giovedì 24 maggio 2007

Contatti con l'esterno

Ci sono incontri che vorrei riunire, tutti insieme, in un piccolo libro, per non dimenticare mai di come la vita mi abbia riservato, e mi riservi sempre più, strani incontri.
A volte esilaranti, a volte stimolanti, a volte non graditi.

Come quella volta che mi misi a parlare sull'autobus, luogo di incontri per antonomasia, con una signora eritrea che, pochi giorni prima, era stata derubata di tutti i suoi averi e picchiata in quel della Stazione Termini da conterranee.
Come quell'altra volta che un arzillo pensionato mi raccontò della sua esperienza di reduce della Seconda Guerra e mi mostrò il suo libro di memorie, scritto appositamente per i parenti.
Come oggi, che ho intavolato una conversazione sul lavoro e sulla giovinezza con una settantasettenne invalida, la signora di lei figlia e un trentenne operaio addetto al montaggio di palchi per concerti.

Su un autobus si imparano tante, troppe cose.
Della gente, della situazione generale italiana, dei bisogni reali delle persone.

Spesso penso che ad un qualsiasi politico di casa nostra basterebbe rinunciare per un giorno alla comodità del taxi o, peggio, dell'auto blindata per salire su un autobus e tastare il polso della nostra Italia malata di depressione e di povertà.
Salvo, poi, venire linciato dai passeggeri.

martedì 15 maggio 2007

...post taglio

Sono quella a destra. :D


Sembro uscita dalle mani del figlio schizofrenico di Paco Rabanne.
Catene, collane, giubbotti di raso con strass, vestito spaziale con finte gemme,
parigine di lurex e stivaloni in perfetto stile dark.
Madonna delle Frattocchie del terzo millennio.

Moleskine - Appuntamenti interessanti

Per chi fosse interessato, il 17 e il 18 maggio, al Centro Congressi in Via dei Frentani (vicino Piazzale Aldo Moro), si terranno due cicli di incontri dedicati al tema, attualissimo, della violenza perpetrata alle donne da parte degli uomini.
Il tema verrà trattato da un punto di vista politico - presente in sala anche la 'Ministra' delle Pari Opportunità Barbara Pollastrini - da un punto di vista sociale, da una più ampia prospettiva internazionale e anche dal punto di vista maschile.
Interessante per uomini e donne, in un'epoca nella quale per le pari opportunità c'è ancora molta, troppa strada da fare.

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domenica 13 maggio 2007

Pre taglio...

Mi fa effetto vedermi così.
Sarà forse perchè solitamente mi trucco molto leggera,
ed ombretto e fard li riservo alle occasioni speciali.
Giocherellare con la propria immagine è uno sfizio
comune a qualsiasi donna, me compresa.
Specie quando si hanno a disposizione tante persone
che come unico obiettivo hanno quello di valorizzarti.



Qui prima di affidarmi alle sapienti forbici di Chris,
celeberrimo hairstylist che lavora a New York City.

Colore applicato da Alicia, giovane americana virtuosa della colorazione per capelli.
Prodotti di styling e colorazione Redken, gruppo L'Oreal.

venerdì 11 maggio 2007

E mò mi toccherà imparare a fare la falcata

Non avrei mai immaginato che la mia vita potesse prendere anche pieghe simili.
Da ragazzina mi auspicavano un futuro da babymodella, come se gli arti lunghi e il viso delicato fossero segni premonitori di una futura carriera.
In seguito, una volta chiarito agli altri - avendolo ben presente io stessa - che non nutrivo aspirazioni né nel mondo del cinema né in quello della moda, le persone che prima parlavano a briglia sciolta si sono azzittite.
Quello che non è mai stato un sogno né una passione si è trasformato in un piccolo diversivo lavorativo, quell'ingaggio
una tantum che ti fa fare un po' di soldi senza nulla togliere allo studio e alla vita privata.

Ho sempre disapprovato questo mondo, le sue richieste pressanti, i suoi diktat, la sua vanità esasperata, la sua precarietà.
Mi dicevo che mai e poi mai ci sarei entrata nemmeno per sbaglio, ma eccomi qui a giocare allegramente a fare la topmodel con tanto di taglio di capelli, trucco, tacchi vertiginosi e abiti d'alta moda.
Con un sorriso sulle labbra, la consapevolezza di essere estranea a questo mondo e un pizzico di autoironia che non guasta mai.
L'inevitabile sensazione di ridicolo nell'emulare una falcata degna della Bundchen, mentre il tuo unoesettantadistatura, tanto confortevole e invidiato nella vita reale, diventa di colpo il minimo sindacale per poter sculettare e sfoderare pose da stronza su una passerella.

