domenica 29 aprile 2007

Certe notti...

sono agitate.
Specie se, nell'arco della stessa nottata, capita che

-rompi con la tua ex migliore amica perchè il suo ragazzo ci ha provato con te;
-vai ad un mercatino dell'usato circondato da alte dune di sabbia oltre le quali c'è solo alto mare e pesci a fior d'acqua;
-vieni posseduta dal demonio.

Insomma, si può dire che di notte non mi annoi mai, specie se c'è Denis accanto a me.

sabato 28 aprile 2007

La fiera delle vanità

Qualche foto dove, per una volta, ho i capelli tirati a lucido.

Come una sposina (oooooopssss!)

Il terribile 'toupet'.
Ottimo se ti chiami Quasimoda e hai familiarità con le architetture gotiche.

La mia preferita.
Romanticosa e primaverile, a metà fra Botticelli e Ofelia shakespeariana
(sperando di non buttarmi in un fiume anch'io)



Dulcis in fundo, la più portabile di tutte non ho avuto il piacere di averla fotografata sulla mia digitale, ma la mia acconciatrice, buon'anima, ha detto che me la farà pervenire quanto prima.

Ed ecco un piccolo gruppetto di balde giovini in pausa lavoro:

(clicca sulla foto per vederla più grande)

venerdì 27 aprile 2007

Ogni riccio un capriccio

La vita procede, piena e soddisfacente.
Poichè sono stata assente (giustificata) dal blog in queste ultime tre settimane, è d'uopo riportare alcune novità: domenica e lunedì ho lavorato come hair model per il salone di Aldo Coppola vicino Via Del Corso.

Sapete, non capita tutti i giorni di portare in testa 400 euro di acconciatura realizzata dagli allievi del Maestro.
Allungavo il collo e stavo ritta in perfetto stile quellachesiatteggiaaballerina tutta orgoglioNa del mio chignon appuntato con strass o con rose fresche.
Peccato che il toupet di una della acconciature mi abbia costretta ad una poco chic posa da Gobba di Notre Dame.

Bella esperienza.

martedì 24 aprile 2007

Cinghiali, fichi d'india e maaaaare

In questi giorni di deprivation informatiche, ho fantasticato sulle, ormai, vicine vacanze estive.
E' da tre anni che non calpesto la mia terra d'origine, quella Sardegna tanto ambita un tempo da Ulisse e oggi da Lele Mora.
Quell'inesprimibile profumo di fiori secchi ed erbe marine
che identico l'ho sentito solo in Brasile, al passaggio del Tropico del Capricorno
quel vento entrarmi dentro mentre l'automobile sfreccia lontano da Golfo Aranci
la mia Zacinto
quelle strade
tortuose come solo in Sardegna possono essere
quelle rocce aspre brulle selvagge
quasi carsiche
e attorno alberi dalla corteccia vissuta
tronchi nodosi e pascoli di capre.
Quella rotatoria
che ti da' la certezza di essere ormai arrivata
quando appare come per magia l'insegna
e imbocchi una salita piena di case
giungendo in una stradina che case non ha
ma solo la tua
si', quella semidiroccata con il posto in prima fila per lo spettacolo piu' strabiliante che ci sia.
Quella che ha per vicina di casa una fattoria con annesso cinghiale simpaticissimo
e gatti dall'aria equivoca.
Sotto di noi, una ripida e il mare
quel mare che si gusta da lontano come da vicino
il verde che sfuma nel blu.

A piedi verso la spiaggia.
In mezzo alle macchine
che guardano dall'alto dei propri comfort
una giovane con gambe lunghe, passo affrettato
e pareo blu oltremare
avanzare come una valchiria.

La mattina presto,
sola con i gabbiani.
Piu' tardi, ne resteranno solo le orme sulla sabbia.

Sogno un'estate con pollice alzato
e automobilisti misericordiosi
una sexy compagnia veneta
e le setteemezza del mattino in riva al mare.

PS: non si e' capito abbastanza che quest'anno voglio tornare in Sardegna, vero?

sabato 21 aprile 2007

A Ro', hai 2760 anni ma te li porti bene assai

Malgrado i tuoi ruderi,
i tuoi graffiti,
i tuoi turisti con i piedi a mollo nell'acqua,
i tuoi muri anneriti dallo smog,
le tue guardie
imperturbabili
a custodire una fiamma che mai deve spegnersi,
sei una signora in età
alla quale basta un lifting ogni tanto
per essere la più desiderata.

Ti voglio bene.

venerdì 6 aprile 2007

Essere donna

E' da tre giorni che ci siamo spostati in un appartamentino gentilmente offertoci dal gentile e occhialuto compagno di mio padre.
E così ci siamo ritrovati in un nido tutto nostro, anche se a scadenza, con televisore al plasma, divano di pelle rossa e lettone king size.
Un posto dove stare pigramente stravaccati e avvinghiati mangiando pane e provolone e guardando I Simpson.
Un uomo con il quale stare stesi a letto leggendo lui i Grandi Classici Disney, tu Vanity Fair.
Pronti, al minimo impulso, a lanciare il più lontano possibile letture e inibizioni.

lunedì 2 aprile 2007