martedì 27 marzo 2007

LLGM - Lega Liberazione dalla Gatta Mammona

Oramai, la situazione si è fatta insostenibile.
Non posso stravaccarmi sul divano senza che lei faccia capolino, andatura spavalda da topmodel, per acciambellarsi fra le mie braccia.
Non posso stendermi a letto senza che lei, sedotta dalle piume d'oca del mio guanciale, non si insinui dietro la mia testa cingendomi con il suo corpo e aspergendo peli tutt'attorno come acqua santa.
Non posso voltarmi un momento che la ritrovo annidata in mezzo a merce ebay destinata a compratori ignari e presumibilmente allergici al pelo di gatto.

Già, perchè la belva si sta antropomorfizzando in ogni suo aspetto.
Pensate: prende croccantini e bocconcini con le zampe anzichè tuffare il muso nella ciotola.
Mon dieu, rischierebbe di sporcarsi i baffi.

Insomma, Celì, datte 'na regolata.
Ripeti con me: io-sono-una-gatta-io-sono-una-gatta-io-sono-una-gatta-io-sono-una-gatta...

domenica 25 marzo 2007

sabato 24 marzo 2007

Notte bianca universitaria a Roma

Io ci sarò.

Tante iniziative interessanti, dedicate in particolar modo all'Europa e alla UE, in occasione dell'anniversario del Trattato di Roma (25 marzo 1957).

Alla Sapienza, tra le altre:
-Le radici d'Europa: storia e memoria della nazione europea
Facoltà di Giurisprudenza, Aula III
  • Ore 21.30
    Introduzione a cura dei coordinatori
  • Ore 22.00
    Prof.ssa Lucetta Scaraffia, Sante, regine e suffragette: le donne che hanno fatto l'Europa
    Lezione di Storia delle donne
  • Ore 22.30
    Prof. Roberto Antonelli,
    La letteratura europea ieri oggi e domani
    Il presente e il futuro delle letterature europee nella nuova Europa
  • Ore 23.00
    Prof. Ludovico Gatto,
    L’idea di Europa nel Medioevo
    Lezione di Storia medievale
  • Ore 23.30
    Prof.ssa Maria Ferrari Occhionero, Equilibri di genere in Europa
    Lezione di Sociologia
  • Ore 24.00
    Prof. Tito Marci, Dalle piramidi alla rete
    Lezione di Sociologia giuridica
  • Ore 00.30
    Prof. Francesco Gui, Come ho tentato di diventare saggio: dall’autobiografia di Altiero Spinelli
    Lezione di Storia dell’Europa
  • Ore 1.00
    Prof. Carlo Angelici, Il diritto alle radici d’Europa
    Lezione di Diritto commerciale
  • Ore 1.30
    Prof. Attilio Celant, Le regioni d’Europa: economia e società
    Lezione di Geografia economica

-Rami e frutti d'Europa: scritture, immagini e visioni

Facoltà di Giurisprudenza, Aula I

  • Ore 22.30
    Prof. Giuseppe Di Giacomo,
    C'è ancora spazio per la Bellezza?
    Lezione di Estetica
  • Ore 23.00
    Prof.ssa Maria Giovanna Biga, Il bacino mediterraneo e l'Europa: dalla scrittura cuneiforme all'alfabeto
    Lezione di Storia del vicino oriente
  • Ore 23.30
    Prof. Paolo Portoghesi, L’identità architettonica del vecchio continente
    Lezione di Storia dell’architettura
  • Ore 24.00
    Prof. Achille Bonito Oliva, Critici si nasce, artisti si diventa e pubblico si muore
    Lezione notturbina d'arte contemporanea
  • Ore 00.30
    Prof. Antonello Folco Biagini, L’Europa che viene dall’Est
    Lezione di Storia orientale
  • Ore 1.00
    On. Enzo Ciconte, Anna Maria Pancallo e Aldo Pecora, Per un' Europa contro la criminalità
    Lezione di Legalità
  • Ore 1.30
    Prof. Alessandro Panconesi, Il sole tramonta su Silicon Valley, risorgerà in Europa?
    Lezione di Info-Astro-Socio-Economia

Il programma della Sapienza qui.

