giovedì 20 marzo 2008

Silenzio stampa

Vorrei dire tante, troppe cose.
Raccontarvi di come, mentre ero in Polonia, ho perso la mia stabilità materiale.
Di come ho annegato i pensieri negativi in shot di vodka, balli sfrenati e lividi violacei sulle gambe.
Di come sono crollata al mio ritorno in Italia. Psicologicamente e fisicamente.
Di come il silenzio caduto su questo blog sia più eloquente di mille parole.

Perchè ho deciso di trasformare la mia rabbia, il mio dolore, la mia delusione in energia creativa, come faccio sempre.
Perchè ho deciso di scrivere un libro su queste ultime due settimane di tormenti, assenza di prospettive, cul-de-sac fisici e mentali.

A questo seguiranno molti vomiti di parole.
Incomprensibili, forse, ma veri.

Tollerate con pazienza e, se possibile, compatitemi in senso latino.

Grazie.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

tesoro bello, che ti accade?
che t'hanno fatto, chi devo venire a menare?
un abbraccio e se ti serve un orecchio
scoperteinattese@yahoo.it
un bacio
la

Giulia ha detto...

Succede che abbiamo avuto lo sfratto da casa.
Succede che sono incazzata col mondo, e prima di tutto,con me stessa per non essere stata in grado di evitare tutto questo.
Succede che mi irrito come niente se solo sento qualcuno lamentarsi di problemi-fesserie.

Succede che sogno il miracolo,ma tento anche più prosaicamente di camminare con le mie gambe.

Succedono tante cose.
E una settimana mi ha cambiata dentro, e volendo anche fuori, più di quanto mi abbiano cambiata 21 anni di vita.

Ecco.

Anonimo ha detto...

Che brutta cosa. Mi spiace. Per te e per Berenice.

IlDentista