giovedì 27 settembre 2007

Epilogo di una settimana di coppia

La mia assenza dal blog?
Giustificata da una PA-RA-DI-SI-A-CA quasisettimana t
ête-a-tête tutto moine con l'adorato fidanzato, per gentile concessione di una madre illuminata in trasferta sarda alla riscoperta della genealogia paterna e alla ricerca disperata di un acquirente per una casa di famiglia.
Tra ciccìcocco, puuuuuzzolettopuuuuuzzoletta, lucedellamiavita amoredelmiocuuuuore, menomale che lui inizia a lavorare e io pure.
Il ritorno alla normalità è, ora più che mai, di rigore.

Altrimenti, se rimarremo ancora a lungo insieme, ci ridurremo come quella innamoratissima coppia di coniugi attempati che, nello Scapolo d'oro, senza ritegno per le figlie nauseate da tante smancerie si ripetono, quando uno dei due si allontana per pochi minuti dall'altro, 'Mi manchi già!'.

domenica 23 settembre 2007

Ventun'anni (ben portati).

Almeno spero.
Certo è che sono figlia di una generazione che sta rapidamente scomparendo.
Quella che da piccola giocava con le Barbie e i Lego e si vestiva deliziosamente fuori moda.

Ho raggiunto la maggiore età statunitense, oltre che quella italiana, e ne vado fiera.
I vent'anni, per me, sono stati una vera e propria rivelazione e fonte inesauribile di vitalità: ho scoperto in toto le mie aspirazioni, ho gettato molte basi future, fatto molte conoscenze, sudato sette camicie.
Ma sono stata, e sarò, ricompensata per molto tempo a venire.

I diciannove, poi, sono stati anni magici: ho iniziato l'università, ho conosciuto Denis, ho preso la mia strada.
Finora ho avuto accanto un ragazzo che mi ripaga di ogni fatica, sacrificio, tristezza e solitudine: un autentico angelo, magari ce ne fossero più come lui.
A lui voto e dedico la mia felicità presente: grazie per questo splendido anno e due mesi trascorso insieme. :)

Insomma: di questi ultimi due anni posso solo che essere lietissima.
Augurandomi che tutti i prossimi anni siano come quelli appena trascorsi.

Di certo i miei ventuno sono e saranno anni in tailleur, tra un impegno e l'altro, e di audacia nel campo lavorativo e di studio.
Mi butterò a pesce in tutto quello che intraprenderò, come ho sempre fatto.

Grazie mummy*, grazie Denis, grazie vita.

(*= nomignolo affettuoso affibbiato molti anni or sono a mia madre, ndr)

giovedì 20 settembre 2007

La più bella d'Italia? Naaaaaaaaaaah.

Diamo i numeri.
In anteprima assoluta: 1 - 4 - 7 - 8 - 10 - 13 - 18 - 20 - 24 - 26 - 27 - 32 - 41 - 42 - 44 - 45 - 46 - 55 - 59.
Per altri numeri, stay tuned!

Per quanto riguarda le foto, è sempre la stessa storia: il fotografo ufficiale delle Miss, Luigi Saggese, meriterebbe la fucilazione per come è in grado di imbruttire e mortificare l'avvenenza delle concorrenti (quando presente).

mercoledì 19 settembre 2007

Parla come un pirata

Oggi è il 19 settembre.
Un giorno come gli altri? Giammai!
Oggi è la Giornata Internazionale della Parlata da Pirata.

Siete invitati a seppellire tutte le vostre preoccupazioni e ire con un gigantesco AHRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!



giovedì 13 settembre 2007

Leggere cento volte di seguito senza prendere fiato

TroppoamoreetroppalibertàrincoglionisconoGiuliatroppoamoreetroppalibertàrincoglionisconoGiulia
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mercoledì 12 settembre 2007

Benvenuta, piccola mostruosità

Ebbene, mentre tutti piangevano per la settima volta i morti delle Twin Towers, io ho passato l'11 settembre ad esultare per la nuova arrivata:
una bellissima, nerissima, reflexissima Nikon Coolpix P5000.


Acquistata su Ebay a 280 euro spese di spedizione incluse, segnalata nell'inserzione come usata ma effettivamente immacolata.
Talmente bella da farmi elaborare
definitivamente il lutto causatomi dallo smarrimento di una delle sue cuginette, Miss Nikon Coolpix 7900.

Era domenica 6 maggio 2007, e qualche manina troppo insidiosa me ne ha privata senza che io me ne accorgessi, in quel di Termini (presumibilmente).
Circostanze della sparizione: misteriose.


Beneamata 7900, dovunque tu sia, sii felice: non sono più sola.


martedì 11 settembre 2007

La vendetta è un piatto che si serve freddo

Una sola cosa: basta con le commemorazioni dell'11 settembre.

In questi secoli l'Europa, l'Asia e l'America latina hanno sofferto, pianto i loro morti, maledetto i loro dittatori, combattuto una miriade di guerre ingiuste e sanguinarie, subito e inferto colpi mortali.

Poi arrivano gli Stati Uniti, una nazione ufficialmente esistente da appena 300 anni, che subisce il primo vero attacco della propria vita politica e statale e piange all'infinito quasi fosse la prima alla quale è imposto un lutto nazionale.

