mercoledì 31 dicembre 2008

Duemilaennnove

Facendo un rapido elenco, nell'ormai scorso anno mi sono accadute le seguenti cose:
-sono stata in Polonia;
-sono stata sfrattata di casa mentre ero in Polonia;
-mi sono presa un'influenza virulenta, in conseguenza alla trasferta polacca;
-mi sono stirata il legamento della gamba destra, in seguito a caduta sul marciapiede di fronte all'Ospedale S. Spirito di Roma (quando si dice la fortuna);
-ho perso in totale un mese di lezioni universitarie, in seguito a tutte queste rosee contingenze;
-ho dovuto rinviare la laurea, per cause di forza maggiore;

MA

-ho scoperto il potere di Facebook e dei social network;
E
-ho trovato lavoro. Anzi: due lavori.

Partendo da questi presupposti, e ripensando all'energia che ho messo in campo nell'ultimo anno, posso solo prevedere che il duemilaennnove sarà un anno magico.


E, chissà, quasi sicuramente riuscirò a coronare il sogno di andare a vivere da sola.

giovedì 25 dicembre 2008

Pipi Natale

Babbo Natale può essere anche un'inquietante presenza.
Un po' come i clown, o come tutti quei personaggi che devono evocare allegria e festa a tutti i costi.
Ma per me non era inquietante. Non come i clown, almeno.
Ma incuteva paura ed eccitazione insieme.
Quel campanello che trillava a mezzanotte dietro la porta chiusa della mia camera, fasci di luce magici abilmente maneggiati da mio padre, la sensazione che qualcosa di fatato e misterioso si stesse per dischiudere sotto i miei occhi.
E poi il buio.
Il silenzio.
Io in braccio a mia madre, tremante per la consapevolezza che dietro quella porta un signore barbuto - meno canuto, meno panciuto, meno vecchio - stava apparecchiando per me un autentico paradiso per bambini.
Finito il trambusto, era il momento di essere iniziata alla parte più sfiziosa del mio Natale.
Aprivo timidamente la porta.
Buio fitto mi risucchiava nell'attesa.
(pian pianino, mio padre si avvicinava alla porta approfittando della mia distrazione)
Sono di fronte al letto, che mi appare ingombro già solo toccandolo.
Uno dei due complici (i miei genitori, ndr) accende di colpo la luce.
Sotto il mio sguardo, si materializza una pila infinita di pacchi confezionati con cura, di cui non riesco nemmeno a vedere la fine tanto sono piccina.
Il momento viene immortalato da un padre che sorride sotto i baffi.

Sono stati sufficienti un campanellino, una torcia e un vocione per rendere magici i miei primi Natali.
E l'incanto si ripeteva ogni Befana, ogni caduta di denti da latte - che richiamava la Fatina dei Dentini, alla quale affidavo molari incisivi e canini perfettamente bianchi - e ogni compleanno.
Una sera, a Piazza Navona, vidi una slitta in cielo.
Ma, chissà, forse era solo la mia fervida immaginazione.

Ora sono svaniti Babbo Natale e le torri di regali, ma sono rimasti l'amore per il Natale e l'immaginazione.
Quella sì, in grado di ricreare la magia di una volta.

domenica 30 novembre 2008

O bloguér è un fingidor

O bloguér è um fingidor.

Finge tão completamente
Que chega a fingir que é dor
A dor que deveras sente.

E os que lêem o que escreve,
Na dor lida sentem bem,
Não as duas que ele teve,
Mas só a que eles não têm.

E assim nas calhas de roda
Gira, a entreter a razão,
Esse comboio de corda
Que se chama coração.

("Liberamente" tratto da Fernando Pessoa, Autopsicografía)

mercoledì 5 novembre 2008

Sono stanca

di rimanere in equilibrio fra la precarietà e la felicità.
di rimanere appesa come un'impiccata ai silenzi e alle titubanze di padroni di casa menefreghisti.
di consegnare le mie speranze in mano a persone da poco che le sciupano senza riguardi.
di costringere la mia gatta a rimanere chiusa in una stanza per colpa di altre persone.
di sostare su quella sottilissima linea di confine che c'è fra povertà e piccolissima borghesia.
di dover scambiare quattro parole anche quando non ne ho voglia.
di dover rimanere in silenzio, per non far rumore, per non farmi sentire.
di dover convivere.
di non avere casa mia, spazi miei, privati e impenetrabili.

Eppur son felice, viva, sveglia e attiva.
E tutto questo cambierà in meglio.

lunedì 6 ottobre 2008

Un mondo piccolo piccolo

La vita è strana.
Soprattutto quando ti fa ritrovare, per puro caso, galeotto un vecchissimo amico rincontrato per strada dopo dieci anni e galeotto Facebook, la prima cotta, il primo ragazzo per il quale avresti fatto follie.

A sette anni mi sono precocemente infiammata per un bambino di nove, bello come il principe Aladino delle Mille e una notte e, non per niente, per metà indiano.
Ci rincorrevamo, ci corteggiavamo, ci sbirciavamo nell'immenso cortile delle elementari.

Lui con il suo corteo di amici dietro, io a raccogliere pigne con la mia amica del cuore di allora.
Fingendo indifferenza per quel marajà, con tanto di corte, che correva avanti e dietro la sottoscritta per farsi notare.
Un amore assoluto, totalizzante.
E lui il primo pensiero al mattino e l'ultimo prima di addormentarmi.

Una vecchia foto ormai perduta in scatoloni dimenticati.
Location: la parrocchia nella quale ho preso, mio malgrado, la comunione.
Soggetti: io con taglio di capelli alla garçonne, con inseparabile impermeabile blu da investigatore privato, un'ingombrante ex compagna di classe in mezzo e dulcis in fundo, sulla destra, la nuca color miele di un misterioso, esotico, bambino.
Lui.
Matteo.

Del quale ricordo ancora oggi l'indirizzo completo di casa e il numero del fisso, nonchè segno zodiacale e data di nascita.
Una magnifica ossessione con il viso delicato e i capelli neri.

sabato 4 ottobre 2008

HELP! Cercasi buon samaritano

che mi registri su qualsiasi supporto video, VHS o DVD, il film 'Made in Italy' diretto da Nanni Loy, in onda sabato 4 ottobre alle 21:10 su La7. :'(

Vi prego!

mercoledì 1 ottobre 2008

Svetlana

Una vita intera può cambiare dalla sera alla mattina, figuriamoci in un anno e mezzo.
E così succede che, dopo che non aver visto una tua cara amica per oltre un anno, scopri di punto in bianco che lei, russabellabionda e ventiquattrenne,
in questo lasso di tempo
ha, nell'ordine,
sposato un trentunenne con il quale si 'diverte tantissimo'
partorito una bimba che oggi ha undici mesi ed è bellabiondasorridente come la mamma.

Uno shock.
Soprattutto per una come me che, in caso decidesse di sposarsi, lo farebbe come minimo a trent'anni.
Svet è straordinaria, soprattutto per l'affetto e la gioia con cui parla di sua figlia e di suo marito.
La figlia, dopo quasi un anno, ancora la allatta al seno.
E tu ti immagini questa ragazza, esile come prima della gravidanza, che a ventitrè anni ha fatto una figlia ed è diventata donna tutta insieme.

Tenerezza e un po' di paura.

lunedì 29 settembre 2008

Miss Piggy sull'Isola dei Famosi

Lei, pseudo-pinup de noantri, rediviva Marilyn Monroe made in Sardinia, finta platinata e finta occhiblu, sbarca sull'Isola più criticata d'Italia, complice la dipartita dal gioco di un bruno e fisicato tronista (al secolo, Lago Giuseppe, ndr). E' un evento storico, dopo che Simona peldicarota ha passato le scorse sette edizioni ad implorarne la partecipazione. Ed ora, eccola lì.
Tacco dieci, abito da sirena che abilmente ridisegna una silhouette appesantita facendola vagamente somigliare a quella photoscioppata nel buon nome della Lambretta (vedi foto sotto).


Occhi bovini e vocali aaaaaapertissime.
Un po' svampita e divertente come da copione.

