è delle donne che chinano la testa".

Perchè sicuramente vorrebbero ribellarsi, ma per una serie di motivi (che noi ragazze occidentali non possiamo neanche immaginare)non possono farlo, complici paura, ignoranza.
La colpa è esclusivamente dei carnefici, che se ne approfittano di un potere del tutto illegittimo che credono di avere nelle proprie mani.

Giulia ha detto...

E la moglie di Fritzl, allora?
Siamo proprio sicuri che fosse all'oscuro di tutto?

Purtroppo, non di persona ma molto da vicino, ho sperimentato gli orrori derivanti dall'atteggiamento 'laissez-faire' di una donna che avrebbe potuto ribellarsi.

Portano solo a disastrose conseguenze.
Come un padre pedofilo e ignobile, oppure violento e usurpatore.

Credimi.
Uomini come questi, che si porti il velo o meno, vanno allontanati.
E di corsa.

Angelica ha detto...

sicuramente la moglie di Fritzl non poteva essere all'oscuro di tutto. E come poteva?
Non rendersi conto di quello che succede (o almeno avere un vago sospetto) per ben 20 anni è veramente impensabile.

Questo condanno, come te. Una donna che vede e tace, che gira il capo dall'altra parte. E il fatto che si parli di sua figlia per me aggrava mooolto di più la sua posizione.

Quello che intendevo dire col precedente post è che ogni donna che subisce violenza (fisica e/o psicologica) soffre, avverte la malsanità del rapporto, sa che c'è qualcosa che non va, sa che dovrebbe ribellarsi.

Ma come dicevo, per paura e ignoranza non lo fanno. Hanno paura perchè temono di non essere capite, ignorano che soltanto uscendo dal loro guscio e cominciare a parlarne potranno davvero essere libere e tutelate, e accorgersi che a subire le angherie degli uomini non è solo lei, ma altre tante donne (purtroppo).