giovedì 31 gennaio 2008

L'umanità che non smette di sorprendere

Mi incontri e ti scusi.
Ti scusi di qualcosa che è successo fra noi tanti anni fa ma che nessuna delle due ha mai dimenticato.
Qualcosa che ha rischiato di incrinare la nostra controversa, talvolta sbilanciata, amicizia.

Mi chiedi scusa di quando hai preferito metterti a piangere piuttosto che rimanere compatta al mio fianco, a fronteggiare e ad assumerti le responsabilità delle tue, delle nostre azioni.

Io ero quella forte, quella che a muso duro riusciva a resistere a tutto, non facendo più di tanto trasparire lo sforzo, il dolore.
Tu eri quella fragile, con la scrittura da bambina e il corpo da donna fatta che si rifugiava dietro la propria incapacità di reagire.

Oggi siamo donne, nel bene e nel male.
Tu ancora pressata e prigioniera, ma consapevole;
io libera, felice e incerta.
Prendiamoci per mano: è questa la vera amicizia.

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