martedì 25 dicembre 2007

Letterina a (Na)babbo Natale

Caro Nababbo Natale,
quest'anno sono stata buona, audace, intraprendente.
Non pretendo molto, per questo Natale,
ma mi piacerebbe poter passare le prossime festività
in compagnia di chi amo davvero,
e non di chi devo amare per convenzione.
Un Natale di verità
e di non ipocrisia
un Natale di genuinità
spontaneità
dove non si tacciono questioni scottanti
dove non si sa cosa dire
per riempire di parole insulse
il vuoto imbarazzante della sala da pranzo
a sfoderare sorrisi
e nascondere rancori
rifugiandosi nel Circo di Montecarlo
in diretta sulla Rai
un Natale nel letto
io Denis e Celina
fuori il gelo.


A dispetto del mio iniziale pessimismo - passare un noiosissimo Natale in compagnia di una nonna ormai anzianissima con la quale si devono salvare le apparenze, un padre che recita la parte del figlio affettuoso e una zia psicotica non è esattamente una prospettiva allettante - mi sono dovuta ricredere.
Per colpa, o dovrei dire per merito, del solo elemento sorridente e positivo di questa tradizionalissima cena: Doina, la colf rumena di mia nonna.

A voi che siete anziani e in età da colf, o semplicemente parenti o amici ci qualcuno che abbia in casa una di queste signore, rivolgo un pensiero natalizio e non solo: non smettete mai di ringraziare questi angeli, che rimangono anni lontane dalla loro famiglia e dal loro paese per prendersi cura - e, molto spesso, sorbirsi capricci e lamentele quasi infantili - delle e dalle vostre nonne, zie, amiche e parenti.
Regalate loro un sorriso, una serata di puro relax, qualche dono.
Perchè ciò che conta, come sempre, è il pensiero.

Pensateci.

giovedì 20 dicembre 2007

... e luce fu.

Stamattina, ore 14:00, dopo venticinque LUNGHISSSSSSSSSSSSIMI dì, ho tolto l'armatura di gesso che mi teneva prigioniero il braccio sinistro contuso e inavvertitamente fratturato il 25 novembre che fu.
Oltre quell'odioso involucro, un braccino ormai ridotto a stuzzicadenti, ultrasensibile, ultracontuso e ultraindolenzito, c'est la vie, dopotutto venticinque giorni di immobilità non sono mica pochi.
Ora, mi attendono tre giorni di lavoro nei panni di una Babba Natalina opportunamente sexy e l'odiosa vigilia in compagnia della parte paterna della famiggghia.

E Denis è a Paris per lavoro.
Au revoir cheri, ci vediamo il 26 a Vicenza. :*

mercoledì 12 dicembre 2007

Canzone random

beep beep beep beep beep beep beep
go the horns in the cars in the street
we walked away from the lovers leap
opposite directions
synchronised feet

wait wait wait wait wait wait wait
for the time it takes a heart to mend a break
how many moons are reflected in the lake?
can you wait forever
if time is all it takes?
despite all the warnings
i landed like a fallen star
in your arms

beat beat beat beat beat beat beat
goes my heart on the side of my sleeve
whispering something i can hardly believe
let me take the lead
cause love is all we need

(Simone White, Beep Beep Song, dallo spot commerciale Audi R8)

Italia, nuovamente popolo di lettori?

50.873 visitatori, dei quali oltre 50.000 acquirenti di qualche libro, vale a dire circa il 99% dei visitatori totali.
Un successo inaudito, e soprattutto inaspettato. Soprattutto per me.
Mi sembrava fossero tempi ormai andati quelli in cui l'Italia vantava molti lettori e appassionati di libri, ma sono costretta a ricredermi.

Quando avevo otto anni, mi sentivo diversa, soprattutto quando in terza elementare passavo la ricreazione a leggere La mia famiglia e altri animali con la schiena appoggiata contro una finestra nella mia classe.
Gli altri bambini mi isolavano, e io mi rifugiavo nell'avvolgente universo-guscio dei libri.
Per bambini e non.

I miei idoli da venerare erano Gerald Durrell, Bianca Pitzorno, Roald Dahl, Pinin Carpi, Margaret Mahy: nomi che ai bambini di oggi dicono poco o niente, ma che agli adulti di oggi suonano nostalgici.
Nomi che evocano atmosfere fantastiche e mai replicate, episodi della propria vita, grandi autori e grandi immaginazioni.

Ma oggi non ci sono solo il Nintendo DS e la Playstation, come cercano di farci credere i sondaggisti e i giornalisti: ne sono testimone io stessa.
Ero lì, a dare informazioni in tailleur con il braccio ingessato a bambini infervorati all'idea di poter scovare da soli qualche tesoro, fosse un libro fantasy o di fumetti, un audiolibro o un romanzo.
Stupore.
Bambini garbati, e lettori avidi, come credevo non ce ne fossero più.
E io che mi ero arresa all'idea che la lettura infantile fosse definitivamente mortaesepolta, in luogo di meno rassicuranti abbandoni in compagnia di Madame Tv, la tata meno impegnativa e costosa che ci sia.

Devo ricredermi.
Come i bambini, così gli adulti, molti alla ricerca di piccoli gioielli editoriali per i loro figli.

Ora, so che non è corretto fare pubblicità, ma mi sento in dovere di citare alcuni di questi editori per le loro pubblicazioni splendide, curatissime nella grafica e nei contenuti.
Ad uso di grandi e di piccini.


Babalibri
Città del Sole edizioni
Corraini edizioni
Edibimbi
Editions du Dromadaire
Edizioni Artebambini
Edizioni E/O - Settore letteratura per l'infanzia
Edizioni Erickson
Fatatrac
Gallucci
Giannino Stoppani
Il Castoro - Settore bambini
Motta Junior
Orecchio Acerbo
Sonda edizioni
Topipittori


Tanto per la cronaca, queste case editrici piccole e medie pubblicano bellissimi libri per bambini.
Che anche per i genitori sarà un piacere sfogliare.

martedì 4 dicembre 2007

Idee originali per dimagrire

Avevate paura di accumulare ciccia a causa della vostra insana passione per i dolci?
Non fatevene una colpa, e, invece di schivare tavole imbandite di pandori, panettoni e torroni, cercate di disintossicarvi.

Come? Quando siete in overdose, basta una sniffata in un barattolo di Nutella.
Vuoto.

La geniale pensata l'ha avuta un venditore Ebay, che ha messo in vendita un barattolo vuoto da 5 kg della famosa crema alla nocciola per liberarvi dagli effetti negativi della Nutelladipendenza.
Asta a partire da soli 0,01 euro! :D

lunedì 3 dicembre 2007

Come sputtanare della buona musica

Ditemi un po' se è mai possibile sfruttare quel gioiellino, made in Morricone, del tema principale di Nuovo Cinema Paradiso per spingere la gente a fare donazioni ai sacerdoti.

Perchè, la CEI non potrebbe chiedere al Vaticano la 'libera donazione' del corrispettivo in denaro di 4-5 di quei bei attichetti che possiede a Roma in pieno centro?