Il tocco di carne - e di ironia - che mancava a quest'edizione.

Che fra oche, tigri e colombi - la coppia Mallman-Tumiotto - non si fa mancare proprio nulla.
Incluso il clone gay di Enzo Paolo Turci, non famoso molto benvoluto dai vipppsss, e la versione appena più stagionata di Lori del Santo, l'intelligente e riflessiva Michi Gioia.

A vederla sorridente e impacciata tentare di accendere un fuoco senza nemmeno sfregare due legnetti, tentando di preparare un porceddu arrosto per gli altri 'naufraghi', mi sovviene un dubbio raccapricciante: che sia stata mandata lì all'unico scopo di sfamare i suoi compagni?

Certo che con quei prosciutti...

sabato 27 settembre 2008

Divino

Paul Newman è morto a ottantatre anni di cancro ai polmoni.
La morte ci attende tutti.
Muore Paul come morì Marlon.

Ricambio generazionale.


Google spegne la decima candelina: il futuro è già passato?

(Giulia criptica)

venerdì 26 settembre 2008

Animal Crossing e la vita di coppia

oGiulia e Denis.
Io ragazzina con caschetto rosa confetto, vestitino viola e lenza da pesca sempre alla mano.
Lui ragazzino con berretto in testa, occhiali da mosca e innaffatoio per innaffiare rape virtuali.
Da vendere poi a prezzi esorbitanti al bottegaio del paese, Tom Nook.
Se poi c'è il tempo, ci scappa anche una capatina dalle Sorelle Ago e Filo, atelier di moda con sartina sempre al lavoro.

La nostra casa è grande, grandissima.
Tre piani, dei quali due da arredare a nostro piacimento, possibilmente in modo stilisticamente coerente, perchè c'è un'Accademia delle belle case che ci giudica e ci assegna punti in base al gusto nell'arredamento e al rispetto dei principi del Feng Shui.
Abbiamo mobili, cassettiere, panche e armadi dove teniamo di tutto: dagli abiti ai fossili, dagli utensili da lavoro alle torte di compleanno ricevute in regalo che, se non stiamo attenti, marciscono e attirano in casa scarafaggi.

Abbiamo prato, fiori e un terreno da coltivare come meglio crediamo.
Nel paese dove viviamo ci sono tantissimi alberi da frutto, soprattutto ciliegi, che se li scuotiamo ci riservano sorprese inaspettate: soldi, mobili per la casa, insetti, e se ci va male un alveare pieno di api inferocite (si salvi chi puòòòòòòòòòò!).
Quando vediamo una crepa in terra, scaviamo per vedere cos'è sotterrato, e se siamo fortunati è un fossile - reperibile un po' ovunque - se ci va male è una trappola, che possiamo seppellire in un altro luogo per fare un brutto scherzo a qualcuno.
Sempre che non ci finiamo noi sopra per errore.

Abbiamo un'intensa vita sociale, che in confronto Facebook è roba da dilettanti.
Tutti i nostri compaesani ci vogliono bene e ci offrono doni, ci sfidano a chi è più bravo nella pesca o nella cattura di insetti, ci invitano alle feste.
Insomma, ce la godiamo appieno.
Se poi assecondiamo i loro desideri, ci offrono doni insperati.

Nel nostro paese regna la diversità: qualcuno è un papero, qualcun altro è un lupo, qualcun altro ancora un elefante.
Non mancano trichechi, tartarughe - il sindaco - gufi - il custode del museo - procioni - il negoziante Tom Nook - orsi, porcospini.
Il mondo è bello perchè è vario.
Ogni giovedì, poi, arriva in paese una giraffa che se la tira 'na cifra perchè lavora nel campo della moda e ti guarda dall'alto in basso come se fossi l'idiota del villaggio.

Non mancano neanche simpatici imbroglioni come il venditore di cianfrusaglie Volpolo, che allestisce ogni lunedì un tendone ad ingresso limitato 'vip' solo a coloro che conoscono una parola d'ordine speciale (puntualmente spifferata a noi da uno dei compaesani).
Ma, in fondo, fra ufo e pacchi regalo che volano in cielo, conchiglie in riva al mare, coleotteri e pesci di tutti i tipi, è bellissimo vivere lì.

Anche se siamo costretti a dormire in letti gemelli.
Perchè dormire insieme, magari in un lettone king size, non sta bene, un po' come nei film americani degli anni '50.
Ma qui il mutuo si può anche non pagare, e la vita continua tranquillamente, senza ulteriori pretese e turbamenti.


Sì, l'avete intuito: alludo alla vita virtuale.

mercoledì 24 settembre 2008

Eppure, non sono pia

Toh, che buffo gioco di numeri.

23 settembre 1986: nascevo io.
23 settembre 1968: moriva Padre Pio.

Cervello - e fede - in tilt.

martedì 23 settembre 2008

Ventidue, numero perfetto.

Due volte due.
La coppia, gli opposti, le due facce, Doc. Jekyll e Mr. Hyde.
La perfezione di un numero, la perfezione - si spera - di un'età.
Inauguro con un deludente ventotto in un esame che mi porto dietro da luglio.
Liberazione, leggerezza, appena un po' di più.

E dai che ce l'abbiamo quasi fatta.

mercoledì 17 settembre 2008

Umiliazione in cambio di fama

La sete di fama non conosce limiti.
Ne' morali - per quanto sia odioso questo aggettivo - ne' fisici.
Così una ex Gieffina, già rappresentante dell'Italia per Miss Universo, una volta uscita dal programma di Canale5 e dopo il canonico calendario sexy, è finita nel dimenticatoio.
E ha pensato bene di offrire la sua verginità - a quanto pare, in realtà precedentemente persa - al migliore offerente.
Bello o brutto che sia, tanto se non le piace "manderà giù un bicchiere di vino".

In tempi come questi, la massima trasgressione è la purezza, l'innocenza, la virtù, vera o presunta che sia.
Tanto da portare allo scoppio della moda, prima orientale oggi anche occidentale, dell'imenoplastica.
Come se poi, una membrana insignificante avesse tanto valore, in sè per sè.
Hai vent'anni, una bellezza esplosiva e poco altro.
Un attaccamento tanto tenace ad una fama perduta, forse mai avuta, al punto di offrirti ad un livello tanto intimo.
Al solo scopo di provocare i 'rumors' e di riacquistare quarantotto ore di nuova, effimera, fama.

Spero per la fanciulla, di certo sicura di non ricevere proposte ad una simile cifra, che non abbocchino pesci all'amo.
Perchè la bellezza, soprattutto se sovraesposta mediaticamente, ingolosisce.

Chissà che non si faccia avanti il Berlusca.

domenica 14 settembre 2008

Ommioddio, ommioddio.

Ora guardate. E ditemi se è mai possibile che a questo mondo possa esistere una creatura più PUZZOLOSA di questa (Celina a parte)?


Il panda minore alias panda rosso.

Made in China.

sabato 13 settembre 2008

L'inno nazionale più bello del mondo

Parole e musica :
Claude Rouget de Lisle - 1792

Allons enfants de la Patrie
Le jour de gloire est arrivé
Contre nous de la tyrannie
L'étendard sanglant est levé {2x}
Entendez vous dans les campagnes
Mugir ces féroces soldats
Ils viennent jusque dans vos bras,
Egorger vos fils, vos compagnes

{Refrain:}
Aux armes citoyens ! Formez vos bataillons !
Marchons, marchons,
Qu'un sang impur abreuve nos sillons

Que veut cette horde d'esclaves
De traîtres, de Rois conjurés ?
Pour qui ces ignobles entraves,
Ces fers dès longtemps préparés ? {2x}
Français ! pour nous, ah ! quel outrage !
Quels transports il doit exciter !
C'est nous qu'on ose méditer
De rendre à l'antique esclavage !

{au Refrain}

Quoi ! des cohortes étrangères
Feraient la loi dans nos foyers ?
Quoi ! ces phalanges mercenaires
Terrasseraient nos fiers guerriers {2x}
Grand Dieu ! par des mains enchaînées
Nos fronts sous le joug se ploieraient,
De vils despotes deviendraient
Les maîtres de nos destinées ?