Grande fermento a Roma e numerose iniziative.

venerdì 23 marzo 2007

giovedì 22 marzo 2007

Vane speranze

Al TgLa7, pochi minuti fa, hanno fatto sapere che una Mini Cooper è stata trovata stamattina nel Tevere, e al suo interno vi è il cadavere di un uomo non ancora identificato.
Le dinamiche dell'incidente, sempre che di incidente si tratti, sono sconosciute.

Posso sperare che quel cadavere sia un certo avvocato milanese 26enne e per metà residente a Roma che tempo fa conobbi fin troppo bene?

mercoledì 21 marzo 2007

Legami che perdono consistenza

E' un periodo che non faccio altro che sognare la mia (ex?) migliore amica.
In tutti i miei sogni ha tre caratteristiche ricorrenti: l'immaturità, l'inaffidabilità e l'incapacità di reagire con puro altruismo, tre caratteristiche che sono portata a riconoscerle anche nella vita.
Ieri notte l'ho sognata ubriaca, allo sbando, sotto la mia tutela.
Nel sogno mi sono dovuta distrarre un attimo, il tempo di venire a sapere che lei era morta: ubriaca, barcollando aveva attraversato la strada ed era stata investita da una macchina.
Rimorso, sì, e gli altri a farmi pesare una colpa inesistente.

Provo dolore nell'ammettere che mi trascino dietro questa untempograndeamicizia come un peso morto, un ramo secco saldamente attaccato ad una pianta floridissima.
Le rarissime volte che lafugrandeamica mi contatta, guarda caso, è perchè sta attraversando periodi di intensa depressione.
La gioia, per lei, è troppo personale per condividerla con me, sua confidente da 14 anni.
Beh, sarebbe d'uopo ricordarle che sogno di fare la giornalista, non la crocerossina.
E non sempre, immancabilmente, a senso unico.

martedì 20 marzo 2007

E vorrebbero far fuori questo frugoletto?

Guardatelo. Sembra un neonato tutto contento
perchè gli stanno facendo ghirighiri sotto il piedino.

Che teeeeeeeeeeenero.

Fonte: Corriere della Sera

Le svolte che contano

I vent'anni li ricorderò per sempre come la mia età rivoluzionaria: i mitici, lisi, burrascosi vent'anni di cui tutti sentono la mancanza.
Inizio della carriera lavorativa, un'università ogni giorno più stimolante e promettente, una enorme capacità di creare, che si tratti di testi come di occasioni lavorative, di amore come di relazioni di amicizia.
Il giardino dei miei sedici anni è in fiore.
Lui. Fra meno di due settimane il nostro amore in stile 'scrivimi fermo posta' cambierà, e il mutamento sarà decisivo.
Lui, la prima persona che sento di amare veramente e completamente, e dalla quale mi sento rispettata e protetta. In toto.
Merce rara, in un mondo dove uomini intimoriti e pseudoqualcosa sembrano essere all'ordine del giorno.
Il 2 aprile lui farà definitivamente capolino dalle transenne degli arrivi internazionali, mi bacerà e il mondo non sarà mai stato bello come in quel momento.

lunedì 19 marzo 2007

Vita appena abbozzata

Elementari 'Giuseppe Parini', mattina.
L'adorata maestra d'italiano consegna i temi corretti: a me è destinato, come di consueto, un 10 e lode, che a volte si esprime come 'Eccellente', a volte come 'Bravissima!', a volte con 'Molto bello'.
Alternative negative non mi vengono poste: sei la cocca della maestra, dicono.
Dietro le mie spalle il solito brusio di compagne ansiose di conoscere il mio voto, che dal canto mio cerco di tenere il più riservato possibile.
Avverto invidia maligna e ostilità da parte di quella gang di bullette antelitteram.
Mi vedo rifugiarmi dietro la lavagna con il mio quaderno d'italiano, piena di un'amarezza incomunicabile per una bambina di otto anni, e trasformare quelli che un tempo furono gloriosi '10' in zero spaccati senza faccine.
E la maestra continuare ad elogiarmi in pubblico, come se niente fosse.

1998. Sono a Bolca, e il Veneto sarà il mio destino, anche se ancora non lo so.
Un numero di Donna Moderna, spiegazzato per l'uso, unico passatempo in uno spartano campo avventure WWF.
Si scavano fossili, e si trovano piccoli denti di squalo scavando appena più a fondo col piccone nel terriccio.
Ho dodici anni, sono pocopiùcheunabambina, ma non ne sono consapevole.
Ho la mia vanità e la mia riservatezza, ma proprio ora comincio, lo sento, ad aprirmi per la prima volta al mondo.
Nella grande camerata delle ragazze, chiacchericcio, fanciulle precocemente sviluppate in reggiseno e la mia sensazione/speranza di avere le prime mestruazioni.
Ma per quell'onòre/onere dovrò aspettare ancora tre anni, anche se le altre non lo sanno.

Agosto 2002, Leonessa, festa di Ferragosto: ci si traveste.
Io sono contesa fra due squadre per fare l''indiana o la polinesiana.
Scelgo quest'ultima.
Il mio corpo, allora abbronzato e perfetto, da sedicenne in boccio è agghindato di fiori come un giardino esotico.
Fiori, rigorosamente di carta, fra i capelli.
Fiori sul sarong che mi ricopre un seno che si avverte appena.
Muscoli tesi e allungati come solo a sedici anni si possono avere.
Passo e mi guardano sorridendo, come se partecipassero con la loro gioia alla mia grazia.

Maggio 2004, San Pietroburgo: scambio culturale.
Il rigonfio piumino rosso bordeaux mi fa sembrare l'omino Michelin, e i miei capelli non conoscono piastre ne' artifici.
Così diversa dalle mie compagne acchittate sempre come popstar in libera uscita, specialmente di sera.
La russa Milena dice: non sederti sugli scalini di notte, visto che sei donna puoi diventare sterile.
Pur scettica, obbedisco pensando ai bambini che non potrò partorire.

Gennaio 2005, Salvador Bahia.
Amo questa città, con le case tutte di colori diversi, la fontana il cui getto va a ritmo di musica, il trans che intreccia chiome europee e non, il presepe nero nella piazza di Pelourinho.
Sono ormai una ragazza.
Treccinomunita, morbida e ancheggiante.
Nel paese del culo, metto in mostra il culo.
E il Brasile sembra apprezzare.

Ottobre-Novembre 2005, Parigi.
Sgambetto per la Ville Lumiere con parigine a righe rosa, stivaletti sadomaso e zia psicoterapeuta al seguito.
Ci cibiamo di croissant salati, zuppe di fortuna e pastasciutte minimaliste, ma siamo felici.
Nel Musee Rodin trovo ufficialmente il nirvana.
La mano mi va continuamente alla digitale, come la mano di un reduce di guerra andrebbe al fucile: tra me e la Sesta Arte è ammmore al primo scatto.

Lunedì, 19 marzo 2007.
Sono qui, a ricomporre i pezzi di memorie lontane nella vita e così vicine nel tempo da lasciarmi attonita a vederle passare, a random, senza una consequenzialità logica, mentre la pioggia offusca ciò che è fuori e risveglia ciò che c'è dentro.

domenica 18 marzo 2007

Monologo sul giornalismo

Inserisco, come primo post di apertura di questo blog, qualcosa che ho scritto per il mio blog su Bloggers:

In questi giorni sto meditando profondamente sul mio futuro lavorativo, che da bambinetta precoce che son stata, avevo più o meno chiaro dalla tenera età di 7 anni.
ScrivereScrivereScrivereScrivereScrivereScrivereScrivereScrivereScrivere.
Scrittrice? Forse, ma di cosa? Storie fantastiche? Storie realistiche?
Ci vuole un certo raziocinio anche per un uso sapiente dell'immaginazione fervida che mi ritrovo.
Il mio raziocinio è forse eccessivo?
Giornalista? Probabile.

In questi giorni, persone che stimo sputano e hanno sputato veleno sul proprio lavoro da giornalisti, sul precariato, sulle paghe da fame, sull'eccessiva liberalizzazione e dequalificazione del Mestiere, quello con la M maiuscola.
Uno dei mestieri più difficili, da tempo in crisi nera.
Vi sottopongo i dati dei quali sono venuta a conoscenza grazie all'ottimo settimanale Left sull'esercito di precari e sul tariffario previsto e quello effettivamente adottato: vengono messi a confronto il tariffario dell'Ordine con quello di un noto quotidiano gratuito, E Polis, che leggo assiduamente e apprezzo per la qualità degli articoli e per alcune voci di razza - Ritanna Armeni, per fare un nome più o meno noto - che vi scrivono, fissi o a turno.

La notizia flash - per intenderci, quella dell'agenzia di stampa - è valutata dall'Ordine dei Giornalisti 29 euro: ne' troppo ne' poco, un equo prezzo per una notizia che deve essere data nel minor spazio e tempo possibile, e ciò presuppone una prontezza e una capacità di sintesi rare e lodevoli.E Polis riconosce alla notizia breve 3 euro ridicolmente simbolici.Per non parlare di articoli e inchieste, che richiedono approfondita - e paziente - ricerca di fonti: nel primo caso, l'Ordine riconosce un valore di minimo 148, E Polis paga 8 euro; nel secondo, l'Ordine riconosce un valore di minimo 214 euro, E Polis paga 18 euro.
Almeno dieci volte tanto.
Per un prodotto che poi, spesso, è qualitativamente all'altezza o quasi di articoli su giornali a pagamento assai più blasonati.
Ridicolo.

Secondo E Polis e secondo la stragrande maggioranza di giornalisti ed editori intervistati sul presente e sul futuro del giornalismo, io sarei condannata a vivere di due lavori, dei quali uno che coprirebbe le spese del mio traffico telefonico, e l'altro che mi permetterebbe, seppur con qualche arrancamento, di pagarmi un affitto in un appartamento decoroso.
Sempre che trovi l'uno e l'altro.Sono condannata all'eterna condizione di freelance sottopagata, che vale circa 500 euro al mese se va bene, o in alternativa alla condizione certo meno seducente di giornalista pubblicista che versa sì i contributi al Casagit e ha diritto di richiedere una pensione - da fame, come quasi tutti i professionisti al giorno d'oggi - ma è vincolata mani e piedi all'Ordine e, per diventare tale, è costretta a seguire un iter talmente burocratizzato da scoraggiare chiunque in partenza.

La mia unica possibilità di diventare una giornalista come ho sempre sognato che fossero i giornalisti - ben pagati, indipendenti, agevolati da molti punti di vista malgrado sempre in giro a sbattersi da una parte all'altra - sarebbe diventare una quotatissima reporter estera - il mio sogno - oppure diventare una cosiddetta 'articolo 1', vale a dire una caporedattrice, figura professionale che guadagna tranquillamente 2200 euro al mese e anche di più.
Ma, sebbene ci siano in me sufficiente energia e talento 'potenziale' per raggiungere mete anche molto ambiziose, entrano in campo i seguenti fattori: determinazione vera e autentica, una genuina botta di culo - perdonatemi la licenza - e la discriminazione sessuale.

Già, perchè non sono del tutto sicura che, in un campo competitivo e fondato sull'aggressività come il giornalismo, non ci sia discriminazione sessuale nei riguardi delle donne, malgrado come dice Paolo Serventi Longhi "il giornalismo sia diventato una faccenda femminile".
Ma le donne sono davvero trattate come gli uomini? E se sono belle?
Il giornalismo televisivo ci insegna che a volte sono sottovalutate anche quando molto brave, come accaduto alla splendida e brava Rula Jebreal, giornalista di punta su La7.
L'Annunziata, molto brava e poco attraente, di contro è subito additata come modello assoluto di giornalismo e reportagismo femminile.
Ci sono poi giornaliste gradevolissime e in gamba come Daria Bignardi e Ritanna Armenni: donne forti, di spessore, ma presentate in modo garbato e pacato, forse perchè da donne affascinanti non possono permettersi la provocazione caustica e manifesta dell'Annunziata, mattatrice per vocazione, e per questo molto considerata professionalmente.
C'est la vie.

Comunque, tirando le fila di questo monologo fitto di dati, per lo più scoraggianti, voglio io in tutta franchezza fare la giornalista? Sì dico sì voglio sì.
E che giornalismo sia.