Certo, se avessi la certezza - o, perlomeno, un vaghissimo dubbio - che i sacerdoti ai quali pervengono, o dovrebbero pervenire, i soldi raccolti siano vagamente somiglianti a Don Lorenzo Milani, darei volentieri anch'io il mio piccolo contributo.
Ma per un Don Milani ci sono mille magnaccioni. Sacerdoti e non.

lunedì 26 novembre 2007

Galeotti furono Celina, Ebay e una scelta poco felice

Venerdì 23 novembre, mezzanotte.
Dopo aver passato una serata a base di cinese take away - a dispetto del dente del giudizio dolorante - in compagnia del mon amour, afflitta da tanti pensieri non troppo carini, anzichè trattenermi nella di lui casa per la notte, scelta che in questo caso si sarebbe rivelata assai felice e preferibile, sono tornata a casa con la mia stanchezza e i miei pensieri.
Una volta a casa, come spesso accade, mi sono messa in libertà ma, anzichè fiondarmi subito a letto a fare la nanna, mi sono messa ad armeggiare con i bagagli per il viaggio a Catania e con altre piccole faccende da sistemare.
E come spesso accade, ho preso in braccio Celina per portarla in camera mia a dormire (dormire da sola è ormai, da tempo, un tabù indicibile).
Terza, disgraziata, coincidenza ha voluto che io avessi impilato nel corridoio due-tre scatole con oggetti Ebay da spedire ai reciproci acquirenti i giorni successivi.

Destino ha voluto che, con la malcapitata micia in braccio, e quelle malefiche tre scatole nel corridoio, andando in camera mia nella penombra del corridoio inciampassi su di esse cadendo in avanti sul fianco sinistro sul durissimo - ahhhhhi - pavimento di piastrelle della mia camera, sbattendo fortissimo il braccio sinistro poco più in alto del gomito, all'altezza del radio - dannatissimo radio - e rimanendo per buoni dieci minuti a singhiozzare per terra e a trascinarmi senza la forza di risollevarmi.

Risultato dell'accaduto: la mia prima frattura ossea.
Più precisamente, la mia primissima frattura composta al capitello radiale.

Quant'è vero Iddio, la cui verità peraltro non è dimostrabile nè ciecamente ipotizzabile, quanto avrei fatto meglio a rimanere nella nuova casetta del mio fianceé a godermi una piacevole seratina romantica.

Mannaggia alla mia ipercinesi e alla mia fissa di mettere impicci nel corridoio.
Grazie a questo simpatico 'imprevisto', mi sono giocata due lavori importanti e molto ben pagati come hostess, nonchè un viaggio a sbafo a Catania e un'occasione per prendere contatti diretti con il mondo editoriale.

Celina? Nemmeno un graffio. E menomale che ha sempre dimostrato una strana devozione nei miei riguardi: in una situazione come questa, anzichè morire per atttutirmi la rovinosa caduta, ha pensato bene di schizzare via seguendo il proprio istinto di conservazione.

'Pfui, gatti.

venerdì 23 novembre 2007

Massime di saggezza

Stanotte ho fatto un sogno che mi ha angosciato in modo particolare.
Ero sull'autobus, un tipicissimo autobus Atac gremito di gente.
Vicino a me ho la mia borsa, sulle ginocchia una grande busta.
Ad un certo punto, l'autobus si ferma e fa scendere diverse persone, e un uomo vicino a me mi avvisa 'Guardi che le hanno rubato la borsa'.
Io, lì per lì, non ci faccio caso e faccio lo gnorri, ma poco dopo mi accorgo che ha ragione: la borsa è sparita, e con lei, ogni informazione e dato esistente sul mio conto (carta d'identità, tessera sanitaria, carte di credito, Postepay, carte fedeltà, scontrini, codici per internet banking etc.), incluse chiavi di casa, pochi spiccioli e cinque miseri euro.

L'angoscia mi investe, e la ricerca è estenuante.
Ad un certo punto, la madre di un mio amico di infanzia mi fa sapere che in un cassonetto vicino casa sua forse ha ritrovato la mia borsa.
Controllo e non c'è la borsa che ho perso, ma tre splendide borse di valore nettamente superiore a quella che ho perso.

Morale del sogno: sacrifica qualcosa che in realtà è di poco conto per raggiungere qualcosa che vale molto di più.
Una massima utile per il futuro e, soprattutto, per il presente.

mercoledì 21 novembre 2007

SSSSSSSSisssssscillia.

La proposta è stata fulminea, inaspettata.
Oltre che economicamente interessante.

Dal martedì mattina al giovedì sera della prossima settimana sarò a Catania per lavoro.
E dire che in Sicilia non ci sono mai stata.

Visto che il martedì sarò in libertà vigilata - più o meno - potreste consigliarmi qualcosa di meraviglioso e non troppo scontato da vedere in tre-quattro ore di respiro?
Il mio albergo sarà proprio al centro, vicino al Duomo e al corso principale.

sabato 17 novembre 2007

Anima da capelli corti

Ho sempre sostenuto di avere un'anima da capelli corti.
Aggressiva, volitiva, impaziente, attiva e creativa, senza tempo da perdere per lustrare, trattare e stirare chiome infinite.
Col risultato che finalmente, oggi, dopo quasi 7 anni di noiose lunghezze oscillanti fra il medio e il lungo, ho di nuovo un taglio di capelli che corrisponda alla mia anima: un taglio alla garçonne.
E le migliaia di ragazzine con la banda di capelli ultrastirati sulla fronte e le punte sfibrate vadano allegramente a farsi benedire. :D

venerdì 9 novembre 2007

Mission Possible

Girare un film in soli interni con due soli attori che interagiscono è da sempre considerata una mission impossible.
Perchè ciò sia possibile, è indispensabile che ci siano un eccellente regista, due eccellenti attori e un'eccellente sceneggiatura.
E, naturalmente, grande sintonia e feeling sul set.

Ebbene, questa magia cinematografica può compiersi anche al giorno d'oggi.
Perchè Kenneth Branagh, Michael Caine e Jude Law sono superlativi, così come i dialoghi botta e risposta fra i due, molto inglesi e molto azzeccati.

Tutto l'ingranaggio cinematografico di Sleuth è oliato alla perfezione: impossibile annoiarsi.
Il merito, naturalmente, va molto al testo teatrale, così dannatamente teatrale da non lasciare nulla al caso e nulla allo sbadiglio dello spettatore medio.

Non è un caso che il cast sia 100% english: evidentemente, fra connazionali, soprattutto se inglesi, si lavora molto meglio.
Specialmente se i comprimari, e unici attori, si chiamano Michael Caine e Jude Law.

Entrambi, per usare una frase presa in prestito da Tarantino, "all'apice del loro sadismo".
Sì, così cattivi non li avevamo mai visti.
Michael era stato un assassino 'vestito per uccidere' in abiti femminili, ed era inquietante ma, in un certo senso, perdonabile perchè turbato mentalmente.
Jude - il nome è tutto un programma - era stato un mascalzone british ma sotto sotto molto latino, uno sciupafemmine, ma mai lo avevamo visto così folle e perverso.
In questo film, Caine e Jude diventano per davvero Caino e Giuda.

In un incalzare di frasi e azioni veramente perverse, di giochi crudeli, di godimento nell'assaporare il terrore dell'altro, alla fine l'avrà vinta l'esperienza.
In tutti i sensi.