{au Refrain}

Tremblez, tyrans ! et vous, perfides,
L'opprobe de tous les partis,
Tremblez ! vos projets parricides
Vont enfin recevoir leur prix {2x}.
Tout est soldat pour vous combattre,
S'ils tombent, nos jeunes héros,
La terre en produit de nouveaux
Contre vous tous prêts à se battre

{au Refrain}

Français ! en guerriers magnanimes
Portez ou retenez vos coups.
Epargnez ces tristes victimes
A regret s'armant contre nous {2x}.
Mais le despote sanguinaire,
Mais les complices de Bouillé,
Tous ces tigres qui sans pitié
Déchirent le sein de leur mère

{au Refrain}

Amour sacré de la Patrie
Conduis, soutiens nos bras vengeurs !
Liberté, Liberté chérie !
Combats avec tes défenseurs {2x}.
Sous nos drapeaux, que la victoire
Accoure à tes mâles accents,
Que tes ennemis expirant
Voient ton triomphe et notre gloire !

{au Refrain}

Nous entrerons dans la carrière,
Quand nos aînés n'y seront plus
Nous y trouverons leur poussière
Et les traces de leurs vertus. {2x}
Bien moins jaloux de leur survivre
Que de partager leur cercueil,
Nous aurons le sublime orgueil
De les venger ou de les suivre !

giovedì 11 settembre 2008

In breve

Sì, lo ammetto: sono desaparecida.
Ma non crediate che non abbia fatto nulla.
Tutt'altro:

-mi sono presa un'abbronzatura da fare invidia ad una vahine (leggi: tradizionale fanciulla polinesiana con corone di fiori d'ibisco e olio di monoi all over);
-ho goduto degli ultimi sprazzi di spensieratezza prima della faticaccia finale (leggi: una sfilza interminabile di cinqueesamicinque che mi aspettavano al varco a settembre);
-ho festeggiato il 28esimo genetliaco del mio adorato, e mi appresto a festeggiare il mio 22esimo il 23 settembre;
-ho lavorato un giorno alla Fiera di Roma come hostess;
-ho fatto il primo esame e quintultimo esame prima della laurea triennale, e brillantemente;
-mi sono procurata un bel tirocinio di quelli seri che potrebbe sfociare in un eventuale bellissimo impiego post-laurea;
-mi accingo a dare il quartultimo e il terzultimo esame il 13 e il 15 settembre (poi, mi aspettano i rimanenti il 26 e il 1° ottobre).

Bazzecole.

domenica 24 agosto 2008

Sono una frignona.

Lacrime come se piovessero.
Specialmente quando la sciovinista italica regia ha mandato in onda, più volte, il filmato montato con le vittorie azzurre di quest'ultima olimpiade: qualcosa di analogo accadde anche con Atene 2004, ma non a questi livelli.
Quando Cammarella ha stracciato 14 a 4 il gigantesco cinese, poi, sono scoppiata a piangere come una pupa.
E, come se non bastasse, ho raggiunto l'acme della commozione durante la cerimonia di chiusura.
Spettacolare, anche se con rari momenti kitsch (in fondo sono cinesi, dobbiamo concederglielo).

Quando hanno spento la fiaccola olimpica, in un tripudio scenografico di torri di babele animate da straordinari movimenti coordinati e finte fiaccole olimpiche fiammeggianti a simboleggiare 'la fiamma olimpica che mai si estinguerà', mi sono sentita una stupida.
Di quelle che per una vita hanno snobbato lo sport e, per colpa di due olimpiadi - Atene 2004 e Bejiing 2008 - piangono e si emozionano in simbiosi con gli sportivi.

Sognando di essere state spinte maggiormente verso lo sport da piccole.

venerdì 22 agosto 2008

Un uomo, un mito

La migliore espressione 'basita' del divo
Stanis La Rochelle/Pietro Sermonti in 'Occhi del Cuore'/'Boris 2'
(screenshot della terza puntata, 'Chi si salverà')

Perchè, in fondo, per un attore ci sono solo quattro espressioni fondamentali:
"basita, preoccupata, spensierata e intensa, che è la più difficile..." (by Renè Ferretti/Francesco Pannofini, nei panni del regista alla 'cazzo di cane', il vero fenomeno di questa serie)

Cercasi quiete mentale disperatamente.

Le Olimpiadi di Pechino, l'amore in Veneto, l'ansia di nuotate in piscina, il pensiero agli imminenti esami.
Fra splendidi e muscolosissimi culi di velocisti primatisti olimpici nonchè mondiali, sms interrogativi, pericoli scampati - chissà, vedermi col pancione a 22 anni avrebbe potuto essere figo - e conoscenze ritrovate, ho bisogno di fare blackout cerebrale.

E di concentrazione, e d'amore.

domenica 10 agosto 2008

Sono tornata

martedì 29 luglio 2008

C'era una volta Christian il Leone

Perchè mi commuovo sempre con storie come queste? :'(


venerdì 25 luglio 2008

1 agosto, ore 22:30

I viaggi più indimenticabili via mare sono quelli notturni.
Sia che si dorma su una poltrona da sola con un misero plaid tirato su fino al mento con coppiette assopite nei sacchi a pelo tutt'attorno, sia che ci si trovi in una stretta cabina per tre a salire la sala del letto a castello facendo meno rumore possibile.
La mattina presto, l'alba in mare è uno degli spettacoli più belli ai quali si possa assistere.
Ma anche la lettura mattutina del giornale seduto su uno di quei favolosi divanetti antistanti i bar delle navi.
Vedere il tramonto, di solito, ti dà invece la sensazione della perdita: quando lasciai Barcellona due anni fa dopo quasi due mesi di vita lì e un amore sbocciato in terre catalane, ero triste.
Di più: non sarei mai più voluta tornare.
E il tramonto era troppo infuocato, per i miei gusti.

Questa volta, la seconda volta in vita mia, mi troverò su una nave in compagnia di qualcuno che non sia un genitore.
Con qualcuno che, per inciso, è il mio amore.

E saremo, finalmente, come una di quelle odiose coppiette che passano la notte abbracciate per terra, la cui vista mi dava fitte al cuore durante il ritorno da Barcellona.
Un plaid, noi due, e una nave dondolante con tutto il mondo sotto.

giovedì 24 luglio 2008

Galeotto fu il Sangre di Toro, e una candela.

Tutto accade in una notte, magari in compagnia.
Conoscete qualcuno da poco, pochissimo tempo, ma vi piace.
Vi ispira fiducia, simpatia, tenerezza.
Una sera siete andati a farvi un giro per una città che di notte è più bella che di giorno.
La sera, vi ritrovate sulla terrazza per un drink e quattro chiacchere in compagnia.
Galeotto fu il Sangre di Toro e chi lo creò.
Il vino è rosso come il sangue e piuttosto dionisiaco.
La testa è leggera, la mente sgombra di pensieri.
In vino veritas.

Fuori è buio, ma voi bevete a lume di candela.
E allora, ecco la provocazione.
Cera calda sulle dita di lei
che, si sa, è una sensazione goduriosa.
Due gambe si allungano sotto il tavolo per posarsi su ginocchia turbate
le parole perdono di senso
e di colpo uno dei due è in piedi
chi sia non si sa più
il vino ha annebbiato il ricordo del prima
e liberato dalle inibizioni del poi.

Un BACIO.
Umidocarnalecaldo
e poi giù per terra
come perdendo i sensi
l'una sull'altro
ubriachi di vino e di desiderio.
Nulla tornerà come prima.


Poteva sembrare una distrazione estiva a breve termine, giusto il tempo di tornare in Italia.
E invece sono passati due anni da quella sbronza.
E ce ne aspettano molte altre.

venerdì 18 luglio 2008

Dai, che ce la possiamo fare.

Si intravvede qualche possibilità di rimonta, di concentrazione delle forze vitali, di rivalsa.
Il caldo dondolante dell'estate un po' mi stordisce un po' mi sprona.

Perchè mancano solo sei mesi al traguardo. Forza e coraggio.

giovedì 17 luglio 2008

Sono io?

Qualcuno, che conosco da pochissimo tempo, mi ha detto che questa canzone lo fa pensare a me.
Chissà, forse ha visto giusto.

C'è solo un fiore in quella stanza
e tu ti muovi con pazienza
la medicina è amara ma
tu già lo sai che la berrà

Se non si arrende tu lo tenti
e sciogli il nodo dei tuoi fianchi
e quel vestito scopre già
chi coglie il fiore impazzirà

Farà per te qualunque cosa
e tu sorella e madre e sposa
e tu regina o fata, tu
non puoi pretendere di più

E forse è per vendetta
e forse è per paura
o solo per pazzia
ma da sempre
tu sei quella che paga di più
se vuoi volare ti tirano giù
e se comincia la caccia alle streghe
la strega sei tu

E insegui sogni da bambina
e chiedi amore e sei sincera
non fai magie, ne trucchi, ma
nessuno ormai ci crederà

C'è chi ti urla che sei bella
che sei una fata, sei una stella
poi ti fa schiava, però no
chiamarlo amore non si può

C'è chi ti esalta, chi ti adula
c'è chi ti espone anche in vetrina
si dice amore, però no
chiamarlo amore non si può.


lunedì 14 luglio 2008

Caaaaaaaaaaaaaaaaaapolineaaaaaa!

Sono proprio arrivata, nel vero senso della parola.
Ancora oltre 600 pagine da studiare in soli 10 giorni per l'ultimo - e mi verrebbe da dire, il primo - esame di questa sessione estiva che sta terminando.
Il fatidico ottobre 2008 mi tiene il fiato sul collo, col tirocinio ancora da fare, la tesi ancora da scrivere, quattro altri esami da fare.

Ansia, paura ed eccitazione.

mercoledì 9 luglio 2008

Travaglio è un gran figo

L'ho già detto che Marco Travaglio mi fa sangue.
Il viso nervoso, i ricci sale e pepe, le smorfie con la bocca quando gode a mettere in mutande un politico, lo stile molto minimal.
Potete dunque immaginare il mio godimento nel vedermelo davanti su un maxischermo davanti a più di 100.000 persone snocciolare cifre e accuse.
Un'estasi.
E quella vocetta lievemente stridula che dice le peggiori cose possibili con la tranquillità di chi è supportato dai fatti.

Un bagno di folla necessario.
I tg avranno detto che eravamo cinquemila, massimo seimila persone.
Come spesso accade, mentivano.
Non è stato un girotondo.
Non è stato un palcoscenico offerto ad una sinistra comunista espropriata dal parlamento.
Come è stato detto, non è stata una manifestazione 'contro', ma una manifestazione 'per' la democrazia e il rispetto della costituzionalità sulla quale si fonda questo stato.
Ad animare il palco giornalisti, professori, comici, attori, cantanti, politici e scrittori.
E la gente ad applaudire fragorosamente, soprattutto per Camilleri, Travaglio, 'Antonino' Di Pietro e la Guzzanti.

Risate per i componimenti poetici di un causticissimo Andrea Camilleri.
Polemiche per gli attacchi a 'Morfeo'/Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, da parte di Grillo, in collegamento telefonico.
Frecciatine alla pompinara Mara Carfagna da una fomentatissima Sabina Guzzanti.
Saluti a distanza da Antonio Tabucchi, bloccato a Parigi.
Piccolo cameo per Fiorella Mannoia, di passaggio, che ha voluto 'fare il suo dovere' di cittadina italiana.

Tra breve, vi offrirò qualche foto della manifestazione.

martedì 8 luglio 2008

Maledetto sia il portoghese

Non posso credere che simili parole siano uscite dalla mia bocca.
No, non posso proprio.
Certo, non sono venute a sproposito.
Già, perchè a colpa di uno scritto andato male mi toccherà fare un esame di lingua - diviso come da copione in 3 parti che valgono tutte insieme 8 crediti, spesso il più faticoso degli esami - a settembre, il che significa quattro esami da dare fra settembre e ottobre, sempre che il Grande Capo mi conceda la sessione straordinaria.

Un massacro.
E l'estate intera sui libri.

Confesso di aver troppo bighellonato e poco studiato, ma in questo periodo mi perdono tutto.

Piazza Navona, ore 18:00

Un appuntamento da non mancare, per i fan - in nome della spettacolarizzazione della politica e del buon giornalismo - del politico di punta dell'antiberlusconismo Antonio Di Pietro e del buon cronista Marco Travaglio.
Due personaggi che in epoche 'normali' sarebbero considerati di destra, ma che, grazie all'anomalia berlusconiana, sono prestati alla politica di sinistra.

E sono gli unici a dire cose davvero sensate.

martedì 1 luglio 2008

Quante volte ci si innamora? Una volta sola

Le storie 'd'amore', se così vogliamo definirle, che toccano più al cuore sono quelle irrisolte, sospese, possibili ma irrealizzate.
Loro sarebbero perfetti insieme, farebbero buone conversazioni e buon sesso, si farebbero forza l'uno con l'altro.
Ma hanno amato già in passato, e si ama una volta sola.
Just once.

Uno strano scherzo del destino fa incrociare le loro esistenze semplici e in bilico perchè si realizzi uno scambio inconsapevole di affetto, di vitalità, di creatività.
Poi, ci si divide. Perchè così dev'essere.
L'happy end lascia spesso spazio ad una serenità che sa di malinconia e di perdita, e allo stesso tempo di riscoperta di ciò che si era dimenticato, o messo da parte.

Questa è, in poche parole, la ricetta vincente di un piccolo film belloeinvisibile - per usare il neologismo di Ciak - Once.
Due vite - lui irlandese, lei cecoslovacca, sconosciuti senza nome - che si incrociano il tempo dell'incisione di un disco, e poi più nulla.
La musica come trade de union di due sconosciuti con innamorati passati e presenti che non concederanno mai allo spettatore la soddisfazione di un bacio.
La forza dell'opera è tutta nella fotografia e nella tecnica di ripresa instabile - grazie all'uso dell'handycam - e nella struggente colonna sonora, realmente composta e interpretata dai due protagonisti.

Consiglio per gli acquisti: soundtrack di Once, by Glen Hansard e Markéta Irglová.
I testi li trovate qui.

lunedì 23 giugno 2008

Udite, udite

Ho trovato casa.
E non una casa qualsiasi, di quelle un po' anguste, abitate solo da studenti più o meno fuoricorso e affittate da usurai legalizzati, no.
Una VERA casa.
Con porte, pareti, spazi vitali ariosi, luce.
E non con studenti sbarbatelli e casinisti.

A darci asilo sono due piccole famiglie straniere: una di un egiziano sposato con polacca e l'altra di una cortese coppia di rumeni.

Si inizia una nuova fase, eccitante, ricca e multiculturale.

lunedì 16 giugno 2008

Tormentoni chenonpassanodimente

If I was a flower growing wild and free
All I'd want is you to be my sweet honey bee.
And if I was a tree growing tall and greeen
All I'd want is you to shade me and be my leaves

If I was a flower growing wild and free
All I'd want is you to be my sweet honey bee.
And if I was a tree growing tall and greeen
All I'd want is you to shade me and be my leaves

All I want is you, will you be my bride
Take me by the hand and stand by my side
All I want is you, will you stay with me?
Hold me in your arms and sway me like the sea.

If you were a river in the mountains tall,
The rumble of your water would be my call.
If you were the winter, I know I'd be the snow

Just as long as you were with me, when the cold winds blow.

All I want is you, will you be my bride
Take me by the hand and stand by my side
All I want is you, will you stay with me?
Hold me in your arms and sway me like the sea.

If you were a wink, I'd be a nod
If you were a seed, well I'd be a pod.
If you were the floor, I'd wanna be the rug
And if you were a kiss, I know I'd be a hug

All I want is you, will you be my bride
Take me by the hand and stand by my side
All I want is you, will you stay with me?
Hold me in your arms and sway me like the sea.

