mercoledì 27 giugno 2007

Veltroni leader del Partito Democratico

Nel suo discorso come leader del neonato Partito Democratico, il sindaco di Roma propone come possibili molte cose: riforme, pari opportunità, ricostruzione della pace dove c'è guerra, innovazione, collaborazione, pluralismo, crescita economica, competitività, MODERNITA'.
Vuole una società non più cinica, non più egoista.
E, soprattutto, una società dove non vi sia più precarietà, soprattutto per i giovani.
La precarietà come vero obiettivo del Partito Democratico, battuta attraverso la scrittura di un 'patto generazionale' con gli italiani.

Insomma, Walter tocca tutti i punti di un repertorio scottante per gli italiani: la criminalità, l'immigrazione, i DICO, lo svecchiamento della classe dirigente italiana, le tasse, le pensioni, i contributi statali, la presenza maggiore di donne in politica.
E non solo.
Ricorda che la crescita dell'effetto serra contro la quale è stato sancito il protocollo di Kyoto riguarda anche l'Italia, e la Sicilia in particolar modo.
Promuove l'uso della tecnologia al servizio della biosostenibilità, del risparmio energetico, delle bioenergie, rimanendo coerente alla sua attività come sindaco di Roma: è il primo sindaco italiano, infatti, a fare uso del biodiesel - benzina ottenuta dalla lavorazione di olio di colza/girasole/soia, ottenuti a loro volta dalla coltivazione di 10.000 ettari di terreno nel sud del Lazio - per i mezzi pubblici, allo scopo di ridurre il tasso di inquinamento cittadino (entro il 2008, tutti i mezzi pubblici romani saranno alimentati con miscele carburanti composte per il 20% di biodiesel, ndr), oltre a promuovere le ormai consuete 'domeniche a piedi'.
Sostiene la TAV, lo smaltimento ecocompatibile dei rifiuti e 'l'ambientalismo dei sì', che si basa sulla conservazione come innovazione.

Lancia strali contro i politici da 'talk show', le 'leggi ad personam', il proliferare di partiti e partitini, il sovraffollamento parlamentare, la politica come aggressione reciproca fra parti avverse e, quindi, mancanza di rispetto, volgarità.
E, soprattutto, in un paese nel quale da sempre la Chiesa si arroga il diritto di dire la sua sulla politica, rivendica la laicità dello stato repubblicano italiano sancita dalla Costituzione, come aveva già fatto Giorgio Napolitano in occasione del suo insediamento.

E tutto questo senza un canovaccio al quale riferirsi, con gestualità incisive e parole semplici, che tutti possano comprendere.
Porgendosi, come sempre, in modo garbato e alla mano ai suoi interlocutori.

Sì. Veltroni è un leader.
L'unico vero leader sul quale possa fare affidamento la sinistra in questo momento.
(e non intende violare il proprio 'patto' con Roma)

Ci rivediamo il 14 ottobre per le primarie del neopartito.

Il discorso integrale online
LA7 commenta la scesa in campo

4 commenti:

Antonio Candeliere ha detto...

La vedo molto dura per Mister Veltroni.Le parole sono belle, spero che non lascino il tempo che trovano.

Anonimo ha detto...

un leader lo crea il popolo,no una massa di insoddisfatti e ambiziosi di SOLO potere...pensavo fossi più critica...

Giulia ha detto...

Fermo restando che sei anonimo, e credo tu abbia letto la mia regola in caso di anonimi...
In ogni caso, Veltroni leader lo vogliono anche molti elettori, e non solo di centrosinistra.

Spero che il popolo punti su un candidato più giovane, una volta che si troverà a dover AGIRE, ma finchè si rimane sul piano ideologico trovo che Veltroni - o Di Pietro, in caso - sia la migliore scelta possibile.

Anonimo ha detto...

