venerdì 11 maggio 2007

E mò mi toccherà imparare a fare la falcata

Non avrei mai immaginato che la mia vita potesse prendere anche pieghe simili.
Da ragazzina mi auspicavano un futuro da babymodella, come se gli arti lunghi e il viso delicato fossero segni premonitori di una futura carriera.
In seguito, una volta chiarito agli altri - avendolo ben presente io stessa - che non nutrivo aspirazioni né nel mondo del cinema né in quello della moda, le persone che prima parlavano a briglia sciolta si sono azzittite.
Quello che non è mai stato un sogno né una passione si è trasformato in un piccolo diversivo lavorativo, quell'ingaggio
una tantum che ti fa fare un po' di soldi senza nulla togliere allo studio e alla vita privata.

Ho sempre disapprovato questo mondo, le sue richieste pressanti, i suoi diktat, la sua vanità esasperata, la sua precarietà.
Mi dicevo che mai e poi mai ci sarei entrata nemmeno per sbaglio, ma eccomi qui a giocare allegramente a fare la topmodel con tanto di taglio di capelli, trucco, tacchi vertiginosi e abiti d'alta moda.
Con un sorriso sulle labbra, la consapevolezza di essere estranea a questo mondo e un pizzico di autoironia che non guasta mai.
L'inevitabile sensazione di ridicolo nell'emulare una falcata degna della Bundchen, mentre il tuo unoesettantadistatura, tanto confortevole e invidiato nella vita reale, diventa di colpo il minimo sindacale per poter sculettare e sfoderare pose da stronza su una passerella.

Di un colpo ti rendi conto che, in fondo, è solo recitazione.
Come ho fatto in quattro anni di teatro.
Si tratta di impersonare una giovane e aitante stronza con gamba chilometrica, ego ipertrofico e sguardo fisso in avanti verso il pubblico.
E naturalmente tetteinfuoripanciaindentroculoinfuori.
Insomma, basta crederci.
Fosse facile.

1 commento:

Regina ha detto...

Insomma, fai soltanto l'attrice nel film "Take the Money and Run". Non c'è niente di grave. Sii contenta perché tu almeno sei consapevole di "girare", c'è chi ci crede davvero :-D