domenica 23 marzo 2008

Nuovomondo

A volte cerco di considerare la mia, la nostra, situazione con gli occhi della mia gatta.
Spalancati, verdeuva, perennemente sbalorditi.
Nelle ultime tre settimane, Miss Celina* è stata costretta suo malgrado ad emigrare, chiappotte pelose incluse, in tre residenze diverse: la camera da letto di un'amica di sua nonna - mia madre - seguita a ruota dalla camera da letto di suo padre - il mio ragazzo - e, dulcis in fundo, dalla dimora del nonno che fino a due giorni fa non aveva mai conosciuto (mio padre).

Dev'essere dura.
Più che, per un umano, distaccarsi fisicamente ed emotivamente dai propri innumerevoli oggetti, facendo una cernita dell'indispensabile, e del superfluo ridotto all'osso.
Più che infilare a fatica il proprio cuore e il proprio senso di perdita in due trolley pieni fino a scoppiare.
Più che chiudersi alle spalle una porta che una volta ci apparteneva e poco dopo ci è estranea.

Un animale non ha colpa. Mai.
E' faticoso per lui adattarsi, più che per i suoi compagni umani, ed è doloroso essere costretto ad andarsene da un luogo non appena si è acclimatato a sufficienza.
Ma, nella necessità, lo spaesamento di due occhioni felini si deve mettere da parte.
E una volta che si è emigrati altrove per l'ennesima volta - essendo gatti, non rondini a primavera - resta solo nascondersi in ogni cantuccio disponibile per almeno un giorno.

Annusare l'aria, soppesare l'ambiente, valutare con aria sospettosa i coinquilini, anche quelli che si è imparato a conoscere in anni di convivenza (nella fattispecie, la sottoscritta).
Poi, timidamente, aprirsi al nuovo ambiente, strofinarsi contro gli spigoli, i vestiti, i mobili a portata di guancia e di pelliccia.

E, di colpo, il miracolo: in soli due giorni, quella stessa gatta ricomincia a sorridere, a fare le fusa, a saltare sul divano accanto a te, ad accoccolarsi su un letto a due piazze con nonchalance.

E' il miracolo dell'innocenza, dello spirito d'adattamento degli animali.
E' il miracolo dei gatti, insostituibili compagni di viaggio e di vita.


* per i lettori non abituè, o per gli osservatori disattenti, è la mia micia (vedi colonna a sinistra, 'PP come Passione prociona')

Nessun commento: