martedì 11 settembre 2007

La vendetta è un piatto che si serve freddo

Una sola cosa: basta con le commemorazioni dell'11 settembre.

In questi secoli l'Europa, l'Asia e l'America latina hanno sofferto, pianto i loro morti, maledetto i loro dittatori, combattuto una miriade di guerre ingiuste e sanguinarie, subito e inferto colpi mortali.

Poi arrivano gli Stati Uniti, una nazione ufficialmente esistente da appena 300 anni, che subisce il primo vero attacco della propria vita politica e statale e piange all'infinito quasi fosse la prima alla quale è imposto un lutto nazionale.

La violenza genera violenza.
E purtroppo, in questo caso come negli altri, artefici della violenza sono sempre i potenti.
Gli Stati Uniti ne hanno generata tanta, tantissima.
E continuano a perpetrarne un po' dovunque da un secolo.
E l'Italia, come al solito, nei panni di sorella sfigata e bistrattata ma al contempo idolatrata, lascia fare.

Un saluto affettuoso a tutte quelle persone che hanno visto la morte in faccia per colpa del loro presidente.
Ma sappiano di essere solo gli ultimi arrivati.

2 commenti:

M.M. ha detto...

E Pearl Harbor?

John Dorian Gray ha detto...

Le cose sono due... o il fuso orario è sballato, o tu ti stai svegliando vergognosamente presto, tesoro mio.