L'oggetto del contendere o, per meglio dire, il pretesto del film è una donna.
La moglie di Michael/Andrew Wyke e l'amante di Jude/Milo (Tindolini) Tindle.
Ma lei non si vedrà mai, perchè il film è unicamente un duello fra grandi, enormi attori.
Le donne sono fuori dal gioco, gli uomini e le loro paure sono dentro.
Echi di Che fine ha fatto Baby Jane?, in un continuo gioco di ruoli fra vittima e carnefice, fino al finale, fatale, capovolgimento.

L'alchimia fra i due è impressionante, e non fa che confermare l'ipotesi che il bel Jude possa essere l'erede putativo di Michael.
Grande fascino di entrambi, grande talento di entrambi, e tutte le aspirazioni di Law nel seguire le orme del suo mito (Jude è stato protagonista di due remake di film del '66 e del '72 nel ruolo che fu di Michael: Alfie e Gli Insospettabili, dal quale è stato tratto Sleuth).

Splendida la fotografia e le inquadrature ad arte, le riprese dall'alto vertiginose, quasi da grande fratello - onnipresenti le telecamere di sorveglianza a fare da testimoni alle crudeltà reciproche - e i primi piani decentrati.
Cornice delle performances, gli splendidi interni della casa ipertecnologica, ansiogena e claustrofobica del personaggio di Michael, lo scrittore di best-seller Andrew Wyke.
Cornice che contribuisce a rendere incalzante, e decisamente inquietante, lo scambio di umori fisici e caratteriali dei due.

Un Caine profondamente ferito nell'orgoglio, e allo stesso tempo diabolico.
Un Law quasi dionisiaco, a dispetto della bellezza apollinea, ironico, caustico e tremendamente sexy.

Qualsiasi altro attore, sulla scena, sarebbe stato di troppo.

mercoledì 7 novembre 2007

Umiltà e servizio della verità

Occhiali da vista grandi e squadrati, profilo inconfondibile.
Un cameo che è diventato il marchio di fabbrica, garanzia al contempo di qualità e serietà, del Fatto.

Lui è Enzo Biagi, grande giornalista e grande autore di libri su ogni tipo di argomento.
Un eclettico del giornalismo, un libero pensatore, un servo della libertà di parola e della rigorosità dell'informazione.
Uno dei primi in Italia ad intuire la fortuna, e l'efficacia, della reciproca contaminazione cultura pop-cultura alta (con quel capolavoro che è la sua Storia d'Italia a fumetti).
Un uomo che ha prestato l'orecchio all'Italia insoddisfatta di ogni tempo.
Con le sue rubriche giornalistiche e con i suoi libri.

Tanto degno da meritare grandi omaggi postumi da altri due mostri sacri del giornalismo italiano come Ferruccio De Bortoli (Mr. IlSole24Ore) e Paolo Mieli (Mr. Corriere della Sera).
Tanto grande da far apparire parodistico, e decisamente fuori luogo, l'omaggio postumo di uno che in quanto giornalista non sarebbe stato degno nemmeno di leccare le suole delle scarpe di Biagi, Emilio Fede.

Un modello per me e per ogni persona che voglia fare serio giornalismo, e la riprova che l'ottimo giornalismo fa vivere a lungo (Enzo Biagi 87 anni, Indro Montanelli 92 anni).
Oltre che la conferma che, mai come ora, occorrono nuove leve.
Che riescano almeno lontanamente in quello in cui sono riusciti i grandi.

sabato 3 novembre 2007

Incontri

Tempo fa, lavorai come promoter per il tor Nokia NSeries, quello dei cellulari N76 ed N95, i più stratosferici sul mercato.
Lavoravo nel corner dedicato al più ganzo dei due, il mitico N95, con altri due ragazzi, e quella sera detti ampiamente prova delle mie capacità come venditrice.
Non fu difficile, in un locale di jazz con musica brasiliana di sottofondo e un simile portento tecnologico fra le mani.

In quell'occasione conobbi un ragazzo in particolare, che mi parve molto simpatico e gentile.
Ma soprattutto, intuii la sua grande passione per il mondo dello spettacolo.
Si sa, in questi ambienti si incrociano ragazzi e ragazze che hanno reali aspirazioni in quella direzione, non soltanto universitari/ie squattrinati/e come la sottoscritta che cercano disperatamente di racimolare un gruzzoletto e, in alcuni casi, di dare un contributo alla famiglia in difficoltà.
Ecco, Claudio appartiene alla prima categoria.

Quella generazione di diciottenni o quasi diciottenni cresciuta a pane e Amici, che non ha paura di rendersi ridicola agli occhi del pubblico pur di sfondare, pur di avere un minuto di riflettori puntati;
quella generazione che non vive se non si mostra su YouTube, altare del narcisismo giovanile ora più che mai;
quella generazione che sento mia per metà, e a volte, lontana anni luce.

Già, perchè con questi lavori un po' appago il mio ego, un po' il mio conto in banca.
Ma, presto o tardi, mi ritroverò a ticchettare in silenzio ai tasti di un computer ad ogni ora del giorno e della notte*.
E non ci sarà nessuno a guardarmi.

(* la dura vita del giornalista)

venerdì 2 novembre 2007

Come non pagare mutui e vivere felici

I comuni mortali che piùcomuninonsipuò - tipo me - soprattutto ultimamente sono oberati di incombenze alle quali far fronte: affitti, mutui, se va malissimo sfratti.
Ebbene, negli Stati Uniti qualcuno ha pensato bene di risolvere la situazione.
A partire dal modico prezzo di 20.000 dollari.
L'idea geniale la ha avuta un architetto donna di origini cilene, Rocio Romero, che ha ideato varie tipologie di prefabbricati belli e funzionali a basso costo e alta abitabilità, dotati di ogni confort: con 20.000 dollari ti compri un prefabbricato curato in ogni dettaglio, 40 metri quadrati da posizionare dove vuoi, da ricevere per posta con kit di montaggio e istruzioni.

Se hai qualche soldo in più da spendere, a partire da 35-36.000 dollari puoi metterti su una bella casa di 100 metri quadrati con living, cucina, due bagni e due camere da letto.








Roba che a Roma pagheresti come minimo 350.000 euro, e in periferia.
Sto seriamente progettando di ritirarmi in campagna come facevano gli imperatori dell'Antica Roma, comprarmi un appezzamento di terra e montarci il mio fighissimo prefabbricato.


In tempi di crisi immobiliare, si vive di espedienti. Meglio se full optional.


sabato 20 ottobre 2007

Dittatura del culo

Allora.
Premetto di essere notoriamente una culofila e culomane purosangue d.o.c.g, e di aver spesso nominato in questa sede il suddetto particolare anatomico che tanto attira lo sguardo e accende le fantasie.
Sono come Tinto Brass: le prominenze del Sig C. mi piacciono, e non poco.
Che siano maschili o femminili.

Però, a quanto pare, non sono sola.
Anzi, i culomani incalliti sono un battaglione, molti più dei mastomani (fan del seno, ndr).
Ora, tutto questo interesse che traspare, a giudicare dalle chiavi di ricerca con le quali è trovato questo blog, per la Venere Ottentotta e le sue celeberrime fattezze steatopigie mi portano a ribadire, per l'ennesima volta, che aveva ragione Desmond Morris ad affermare che le tette piacciono solo in quanto imitazioni del culo, unico vero richiamo sessuale ancestrale.