If you were the wood, I'd be the fire.
If you were the love, I'd be the desire.
If you were a castle, I'd be your moat,
And if you were an ocean, I'd learn to float.

All I want is you, will you be my bride
Take me by the hand and stand by my side
All I want is you, will you stay with me?
Hold me in your arms and sway me like the sea.



Traduzione mia:

Se fossi un fiore che cresce selvaggio e libero
Tutto ciò che vorrei sarebbe che tu fossi la mia dolcissima ape.
E se fossi un albero che cresce alto e verde
Tutto ciò che vorrei saresti tu ad ombreggiarmi e ad essere il mio fogliame.
(X 2)

Tutto ciò che voglio sei tu, sarai la mia sposa (traducibile anche come: vuoi essere la mia sposa?, traduzione forse più appropriata)
prendimi per mano e stai al mio fianco
tutto ciò che voglio sei tu, starai con me?
Afferrami fra le braccia e ondeggiami come il mare.

Se tu fossi un fiume nelle alte montagne,
il fragore delle tue acque sarebbe il mio richiamo.
Se tu fossi l'inverno, so che sarei la neve
Quanto saresti con me, quando il gelo

Tutto ciò che voglio sei tu, sarai la mia sposa
prendimi per mano e stai al mio fianco
tutto ciò che voglio sei tu, starai con me?
Afferrami fra le braccia e ondeggiami come il mare.

Se tu fossi un ammicco, sarei un cenno
Se tu fossi un seme, sarei il baccello.
Se tu fossi il pavimento, sarei il tappeto
E se tu fossi un bacio, so che sarei un abbraccio

Tutto ciò che voglio sei tu, sarai la mia sposa
prendimi per mano e stai al mio fianco
tutto ciò che voglio sei tu, starai con me?
Afferrami fra le braccia e ondeggiami come il mare.

Se tu fossi la legna, sarei il fuoco.
Se tu fossi l'amore, sarei il desiderio.
Se tu fossi un castello, sarei il tuo fossato.
E se tu fossi un oceano, imparerei a galleggiare.

Tutto ciò che voglio sei tu, sarai la mia sposa
prendimi per mano e stai al mio fianco
tutto ciò che voglio sei tu, starai con me?
Afferrami fra le braccia e ondeggiami come il mare.


(Barry Louis Polisar, All I Want Is You, dalla colonna sonora di 'Juno')

PS: non suona certo allo stesso modo in italiano, eh? :D

venerdì 13 giugno 2008

Tenho em mim todos os sonhos do mundo

Buon compleanno, Pessoa/Reis/Campos/Caeiro/Soares etc.
A tua 'amiga da alma'.


Ele nasceu no 1888, e faleceu no dia 30 de Novembro 1935.

Foi o maior escritor em lingua portuguesa, e tinha muitos outras personalidades, que ele chamava seus 'heteronimos': Alberto Caeiro, Ricardo Reis, Alvaro De Campos, e mesmo Bernando Soares, aquele do 'Livro do Desassossego'.

Adoro todo o que escreveu este maravilhoso escritor, sobretudo as obras escritas como Alvaro De Campos: Tabacaria e as outras. Poemas para a umanidade.

giovedì 12 giugno 2008

Sensualità made in China

No, questa non è una copia riuscita male della nostra.
Non credo di sbagliarmi quando dico che Gong Li è una delle attrici più belle del pianeta.
La delicatezza del viso, la piccola rotondità ideale delle labbra, il seno florido, così poco cinese, il nero liscio della chioma.

Una donna spettacolare, oltre che un'ottima attrice.

Per scoprirla, vi basti ammirarla in Addio, mia concubina e in Lanterne rosse, nei panni della perfida geisha Matsumoto in Memorie di una geisha, stretta nei sontuosi corsetti di La città proibita dell'ex compagno Zhang Yimou, oppure nell'episodio firmato da Wong Kar-Wai in Eros, misconosciuto e delicato affresco sull'amore a sei mani (Antonioni, Soderbergh, Kar Wai), a malapena passato per i cinema italiani.
Nell'episodio di Kar Wai, intitolato 'La mano', lei è una sontuosa entreneuse la cui mano segna il destino di un giovane che sogna di diventare sarto.


Sensuale più che mai.



lunedì 9 giugno 2008

Rabbia giovane

Mi rivolgo a voi,
giovani e meno giovani che vi sentite poveri perchè avete l'utilitaria e non il suv,
a voi, ragazzine che spendete 200 euro per degli occhiali di Dior,
a voi, che con 3000 euro di stipendio mensile riuscite ad indebitarvi fino al collo,
a voi, che fate spese da 300 euro a settimana
snobbando il mercato rionale per la Pam
a voi, diciassettenni che aspettate solo che papino vi regali la Speedy di Louis Vuitton
o la minicar ad alte emissioni di CO2 e assicurazione astronomica.
A voi, che date per scontati beni di prima necessità e soprattutto di seconda
e non vi rendete conto di quanto sia dura la vita.
A voi, a cui anziani e generosi genitori hanno regalato un appartamento tutto vostro.
A voi, che disprezzate chi mendica
chi è povero
chi implora aiuto
ma non potreste mai immaginarvi al loro posto.
A voi, spendaccione che sbandierate i vostri costosissimi acquisti
come se spendere molto vi facesse sembrare più belle o più desiderabili.
A voi, che vi dovete solo preoccupare di scegliere quale tinta deve avere l'auto o quale cromatura il motorino
che paparino vi regalerà per il diciottesimo compleanno.

Badate bene
la mia non è invidia
ma rabbia pura
giovane spontanea innocente
verso chi lamenta miseria
senza aver conosciuto l'inferno.
Ventun anni e un curriculum invidiabile (dai masochisti)
due sfratti,
due case,
due genitori separati,
due soldi in tasca.
Eppure lotto.
Lotto per la nuova energia creativa di mia madre,
per l'entusiasmo e il benessere del mio ragazzo,
per un giaciglio tiepido e accogliente per la mia gatta,
per un po' di stabilità per me, che non l'ho mai avuta.

Voi sognate il Porsche
io sogno la casa di proprietà
spendete centinaia di euro in locali la sera
io ne spendo a malapena cinque
voi avete tre auto in famiglia
io ne ho una ferma da due anni
voi avete le cene fuori
io ho la rosticceria cinese all'angolo
voi avete il cellulare ultima generazione
io lo comprai su Ebay usato e ora è guasto
voi avete le vacanze assicurate
io me le creo dal nulla
voi passate ore incollati al fisso tantopagapapà
io, il fisso, ce l'ho staccato da tre anni.

Non siete più fortunati di me, siete solo meno realisti.

Falamos português muito bem

Domani mattina scritto di lingua portoghese/brasiliana.

Quero fazer uma boa impressão ao professor.

E jà espero para o proximo exame...

Sinto-me que tudo serà bom.
Tenhamos esperança.

Giornate in cui il karma è a pezzi

Lunedì 9 giugno 2008.
Oggi, accadevano le seguenti disgrazie:

-veniva rubato il cellulare a mia madre;
-moriva, per via di una pancreatite fulminante, un cugino di mia madre, in quel di Sardegna;
-l'affittuaria della stanza nella quale dovevamo andare a stare io e mia madre ci ha fatto sapere che la padrona di casa ha impegnato la camera per un'altra persona;

Quando si dice una giornata no.

domenica 8 giugno 2008

Pioggia, gatti e occhiali da sole.

Ormai, ho capito di avere un atteggiamento estremamente positivo e creativo nei confronti di qualsiasi lavoro svolga.
Sono in grado di trasformare giornate potenzialmente incolori e prive di stimoli in nuove occasioni di felicità, e questo è meraviglioso.
Così è accaduto con il lavoro per Bulgari che ho svolto negli scorsi due giorni.

