venerdì 21 marzo 2008

Le cose

Molte persone, quando rivolgi loro la fatidica domanda 'Come passa e ha passato la sua vita fino ad oggi?', dovrebbero rispondere 'L'ho passata accumulando oggetti, perlopiù inutili, nell'assurda convinzione che migliorassero la mia esistenza, e ho finito per edificare la mia storia personale su un mucchio di detriti'.

Ecco, questo è il senso delle nostre vite: un mucchio d'immondizia.
Immondizia della quale, un tempo, non potevamo fare a meno.
Rifiuti che abbiamo accumulato meticolosamente, simili a formiche, per decenni.
Se siamo stati fortunati, li abbiamo accumulati soprattutto in un luogo, che amiamo chiamare casa, nel quale avevamo la possibilità di dimenticarci di quanto accumulato e di tenerci vicino il passato, i ricordi, le inutilità di una vita intera.

Se siamo stati sfortunati - e io ne so qualcosa - abbiamo accumulato le nostre masserizie in un luogo x fino ad un tot di anni; dopodichè, per cause di forza maggiore, siamo stati costretti a distaccarci da una parte consistente di quegli oggetti e a riguardare in faccia, in nome di un addio ad una parte della nostra vita, il passato.
Il passato delle riviste femminili che custodivamo gelosamente nelle nostre librerie.
Il passato della carta sprecata in disegni privi di senso.
Il passato dei muri della nostra cameretta, sui quali, da bambini, avevamo sfogato il nostro estro creativo scarabocchiando una balena, un grosso pesce o chissàcosa.
Il passato dell'enorme armadio in radica che tanti anni prima nascondeva ai nostri occhi i regali di Babbo Natale, gli abiti della mamma e del papà, arcani mai svelati.
Il passato della piccola cucina angusta, ormai lurida e logora perchè inutilizzata.

La nostra storia è quantificabile in quintali, quando non in tonnellate, di immondizia accumulata.
Un Everest di carta e detriti vari che rischia di sopraffarci tutti.
I giornali e i libri letti, gli annunci sui quotidiani cerchiati di rosso, i fogli di carta sprecati in barba al disboscamento delle foreste, al buco nell'ozono.
Per non parlare dei mobili, pesanti macigni che ci schiacciano a terra, sotto il peso della quotidianità.

Siamo animali materiali, bestie da soma che soffrono in larga parte per il doversi trascinare dietro la propria storia fatta di oggetti.
E il distacco dalla materialità, quanto pesa.

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