mercoledì 5 settembre 2007

Que soplo es la vida...

... è un periodo strano, denso di sogni degni di un film di Buñuel, indolenza e colloqui di lavoro.

Ho quasi ventun anni, sto insieme ad un ragazzo che ne ha appena compiuti ventisette e mi sento adulta.
Di botto.
Se una volta i miei argomenti di conversazione preferiti oscillavano fra la filosofia di Schopenhauer e il tubino nero di Audrey Hepburn, ora preferisco parlare di vita pratica.
Con i piedi fortemente poggiati sulla terra, anzichè sulle nuvole, come avrebbe preferito Ennio Flaiano.

Gli anni - pochi e intensi - che trascorrono stanno facendo di me un'insofferente pettegola esterofila e desiderosa di una vita allo stesso tempo eccezionale e normale.
Desiderosa di un tetto stabile sulla testa che nessuno possa portarmi via.
Di un mutuo che, alimentato con sacrifici dal mio portafogli, mi garantisca di possedere una personalissima maison.
E non di buttare nel cesso 400 euro al mese di affitto per una misera stanza singola o minimo 700 euro per un monolocale periferico.

Per piccina che sia, voglio casa mia.

In questi tempi oscuri per i giovani lavoratori precari, come da consiglio materno, vedrò di accollarmi un mutuo quarant'anni con rate più piccole possibili, in modo da poterlo pagare anche nei momenti bui.

Per chi, come me, non è nato ricco nè benestante, il percorso è lungo e difficile.
Ma ne vale la pena.

5 commenti:

Rob ha detto...

io ho 37 anni... ed ho comprato casa a giugno con la mia compagna.
da 10 anni vivo in affitto in giro per la città (torino) e da 4 vivo con lei e dopo diverse decisioni e sacrifici abbiamo deciso di comprare un appartamento.

è meglio così! ma sul serio... mancano solo 29 anni e 9 mesi alla meta però è meglio così.

potevo pensarci prima, tu sei ancora in tempo...
R

Giulia ha detto...

Sono contenta che qualcun altro, a parte mia madre, mi dia man forte :)

laura ha detto...

giuletta fantastica!brava e stringi i denti!te lo dic una che non ha avuto il coraggio/maturità/intelligenza a suo tempo di fare una cosa del genere.
brava brava brava

denis ha detto...

Amò, aspetta che riesca a stabilizzarmi meglio a Roma.

Di pagare 400 euro per una stanza (di cui ne andranno 100 o 200 al mio conquilino, per alimentare il suo status bohemiano di artista) mi sono rotto.

E veramente... se uno sta attento ed è bravo paga una rata quanto un affitto di una stanza, ma senza rompiballe che girano per casa, arroganti perché ti subaffittano una stanza e ti dicono "Ti caccio se voglio".

Che i loro buchi, se lo fic...errr... ci siamo capiti.

Una cosa credo, il momento è ambiguo. I prezzi di case sono impossibili, altissimi, ma forse solo ora le banche sono cosi flessibili per le condizioni. Tra cinque anni già inizieranno a stringere i cordoni delle loro capienti borse.

Stefano ha detto...

brava, assolutamente. E' meglio un buco ma che sia tuo. Non sarai benestante, ma vedrai che anche i banchieri ti augureranno tanta tanta salute :D