Sveglia alle 5:30 del mattino, occhi cisposi e sbadiglio automatico, e alle 7:30 ero già sul pulmann in viaggio verso Viterbo.
Viterbo. Bellissima e decadente.
Ma non mi aspettavo di ritrovarmi in uno strano sogno con protagonisti occhiali griffati, gatti affettuosi e sconosciuti gentili.
Due giorni di piogge incessanti, con fuggifuggi generale della fiumana di gente che 'fa struscio' in Corso Italia, via dello shopping dove ho lavorato.
Una sfilata di bambini più o meno cresciuti, cani dai musi teneri e gatti dal miagolio facile.

7 giugno, ore 14:00.
Mi rifugio sotto un ombrellone dopo essermi slappata un gelato aromatizzato alla frutta - memorandum: mai prendersi un gelato artigianale a Viterbo - e mi siedo a gambe incrociate su un divanetto in midollino all'aperto.
E, quasi subito, eccola: chiarissima, pelo da pecora, occhi gialli come da copione, la splendida miciona che da due giorni va su e giù per il corso a fare struscio ed entra nel negozio dove lavoro.
'Non è mai entrata', dice la commessa.
Ho un particolare feeling con i gatti, devo averla attirata io.
La signorina ha dimenato le sue pelliccie qua e là strusciandosi contro scaffali, occhiali, vetrina, senza nessuna voglia di abbandonarci.
Poi è stata messa alla porta con gentilezza, rimpianto e mille carezze.

E ora me la ritrovo qui.
La chiamo 'Micia!' e lei con due balzi si acciambella accanto a me.
Tutti quelli che passano ci guardano e pensano che lei sia mia.
Ma lei non può essere mia, lei non appartiene a nessuno perchè è una gatta, e i gatti si appartengono anche quando hanno 'padroni'.
Lei è di un certo Antonino, c'è scritto sulla medaglietta che porta al collo.
E' piumosa e vaporosa come un persiano, ma di certo è bastardina.

Non resisto e comincio a farle foto.
Lei sta al gioco e, ogni volta che punto l'obiettivo, si mette in posa.
La gatta più fotogenica che abbia mai incontrato, con la mia Celina.
Ad un tratto, come preannunciato dal cielo grigiastro, tuonilampifulmini.
E pioggia, quella vera.

Quella che s'infrange a terra con un rumore metallico e non accenna a voler finire.
Io e la Gatta, rifugiate a fatica sotto la grande falda dell'ombrellone, la pioggia obliqua a raffica.
Povera creatura, fradicia come un pulcino.
E io che l'asciugo con un fazzoletto, mentre mostra di avere paura.
La scena finale di Colazione da Tiffany, Holly&Gatto, ma senza Paul.

E poi il mastodontico gatto nero che ama stare nella copisteria di un vecchio e cortese signore, a farsi adulare e coccolare da clienti e titolari.

Scorpacciata di gatti con contorno di occhiali Bulgari.

giovedì 5 giugno 2008

Bikini's Epopea

Devo trovare un bikini.
Subito.
Purtroppo il mezzo quintale di filos interdentais (aka perizomi) made in Brasil dei quali feci incetta in passato è finito, assieme alla moltitudine dei tristi costumi da bagno europei, chiuso ermeticamente in una scatola dispersa fra oltre 300 altre scatole.
In un magazzino fuori città, ad attendere l'estate del prossimo anno, ahimè.

L'obiettivo della missione è scovare un bikini che sia:
-di prezzo inferiore ai 30 euro (condizione improbabile)
-con reggiseno imbottito e miniminimini slip (condizione quasi impossibile)
-davvero bello e non comprato tantoperfare (condizione impossibile)

Domani, tour de force a Calzedonia e Golden Point.

martedì 3 giugno 2008

I diamanti sono i migliori amici delle ragazze

Specialmente se cabochon.
Amici miei, per farla breve, il 6 e il 7 giugno lavorerò per Bulgari.
Una promozione di occhiali da sole e da vista in partnership con Luxottica.
Oggi, briefing hostess.
Arrivo, sconvolta con tailleur e spacco cosciale, sandali di raso nero e top di seta oro spiegazzato, al quartier generale Bulgari.
Quelli che ci tengono all'immagine aziendale, e hanno adibito un intero palazzo sul Lungotevere Marzio, a due passi dall'Ara Pacis, a loro sede principale.
Sgambetto fuori dal taxi - perchè è bene non far tardi a simili appuntamenti oltre a fare scena - sulle scale dell'atrio.
Due uomini in livrea grigia mi prendono la fotocopia del documento e mi consegnano un badge da visitatrice, nemmeno mi trovassi in una fiera o in un museo.
Raggiungo la saletta dedicata alle hostess e respiro da subito una fottuta aria di esclusività: quadro d'autore alla parete, salottino minimal con tavolini di vetro temprato.
Ho voglia di abbandonare l'edificio all'istante.

Detesto il fare manierato che ha quasi la totalità delle mie colleghe e/o delle titolari d'agenzia, che spesso sono state hostess nei bei tempi andati e si sono riciclate come manager d'immagine.
Unghie perfettamente curate e capello quasi sicuramente lungo, in questo nella classica hostess o 'professionista dell'immagine' non mi ci rivedo.
Io sono disperatamente onicofaga, per nervosismo o per tic, e fieramente cortocrinita.
In questo, mi distinguo, certo, ma vengo percepita come aliena.
Sono aliena un po' dappertutto, d'altronde.

Spesso le titolari d'agenzia sono del nord, e ancora più spesso milanesi.
Agitano le mani in maniera decorativa ma inespressiva e modulano la voce sempre e comunque come se stessero su un set cinematografico.
Ho imparato anch'io il copione: collo teso, gambe inarcate, schiena dritta, culo in fuori, tette alte, pancia in dentro e sorriso mai troppo aperto, voce mai troppo squillante.
Sono una bravissima attrice, e senza sforzi eccessivi.
Unmetroesettanta di carne ben posizionata che si inguaina in provocanti quanto charmant tailleur sempre rigorosamente neri.
E sa essere all'altezza di ogni aspettativa, anche di quella di capricciosi e altolocati clienti come Bulgari.
Che si definisce 'iperlussuoso', con un target che "ama vivere nel lusso".

Beh, quasi quasi inforco un bel bocchino, mi infilo in un tubino nero e gioco a fare la Holly Golightly de noantri.
Così, sicuramente, qualche occhialuccio lo piazzo.

venerdì 30 maggio 2008

Scuoiato vivo

Da piccola amavo tanto le formiche da baciarle e costruire loro delle piccole città con pietre e sassolini nel cortile della nostra casa delle vacanze in Sardegna.
Ancora oggi, quando cammino, faccio attenzione a non calpestarle, per quanto posso.
Ho sempre avuto massimo rispetto per tutte le creature viventi, animali e piante.
Ho sperato in cuor mio che il cinghiale che da un decennio vive in un recinto vicino alla casa in Sardegna riuscisse a fuggire e a vivere una vita felice libero e selvatico come la maggior parte dei suoi simili.
Ho approcciato il mondo delle violenze sugli animali da piccolissima, scoprendo che si potevano fare cose orribili anche a semplice scopo ludico.

Non ho mai sezionato insetti, nè fatto esperimenti strampalati su altri tipi di animali.
E da piccola, quando mettevo piede in una macelleria, mi mettevo a piangere.
Ancora oggi, andando al mercato e vedendo ai banchi ittici pesci e molluschi ancora vivi a boccheggiare in bacinelle puzzolenti, vengo presa da un'indicibile stretta allo stomaco.

Eppure sono carnivora e pescivora convinta, ma con dignità.
Trovo giusto che si uccidano alcuni - pochi - animali che sono importanti per la salute e il sostentamento degli umani, e specialmente dei bambini in fase di crescita.
Dopotutto siamo tutti animali.
Consumatori di prim'ordine, carnivori/onnivori che, secondo la legge della giungla, devono cibarsi dei più deboli.

Ma avendo l'uomo in quanto animale 'superiore' un codice 'morale' che forse molti altri animali non hanno, dovrebbe metterlo in pratica quando davvero è necessario.
Se non altro, lasciando morire dignitosamente le proprie prede.
Anche quando le si uccidono per vanità o gola.