La violenza genera violenza.
E purtroppo, in questo caso come negli altri, artefici della violenza sono sempre i potenti.
Gli Stati Uniti ne hanno generata tanta, tantissima.
E continuano a perpetrarne un po' dovunque da un secolo.
E l'Italia, come al solito, nei panni di sorella sfigata e bistrattata ma al contempo idolatrata, lascia fare.

Un saluto affettuoso a tutte quelle persone che hanno visto la morte in faccia per colpa del loro presidente.
Ma sappiano di essere solo gli ultimi arrivati.

venerdì 7 settembre 2007

Un umile omaggio

Il Principe

Nessun dorma!... Nessun dorma!... Tu pure, o Principessa, nella tua fredda stanza guardi le stelle che tremano d'amore e di speranza! Ma il mio mistero è chiuso in me, il nome mio nessun saprà! No, no, sulla tua bocca lo dirò, quando la luce splenderà! Ed il mio bacio scoglierà il silenzio che ti fa mia!

Coro donne

Il nome suo nessun saprà... E noi dovrem ahimè, morir, morir!...

Il Principe

Dilegua, o notte! tramontate, stelle! Tramontate, stelle!
All'alba vincerò!
Vincerò!
Vincerò!


('Turandot' di Giacomo Puccini, Atto III Scena I)

Arrivederci, Luciano.

mercoledì 5 settembre 2007

Que soplo es la vida...

... è un periodo strano, denso di sogni degni di un film di Buñuel, indolenza e colloqui di lavoro.

Ho quasi ventun anni, sto insieme ad un ragazzo che ne ha appena compiuti ventisette e mi sento adulta.
Di botto.
Se una volta i miei argomenti di conversazione preferiti oscillavano fra la filosofia di Schopenhauer e il tubino nero di Audrey Hepburn, ora preferisco parlare di vita pratica.
Con i piedi fortemente poggiati sulla terra, anzichè sulle nuvole, come avrebbe preferito Ennio Flaiano.

Gli anni - pochi e intensi - che trascorrono stanno facendo di me un'insofferente pettegola esterofila e desiderosa di una vita allo stesso tempo eccezionale e normale.
Desiderosa di un tetto stabile sulla testa che nessuno possa portarmi via.
Di un mutuo che, alimentato con sacrifici dal mio portafogli, mi garantisca di possedere una personalissima maison.
E non di buttare nel cesso 400 euro al mese di affitto per una misera stanza singola o minimo 700 euro per un monolocale periferico.

Per piccina che sia, voglio casa mia.

In questi tempi oscuri per i giovani lavoratori precari, come da consiglio materno, vedrò di accollarmi un mutuo quarant'anni con rate più piccole possibili, in modo da poterlo pagare anche nei momenti bui.

Per chi, come me, non è nato ricco nè benestante, il percorso è lungo e difficile.
Ma ne vale la pena.

lunedì 3 settembre 2007

Correva il giorno 19/07/2006

Ti conoscevo in una città che scoprivo la prima volta.
Avevi un viso strano: contratto, imbarazzato, buffo nelle sue espressioni.
Arrivavi con passo cadenzato e ondeggiante, di una musica tutta tua, forse proveniente dall'IPod verde metallizzato.
Eri tu. Il mio passato, presente e futuro, anche se non lo sapevo.
Barcellona non l'ho amata se non per la tua presenza.
Roma la amo di più perchè ora ci sei anche tu, altrimenti sarei una dei tanti abitanti in una città splendida che la vivono come una qualsiasi, e che al momento di viverla come merita vengono scambiati per turisti armati di macchina fotografica e cartina della città.

Tu mi hai insegnato a respirare la mia Roma.
Tu mi hai resa ancora più golosa, in ogni senso possibile.
Tu mi hai resa felice, e io ti ho reso più sicuro.

Oggi compi 27 anni, e mi sembra di conoscerti da sempre.
Le tue espressioni.
La tua voce dolce e sibilante da veneto verace anche dopo anni di vita all'estero.
Il tuo corpo morbido e accecante nel suo chiarore.
I tuoi piedi scolpiti da Michelangelo.
Quegli occhi buoni, un secondo prima velati di malinconia tutta veneta, e subito dopo focolai acquosi di gioia.
Quel labbro malandrino che mordi quando sei preoccupato.
La tua pacatezza piena di virilità e di forza interiore.

Se non ci fossi, bisognerebbe inventarti, come tutte le cose belle che sono al mondo.

Che questa sia un'età per te formidabile, amore.

sabato 1 settembre 2007

Una contro sette. Masculi e arrapati.

Che fare quando ci si trova, sola femmina e per giunta non disponibile causa splendido fidanzato, in mezzo ad un branco di sette maschi affamati di quellacosaaformadiv e casinisti?
Ironia della sorte: in riva al mare, tutti in costume tranne lei.
La fame non si attenua, e scatena istinti animaleschi che irrimediabilmente rischiano di sfociare in violenti rapporti omo.
E gli unici discorsi papabili, mentre la donna fa spallucce mollemente stesa al sole, ruotano sempre intorno ai soliti argomenti: donne, calcio, università.

Segno che l'estate non è ancora finita.
E che il sole dispensa ormoni a gogò come eritemi.