Perchè non instaurare ufficialmente, anzichè coltivare le nostre passioni officiosamente, una vera e propria dittatura del culo?

Tanto, facce di c. da candidare per il governo ne abbiamo a iosa.

Le avversità, rivelatrici per eccellenza

Si dice che gli amici, e le persone care in senso stretto, le riconosci dal loro comportamento nelle avversità.
Ovviamente, sarà proporzionale alla loro disponibilità, ma ci sarà.
E cosa succede quando un parente stretto, come una nonna, pur sapendoti in estrema necessità e pur avendone ampia possibilità, si rifiuta di aiutarti?
Delusione, pessimismo e fastidio.

Sono profondamente nauseata.
Al mondo esistono ben poche persone capaci di rinunciare anche ad un'infinitesimale parte del loro benessere, specialmente economico, anche per le persone che amano di più, così dicono.
Sarebbe possibile un mondo senza soldi?
Forse no. Altrimenti chi si arrogherebbe il diritto di sentirsi migliore degli altri?

Forse ogni tanto ci si dovrebbe ricordare che la parola 'valore' non ha significato solo in ambito economico.
E il valore di una persona lo si definisce anche in base a ciò che dà, non solo in base a ciò che prende.

lunedì 15 ottobre 2007

Fe-li-ci-tà

Un momento protratto una vita
due occhi
liquidi di gioia
grondanti d'amore
nei miei
l'azzurro limpido dei bambini
le pupille tonde dei gatti quando è buio
l'Amore
e le mie lacrime.

(Juliet, when we made love you used to cry...)

:)

mercoledì 10 ottobre 2007

La vera faccia della guerra

Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma son mille papaveri rossi
lungo le sponde del mio torrente
voglio che scendano i lucci argentati
non più i cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente
così dicevi ed era inverno
e come gli altri verso l'inferno
te ne vai triste come chi deve
il vento ti sputa in faccia la neve

fermati Piero , fermati adesso

lascia che il vento ti passi un po' addosso
dei morti in battaglia ti porti la voce
chi diede la vita ebbe in cambio una croce
ma tu no lo udisti e il tempo passava
con le stagioni a passo di giava
ed arrivasti a varcar la frontiera
in un bel giorno di primavera
e mentre marciavi con l'anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore

sparagli Piero , sparagli ora

e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue
e se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore
e mentre gli usi questa premura
quello si volta , ti vede e ha paura
ed imbracciata l'artiglieria
non ti ricambia la cortesia

cadesti in terra senza un lamento

e ti accorgesti in un solo momento
che il tempo non ti sarebbe bastato
a chiedere perdono per ogni peccato
cadesti interra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che la tua vita finiva quel giorno
e non ci sarebbe stato un ritorno
Ninetta mia crepare di maggio
ci vuole tanto troppo coraggio

Ninetta bella dritto all'inferno

avrei preferito andarci in inverno
e mentre il grano ti stava a sentire
dentro alle mani stringevi un fucile
dentro alla bocca stringevi parole
troppo gelate per sciogliersi al sole
dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi.

(De Andrè, La guerra di Piero)

Credo che l'aspetto più straziante della guerra, in assoluto, sia ritrovarsi davanti un uomo uguale a te in tutto per tutto, con solo 'quella divisa di un altro colore', avere paura mista a rabbia, come te.
E mancare di pietà al punto di giustiziarlo prima che lui giustizi te.
Impedimento ingombrante, l'umanità.

martedì 9 ottobre 2007

Conosci l'imbarazzo

Conosci l'imbarazzo che provi nel mettere mano al portafogli e al saperlo vuoto
conosci l'imbarazzo nel sentirti proporre trasferte da amici che non vedi da tempo e di dover rifiutare
conosci l'imbarazzo di andare da un tuo parente e sentirti una sansisuga perchè chiedi ciò che è giusto
conosci l'imbarazzo di sentirti gravida di aspettative altrui
conosci l'imbarazzo, anzi, il dolore, di trovarti in un'impasse vergognosa
frutto dei passati errori altrui
e ti senti travolta
inerte
paralizzata.

Tutto questo per dire che non so cosa succederà domani, dove sarò, come sarò.
Ma continuerò a tenere duro.
E menomale che c'è l'amore, il dolce torpore.

domenica 7 ottobre 2007

Rapporti che risorgono

Come l'araba fenice, anch'io mi sento rinata.
Perche'?
Beh, immaginate di avere un padre, che non se l'e' svignata dopo che vostra madre vi ha partoriti, e che malgrado tutto vi vuole un bene dell'anima. Ecco.
Immaginate che diventi strano, qualcosa che voi non volevate assolutamente che diventasse.
Immaginate che arrivi anche a mancarvi di rispetto e a prendersi troppe confidenze e liberta' in quei momenti in cui dovrebbe mantenere il consueto distacco genitoriale.
Siete disperati. Che fate?

Per riuscire ad esternare tutto il vostro disagio nella maniera migliore possibile, e senza dover fronteggiare una reazione immediata da parte sua, gli scrivete una lettera.
Ma, al posto della vecchia e cara lettera imbustata e inviata penosamente via Posta Prioritaria che oggi fa tanto vintage, gli mandate una comodissima, meditatissima, chiarissima e-mail.

Alla quale lui degnamente risponde.

Benedetta sia l'era delle nuove tecnologie, se aiuta a ricucire in modo il piu' possibile rapido e indolore il rapporto fra un padre e una figlia.

lunedì 1 ottobre 2007

Meneghina per duegiorniemezzo

Olà, sono tornata.
Dopo quasi tre giorni di lavoro, piante dei piedi sfondate, spacchi audaci di gonna, risate e incazzature assortite, sono di nuovo a Roma, lontana dai vari 'Uè, cazzofiga', 'La Giulia ha lavurà' et similia.
Lo confesso: dopo aver svolto lo stesso identico lavoro a Roma, posso dire in tutta franchezza e contro ogni mio interesse che con me sono stati molto più gentili in terra padana che in terra latina.

29 settembre, ore 11:00, arrivo a Rho, il paese con il nome più strano al mondo (del quale mi hanno spiegato l'origine: pare che Rrrrrrrrrhhhhho sia stato fondato dai romani e sia uno dei paesi più antichi della Lombardia, e il suo bizzarro nome avrebbe origini oscure, forse da 'Raude').
Appena metto piede nello stand, vengo assalita da una caterva di vecchietti galanti e sorridenti, dall'aria ben pasciuta, che mi chiamano 'signorina' e chiaccherano fra loro.

Passo ore piacevolissime, fra anziani entusiasti all'idea di farsi un check up gratuito in piazza e di visitarsi, per l'occasione, anche il solitamente impenetrabile Museo Alfa Romeo (splendido, fra l'altro).
Nella stessa situazione, a Roma, alle persone alle quali chiedeva se interessava loro un check up al cuore, mi rispondevano quasi indignate di no, in un misto di paura per la diagnosi e fastidio.
Insomma, a Roma si sono comportati letteralmente da zotici coglioni.

Stavolta, in quella piazza gremita di cittadinanza chiaccherina e sorridente, con tanto di matrimonio nella chiesa della città e cammello e dromedario davanti per promuovere il nuovo circo di paese, mi sono proprio divertita.
Certo, la sposa sarà impallidita alla vista di quei due bestioni ruminanti e sputacchianti davanti, ma io mi sono rimediata solo piacevoli e infuocate discussioni politiche, tanti sguardi paterni e un pranzo gratis, gentilmente offerto dai gestori dello stand.