Ieri mi è arrivata via e-mail una catena di Sant'Antonio diversa da tutte le altre.
Per una raccolta di firme volta a denunciare le pratiche aberranti con le quali in Cina si ricava la pelliccia da animali.
Certo, non serve arrivare fino in Cina per sentire di simili violenze - si pensi all'estrazione della bile dagli orsi ancora vivi, o alle pratiche che permettono la produzione di fois-gras, o ancora alla mattanza delle foche - ma è sempre fondamentale far conoscere il più possibile queste violenze a chi ne ignora l'esistenza.

Immaginate anche soltanto di essere un procione.
Sì, uno di quei simpatici animaletti con folta pelliccia grigia, coda a piumino e musetto dolce conosciuti anche anche come 'orsetti lavatori' e diffusi soprattutto in America del Nord.
Immaginate di essere allevati in fattorie costruite apposta per farvi la pelle nel senso vero e proprio del termine.
L'uomo che fino ad un giorno prima vi aveva nutrito perchè la pelliccia fosse più bella ad un tratto vi prende a bastonate e vi sbatte a terra per tramortirvi.
Dopo avervi messo K.O - ovviamente senza uccidervi, perchè la pelliccia poi si stacca con più difficoltà e perde in bellezza - il suddetto vi prende per le zampe e vi incide il popò.
Mentre ancora vi dibattete totalmente coscienti, vi tira il lembo di pelliccia verso il basso.
Scuoiandovi come si spella il salame, come fosse la cosa più naturale del mondo.
Vi scuoia il muso.
Vi lascia a terra, carne viva insanguinata e coscienza sempre vigile, ad agonizzare lentamente, mentre ancora respirate e il cuore vi batte.

Cosa fareste a chi vi ha ridotto così?
Personalmente, opterei per il classico 'occhio per occhio, dente per dente': operazione chirurgica senza anestesia, minimo cinque ore, a privare il malcapitato prima dello strato epidermico, poi di quello epiteliale.
E poi, il tempo restante, a lasciar prendere aria a tutti i suoi organi interni.

Quello urlerebbe in una maniera inimmaginabile e insopportabile.
Gli altri animali, anche se urlano, non possono essere ascoltati.
E l'uomo autogiustifica le proprie mostruosità pensando che 'se non urla, non soffre'.
O meglio, non gliene fotte un cazzo se soffre o meno.


Qui sotto è riportato il video della campagna di boicottaggio promossa dal Peta (People for Ethical Treatment of Animals). Io sono riuscita a vederne meno della metà, e sono poco impressionabile.
Se siete impressionabili, vi consiglio di non vederlo, ma in ogni caso di visitare la pagina del Peta che è linkata sotto al video.
Meglio aprire gli occhi piuttosto che fingere di non vedere.


Sorprese inattese

Helga ha ventitrè anni, gli occhi celesti e gioiosi e i capelli biondi.
E' viennese e ama visceralmente l'Italia e la lingua italiana.
A parte i colori, fisicamente siamo molto simili, ma mai quanto siamo simili caratterialmente.
Lei è ottimismo allo stato puro
ma è consapevole della realtà
è innocenza
ma smaliziata
è sorrisi
ma sinceri
è generosa
ma non stupida
non si pone limiti
ma sa fin dove può arrivare.
Ti sembra di conoscerla da una vita
ma è solo da dueanniequalcosa
con lei puoi andare ovunque
e sentirti bene
a tuo agio
sicuro.
E' quella che parla benissimo l'italiano
con accento austro-tedesco dolce
che fa sorridere.
E' quella che saprebbe comunicare con chiunque
e risultare sempre simpatica.
E' quella che meriterebbe il meglio di tutto
ma spesso ha avuto il peggio.
E' quella che non ha limiti fisici nè mentali
ed è destinata a fare grandi cose.
E' quella che si veste semplice
senza fronzoli
e sta sempre bene.
Basta guardarla negli occhi
e sai che non ti mente,
nè potrebbe mentirti.

Insomma è un bijoux,
una perla rara.

Scusate la sviolinata, ma proprio ieri notte è arrivata a Roma, direttamente dalla Toscana - ma prima era a Parigi, dove vive - la mia più cara amica.

mercoledì 28 maggio 2008

Rigurgiti di violenza

E' vero che i media hanno il delicatissimo compito di costruire la percezione del reale del proprio pubblico di riferimento, vale a dire di un intero popolo.
Almeno quello che legge i giornali, ascolta la radio o guarda la tv.
Ma è anche vero che non credo che i recenti avvenimenti siano stati semplicemente montati ad hoc e sbattuti in prima pagina per restituire un'impressione generale di rigurgito di violenza connotata politicamente.
Anche se, di fatto, questa è un'impressione generale.

Al governo è salita una nuova forza politica, composta anche di fascisti dichiarati e senza vergogna (leggi Ciarrapico e altri).
Al Campidoglio è salito un uomo nel cui DNA politico scorre la violenza dell'ultradestra (leggi Alemanno, già picchiatore e dinamitardo).
Sono saliti al governo seducendo le masse col tema della sicurezza intransigente e aizzandole all'intolleranza razziale, ed ecco cosa è successo.

Per loro era semplice propaganda politica, per il popolo demonizzazione del diverso.
Solo in pochi hanno tratto una sola, semplice e sacrosanta conclusione: i delinquenti devono pagare, siano essi italiani o stranieri.
Ed ecco i risultati: neonazi che picchiano fino ad ucciderlo un ragazzo 'diverso' in quel di Verona, blitz notturni a campi rom senza alcun rispetto per i loro abitanti, raid razzisti per distruggere negozi di commercianti extracomunitari al Pigneto, ronde notturne per proteggersi, neofascisti che picchiano ragazzi alla Sapienza perchè colpevoli di esprimere le proprie idee politiche.
Come se non bastassero le esperienze passate di Valerio Verbano e Paolo di Nella, morti giovani per i loro ideali politici.

Forse il problema non è che è aumentata la violenza, ma che è aumentata la percezione della violenza.
Ma, in ogni caso, il fenomeno sta prendendo dimensioni preoccupanti.


Coloro che si fanno interpreti attivi delle forze estremiste si sentono ormai legittimati a fare tutto quello che vogliono.
E la colpa è nostra, ma è soprattutto della politica.

martedì 27 maggio 2008

McDonald's, alle sette.

Tradizione ormai consolidata, quando si tratta di incontrare la Genitrice.
Da quando abitiamo lontane l'una dall'altra, e la suddetta Genitrice è colta da bramosie materne, due sono i luoghi in cui è più consono consumare un breve ma intenso incontro: il pratone della città universitaria in Piazzale Aldo Moro oppure il McDonald's della Stazione Tiburtina.

Non-luoghi perfetti per vederci di nascosto e tenere segreta la nostra relazione.
E, visto che siamo personcine coi piedi per terra, condiamo i nostri incontri con un contorno di patatine fritte troppo salate e un unico bicchierone di Coca Cola diluita con tre parti d'acqua.

Romanticissime, non c'è che dire.

lunedì 26 maggio 2008

Ricorrenze saltate

Il 22 maggio era il giorno di Santa Giulia di Corsica.
Una poveretta morta vergine e martire.

