venerdì 29 febbraio 2008

Italia - Polonia

Dopo gli splendori - e le miserie - della grande Pietroburgo degli zar, dopo la malinconia a ritmo di samba del Brasile, la malinconia decadente e struggente del Portogallo, le luciombre di Parigi, eccomi pronta a salpare gli ormeggi per una nuova destinazione: Roma -> Katowice, e poi in pullman fino a Zakopane, la cittadina più alta della Polonia, sui monti Carpazi, accanto al confine con la Cecoslovacchia (Repubblica Ceca o Repubblica Slovacca?).
Un puntino insulso sulla cartina che conta circa 22.000 abitanti, caratterizzato da natura selvaggia, montagne innevate e baite di montagna: un paradiso mitteleuropeo.



Una settimana di interazioni con altri ragazzi, polacchi ma anche ungheresi, cecoslovacchi, italiani e francesi.
Il merito è di un grandioso progetto dell'Unione Europea che sostiene, soprattutto economicamente, la mobilità studentesca e giovanile sul territorio europeo.
Perchè l'Europa è sempre più una grande scacchiera, e bisogna essere pronti a muovere i propri pezzi.

Altrimenti l'Italia, altro che re o regina, ti mangia.

martedì 26 febbraio 2008

E naufragar m'è dolce in questo mare

Nulla ti ripaga più dei suoi occhi.
Il celeste infantile delle sue iridi nelle quali ti rispecchi fiera, e serena.
Quel sorriso che, quando non trattenuto, è il più bello del mondo.
E quando da quelle labbra di frutta escono fuori le parole "Sbrigati a laurearti, così cerchi lavoro e ci cerchiamo un monolocale per i fatti nostri", quello è il momento in cui sì, ti senti fortunata come nessun'altra al mondo.
Corpo e carattere da uomo e sentimenti da donna: cosa chiedere di più alla vita?

Lo confesso: ho troppo pur non avendo nulla.

giovedì 21 febbraio 2008

Lavorare per il futuro

Sentiamo un po': qual è la prima cosa essenziale per un giornalista, oltre alla capacità di presentare in modo efficace la notizia e alla rapidità con la quale fiuta l'aria?
Le conoscenze.
Perchè il giornalismo, si sa, è un'intensa e proficua attività di public relations oltre che un lavoro di scrittura e sintesi al desk.

E questo è per me e per le mie aspirazioni professionali un periodo piuttosto ghiotto.
Nel giro di 24 ore, ho scoperto che alcune colleghe del mio uomo hanno conoscenze di spicco cel gruppo IlSole24Ore e nel gruppo Metro News (Metro, la free press gratuita con tanto di agenzia stampa interna).
Contatti che mi sono utili se non altro per capire a chi, a QUALE PERSONA, è più opportuno mandare il CV (altra variabile determinante è sapere a chi rivolgersi esattamente per il settore e le informazioni che ci servono).

E non è raccomandazione, questa: è solo un modo furbo per bypassare quelle stronzissime - ed espertissime - segretarie che si frappongono fra te e la redazione a mò di Cerberi per evitarti l'accesso all'Ade del giornalismo.
Beh, io non ho problemi a scendere nell'Ade.
Tanto so che poi risalirò.

giovedì 14 febbraio 2008

Ricordiamoli così



Sardegna 2007.
Nient'altro da aggiungere. :)

Amarsi ogni giorno

Non è uno sforzo, se veramente c'è l'amore.
E allora, perchè concentrare in un unico giorno l'esibizione del proprio reciproco affetto quando questo è stato deciso allo scopo di far pagare 70 euro a persona una cenetta romantica o 5 euro una rosa.
Stasera? Una cenetta orientale t
ête-a-tête e tante coccole. :)

E una proposta per chi crede che 'love is in the air': regalate un bacio o un abbraccio in più ad una persona cara.
A prescindere che vogliate o meno portarvela a letto. :D

mercoledì 6 febbraio 2008

Traumi utili

Porta Portese, patria della roba a poco prezzo, rubata o meno.
Luogo prediletto delle mie domeniche da oltre sette anni.
Luogo che abbonda di occasioni come di autentiche fregature.
Come di chi tenta di fregarti.

La borsa aperta a metà sul tuo fianco destro, e l'improvvisa certezza che, mentre eri indaffarata a frugare in mezzo a guepiere di raso e pizzo e sottovesti da milleeunanotte, qualcuno ha violato la tua intimità.
Rubandoti non tanto quei miseri sette euro ma i tuoi documenti, la tua identità burocratizzata e stampata su carta.

Quante grane, quanti ripensamenti!
Quell'unica volta che non hai provveduto a spostarti la borsa davanti per poterla meglio sorvegliare te la ricorderai per tutta la vita.
Terrai a freno la necessità di tenere tutti insieme soldi, foto, carte e documenti. come fossero un unicum.
Ripenserai mille volte ad uno sconosciuto, non importa di quale nazionalità, che ti si accosta e comincia a spostare faticosamente quel cursore, a disvelare patrimoni inesistenti.
E ti roderà, oh se ti roderà.

Inizierà la lunga trafila di recupero della tua identità, aggrappata solo all'unico superstite del furto, il passaporto (lo sapevi che viaggiare ti avrebbe salvato la vita).
Perchè per la società non sei nulla senza una carta d'identità.

Pensieri molto pirandelliani.