In museo, ad attendermi due operatori romani e ultra simpatici, una milanese arricchitafigliadipapà scansafatiche, una paesana lombarda carina ed efficiente e tanti individui neutri, la cui assenza/presenza non avrebbe sconvolto nessuno.
Ma intanto, mi sono fatta fotografare in tailleur davanti alle auto più belle del mondo: le Alfa Giulia e Giulietta. :D

giovedì 27 settembre 2007

Epilogo di una settimana di coppia

La mia assenza dal blog?
Giustificata da una PA-RA-DI-SI-A-CA quasisettimana t
ête-a-tête tutto moine con l'adorato fidanzato, per gentile concessione di una madre illuminata in trasferta sarda alla riscoperta della genealogia paterna e alla ricerca disperata di un acquirente per una casa di famiglia.
Tra ciccìcocco, puuuuuzzolettopuuuuuzzoletta, lucedellamiavita amoredelmiocuuuuore, menomale che lui inizia a lavorare e io pure.
Il ritorno alla normalità è, ora più che mai, di rigore.

Altrimenti, se rimarremo ancora a lungo insieme, ci ridurremo come quella innamoratissima coppia di coniugi attempati che, nello Scapolo d'oro, senza ritegno per le figlie nauseate da tante smancerie si ripetono, quando uno dei due si allontana per pochi minuti dall'altro, 'Mi manchi già!'.

domenica 23 settembre 2007

Ventun'anni (ben portati).

Almeno spero.
Certo è che sono figlia di una generazione che sta rapidamente scomparendo.
Quella che da piccola giocava con le Barbie e i Lego e si vestiva deliziosamente fuori moda.

Ho raggiunto la maggiore età statunitense, oltre che quella italiana, e ne vado fiera.
I vent'anni, per me, sono stati una vera e propria rivelazione e fonte inesauribile di vitalità: ho scoperto in toto le mie aspirazioni, ho gettato molte basi future, fatto molte conoscenze, sudato sette camicie.
Ma sono stata, e sarò, ricompensata per molto tempo a venire.

I diciannove, poi, sono stati anni magici: ho iniziato l'università, ho conosciuto Denis, ho preso la mia strada.
Finora ho avuto accanto un ragazzo che mi ripaga di ogni fatica, sacrificio, tristezza e solitudine: un autentico angelo, magari ce ne fossero più come lui.
A lui voto e dedico la mia felicità presente: grazie per questo splendido anno e due mesi trascorso insieme. :)

Insomma: di questi ultimi due anni posso solo che essere lietissima.
Augurandomi che tutti i prossimi anni siano come quelli appena trascorsi.

Di certo i miei ventuno sono e saranno anni in tailleur, tra un impegno e l'altro, e di audacia nel campo lavorativo e di studio.
Mi butterò a pesce in tutto quello che intraprenderò, come ho sempre fatto.

Grazie mummy*, grazie Denis, grazie vita.

(*= nomignolo affettuoso affibbiato molti anni or sono a mia madre, ndr)

giovedì 20 settembre 2007

La più bella d'Italia? Naaaaaaaaaaah.

Diamo i numeri.
In anteprima assoluta: 1 - 4 - 7 - 8 - 10 - 13 - 18 - 20 - 24 - 26 - 27 - 32 - 41 - 42 - 44 - 45 - 46 - 55 - 59.
Per altri numeri, stay tuned!

Per quanto riguarda le foto, è sempre la stessa storia: il fotografo ufficiale delle Miss, Luigi Saggese, meriterebbe la fucilazione per come è in grado di imbruttire e mortificare l'avvenenza delle concorrenti (quando presente).

mercoledì 19 settembre 2007

Parla come un pirata

Oggi è il 19 settembre.
Un giorno come gli altri? Giammai!
Oggi è la Giornata Internazionale della Parlata da Pirata.

Siete invitati a seppellire tutte le vostre preoccupazioni e ire con un gigantesco AHRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!



giovedì 13 settembre 2007

Leggere cento volte di seguito senza prendere fiato

TroppoamoreetroppalibertàrincoglionisconoGiuliatroppoamoreetroppalibertàrincoglionisconoGiulia
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mercoledì 12 settembre 2007

Benvenuta, piccola mostruosità

Ebbene, mentre tutti piangevano per la settima volta i morti delle Twin Towers, io ho passato l'11 settembre ad esultare per la nuova arrivata:
una bellissima, nerissima, reflexissima Nikon Coolpix P5000.


Acquistata su Ebay a 280 euro spese di spedizione incluse, segnalata nell'inserzione come usata ma effettivamente immacolata.
Talmente bella da farmi elaborare
definitivamente il lutto causatomi dallo smarrimento di una delle sue cuginette, Miss Nikon Coolpix 7900.

Era domenica 6 maggio 2007, e qualche manina troppo insidiosa me ne ha privata senza che io me ne accorgessi, in quel di Termini (presumibilmente).
Circostanze della sparizione: misteriose.


Beneamata 7900, dovunque tu sia, sii felice: non sono più sola.


martedì 11 settembre 2007

La vendetta è un piatto che si serve freddo

Una sola cosa: basta con le commemorazioni dell'11 settembre.

In questi secoli l'Europa, l'Asia e l'America latina hanno sofferto, pianto i loro morti, maledetto i loro dittatori, combattuto una miriade di guerre ingiuste e sanguinarie, subito e inferto colpi mortali.

Poi arrivano gli Stati Uniti, una nazione ufficialmente esistente da appena 300 anni, che subisce il primo vero attacco della propria vita politica e statale e piange all'infinito quasi fosse la prima alla quale è imposto un lutto nazionale.

La violenza genera violenza.
E purtroppo, in questo caso come negli altri, artefici della violenza sono sempre i potenti.
Gli Stati Uniti ne hanno generata tanta, tantissima.
E continuano a perpetrarne un po' dovunque da un secolo.
E l'Italia, come al solito, nei panni di sorella sfigata e bistrattata ma al contempo idolatrata, lascia fare.

Un saluto affettuoso a tutte quelle persone che hanno visto la morte in faccia per colpa del loro presidente.
Ma sappiano di essere solo gli ultimi arrivati.

venerdì 7 settembre 2007

Un umile omaggio

Il Principe

Nessun dorma!... Nessun dorma!... Tu pure, o Principessa, nella tua fredda stanza guardi le stelle che tremano d'amore e di speranza! Ma il mio mistero è chiuso in me, il nome mio nessun saprà! No, no, sulla tua bocca lo dirò, quando la luce splenderà! Ed il mio bacio scoglierà il silenzio che ti fa mia!

Coro donne

Il nome suo nessun saprà... E noi dovrem ahimè, morir, morir!...

Il Principe

Dilegua, o notte! tramontate, stelle! Tramontate, stelle!
All'alba vincerò!
Vincerò!
Vincerò!


('Turandot' di Giacomo Puccini, Atto III Scena I)

Arrivederci, Luciano.

mercoledì 5 settembre 2007

Que soplo es la vida...

... è un periodo strano, denso di sogni degni di un film di Buñuel, indolenza e colloqui di lavoro.