Di Santa Giulia si hanno scarne notizie storicamente attendibili. Ciò che di lei conosciamo ci proviene da una Passio, alquanto tarda, risalente probabilmente al VII secolo d.C., nella quale è narrato il suo martirio e dove il racconto s’intreccia con leggende edificanti e pie tradizioni. Si narra che la nostra Santa fosse una nobile ragazza cartaginese del V sec. d. C. che, caduta in schiavitù, fu acquistata da un commerciante, un certo Eusebio, e condotta in Siria. Eusebio, sebbene pagano, teneva però in gran considerazione le doti umane e spirituali di Giulia, essendo lei una schiava dolce, sottomessa e devota, tanto da portarla con sé nei suoi viaggi. In uno di questi, a causa di un naufragio, la nostra Santa giunse in Corsica. Qui tutti i naufraghi, compreso Eusebio, sacrificarono agli dei, per essere scampati alla morte. Tutti, tranne ovviamente Giulia, perché cristiana. Il governatore del posto, Felice, uomo violento e crudele, vorrebbe acquistare la bella schiava, ma Eusebio rifiutò la pur allettante proposta, tenendo molto alla donna. Una sera, allora, Felice, approfittando dell’ubriachezza di Eusebio, si fece condurre dinanzi Giulia, offrendole la libertà qualora avesse sacrificato agli dei. La Santa rifiutò con una secca risposta, essendo, del resto, lei già libera servendo Gesù Cristo come non poteva mai esserlo servendo gli idoli pagani. Felice, indignato, tentò in vari modi di far abiurare la giovane dalla propria fede. Tutti i suoi sforzi, ciononostante, si rivelarono inutili. Per questo, non esitò a ricorrere a violenze, facendola percuotere e flagellare. Da ultimo, ordinò che le fossero strappati i capelli e che, come il Maestro che lei seguiva, fosse crocifissa a due legni in forma di croce, e gettata in mare. Avvertiti misteriosamente in sogno alcuni monaci della vicina isola di Gorgona di quanto accaduto, questi avvistarono al largo la croce con il corpo della martire ancora inchiodate mani e piedi. Non solo. Attaccato alla croce vi era un cartiglio, scritto da mani angeliche, con il nome e la storia del martirio. Recuperato il corpo e trasportatolo nella loro isola, dopo averlo ripulito ed unto con aromi, lo deposero in un sepolcro. Sin qui la Passio. Alcuni studiosi ritengono, però, che in verità, Giulia, di origine cartaginese, fosse morta martire in una delle persecuzioni sotto Decio (250 circa d.C.) o Diocleziano (304 d.C.) e che, a seguito dell’invasione dell’Africa da parte dei Vandali di Genserico, di fede ariana, alcuni cristiani fuggirono, portando con loro le reliquie della martire, riparando in Corsica. Lì la Passio originaria fu arricchita di taluni particolari che fecero assomigliare sempre più il racconto del supplizio della giovane a quello della Passione del Signore (di qui il riferimento alla flagellazione, alla crocifissione, all’unzione del corpo, ecc.). Sebbene la martire fosse morta in Corsica e fosse poi approdata presso altri lidi, lei non è stata dimenticata nell’isola francese prossima all’Italia, di cui è ancora patrona. Nel 762 d.C. circa, la regina Ansa, moglie del re longobardo Desiderio, fece traslare le reliquie di S. Giulia a Brescia approdandole, dapprima, nei pressi dell’antico nucleo urbano dell’odierna città di Livorno dove, sin dall’VIII – IX secolo, il culto della martire si è diffuso anche in questa parte della Toscana. A Bre-scia, probabilmente nel 763, papa Paolo I le consacrò una Chiesa. Nel Palazzo dei Dogi a Venezia si conserva un famoso trittico, Il martirio di Santa Giulia di Corsica, di Hieronymus Bosch. La devozione alla Santa, umile e laboriosa, fedele imitatrice del suo Padrone Celeste fin nei particolari del supplizio, è legata alle piaghe che l’hanno contraddistinta. Per questo, è invocata nelle patologie delle mani e dei piedi.

Spero di non fare la stessa fine.

Periodi di energia

Ho un'energia che nemmeno una Ferrari allo scatto di partenza.
Ma mi sembra che tutto mi sfugga dalle dita.
A parte le chances lavorative, naturalmente.
Amici che partono dopo anni di residenza a Roma, amiche che organizzano feste e vernissage ai quali non riesco a partecipare, corsi universitari dei quali perdo le lezioni: mi sento inetta.

Sto diventando grande con poca fatica e molte aspettative, ma non vorrei perdere ciò a cui tengo per strada.
Per troppa ambizione o per mancanza di tempo.

martedì 20 maggio 2008

Fre-ne-sìa.

Corri di qua, corri di là.
In questo periodo frenetico, fra continui lavori come hostess, ultime lezioni universitarie e trasloco, non so più a chi dare i resti.

E dire che mi mancano solo sei esami per la laurea, la tesi è già ben strutturata, il lavoro va a gonfie vele - ho ricevuto proposte di lavoro da Milano - e la libido amorosa freme come non mi capitava da mesi.
Mettere piede in quella che fino a tre mesi fa era casa mia - e lo è stata per tre anni - e ritrovarmi in un reliquiario polveroso e puzzolente della nostra assenza non è stato uno choc.
Sembra che qualcuno vi abbia vissuto molti anni fa, sembra che quella casa non sia mai stata la mia.

Smontare pezzo dopo pezzo i ritagli pubblicitari sulle pareti, le silhouette ritagliate, le foto incorniciate: è come se qualcun altro lo avesse fatto al posto mio.

E ora si ricomincia.
In una nuova casa - anzi, camera - con nuove presenze - due coinquiline - in nuovi spazi e con nuove prospettive.
Soprattutto con nuovi progetti.

domenica 18 maggio 2008

Mi hanno rubato l'idea

Ci pensai io anni fa ad inventare qualcosa del genere.
Non un tale strumento di tortura, però, che poi non suona tanto nuovo: già era usato dagli spogliarellisti nei locali gay quale accessorio sadomaso.

Si chiama Biniki, ed è un reggisedere.
Un sapiente incrocio di spalline regolabili simil reggiseno che, oltre ad assicurare un 'lato b' più alto, assicura una perfetta ritensione idrica e una sicura tortura per tutte quelle donne che hanno la cellulite (98% circa).

Dopo i pantaloni con imbottiture al gel proprio in prossimità delle ciapet, le guaine modellanti e gli slip imbottiti, ci mancava solo un ennesimo strumento di tortura e di camouflage.
E poi dicono che il culo non batte le tette 10 a 0.

Signori uomini, tutta la mia solidarietà perchè non saprete davvero più cosa state per toccare.
Signore donne, ribellatevi.

sabato 17 maggio 2008

Nulla di rifatto da dichiarare

Lo confesso: niente di rifatto da dichiarare.
Non le labbra, che sono carnose al naturale senza essere gommoni.
Non il seno, che pure avrebbe forse bisogno di un ritocchino di dimensioni.
Non il grasso, che il Grande Capo mi ha collocato nei punti giusti.

Poi, se penso ai casi umani che ho potuto osservare in questi due giorni di lavoro, mi passa proprio la voglia di diventare anch'io una specie di robot in forma umana assemblato con pezzi bionici.
Un tripudio di labbra da papera, seni in esplosione spontanea, gambette in bilico su trabiccoli degni delle zeppe cinquecentesche (dicasi quelle calzature con zeppa in legno di 30 cm indossate dalle nobildonne per migliorare il portamento).
Contorno di trucchi un po' pastello un po' fluo, e abiti degni di un puttan tour.
In particolare, le chirurghe.
Autoprodottasi con scarsi risultati.

Dio benedica i (chirurghi) brasiliani.

giovedì 15 maggio 2008

Gerontofila

Sarà un rigurgito tardo-lolitesco, ma in 'sto periodo gli uomini maturi m'attizzano 'na cifra.
Non me ne voglia il mio adorabile fidanzato ventiseienne, ma negli ultimi tempi il capello brizzolato con contorno di rughette attorno agli occhi è un richiamo irresistibile.

Per una come me che ha sempre avuto un debole per ragazzi e uomini più grandi, poi, è una condanna.
Suvvia, è primavera.
Lasciate che gli ormoni vaghino senza fissa dimora.
Per poi posarsi, assatanati, sull'Unico Uomo, l'Hombre Desejado.

Tuttavia devo confessarlo: la mia ultima, folle, passione è Marco Travaglio.
Lo violenterei, giuro.
Soprattutto quando guarda con occhi luccicanti da rapace i propri, polemici e malinformati, interlocutori (vd puntata di Anno Zero di stasera).

mercoledì 14 maggio 2008

Memorandum

devostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiare
devostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiare
devostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiare
devostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiare
devostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiare
devostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiare
devostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiare
devostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiare
devostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiare
devostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiare
devostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiare
devostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiare
devostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiare