giovedì 24 maggio 2007

Contatti con l'esterno

Ci sono incontri che vorrei riunire, tutti insieme, in un piccolo libro, per non dimenticare mai di come la vita mi abbia riservato, e mi riservi sempre più, strani incontri.
A volte esilaranti, a volte stimolanti, a volte non graditi.

Come quella volta che mi misi a parlare sull'autobus, luogo di incontri per antonomasia, con una signora eritrea che, pochi giorni prima, era stata derubata di tutti i suoi averi e picchiata in quel della Stazione Termini da conterranee.
Come quell'altra volta che un arzillo pensionato mi raccontò della sua esperienza di reduce della Seconda Guerra e mi mostrò il suo libro di memorie, scritto appositamente per i parenti.
Come oggi, che ho intavolato una conversazione sul lavoro e sulla giovinezza con una settantasettenne invalida, la signora di lei figlia e un trentenne operaio addetto al montaggio di palchi per concerti.

Su un autobus si imparano tante, troppe cose.
Della gente, della situazione generale italiana, dei bisogni reali delle persone.

Spesso penso che ad un qualsiasi politico di casa nostra basterebbe rinunciare per un giorno alla comodità del taxi o, peggio, dell'auto blindata per salire su un autobus e tastare il polso della nostra Italia malata di depressione e di povertà.
Salvo, poi, venire linciato dai passeggeri.

4 commenti:

Denis ha detto...

Questa dovrebbe metterla in prima pagina Repubblica, Corriere della Sera e tanti altri.

Cmq buon tempismo, proprio ieri i notiziari parlavano di una italia piu' povera. Coincidenza?

Paco ha detto...

L'unica cosa che non quadra è il fatto che venga linciato "poi" dai passeggeri.

Mi sa tanto che lo lincerebbero appena mette piede sull'autobus, anche prima di timbrare il biglietto.

Ammesso che lo abbia :)

carlo ha detto...

attiri i/le settantenni come il caramello con le mosche. Prova ad aprire una casa di riposo o un corso di antropologia sul campo

Carlo

RobAlferi ha detto...

26/09/2006
Di questa ho preso nota...

Vivo a Torino, una mia amica prende il 4 (una specie di metropolitana) per andare al lavoro in pieno centro ogni mattina. Le tocca una mezz'oretta di gente, di ragazzini che vanno a scuola e di commenti di tutti i tipi.
Appena arrivata in ufficio mi ha mandato una mail dicendomi cosa si è appuntata... ha sentito la seguente frase:

"Insomma, ho detto quanti che ce n'è nella cronaca di Torino che c'è da paura a andare a casa"

Vedi tu...
:-)