Ho quasi ventun anni, sto insieme ad un ragazzo che ne ha appena compiuti ventisette e mi sento adulta.
Di botto.
Se una volta i miei argomenti di conversazione preferiti oscillavano fra la filosofia di Schopenhauer e il tubino nero di Audrey Hepburn, ora preferisco parlare di vita pratica.
Con i piedi fortemente poggiati sulla terra, anzichè sulle nuvole, come avrebbe preferito Ennio Flaiano.

Gli anni - pochi e intensi - che trascorrono stanno facendo di me un'insofferente pettegola esterofila e desiderosa di una vita allo stesso tempo eccezionale e normale.
Desiderosa di un tetto stabile sulla testa che nessuno possa portarmi via.
Di un mutuo che, alimentato con sacrifici dal mio portafogli, mi garantisca di possedere una personalissima maison.
E non di buttare nel cesso 400 euro al mese di affitto per una misera stanza singola o minimo 700 euro per un monolocale periferico.

Per piccina che sia, voglio casa mia.

In questi tempi oscuri per i giovani lavoratori precari, come da consiglio materno, vedrò di accollarmi un mutuo quarant'anni con rate più piccole possibili, in modo da poterlo pagare anche nei momenti bui.

Per chi, come me, non è nato ricco nè benestante, il percorso è lungo e difficile.
Ma ne vale la pena.

lunedì 3 settembre 2007

Correva il giorno 19/07/2006

Ti conoscevo in una città che scoprivo la prima volta.
Avevi un viso strano: contratto, imbarazzato, buffo nelle sue espressioni.
Arrivavi con passo cadenzato e ondeggiante, di una musica tutta tua, forse proveniente dall'IPod verde metallizzato.
Eri tu. Il mio passato, presente e futuro, anche se non lo sapevo.
Barcellona non l'ho amata se non per la tua presenza.
Roma la amo di più perchè ora ci sei anche tu, altrimenti sarei una dei tanti abitanti in una città splendida che la vivono come una qualsiasi, e che al momento di viverla come merita vengono scambiati per turisti armati di macchina fotografica e cartina della città.

Tu mi hai insegnato a respirare la mia Roma.
Tu mi hai resa ancora più golosa, in ogni senso possibile.
Tu mi hai resa felice, e io ti ho reso più sicuro.

Oggi compi 27 anni, e mi sembra di conoscerti da sempre.
Le tue espressioni.
La tua voce dolce e sibilante da veneto verace anche dopo anni di vita all'estero.
Il tuo corpo morbido e accecante nel suo chiarore.
I tuoi piedi scolpiti da Michelangelo.
Quegli occhi buoni, un secondo prima velati di malinconia tutta veneta, e subito dopo focolai acquosi di gioia.
Quel labbro malandrino che mordi quando sei preoccupato.
La tua pacatezza piena di virilità e di forza interiore.

Se non ci fossi, bisognerebbe inventarti, come tutte le cose belle che sono al mondo.

Che questa sia un'età per te formidabile, amore.

sabato 1 settembre 2007

Una contro sette. Masculi e arrapati.

Che fare quando ci si trova, sola femmina e per giunta non disponibile causa splendido fidanzato, in mezzo ad un branco di sette maschi affamati di quellacosaaformadiv e casinisti?
Ironia della sorte: in riva al mare, tutti in costume tranne lei.
La fame non si attenua, e scatena istinti animaleschi che irrimediabilmente rischiano di sfociare in violenti rapporti omo.
E gli unici discorsi papabili, mentre la donna fa spallucce mollemente stesa al sole, ruotano sempre intorno ai soliti argomenti: donne, calcio, università.

Segno che l'estate non è ancora finita.
E che il sole dispensa ormoni a gogò come eritemi.

giovedì 30 agosto 2007

Un governatore che ha riacquistato il senno

Non so come descrivere ciò che provo in questo momento.
Pianto, stupore, commozione.
Per qualcuno che non conosco ne' conoscerò mai: Kenneth Foster (vedi post precedente).
Stasera, 20:00 ora italiana, è stato reso noto che il governatore del Texas Rick Perry ha commutato la pena di morte di questo condannato innocente in ergastolo.

Non è certo da premiare la presunta 'magnanimità' di Perry, ma c'è da tirare un sospiro di sollievo per una vita innocente risparmiata.

Bentornato, Kenneth.

(Per saperne di più: articolo del Corriere)

mercoledì 29 agosto 2007

Fine agosto a tinte fosche

La fine di agosto sembra essere uno dei periodi più sanguinari dell'anno.
Tra uomini ingiustamente condannati a morte nei 'civilissimi' USA e il decimo chiaccheratissimo anniversario della morte di Lady D.

Kenneth Foster verrà giustiziato domani.
Non è bastata una petizione internazionale, non è bastata la prova della sua incolpevolezza.
Hanno contribuito il suo essere afroamericano e il suo essere l'ipotetico assassino di un bianco dell'upper class, della ricca borghesia bianca statunitense.
La mia è la
12954esima firma per salvare Kenneth dalla forca, ma sarà stata assolutamente inutile.
Una tacca in più sulla coscienza del governo americano, un innocente in meno al mondo.

Lady D. è stata, in fondo, una povera disgraziata vestita in Chanel che ha avuto una vita infelice.
Due figli e un marito che la tradiva, come tante altre donne, e per suocera la temibile Elisabetta.
E' morta il 31 agosto del 1997.
Perchè e per mano di chi non si sa, e non c'è bisogno di sapere.
A pensarci bene, il chiacchericcio mediatico post-mortem è stata la sua peggiore condanna.

Viene da pensare se davvero non ci si debba dare una calmata.

Lasciare in pace i morti.
E fare giustizia tra i vivi.

martedì 28 agosto 2007

Cinque buone ragioni per avere un padre gay

1. Amano fare shopping come e più di voi.

Se hanno soldi da spendere - o le mani irrimediabilmente bucate come mio padre - vi ricopriranno di regali, piu futili che utili per la verità, ma irresistibili.

2. Hanno - o dovrebbero avere - una buona capacità di comprensione dei vostri problemi, rispetto a padri etero. Tendono ad essere - e questo pùo anche rivelarsi un aspetto estremamente negativo, come nel mio caso - 'padri amici', e questo facilita la comprensione.

3. Se appartengono al panorama artistico - come nel caso di mio padre, al mercato delle opere d'arte e dell'antiquariato - affineranno il vostro gusto estetico e solleciteranno la vostra cultura.
Fino a farvi riconoscere, fin da piccoli, artisti, correnti, periodi etcetera.

4. Vi esalteranno al massimo, in quanto prove della loro mascolinità in senso lato.
Non che questo, in generale, sia positivo: diventate, infatti, il risultato tangibile della loro ex presunta sessualità 'normale', oggetti da sfoggiare e ostentare nel mondo civile.
Ma volete mettere la soddisfazione di essere sulla bocca di tutti gli amici, etero e gay, di vostro padre che vi lodano per la vostra bellezza, intelligenza, simpatia e carattere?
L'ego ne sarà piacevolmente accarezzato, la dignità umana un po' meno.

5. Avrete una visione della vita, e della sessualità, a tutto tondo.
Il concetto di 'normalità' per voi sarà, inevitabilmente, inesistente.
Cos'è in fondo la normalità? 
Attenzione, però: se fondamentalmente stupidi e chiusi di mente, neanche un padre gay potrà mai rendervi piu intelligenti e aperti. Tutt'altro.

lunedì 27 agosto 2007

Cinque buone ragioni per NON avere un padre gay

1. Se è gay dichiarato, e il suo 'vizietto' è il segreto di pulcinella, potreste farvi venire il voltastomaco - o peggio, il diabete - vedendo uscire di casa lui e il suo compagno vestiti come gemellini: stesso colore di polo, stessi bermuda chiari, stessi sandali aperti in pelle.

E magari un solo borsello per tutti e due: perchè i soldi sono patrimonio in comune, così come il gusto per la moda.

2. Non è un luogo comune che i gay si curino molto del proprio aspetto. Troppo.
Alla lunga, trovare nel bagno creme e cremine per le rughe, la panza, le mani screpolate, potrebbe provocarvi saturazione quanto intolleranza ai cosmetici. Anche i vostri.

3. Che sia gay dichiarato o meno, state pur certi che, ad ogni ricorrenza, tenderà a regalarvi ciò che piacerebbe a lui ricevere se fosse donna.

4. Se dichiarato, dopo tante risate vi annoierete a forza di sentirlo fare l'imitazione di sè stesso.
Vezzi, parlata e braccia in posizione improbabile inclusi.

5. I suoi amici sono esilaranti. Ma non ce n'è nessuno papabile.

(Avvertenze per l'uso: queste ragioni si basano su vita vissuta. Non hanno alcuna pretesa di neutralità e, malgrado le apparenze, sono dettate da forte affetto nei confronti del soggetto incriminato)

sabato 25 agosto 2007

Non sono una vamp

Almeno in senso lato.
Dopo otto ore in piedi su un paio di decollete con tacco a malapena 5 ho i plantari massacrati, neanche avessi affrontato un paio di temibilissimi stiletto 10.
Vuoi l'idiozia - mettere le decollete senza calze perchè le uniche calze disponibili sono enormi e tocca alzarsele sulla coscia di continuo, neanche fossi Edwige Fenech in una commedia scollacciata all'italiana - vuoi l'assenza di alternative valide.
Un padre misericordioso, per una volta, ci salva dal pubblico ludibrio procacciandoci costose autoreggenti che svolgono alla meglio il loro compito, cioè stare su e farsi intuire appena sotto lo spacco di un tailleur per attirare clienti di sesso maschile.
Sì, perchè quando ci si trova a fare la promoter di profumi maschili tocca ricorrere ai mezzi più biechi per assicurarsi un po' di vendite.

Sopra le autoreggenti, il cervello di una ragazza in affari.

lunedì 20 agosto 2007

Come nel sogno

Uno dei miei sogni ricorrenti nell'adolescenza: una gara fra cavalieri che si svolge sulle colline. Cavalieri e fanti. Un fante con le gambe più agili dei cavalli altrui, che riesce a salire sulla vetta più alta. Apre le braccia davanti al sole e il suo corpo prende fuoco.
Così.

sabato 18 agosto 2007

Volver

Le due ciminiere di Civitavecchia in costante avvicinamento, un crescente sentore di gasolio.
Il segnale che la meta è ormai prossima.
Che, fra poco, si ammasserà, sul ponte di sbarco, una massa indistinta di persone, perlopiù romani e campani.
Valchirie stagionate con tanto di texani ai piedi, tanto per coltivare meglio i propri batteri e appagare la propria vanità (leggi: se porto i texani, assomiglierò a Sienna Miller e a tutte le altre portatrici sane di pessime mode).
Bambini pestiferi con genitori troppo accondiscendenti per rabbonirli.
Coppiette a metà strada fra il coatto e il freak, lui capelli lunghi e muscoloni pompati, lei tacchi vertiginosi e short, quasi a voler emulare i mitici Jessica e Ivano.
Un brulicare di tintarelle, perlopiù palesemente fasulle, soltanto raramente naturali.
Pochi ustionati, o per vergogna o per strategia.

Il viaggio è stato come me lo ricordavo dall'ultima volta, tre anni fa: sei ore di odissea, dibattuti fra il bar e il ponte esterno.
Assaliti dalla salsedine sul ponte, scompigliati dal vento incessante in mare aperto mentre si cerca di scrutare una costa che non si vedrà che sei ore dopo.
E, all'improvviso, un tramonto accecante, totalizzante, unico, immortalato da troppe digitali.

Una volta non facevo che, come tutti i bambini, porre incessantemente a mia madre la fatidica domanda: siamo arrivati siamo arrivati siamo arrivati siamo arrivati siamo arrivati?
Con risultato che mia madre, con un po' di giudizio, era tentata di mandarmi a fanculo.
Stavolta, mi sono 'accontentata' del mio paziente nonchè sexissimo fidanzato che divorava i Classici Disney mentre io assaggiavo con parsimonia il mio adorato Vanity Fair.
Ma non ci si nutre di sole letture.

Se siete abitué delle traversate di mare, sapete che le compagnie di viaggio approfittano del fatto che, in sei ore, la stragrande maggioranza dei passeggeri sarà attanagliata dalla fame e sarà disposta a sborsare cifre astronomiche per aggiudicarsi una lattina di coca cola e un misero trancio di pizza che mai, in un'altra situazione, avrebbe un'aria tanto invitante.
Se, al contrario, non siete pratici dei viaggi in nave, sappiate che potreste trovarvi davanti, con irrefrenabile moto d'invidia, una coppia di giovani che la sanno lunga e divorano sotto i vostri occhi famelici tramezzini freschi e tacos sorseggiando mirto bianco.
Ecco. Quei due giovani potremmo essere noi.

Che, da bon vivants, ci siamo concessi anche un'agguerritissima partita a carte, sotto gli occhi stupiti di alcuni compagni di viaggio.
Come al ritorno, così all'andata.
Quando, sprovvisti di un mezzo di trasporto proprio, capita di rimanere ad aspettare per due ore e passa un pullman regionale e di ammazzare il tempo giocando a scopa con un fortunatissimo siciliano.
Ma il gioco vale la candela, così per le carte come per la vacanza.
E la vacanza di due giovani squattrinati alla ventura si trasforma in un dolce tour-de-force per andare al mare alle 7:30 del mattino, e godersi quelle ore nelle quali ci siete soltanto voi e uno stuolo di gabbiani e cormorani a pescare pesce.
Il vento è lieve e l'acqua limpida come acqua da bere, se non fosse per quel sale che, ritualmente, assaggio ogni volta che mi accingo a fare il primo bagno in mare.

Essì, mi ricordavo che la Sardegna era bella, ma non così bella.
In fondo, ha ragione chi sostiene che ciò che conta non sono i posti, ma la compagnia.
Se poi i posti sono da favola, tanto di guadagnato.

martedì 7 agosto 2007

Civitavecchia, 8:30, Nuraghes.

Sardegna, aspettaci.

lunedì 6 agosto 2007

Tormentoni estivi random (italiani)

L'Italia è l'unico paese al mondo dove, anche a distanza di vent'anni, trovi sempre gli stessi tormentoni musicali estivi in auge (I Watussi, Gioca Jouer, l'inossidabile Macarena eviadiscorrendo).

BOOOOOMBAAAAA

Sensual - un movimiento sensual
Sensual - un movimiento muy sexy
Sexy - un movimiento muy sexy
Sexy - y a quien se viene azul azul
con este baile que es una

Bomba - para bailar esto es una
Bomba - para gozar esto es una
Bomba - para menear esto es una
Bomba - y las mujeres lo bailan
asì asì asì asì (movimento coito like)
(sgrullata energica di fianchi)

Todo el mundo una mano en la cabeza
Una mano en la cabeza
Un movimiento sexy, un movimiento sexy
Una mano en la cintura,
una mano en la cintura
Un movimiento sexy, un movimiento sexy
Y ahora empeza a menear
Suavecito para abajo, para abajo,
para abajo
Suavecito para arriba, para arriba,
para arriba
Suavecito para abajo, para abajo,
para abajo
Suavecito para arriba, para arriba,
para arriba

BOOOOOMBAAAAA
(movimento killer di bacino, che nemmeno una danzatrice del ventre)

Sensual - un movimiento sensual
Sensual - un movimiento muy sexy
Sexy - un movimiento muy sexy
Sexy - y a quien se viene azul azul
con este baile que es una
(movimento killer number two)

Bomba - para bailar esto es una
Bomba - para gozar esto es una
Bomba - todas las mujeres lo bailan
Bomba - todos los hombres lo bailan
Bomba - todas las radios la ponen
Bomba - las discotecas lo ponen
Bomba - toda la gente lo baila
Bomba - y las mujeres lo bailan
asì, asì,asì, asì

Todo el mundo una mano en la cabeza
Una mano en la cabeza
Un movimiento sexy, un movimiento sexy
Una mano en la cintura,
una mano en la cintura
Un movimiento sexy, un movimiento sexy
Y ahora empeza a menear

Suavecito para abajo, para abajo,
para abajo
Suavecito para arriba, para arriba,
para arriba
Suavecito para abajo, para abajo,
para abajo
Suavecito para arriba, para arriba,
para arriba
(sgrullata energicissima di culo e tette, senza soluzione di continuità, che neanche una sambeira)

SEXY MAMI

Sensual - un movimiento sensual
Sensual - un movimiento muy sexy
Sexy - un movimiento muy sexy
Sexy - y a quien se viene azul azul
con este baile que es una Bomba - para bailar esto es una
Bomba - para gozar esto es una
Bomba - todas las mujeres lo bailan
Bomba - todos los hombres lo bailan
Bomba - todas las radios la ponen
Bomba - las discotecas lo ponen
Bomba - toda la gente lo baila
Bomba - y las mujeres lo bailan
asì, asì, asì, asì

Pero eso todo se acaba
Bomba - acaba, acaba, acaba, acaba,
acabalo
( 4 VOLTE )

...ed è subito estate.

sabato 4 agosto 2007

Ciak, si parte

Dopo aver superato l'ultimo ostacolo universitario estivo - grazie, Diane - è ora di godersi ciò che molti si godono da settimane.
La mia prima vacanza a due, in quel della Gallura.

Era anche ora, mannaggia.
Dopo un'estate passata, si fa per dire, sui libri, un mesetto scarso di piùomenopuro relax.
Fra olio di monoi purissimo por moi e protezione 30 per non far scottare la delicata epidermide della mia dolce metà.
Fra soli tre giorni avremo a nostra completa disposizione una rustica casetta a due piani con terrazza vista 360° sul nord della Sardegna, Corsica in lontananza inclusa.
E il tramonto, e solo stelle sopra di noi.

(basta, ché sto diventando sdolcinata...)

lunedì 30 luglio 2007

Il bell'anatroccolo

Rifacendomi ad un post di Laura sul suo blog, ecco a voi la mia 'faccina da blogger'.
Una volta ero bella. Una volta avevo i capelli corti e ricci.
Una volta ero la bambina più fotogenica del mondo. :D

Quasi duenne (agosto '88)

A 10 mesi (luglio '87)

A 5 mesi (marzo '87)


Scopri le differenze fra ieri e oggi.

Bye bye Ingmar

La prima volta che ho visto un film di Bergman ero bambina: i miei genitori avevano registrato dalla televisione Il flauto magico, versione cinematografica-musicale della celeberrima opera mozartiana.


Il film si svolgeva come uno spettacolo teatrale, e all'inizio la cinepresa inquadrava visi di spettatori in attesa. Tutti diversi, tutti ansiosi di assistere allo spettacolo.
Bergman amava il teatro. Più del cinema. Di quel primo film mi rimase impressa l'inizio del secondo atto: Pamina che dorme, Monostato che canta vorrebbe toccarla, possederla, ma viene cacciato da Astrifiammante, Regina della Notte e madre della giovane.
Le m
ani scorrono sul corpo di Pamina addormentata senza mai toccarla, ma è tangibile il desiderio, mentre Monostato canta Alles fühlt der Liebe Freuden.
Mi sento Pamina, per la prima volta in vita mia.

All'epoca non sapevo che si trattasse di un film di Bergman. Non sapevo chi fosse Bergman, in effetti.
Poi sono arrivati i miei diciotto anni, e Il posto delle fragole ha fatto capolino nella mia vita.
Quel vecchio bisbetico ed egoista, quella trama a cavallo fra sogno e realtà, quelle fragole in giardino con la cugina da lui amata.


Fu colpo di fulmine.
Uno di quegli innamoramenti istantanei che mi prendono solo in presenza di film dolceamari, malinconicamente nostalgici e meravigliosamente diretti.

In seguito, sono arrivati Sussurri e grida, Il settimo sigillo, Persona.
E tanti altri suoi capolavori seguiranno.

Proprio pochi giorni fa, riflettendo sui miei registi del cuore, pensai che Bergman era ancora in vita e che quindi avrebbe regalato al mondo ancora tanti prodotti del suo talento.
Stamattina, pensando al fatto che i lavori creativi mantengono giovani, ho appreso la notizia della sua morte, così, come nel 2004 seppi della morte di Ingrid Thulin, novantaduenne musa del regista.

Pian piano, l'universo cinematografico di Ingmar si sta dissolvendo.
I suoi attori e lui con loro.
Ma lascia un'eredità straordinaria, di visionarietà, poesia in immagini, fermo immagini indimenticabili.
Chi potrà dimenticare l'interminabile partita a scacchi fra il Cavaliere e la Morte e la danza macabra sulle colline del Settimo sigillo, o l'allattamento simbolico di Sussurri e Grida?






Bergman è entrato nel nostro immaginario.
Nell'immaginario dei cinefili più accaniti e affezionati, certo, ma le sue immagini sono abbastanza potenti per raggiungere, e turbare, tutti noi.

Per quanto mi riguarda, amo ricordarlo con una battuta citata dal Settimo Sigillo, che più di qualsiasi altra mi dà la dimensione di ciò che significa ricordare, sapere di aver vissuto:

Lo ricorderò, questo momento: il silenzio del crepuscolo, il profumo delle fragole, la ciotola del latte, i vostri visi su cui discende la sera, Michael che dorme sul carro, Jof e la sua lira… cercherò di ricordarmi quello che abbiamo detto e porterò con me questo ricordo delicatamente, come se fosse una coppa di latte appena munto che non si può versare. E sarà per me un conforto, qualcosa in cui credere.

(
Antonius Block/Max Von Sidow prima di incontrare la Morte per giocare l'ultima partita. Quella fatale.)