lunedì 26 novembre 2007

Galeotti furono Celina, Ebay e una scelta poco felice

Venerdì 23 novembre, mezzanotte.
Dopo aver passato una serata a base di cinese take away - a dispetto del dente del giudizio dolorante - in compagnia del mon amour, afflitta da tanti pensieri non troppo carini, anzichè trattenermi nella di lui casa per la notte, scelta che in questo caso si sarebbe rivelata assai felice e preferibile, sono tornata a casa con la mia stanchezza e i miei pensieri.
Una volta a casa, come spesso accade, mi sono messa in libertà ma, anzichè fiondarmi subito a letto a fare la nanna, mi sono messa ad armeggiare con i bagagli per il viaggio a Catania e con altre piccole faccende da sistemare.
E come spesso accade, ho preso in braccio Celina per portarla in camera mia a dormire (dormire da sola è ormai, da tempo, un tabù indicibile).
Terza, disgraziata, coincidenza ha voluto che io avessi impilato nel corridoio due-tre scatole con oggetti Ebay da spedire ai reciproci acquirenti i giorni successivi.

Destino ha voluto che, con la malcapitata micia in braccio, e quelle malefiche tre scatole nel corridoio, andando in camera mia nella penombra del corridoio inciampassi su di esse cadendo in avanti sul fianco sinistro sul durissimo - ahhhhhi - pavimento di piastrelle della mia camera, sbattendo fortissimo il braccio sinistro poco più in alto del gomito, all'altezza del radio - dannatissimo radio - e rimanendo per buoni dieci minuti a singhiozzare per terra e a trascinarmi senza la forza di risollevarmi.

Risultato dell'accaduto: la mia prima frattura ossea.
Più precisamente, la mia primissima frattura composta al capitello radiale.

Quant'è vero Iddio, la cui verità peraltro non è dimostrabile nè ciecamente ipotizzabile, quanto avrei fatto meglio a rimanere nella nuova casetta del mio fianceé a godermi una piacevole seratina romantica.

Mannaggia alla mia ipercinesi e alla mia fissa di mettere impicci nel corridoio.
Grazie a questo simpatico 'imprevisto', mi sono giocata due lavori importanti e molto ben pagati come hostess, nonchè un viaggio a sbafo a Catania e un'occasione per prendere contatti diretti con il mondo editoriale.

Celina? Nemmeno un graffio. E menomale che ha sempre dimostrato una strana devozione nei miei riguardi: in una situazione come questa, anzichè morire per atttutirmi la rovinosa caduta, ha pensato bene di schizzare via seguendo il proprio istinto di conservazione.

'Pfui, gatti.

venerdì 23 novembre 2007

Massime di saggezza

Stanotte ho fatto un sogno che mi ha angosciato in modo particolare.
Ero sull'autobus, un tipicissimo autobus Atac gremito di gente.
Vicino a me ho la mia borsa, sulle ginocchia una grande busta.
Ad un certo punto, l'autobus si ferma e fa scendere diverse persone, e un uomo vicino a me mi avvisa 'Guardi che le hanno rubato la borsa'.
Io, lì per lì, non ci faccio caso e faccio lo gnorri, ma poco dopo mi accorgo che ha ragione: la borsa è sparita, e con lei, ogni informazione e dato esistente sul mio conto (carta d'identità, tessera sanitaria, carte di credito, Postepay, carte fedeltà, scontrini, codici per internet banking etc.), incluse chiavi di casa, pochi spiccioli e cinque miseri euro.

L'angoscia mi investe, e la ricerca è estenuante.
Ad un certo punto, la madre di un mio amico di infanzia mi fa sapere che in un cassonetto vicino casa sua forse ha ritrovato la mia borsa.
Controllo e non c'è la borsa che ho perso, ma tre splendide borse di valore nettamente superiore a quella che ho perso.

Morale del sogno: sacrifica qualcosa che in realtà è di poco conto per raggiungere qualcosa che vale molto di più.
Una massima utile per il futuro e, soprattutto, per il presente.

mercoledì 21 novembre 2007

SSSSSSSSisssssscillia.

La proposta è stata fulminea, inaspettata.
Oltre che economicamente interessante.

Dal martedì mattina al giovedì sera della prossima settimana sarò a Catania per lavoro.
E dire che in Sicilia non ci sono mai stata.

Visto che il martedì sarò in libertà vigilata - più o meno - potreste consigliarmi qualcosa di meraviglioso e non troppo scontato da vedere in tre-quattro ore di respiro?
Il mio albergo sarà proprio al centro, vicino al Duomo e al corso principale.

sabato 17 novembre 2007

Anima da capelli corti

Ho sempre sostenuto di avere un'anima da capelli corti.
Aggressiva, volitiva, impaziente, attiva e creativa, senza tempo da perdere per lustrare, trattare e stirare chiome infinite.
Col risultato che finalmente, oggi, dopo quasi 7 anni di noiose lunghezze oscillanti fra il medio e il lungo, ho di nuovo un taglio di capelli che corrisponda alla mia anima: un taglio alla garçonne.
E le migliaia di ragazzine con la banda di capelli ultrastirati sulla fronte e le punte sfibrate vadano allegramente a farsi benedire. :D

venerdì 9 novembre 2007

Mission Possible

Girare un film in soli interni con due soli attori che interagiscono è da sempre considerata una mission impossible.
Perchè ciò sia possibile, è indispensabile che ci siano un eccellente regista, due eccellenti attori e un'eccellente sceneggiatura.
E, naturalmente, grande sintonia e feeling sul set.

Ebbene, questa magia cinematografica può compiersi anche al giorno d'oggi.
Perchè Kenneth Branagh, Michael Caine e Jude Law sono superlativi, così come i dialoghi botta e risposta fra i due, molto inglesi e molto azzeccati.

Tutto l'ingranaggio cinematografico di Sleuth è oliato alla perfezione: impossibile annoiarsi.
Il merito, naturalmente, va molto al testo teatrale, così dannatamente teatrale da non lasciare nulla al caso e nulla allo sbadiglio dello spettatore medio.

Non è un caso che il cast sia 100% english: evidentemente, fra connazionali, soprattutto se inglesi, si lavora molto meglio.
Specialmente se i comprimari, e unici attori, si chiamano Michael Caine e Jude Law.

Entrambi, per usare una frase presa in prestito da Tarantino, "all'apice del loro sadismo".
Sì, così cattivi non li avevamo mai visti.
Michael era stato un assassino 'vestito per uccidere' in abiti femminili, ed era inquietante ma, in un certo senso, perdonabile perchè turbato mentalmente.
Jude - il nome è tutto un programma - era stato un mascalzone british ma sotto sotto molto latino, uno sciupafemmine, ma mai lo avevamo visto così folle e perverso.
In questo film, Caine e Jude diventano per davvero Caino e Giuda.

In un incalzare di frasi e azioni veramente perverse, di giochi crudeli, di godimento nell'assaporare il terrore dell'altro, alla fine l'avrà vinta l'esperienza.
In tutti i sensi.

L'oggetto del contendere o, per meglio dire, il pretesto del film è una donna.
La moglie di Michael/Andrew Wyke e l'amante di Jude/Milo (Tindolini) Tindle.
Ma lei non si vedrà mai, perchè il film è unicamente un duello fra grandi, enormi attori.
Le donne sono fuori dal gioco, gli uomini e le loro paure sono dentro.
Echi di Che fine ha fatto Baby Jane?, in un continuo gioco di ruoli fra vittima e carnefice, fino al finale, fatale, capovolgimento.

L'alchimia fra i due è impressionante, e non fa che confermare l'ipotesi che il bel Jude possa essere l'erede putativo di Michael.
Grande fascino di entrambi, grande talento di entrambi, e tutte le aspirazioni di Law nel seguire le orme del suo mito (Jude è stato protagonista di due remake di film del '66 e del '72 nel ruolo che fu di Michael: Alfie e Gli Insospettabili, dal quale è stato tratto Sleuth).

Splendida la fotografia e le inquadrature ad arte, le riprese dall'alto vertiginose, quasi da grande fratello - onnipresenti le telecamere di sorveglianza a fare da testimoni alle crudeltà reciproche - e i primi piani decentrati.
Cornice delle performances, gli splendidi interni della casa ipertecnologica, ansiogena e claustrofobica del personaggio di Michael, lo scrittore di best-seller Andrew Wyke.
Cornice che contribuisce a rendere incalzante, e decisamente inquietante, lo scambio di umori fisici e caratteriali dei due.

Un Caine profondamente ferito nell'orgoglio, e allo stesso tempo diabolico.
Un Law quasi dionisiaco, a dispetto della bellezza apollinea, ironico, caustico e tremendamente sexy.

Qualsiasi altro attore, sulla scena, sarebbe stato di troppo.

mercoledì 7 novembre 2007

Umiltà e servizio della verità

Occhiali da vista grandi e squadrati, profilo inconfondibile.
Un cameo che è diventato il marchio di fabbrica, garanzia al contempo di qualità e serietà, del Fatto.

Lui è Enzo Biagi, grande giornalista e grande autore di libri su ogni tipo di argomento.
Un eclettico del giornalismo, un libero pensatore, un servo della libertà di parola e della rigorosità dell'informazione.
Uno dei primi in Italia ad intuire la fortuna, e l'efficacia, della reciproca contaminazione cultura pop-cultura alta (con quel capolavoro che è la sua Storia d'Italia a fumetti).
Un uomo che ha prestato l'orecchio all'Italia insoddisfatta di ogni tempo.
Con le sue rubriche giornalistiche e con i suoi libri.

Tanto degno da meritare grandi omaggi postumi da altri due mostri sacri del giornalismo italiano come Ferruccio De Bortoli (Mr. IlSole24Ore) e Paolo Mieli (Mr. Corriere della Sera).
Tanto grande da far apparire parodistico, e decisamente fuori luogo, l'omaggio postumo di uno che in quanto giornalista non sarebbe stato degno nemmeno di leccare le suole delle scarpe di Biagi, Emilio Fede.

Un modello per me e per ogni persona che voglia fare serio giornalismo, e la riprova che l'ottimo giornalismo fa vivere a lungo (Enzo Biagi 87 anni, Indro Montanelli 92 anni).
Oltre che la conferma che, mai come ora, occorrono nuove leve.
Che riescano almeno lontanamente in quello in cui sono riusciti i grandi.

sabato 3 novembre 2007

Incontri

Tempo fa, lavorai come promoter per il tor Nokia NSeries, quello dei cellulari N76 ed N95, i più stratosferici sul mercato.
Lavoravo nel corner dedicato al più ganzo dei due, il mitico N95, con altri due ragazzi, e quella sera detti ampiamente prova delle mie capacità come venditrice.
Non fu difficile, in un locale di jazz con musica brasiliana di sottofondo e un simile portento tecnologico fra le mani.

In quell'occasione conobbi un ragazzo in particolare, che mi parve molto simpatico e gentile.
Ma soprattutto, intuii la sua grande passione per il mondo dello spettacolo.
Si sa, in questi ambienti si incrociano ragazzi e ragazze che hanno reali aspirazioni in quella direzione, non soltanto universitari/ie squattrinati/e come la sottoscritta che cercano disperatamente di racimolare un gruzzoletto e, in alcuni casi, di dare un contributo alla famiglia in difficoltà.
Ecco, Claudio appartiene alla prima categoria.

Quella generazione di diciottenni o quasi diciottenni cresciuta a pane e Amici, che non ha paura di rendersi ridicola agli occhi del pubblico pur di sfondare, pur di avere un minuto di riflettori puntati;
quella generazione che non vive se non si mostra su YouTube, altare del narcisismo giovanile ora più che mai;
quella generazione che sento mia per metà, e a volte, lontana anni luce.

Già, perchè con questi lavori un po' appago il mio ego, un po' il mio conto in banca.
Ma, presto o tardi, mi ritroverò a ticchettare in silenzio ai tasti di un computer ad ogni ora del giorno e della notte*.
E non ci sarà nessuno a guardarmi.

(* la dura vita del giornalista)

venerdì 2 novembre 2007

Come non pagare mutui e vivere felici

I comuni mortali che piùcomuninonsipuò - tipo me - soprattutto ultimamente sono oberati di incombenze alle quali far fronte: affitti, mutui, se va malissimo sfratti.
Ebbene, negli Stati Uniti qualcuno ha pensato bene di risolvere la situazione.
A partire dal modico prezzo di 20.000 dollari.
L'idea geniale la ha avuta un architetto donna di origini cilene, Rocio Romero, che ha ideato varie tipologie di prefabbricati belli e funzionali a basso costo e alta abitabilità, dotati di ogni confort: con 20.000 dollari ti compri un prefabbricato curato in ogni dettaglio, 40 metri quadrati da posizionare dove vuoi, da ricevere per posta con kit di montaggio e istruzioni.

Se hai qualche soldo in più da spendere, a partire da 35-36.000 dollari puoi metterti su una bella casa di 100 metri quadrati con living, cucina, due bagni e due camere da letto.








Roba che a Roma pagheresti come minimo 350.000 euro, e in periferia.
Sto seriamente progettando di ritirarmi in campagna come facevano gli imperatori dell'Antica Roma, comprarmi un appezzamento di terra e montarci il mio fighissimo prefabbricato.


In tempi di crisi immobiliare, si vive di espedienti. Meglio se full optional.