Di un colpo ti rendi conto che, in fondo, è solo recitazione.
Come ho fatto in quattro anni di teatro.
Si tratta di impersonare una giovane e aitante stronza con gamba chilometrica, ego ipertrofico e sguardo fisso in avanti verso il pubblico.
E naturalmente tetteinfuoripanciaindentroculoinfuori.
Insomma, basta crederci.
Fosse facile.

mercoledì 9 maggio 2007

L'inno del momento

Non ! Rien de rien
Non ! Je ne regrette rien
Ni le bien qu'on m'a fait
Ni le mal tout ça m'est bien égal !

Non ! Rien de rien
Non ! Je ne regrette rien
C'est payé, balayé, oublié
Je me fous du passé !

Avec mes souvenirs
J'ai allumé le feu
Mes chagrins, mes plaisirs
Je n'ai plus besoin d'eux !

Balayées les amours
Et tous leurs trémolos
Balayés pour toujours
Je repars à zéro

Non ! Rien de rien
Non ! Je ne regrette rien
Ni le bien, qu'on m'a fait
Ni le mal, tout ça m'est bien égal !

Non ! Rien de rien
Non ! Je ne regrette rien
Car ma vie, car mes joies
Aujourd'hui, ça commence avec toi !

Ascolta 'Non je ne regrette rien'

lunedì 7 maggio 2007

Madre

Ma come mai
Insieme a me
Adori fare la
Madre rompiballe e
Allo stesso tempo
Desideri farmi
Ridere?
E'
Senza dubbio una
Espressione di
Ironia tutta
Tua e
Unica.

Sì, perchè sei ironica.
E sotuttoio, e amorevole, e indiscutibilmente irresistibile.
Anche quando mi ripeti dieci volte le stesse cose,
quasi a fare sfoggio di un vago inizio di Alzheimer,
anche quando ti infervori nel parlare del tuo ex marito
nonchè mio padre,
anche quando affermi che io e Celina siamo sorelle
quando rivendico la mia maternità sulla Gatta Prociona.

Insopportabile ma indispensabile.
Pungente ma irresistibile.

Buon genetliaco, madre sorniona (e fieramente rompiballe se innescata a dovere).

sabato 5 maggio 2007

Una concezione di fotografia

La fotografia?
Per me è possesso carnale del soggetto rappresentato, sia esso uomo, donna o anche animale.
C'è chi sbatte letteralmente l'obiettivo in faccia al soggetto, c'è chi lo mette in bella posa come un manichino di carne, c'è chi lo ignora.
Io lo affondo pian pianino con il mio obiettivo macro, cerco di coglierlo in ogni sua posizione, cerco di contenerlo tutto in un unico scatto.
Quando sono riuscita a coglierlo come volevo, provo qualcosa di simile ad un orgasmo.

Attenzione: trattasi di possesso simbolico.
Anzi, più precisamente forse di simbiosi.
Se ne ho la possibilità, preferisco sempre conoscere un po' la storia di chi fotografo, così come di un luogo, o di un'opera d'arte, di un gatto.
Perchè in ogni particella del mio scatto vi siano quella storia e quella verità, trasfigurate.

Mi piacerebbe riuscire in quello nel quale Henri era gran maestro: mettere sulla stessa linea occhi, cuore e cervello.
Magari con l'aggiunta all'asse di un organo un po' più in basso.

venerdì 4 maggio 2007

Una riprova che Freud aveva ragione

Essì, vedeva il sesso in ogni dove.
(anche se in fondo bisogna perdonarlo, poveretto,
era figlio della sua epoca, vittoriana e puritana sulla carta)
Fatto sta che il buon vecchio Sigmund aveva una vera e propria ossessione,
e il suo gioco preferito era scovare il sesso in ogni oggetto circostante.
Fosse anche in un cappello o in un ombrello, entrambi simboli del pene.

Ma non aveva tanto torto quando poneva l'equivalenza fiore = vagina.