Il giornalista romano ha rinunciato in extremis alla candidatura

Antonello De Pierro non correrà più per la guida del Partito Democratico

Il direttore di Italymedia.it e storico conduttore di Radio Roma, oltre che leader del movimento “L’Italia dei diritti”, aveva deciso di candidarsi, ma come si apprende dal coordinatore nazionale del movimento stesso Dario Domenici, è stato costretto a ritirarsi per motivi personali


Aveva accettato di candidarsi per le Primarie del 14 ottobre 2007, per concorrere alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico, dopo che da più parti gli erano giunte richieste in tal senso, e, sostenuto da più associazioni e gruppi, oltre naturalmente che dal movimento per i diritti dei cittadini “L’Italia dei diritti”, di cui è presidente, aveva avviato in tutta la penisola la raccolta delle firme necessarie da consegnare entro il termine fissato, per accedere all’elenco degli aspiranti. In extremis però il popolare giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it http://www.italymedia.it e voce storica dell’emittente radiofonica Radio Roma, giannizzero di tante battaglie in campo sociale, sempre per tutelare i diritti dei più deboli, schierato contro l’arroganza dei potenti e la corruzione dilagante di settori deviati delle istituzioni, per motivi personali ha rinunciato a candidarsi. E’ quanto è stato reso noto dal coordinatore nazionale del movimento “L’Italia dei diritti” Dario Domenici, che non ha specificato il motivo della defezione, che come già accennato risalirebbe a motivi prettamente personali. Sembra che la decisione di De Pierro di concorrere alla carica per cui sono candidati Walter Veltroni, Furio Colombo, Enrico Letta, Rosy Bindi, Mario Adinolfi ed altri, sia scaturita dalla necessità soggettiva di apportare una ventata di forte coinvolgimento sociale in una classe politica ormai impopolare, e sempre fedele al suo motto, ripescato nell’archivio geniale di Cesare Pavese “Non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popolo”. Ed è proprio ciò che il giornalista romano ha da sempre fatto, dalle pagine dei giornali diretti, dalle frequenze radiofoniche, ma soprattutto grazie all’indole solidale che lo caratterizza, facendosi carico di problemi che nella maggior parte dei casi, con l’impegno, la caparbietà e la forza mediatica ha brillantemente risolto, rivendicando la sua indipendenza e non preoccupandosi giammai di potersi mettere contro i cosiddetti potenti. Spesso ha pagato anche sulla propria pelle le omissioni e le falsificazioni clamorose a livello istituzionale, e successivamente le ritorsioni, solo, in virtù del suo innato senso di giustizia, per aver tentato di far rispettare dei sacrosanti diritti, che nelle circostanze erano stati spudoratamente calpestati. Italymedia.it è da sempre un portale di informazione libera che denuncia tutto il marcio che riesce a smascherare, in maniera politicamente trasversale, la giustizia e i diritti non hanno colore, anche perché è pura retorica, peraltro piuttosto patetica la convinzione che le ingiustizie e i soprusi siano peculiarità di questa o di quella classe politica. Dove esiste l’uomo c’è il pericolo di degenerazione morale, ed è dovere sacrosanto di chi si muove nella legalità denunciarlo, anche se ciò non sempre avviene, ed è un dato di fatto che spesso il delinquente è più forte dell’onesto, e muoversi nell’illecito è più agevole che addentrarsi nei vincoli che la codificazione legale impone.

Tra l’altro il giornalista e conduttore era considerato l’unico che avesse qualche improbabile e comunque inutile chance in più, di fronte a Superwalter, che dopo il grande consenso conquistato meritatamente alla guida dell’amministrazione capitolina, ha già in tasca la leadership del nascente Partito Democratico. I candidati Rosy Bindi ed Enrico Letta, facenti parte di un governo che ha fortemente deluso anche il suo stesso elettorato, non hanno alcuna speranza a cui aggrapparsi per ottenere l’ambita posizione di vertice. Il leader de “L’Italia dei diritti” comunque sosterrà Walter Veltroni, persona che ha dichiarato in più occasioni di stimare umanamente e politicamente da sempre e in cui ripone grande fiducia, ed ha annunciato che presto, “viste le pressioni della gente e dei fedeli lettori, ascoltatori e sostenitori, non potrà esimersi dall’affacciarsi sulla scena politica romana e nazionale, per ottenere uno strumento in più al fine di tutelare gli interessi di chi spesso non ha voce, in quanto soffocata dal potere e dall’arroganza di pochi eletti”, priorità diventata ormai una missione ed una ragione di vita.